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A Rovereto la “Camminata per la pace”, nel centenario della Grande Guerra

Sabato 6 ottobre con l’arcivescovo Lauro e i rappresentanti del Tavolo delle religioni 
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Si è tenuta sabato 6 ottobre, a Rovereto, la “Camminata per la pace”, promossa dalla comunità ecclesiale della Vallagarina, in condivisione con il “Tavolo delle religioni”. I rappresentanti dell’ampia zona pastorale a sud della Diocesi, insieme agli esponenti delle altre religioni presenti sullo stesso territorio, hanno deciso di proporre un evento significativo in occasione del centenario della prima guerra mondiale. L’iniziativa era rivolta a tutti, in particolare a giovani e famiglie. Vi ha preso parte anche l’arcivescovo Lauro Tisi.

Il ritrovo è avvenuto nel tardo pomeriggio all’Ossario di Castel Dante, luogo significativo per la memoria della Grande Guerra, dal momento che custodisce i resti di oltre 23 mila soldati, di varie nazionalità, caduti durante il conflitto mondiale. All’Ossario si è tenuta la riflessione introduttiva di Camillo Zadra, Direttore del Museo della Guerra di Rovereto, prima di incamminarsi alla volta del Colle di Miravalle, dove l’associazione teatrale 2GIGA offrirà lo spettacolo “Armonicamente dal fronte”: in scena il drammatico viaggio verso l’ignoto di un soldato trentino, raccontato dalla moglie attraverso le lettere inviate dal fronte.

Sul piazzale della Campana, alle ore 20.30, è stata recitata una preghiera interreligiosa con la proclamazione della “Dichiarazione comune per la pace” (anche in allegato), concordata tra il Comitato della zona pastorale della Vallagarina e il “Tavolo delle religioni”. La preghiera è stata intercalata dai canti del Minicoro di Rovereto. La camminata si è conclusa con il suono di Maria Dolens.

Siria, anche Diocesi Trento chiede zone umanitarie

Sottoscritto l'appello di Operazione Colomba
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Un appello per la Siria. Anche la Diocesi di Trento, già in prima linea nel primo corridoio umanitario che ha portato in città nel 2016 una trentina di profughi siriani, aderisce all’appello di pace lanciato da Operazione Colomba (Ass. Papa Giovanni XXIII). Obiettivo: la creazione di zone umanitarie, in cui non possano avere accesso eserciti e gruppi armati e una pace che definisca responsabilità e costruisca una Siria per chi non vuole la violenza. 

Roberto Calzà (Caritas) e Cristian Gatti (Fondazione Comunità Solidale), a nome della Chiesa trentina, scrivono: «Stimolati e scossi dalle continue immagini di guerra, devastazione e dolore che quotidianamente ci giungono dalla Siria, con racconti di dolore e crudeltà che l’uomo continua a perpetrare a danno di suoi fratelli, la Diocesi di Trento intende aderire e sostenere la proposta di pace nata per iniziativa di “Operazione Colomba”. Fermamente convinti che sia possibile raggiungere la vera pace dando sostegno alle vittime della guerra e del terrorismo, garantendo che i diritti di tutti possano essere rispettati, invitiamo tutti ad approfondire quest’iniziativa ed a diffonderla. Il grido “Mai più la guerra!” di San Giovanni Paolo II possa risuonare ancora potente in tutto il mondo».

Pensando alle vittime innocenti della guerra,  emergono dati sconcertanti: l’Agenzia Sir scrive che la guerra in Siria ha provocato finora la morte di 27mila bambini, 1.5 milioni non ha più frequentato una scuola e su 5,6 milioni di persone in gravi necessità 663.000 sono sotto i cinque anni. I dati sulle violenze e sulle vittime sono stati pubblicati in un report esaminato il 13 marzo, nella sede Onu di Ginevra, in una tavola rotonda che ha visto confrontarsi Kate Gilmore, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Panos Moumtzis, coordinatore umanitario Onu per la crisi siriana, e varie organizzazioni di pronto intervento, a difesa dei minori e dei civili, tra cui la Commissione per gli affari internazionali del Consiglio mondiale delle Chiese.  FOTO SIR

 

 

 

23 febbraio, anche in Diocesi preghiera e digiuno per la pace

In cattedrale la testimonianza di suor Maria Martinelli (Sud Sudan)
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Raccogliendo l’invito di Francesco, anche la Chiesa di Trento promuove domani, venerdì 23 febbraio, una Giornata di preghiera e digiuno per la pace.

Papa Bergoglio ha rivolto il suo appello a tutti i fedeli domenica 4 febbraio, durante l’Angelus in piazza San Pietro, chiedendo di pregare, in particolare, per le popolazioni della Repubblica Democratica del Congo e del Sud Sudan. Nei due stati africani si consumano da tempo conflitti civili di inaudita violenza, accompagnati da una grave crisi umanitaria che provoca povertà estrema e migrazioni: in fuga dal Sud Sudan si calcolano non meno di tre milioni di rifugiati.

L’arcivescovo Tisi presiederà una S. Messa in cattedrale domani alle ore 19.00.

All’inizio della liturgia in Duomo vi sarà la testimonianza di suor Maria Martinelli, missionaria comboniana di Calceranica, medico chirurgo, partita per la missione del 1988 e dal 2008 in Sud Sudan. Negli ultimi anni si è spesa per la ricostruzione e la gestione dell’ospedale di Wau, cominciando dalla formazione del personale sanitario. Ora è anche provinciale delle suore comboniane di quella zona. Qui intervista a radio Trentino inBlu

Nei giorni scorsi monsignor Tisi aveva scritto alle  parrocchie, invitandole a partecipare “con il cuore” alla Giornata di preghiera e digiuno. “Fermiamoci – aggiungeva –, almeno per un attimo, a riflettere sulle sofferenze di interi popoli. Spesso arrivano da lì i volti dei migranti che ci chiedono di essere accolti”.

L’iniziativa voluta dal Papa avrà anche un carattere ecumenico ed interreligioso: “Come in altre situazioni simili – ha sottolineato Francesco – invito anche i fratelli  e le sorelle non  cattolici e non cristiani ad associarsi a questa iniziativa nelle modalità che riterranno più opportune, ma tutti insieme”.

Nella foto (Zotta) la marcia per la pace a Trento il 1 gennaio 2018.