Tag Archives: cattedrale di trento

Solennità di San Vigilio, alle 10 il pontificale in Cattedrale (DIRETTA streaming e TV)

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Oggi la Chiesa di Trento celebra il patrono, San Vigilio. In Cattedrale solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo Lauro, con inizio alle ore 10, con diretta Tv su Telepace, RTTR , TrentinoTv e in streaming su questo portale e di Vita Trentina . L’accesso in Duomo potrà avvenire solo su prenotazione, per via delle misure di sicurezza legate all’emergenza Covid che riducono la capienza della chiesa a 190 posti. LE ISCRIZIONI SONO TERMINATE GIOVEDI’ ALLE 12.30.

Accesso al Duomo consentito solo dal portone principale in via Verdi a partire dalle ore 9.15. All’ingresso sarà verificata l’effettiva prenotazione e il rispetto delle misure di sicurezza (mascherina, igienizzazione delle mani, collocazione nei posti indicati).

Al termine della celebrazione, l’arcivescovo Lauro farà dono della sua nuova Lettera alla comunità (allegata giovedì a Vita Trentina per gli abbonati).  

I rappresentanti dell’Associazione panificatori distribuiranno il pane di San Vigilio ai fedeli nei loro posti in chiesa. Non vi sarà la tradizionale distribuzione in piazza. 

San Vigilio, domani il pontificale in Cattedrale

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Domani, solennità di San Vigilio, la Cattedrale di Trento ospiterà il solenne pontificale presieduto dall’arcivescovo Lauro, con inizio alle ore 10, con diretta Tv su Telepace, RTTR , TrentinoTv e in streaming sui portali diocesani. L’accesso in Duomo potrà avvenire solo su prenotazione, per via delle misure di sicurezza legate all’emergenza Covid che riducono la capienza della chiesa a 190 posti. LE ISCRIZIONI SONO TERMINATE GIOVEDI’ ALLE 12.30.

Il giorno di san Vigilio l’accesso al Duomo sarà consentito solo dal portone principale in via Verdi a partire dalle ore 9.15. All’ingresso sarà verificata l’effettiva prenotazione e il rispetto delle misure di sicurezza (mascherina, igienizzazione delle mani, collocazione nei posti indicati).

Al termine della celebrazione, l’arcivescovo Lauro farà dono della sua nuova Lettera alla comunità (allegata giovedì a Vita Trentina per gli abbonati).  

I rappresentanti dell’Associazione panificatori distribuiranno il pane di San Vigilio ai fedeli nei loro posti in chiesa. Non vi sarà la tradizionale distribuzione in piazza. 

Per la solennità di San Vigilio l’accesso alla Cattedrale sarà solo su prenotazione

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In occasione del pontificale di San Vigilio, venerdì 26 giugno, così come per tutte le celebrazioni in epoca Covid, l’ingresso in Cattedrale a Trento sarà consentito a un numero massimo di 190 fedeli, distanziati e con mascherina. Considerato il tradizionale afflusso di persone per la solennità del patrono, allo scopo di evitare assembramenti e di dover impedire l’entrata ai fedeli per mancanza di posti disponibili, l’Arcidiocesi e il Capitolo della Cattedrale hanno disposto, per questa circostanza, l’accesso in Duomo solo su prenotazione.

Lo si potrà fare a partire da lunedì 22 giugno e nei giorni successivi telefonando alla Segreteria di Curia allo 0461/891.200 dalle ore 08.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.30. Termine ultimo: giovedì 25 giugno ad ore 12.00.

La prenotazione è individuale, si possono però prenotare altri posti, ma solo per eventuali familiari.

Sarà peraltro possibile seguire la celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo Lauro, in diretta televisiva su Telepace, RTTR e TrentinoTv.

Il giorno di san Vigilio l’accesso al Duomo sarà consentito solo dal portone principale in via Verdi a partire dalle ore 9.15. All’ingresso sarà verificata l’effettiva prenotazione e il rispetto delle misure di sicurezza (mascherina, igienizzazione delle mani, collocazione nei posti indicati).

Al termine della celebrazione, i rappresentanti dell’Associazione panificatori distribuiranno il pane di San Vigilio ai fedeli nei loro posti in chiesa. Non vi sarà la tradizionale distribuzione in piazza.

“Donaci di tornare a respirare vita e speranza”. L’arcivescovo Lauro prega davanti al crocifisso e affida la terra trentina a Maria Addolorata: “Difendici dalla diabolica tentazione di egoismi collettivi, il virus più nefasto”  

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

“Porto uno per uno il nome di tutti i morti che ci hanno lasciato in questi giorni. La Madre dell’ultima ora li accompagni nell’abbraccio dell’amore del Padre”.

Nel giorno del quarto anniversario della sua ordinazione a Vescovo di Trento (3 aprile 2016), monsignor Lauro Tisi apre la meditazione sulla Passione di Gesù guardando l’immagine dell’Addolorata, collocata accanto alla croce, al centro del presbiterio, nella cattedrale senza fedeli (diretta TV e streaming) anche in questo quinto venerdì di quaresima, come dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.

“Voglio portare alla Madonna – aggiunge Tisi – la fatica che si sta vivendo nelle famiglie, dovendo stare al chiuso. Il Signore ci aiuti a perseverare in questo restare a casa, in questo momento l’atto più bello d’amore per gli altri e in particolare per i sanitari che continuano in maniera indefessa ad accompagnare chi sta lottando con la malattia”. Agli ammalati si rivolge quindi l’Arcivescovo ribadendo la sua vicinanza “non a parole ma affidandovi al Signore”; ricorda gli ospiti delle case di riposo e i sacerdoti della casa del clero, e la comunità dei frati cappuccini “in quest’ora tanto difficile”, oltre alle religiose che stanno combattendo con la malattia. Un pensiero affettuoso  va anche ai sacerdoti diocesani contagiati e a quanti tra loro hanno superato la malattia. Come don Piero Rattin, che “dal suo letto d’ospedale – ricorda don Lauro – ha scritto oggi per noi l’atto di affidamento a Maria”.

Nella meditazione l’Arcivescovo di Trento constata che l’atteggiamento di Gesù nella sua passione e morte “capovolge e fa cadere a terra tante nostre convinzioni: non più l’uomo che muore per Dio, ma Dio che muore per l’uomo. Dobbiamo ammetterlo: continuiamo a sperare in un Dio tappabuchi, che interviene in presa diretta tappando le nostre falle. Ma Tu – prega monsignor Tisi –, proprio perché sei l’Amore, ci affidi responsabilità, ti fidi di noi, cammini con noi. In quest’ora tanto drammatica, con la tua Parola accompagna le nostre giornate tanto tristi, ferma il corteo della morte, donaci di tornare a respirare vita e speranza”. “Grazie Signore – è un altro passaggio –, perché in questa nostra tempesta piano piano ci fai tornare ad essere uomini.”

Terminato il racconto della Passione, una lunga preghiera di affidamento di tutta la Diocesi a Maria Addolorata, “a nome di chiunque sia nel dolore” precisa don Lauro inginocchiato davanti all’immagine della Madonna sul presbiterio, copia della statua dell’Addolorata posta sopra l’altare laterale della cattedrale e tanto amata dai trentini.

FOTO GIANNI ZOTTA

“Noi – recita l’appassionata preghiera del biblista Rattin, proclamata da don Lauro – ci ritenevamo più forti d’ogni avversità e capaci di far fronte con i nostri soli mezzi a qualsiasi minacciosa evenienza. Ed ecco che ora, sconfitti nelle nostre presunzioni, in umiltà e fiducia – e a nome di tutta la popolazione della nostra terra – ricorriamo a te, o Madre che stai presso la Croce”. “Difendici dalla diabolica tentazione di abbandonarci ad egoismi collettivi, dalla presunzione di uscirne chiudendoci in noi stessi, dall’illusione che solo nell’erigere muri e nel rispolverare confini e frontiere potremo garantirci vita e futuro. Da questo virus, ben più nefasto d’ogni altro, liberaci e difendici, o Maria.

Monsignor Tisi prega perché infine affinché, “quando la tempesta si sarà calmata e il morbo che insidia le nostre vite avrà esaurito o quantomeno ridotto la sua potenza”, possiamo maturare la capacità di ”valutare con sapienza di fede questo drammatico evento, di comprenderlo quale ‘segno dei tempi’ e di coglierne le provocazioni – individuali, familiari, collettive – ad attuare scelte concrete di conversione coraggiosa e coerenti cambiamenti di mentalità e di condotta.”

Questa sera la Via Crucis animata dai giovani e trasmessa in diretta streaming. Durante la preghiera a distanza, l’arcivescovo Lauro si rivolgerà ai giovani in videocollegamento.

QUI TESTI INTEGRALI: MEDITAZIONE ARCIVESCOVO LAURO E PREGHIERA DI AFFIDAMENTO A MARIA (autore don Piero Rattin)

RIVEDI LA DIRETTA STREAMING

Prosegue il restauro interno della Cattedrale di Trento con l’allestimento dei ponteggi in navata sud e centrale. Chiusura precauzionale di alcune aree. Conclusione lavori fra due anni

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Tra due anni la Cattedrale di Trento accoglierà fedeli e turisti con un volto decisamente rinnovato. Nel frattempo, però, si dovrà sopportare qualche giustificato disagio. Iniziato lo scorso lunedì 15 luglio, prosegue, infatti, l’allestimento del cantiere per il secondo e conclusivo lotto di restauri interni che interesseranno la navata centrale e la navata sud.

Il cantiere è stato formalmente consegnato lunedì 8 luglio alla ditta Lares Restauri di Venezia che ha avviato il montaggio di considerevoli ponteggi. Essi consentiranno di raggiungere le zone più inaccessibili all’interno della Cattedrale anche alle quote più elevate, assicurando al contempo una buona fruibilità della chiesa. L’allestimento della struttura sarà ultimato nel corso del mese di settembre.

I lavori di restauro avranno durata di due anni ed andranno a completare l’opera già realizzata dalla ditta Lares sulla navata nord e conclusa nell’estate 2018. L’intervento conservativo riguarda il paramento lapideo interno: oltre alle navate centrale e sud, si porrà mano al transetto, al tiburio, al coro e all’abside della chiesa “madre” intitolata a San Vigilio.

In queste delicate operazioni di avvio del cantiere, per ragioni di sicurezza, saranno necessarie chiusure temporanee di aree interne della Cattedrale. Al termine dell’approntamento dei ponteggi rimarranno comunque accessibili al pubblico l’altare “dell’Addolorata”, la “Cappella del Crocefisso”, la navata centrale e la navata nord, il transetto ed il coro.

Il costo di quest’ultimo lotto di lavori ammonta ad euro 2.031.156.34, di cui euro 523.073.74 per oneri della sicurezza non soggetti a ribasso. L’intero restauro interno della cattedrale, per un importo complessivo pari ad euro 5.781.435.64 è stato ammesso a finanziamento da parte della PAT (con le Determinazioni 903/2014 e 904/2014 della Soprintendenza Beni Culturali) per una percentuale del 75%. Il rimanente è a carico di Arcidiocesi di Trento e Capitolo della Cattedrale.

FOTO: Gianni Zotta

 

Viaggio in 3D nella basilica paleocristiana di san Vigilio. Presentati nuovi supporti didattici

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, il Museo Diocesano Tridentino ha presentato i nuovi supporti didattici della Basilica Paleocristiana di San Vigilio: video, postazioni multimediali e visori per la realtà virtuale immersiva arricchiscono l’esperienza del visitatore rendendola più coinvolgente, più chiara e ad alto tasso di tecnologia. Ingresso libero e gratuito.

Guarda il video di presentazione:

Sabato 18 maggio, data ufficiale della consueta Giornata Internazionale dei Musei, molte persone hanno approfittato di una visita gratuita alla Basilica Paleocristiana di San Vigilio per approfondire la conoscenza di questo edificio e sperimentare le novità tecnologiche.

La basilica paleocristiana di San Vigilio nella Trento del IV secolo grazie alla ricostruzione in 3D

Trento all’epoca di Vigilio. La basilica cimiteriale a lui dedicata sorgeva fuori dalla mure della città romana

 

Forse non tutti sanno che il Museo Diocesano Tridentino gestisce uno dei siti archeologici più importanti della città: l’antica Basilica Paleocristiana di San Vigilio, riscoperta sotto la Cattedrale di Trento solo negli anni Settanta del Novecento. L’area archeologica permette di ammirare i resti di un edificio sacro di notevoli dimensioni, eretto al di fuori della cinta urbica romana presumibilmente verso la fine del IV secolo.

Il patrimonio di storia, arte e fede custodito da questo luogo è immenso. Ed è proprio per valorizzare al meglio questo tesoro che il Museo ha studiato e realizzato un nuovo percorso di visita arricchito da video, postazioni multimediali e visori per la realtà virtuale immersiva. Sono state inoltre aperte nuove aree espositive dove poter ammirare i reperti, corredati da didascalie e pannelli in due lingue (italiano e inglese). Nel rinnovato percorso di visita le soluzioni tecnologiche permettono di far rivivere il passato e di comprendere in modo semplice e intuitivo le complesse vicende della Basilica. Non mancheranno i supporti tradizionali e una speciale brochure pensata per le famiglie: attraverso enigmi, giochi e indovinelli anche i piccoli visitatori potranno scoprire divertendosi la storia dell’area archeologica.

Nel ripensare i nuovi supporti didattici il Museo ha posto al centro del suo progetto il visitatore, al quale propone un’esperienza di visita completamente nuova rispetto a prima: più coinvolgente, più chiara e ad alto tasso di tecnologia.

 

La Basilica Paleocristiana di San Vigilio

L’antico luogo di culto deve la sua prima origine alla sepoltura dei santi Sisinio, Martirio e Alessandro, uccisi in Val di Non dai pagani il 29 maggio 397. Pochi anni dopo, accanto ai tre martiri, fu sepolto anche Vigilio, terzo vescovo e patrono di Trento, morto nel 400 o 405. L’edifico, che da principio rivestì il ruolo di basilica cimiteriale, ovvero di santuario con funzione essenzialmente commemorativa, divenne chiesa cattedrale tra il IX e il X secolo, quando nelle sue immediate vicinanze fu trasferito il palazzo vescovile. Nel corso dei secoli la chiesa subì alcune significative modifiche strutturali: nel IX secolo furono aggiunti due sacelli laterali absidati; nell’XI secolo l’aula venne divisa in tre navate e si scavò una cripta con conseguente rialzo della zona presbiterale. Gli ultimi interventi furono conclusi dal vescovo Altemanno, che il 18 novembre 1145 riconsacrò questa chiesa, destinata ad essere sostituita nel XIII secolo dall’attuale Cattedrale.

Nell’area archeologica, che è estesa e articolata, sono ancora visibili le tombe terragne del pavimento – tutte convergenti verso quella del patrono San Vigilio – la decorazione musiva posta in prossimità del recinto presbiterale, alcuni lacerti dei plutei scolpiti, le lastre tombali di coloro che qui furono sepolti. Al centro della vasta aula è posta la celebre ‘arca di San Vigilio’ (XI-XII secolo), una particolare tipologia di monumento funebre che in passato accolse le spoglie del patrono della città.

Dove

La Basilica paleocristiana si trova nel sottosuolo della Cattedrale di San Vigilio, a pochi passi dalla sede del Museo Diocesano Tridentino. Alla Basilica si accede tramite una scala posta al termine della navata laterale sinistra, in corrispondenza del presbiterio.

Orario

Dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.30

Si ricorda che gli orari di accesso alla Basilica potrebbero subire modifiche dovute alle esigenze liturgiche della Cattedrale.

Giorni di chiusura

ogni domenica

1 gennaio, 6 gennaio, Settimana Santa e Pasqua, 26 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 25 dicembre

Viaggio in 3D nella basilica paleocristiana di san Vigilio. Venerdì presentazione nuovi supporti didattici, sabato visite gratuite

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In occasione della Giornata Internazionale dei Musei, il Museo Diocesano Tridentino invita tutti alla presentazione dei nuovi supporti didattici della Basilica Paleocristiana di San Vigilio: video, postazioni multimediali e visori per la realtà virtuale immersiva arricchiscono l’esperienza del visitatore rendendola più coinvolgente, più chiara e ad alto tasso di tecnologia. Ingresso libero e gratuito.

Guarda il video di presentazione:

Sabato 18 maggio, data ufficiale della consueta Giornata Internazionale dei Musei, l’accesso alla Basilica Paleocristiana di San Vigilio sarà libero e gratuito. Un’occasione da non perdere per visitare i rinnovati spazi dell’area archeologica, approfondire la conoscenza di questo edificio e sperimentare le novità tecnologiche.

La basilica paleocristiana di San Vigilio nella Trento del IV secolo grazie alla ricostruzione in 3D

Trento all’epoca di Vigilio. La basilica cimiteriale a lui dedicata sorgeva fuori dalla mure della città romana

 

Forse non tutti sanno che il Museo Diocesano Tridentino gestisce uno dei siti archeologici più importanti della città: l’antica Basilica Paleocristiana di San Vigilio, riscoperta sotto la Cattedrale di Trento solo negli anni Settanta del Novecento. L’area archeologica permette di ammirare i resti di un edificio sacro di notevoli dimensioni, eretto al di fuori della cinta urbica romana presumibilmente verso la fine del IV secolo.

Il patrimonio di storia, arte e fede custodito da questo luogo è immenso. Ed è proprio per valorizzare al meglio questo tesoro che il Museo ha studiato e realizzato un nuovo percorso di visita arricchito da video, postazioni multimediali e visori per la realtà virtuale immersiva. Sono state inoltre aperte nuove aree espositive dove poter ammirare i reperti, corredati da didascalie e pannelli in due lingue (italiano e inglese). Nel rinnovato percorso di visita le soluzioni tecnologiche permettono di far rivivere il passato e di comprendere in modo semplice e intuitivo le complesse vicende della Basilica. Non mancheranno i supporti tradizionali e una speciale brochure pensata per le famiglie: attraverso enigmi, giochi e indovinelli anche i piccoli visitatori potranno scoprire divertendosi la storia dell’area archeologica.

Nel ripensare i nuovi supporti didattici il Museo ha posto al centro del suo progetto il visitatore, al quale propone un’esperienza di visita completamente nuova rispetto a prima: più coinvolgente, più chiara e ad alto tasso di tecnologia.

 

La Basilica Paleocristiana di San Vigilio

L’antico luogo di culto deve la sua prima origine alla sepoltura dei santi Sisinio, Martirio e Alessandro, uccisi in Val di Non dai pagani il 29 maggio 397. Pochi anni dopo, accanto ai tre martiri, fu sepolto anche Vigilio, terzo vescovo e patrono di Trento, morto nel 400 o 405. L’edifico, che da principio rivestì il ruolo di basilica cimiteriale, ovvero di santuario con funzione essenzialmente commemorativa, divenne chiesa cattedrale tra il IX e il X secolo, quando nelle sue immediate vicinanze fu trasferito il palazzo vescovile. Nel corso dei secoli la chiesa subì alcune significative modifiche strutturali: nel IX secolo furono aggiunti due sacelli laterali absidati; nell’XI secolo l’aula venne divisa in tre navate e si scavò una cripta con conseguente rialzo della zona presbiterale. Gli ultimi interventi furono conclusi dal vescovo Altemanno, che il 18 novembre 1145 riconsacrò questa chiesa, destinata ad essere sostituita nel XIII secolo dall’attuale Cattedrale.

Nell’area archeologica, che è estesa e articolata, sono ancora visibili le tombe terragne del pavimento – tutte convergenti verso quella del patrono San Vigilio – la decorazione musiva posta in prossimità del recinto presbiterale, alcuni lacerti dei plutei scolpiti, le lastre tombali di coloro che qui furono sepolti. Al centro della vasta aula è posta la celebre ‘arca di San Vigilio’ (XI-XII secolo), una particolare tipologia di monumento funebre che in passato accolse le spoglie del patrono della città.

Dove

La Basilica paleocristiana si trova nel sottosuolo della Cattedrale di San Vigilio, a pochi passi dalla sede del Museo Diocesano Tridentino. Alla Basilica si accede tramite una scala posta al termine della navata laterale sinistra, in corrispondenza del presbiterio.

Orario

Dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.30

Si ricorda che gli orari di accesso alla Basilica potrebbero subire modifiche dovute alle esigenze liturgiche della Cattedrale.

Giorni di chiusura

ogni domenica

1 gennaio, 6 gennaio, Settimana Santa e Pasqua, 26 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 25 dicembre