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Un centinaio alla preghiera di Avvento per l’Area Testimonianza e Impegno sociale

operatori e volontari del mondo Caritas, Missioni, Immigrati, Salute, Pellegrinaggi, Anziani, Ecumenismo e Acli
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La chiesa parrocchiale di S. Pio X in Trento ha accolto nel tardo pomeriggio di mercoledì 11 dicembre un folto numero di persone, invitate dai Servizi legati all’Area Testimonianza e Impegno sociale ad un momento di preghiera nel tempo di Avvento. L’invito erta rivolto a tutti coloro che a vario titolo operano nel mondo Caritas, ai gruppi missionari, nell’ambito dei migranti, la Consulta dei popoli, quanti sostengono l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, persone legate al mondo delle ACLI e del lavoro, chi segue l’ambito dei pellegrinaggi e le attività con e per gli anziani e gli ammalati. Un mondo variegato che il delegato d. Cristiano Bettega nella sua introduzione ha raccolto sotto il denominatore comune di chi “si prende cura dell’uomo nella sua interezza”.

La preghiera, ispirata alla spiritualità ecumenica delle comunità di Bose e di Taizé, è stata arricchita da gesti simbolici per ricordare concretamente i bisogni di coloro che più soffrono per le ingiustizie e le violenze del mondo contemporaneo: sono stati stesi una coperta termica e un grande lenzuolo bianco, poi illuminati e riscaldati da piccoli ceri accesi dai partecipanti.

A ricordo dell’incontro, a tutti i partecipanti è stato lasciato un piccolo calendario missionario del 2020 e un biglietto di auguri realizzato nel carcere di Trento.

L’incontro è terminato con un rinfresco natalizio, particolarmente gradito.

Trento, torna (e compie 20 anni) la Festa dei Popoli

Ricco programma per la due-giorni inter-etnica organizzata dalla Diocesi (28-29 settembre)
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Compie vent’anni quest’anno la tradizionale Festa dei popoli promossa dall’Arcidiocesi di Trento e in calendario il 28 e 29 settembre in piazza Fiera a Trento. Un momento d’incontro gioioso e coinvolgente per ricordare alla società trentina il prezioso apporto delle diverse comunità di stranieri presenti (alcune da decenni) sul nostro territorio.

Un’occasione per proporre tradizioni, piatti, colori e costumi di tante parti del mondo, nell’intento di offrire una conoscenza e uno spaccato di queste comunità che vada oltre lo stereotipo.

La Festa quindi rappresenta oggi – ancor di più degli anni passati – un modo per costruire una diversa mentalità, centrata sulla convivenza, il rispetto reciproco, la conoscenza e l’incontro che sono il miglior antidoto al razzismo e alla diffidenza.

Quest’anno inoltre la Festa coincide con la Giornata del Migrante e del Rifugiato indetta dalla CEI e fondata sul messaggio di Papa Francesco “Non si tratta solo di migranti …” in cui il pontefice sottolinea come non sia possibile considerare chi si muove per un futuro migliore semplicemente come un numero facente parte di un fenomeno problematico da liquidare sbrigativamente. Sono storie, persone, volti, situazioni che abbiamo il dovere almeno di conoscere, prima di esprimere qualsiasi giudizio.

La Festa è quindi anche un modo per fare cultura, aprire gli orizzonti e gettare ponti. E “#creiamo ponti” è proprio lo slogan del pomeriggio di animazione proposto sabato dal Forum delle associazioni familiari, aperto a grandi e piccini, che si concluderà verso le 18 con un flash mob sul tema, una novità nel programma di quest’edizione.

Contemporaneamente presso il campo di calcio del Santissimo si disputerà come l’anno scorso il torneo di calcetto giovanile, curato dall’US Invicta Duomo, mentre sabato sera spazio all’esibizione sul palco di alcuni gruppi musicali etnici e inter etnici.

Domenica la manifestazione proseguirà con la tradizionale sfilata per le vie del centro, i saluti delle autorità e la preghiera ecumenica, l’apertura degli stand dei vari popoli in piazza e le loro esibizioni che si susseguiranno nel pomeriggio.

La Festa dei Popoli

compie vent'anni la festa inter etnica che organizza la diocesi di Trento
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Compie vent’anni quest’anno la tradizionale Festa dei popoli promossa dall’Arcidiocesi di Trento che si terrà il prossimo 28 e 29 settembre in piazza Fiera a Trento. Un momento d’incontro gioioso e coinvolgente per ricordare alla società trentina il prezioso apporto delle diverse comunità di stranieri presenti (alcune da decenni) sul nostro territorio.

Un’occasione anche per incontrarsi, per proporre tradizioni, piatti, colori e costumi di tante parti del mondo, nell’intento di offrire una conoscenza e uno spaccato di queste comunità che vada oltre lo stereotipo e la chiacchiera da bar. Chiacchiere e pregiudizi purtroppo molto più diffusi di un tempo, che anche nella nostra provincia hanno un po’ offuscato lo spirito di accoglienza, di solidarietà, di attenzione e riconoscenza tipico dei trentini.

La Festa quindi rappresenta oggi – ancor di più degli anni passati – un modo per costruire una diversa mentalità, centrata non sul “prima gli italiani” ma sulla convivenza, il rispetto reciproco, la conoscenza e l’incontro che sono il miglior antidoto al razzismo e alla diffidenza.

Quest’anno inoltre la Festa coincide con la Giornata del Migrante e del Rifugiato indetta dalla CEI e fondata sul messaggio di Papa Francesco “Non si tratta solo di migranti …” in cui il pontefice sottolinea come non sia possibile considerare chi si muove per un futuro migliore semplicemente come un numero facente parte di un fenomeno problematico da liquidare sbrigativamente. Sono storie, persone, volti, situazioni che abbiamo il dovere almeno di conoscere, prima di esprimere qualsiasi giudizio.

La Festa è quindi anche un modo per fare cultura, aprire gli orizzonti e gettare ponti. E “#creiamo ponti” è proprio lo slogan del pomeriggio di animazione proposto sabato dal Forum delle associazioni familiari, aperto a grandi e piccini, che si concluderà verso le 18 con un flash mob sul tema, una novità nel programma di quest’edizione.

Contemporaneamente presso il campo di calcio del Santissimo si disputerà come l’anno scorso il torneo di calcetto giovanile, curato dall’US Invicta Duomo, mentre sabato sera spazio all’esibizione sul palco di alcuni gruppi musicali etnici e inter etnici.

Domenica la manifestazione proseguirà con la tradizionale sfilata per le vie del centro, i saluti delle autorità e la preghiera ecumenica, l’apertura degli stand dei vari popoli in piazza e le loro esibizioni che si susseguiranno nel pomeriggio.

Sui migranti impegno comune di cattolici ed evangelici: «Restiamo umani»

Appello nella Settimana di Preghiera per l'Unità dei cristiani
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Un appello comune dei cristiani italiani, cattolici e protestanti, sull’immigrazione: «Salvare chi è in pericolo, ampliare i corridoi umanitari, aprire nuove vie di ingresso regolare». E’ stato lanciato in questa Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio).

LEGGI TUTTO da Avveninire.it 

6 gennaio, Epifania dei popoli: in cattedrale (ore 10.00) il volto di una Chiesa universale

S. Messa con l'arcivescovo Lauro animata dai rappresentanti dei popoli
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Domenica 6 gennaio la Chiesa celebra la solennità dell’Epifania, la festa in cui si ricorda la manifestazione di Gesù ai tre Magi venuti dall’Oriente.Alle ore 10.00 in Duomo la celebrazione dell’Eucarestia presieduta dall’Arcivescovo. Quest’anno la s. Messa mattutina coinciderà con la tradizionale “Epifania dei popoli” (solitamente collocata al pomeriggio): la liturgia sarà, infatti, animata dai rappresentanti delle popolazioni presenti in Trentino. Al termine della celebrazione è prevista inoltre la “benedizione dei bambini“, gesto tradizionale del giorno dell’Epifania.

L’appuntamento, ormai consolidato per i popoli e per i trentini stessi, si prefigge lo scopo di sottolineare come la Chiesa sia realmente universale, aperta a tutti i popoli e a tutte le culture, a tutte le forme di preghiera e di celebrazione, di testimonianza e di vita cristiana. Un’apertura non scontata e non senza fatiche, ma anche unica strada possibile per una convivenza armoniosa, a vantaggio di tutti. E unico terreno anche alla base del dialogo tra diverse religioni, come è stato ampiamente sottolineato a Trento il 1 gennaio, Giornata Mondiale della Pace, con lo scambio del Pane della pace tra cristiani e musulmani.

Nelle foto di G. Zotta l’edizione 2018 dell’Epifania dei Popoli.

In marcia per i migranti anche a Trento, nella Settimana dell’accoglienza

Mercoledì 3 ottobre a Trento
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Mercoledì 3 ottobre, Giornata Nazionale in Memoria delle Vittime dell’Immigrazione, si è tenuta a a Trento la marcia per i migranti nella Settimana dell’accoglienza promossa dal Cnca. Singoli cittadini, istituzioni e associazioni riflettono sull’intreccio tra doveri e diritti, il cui rispetto è fondamentale per creare comunità accoglienti. Il servizio di Vita Trentina 

 

 

 

Vescovi Nordest a confronto su futuro parrocchie, Caritas e migranti

Riuniti a Torreglia il 17 e 18 settembre
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I Vescovi del Nordest – tra cui l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e l’emerito Luigi Bressan – si sono ritrovati il 17 e 18 settembre a Villa Immacolata – Torreglia (Padova) per una riunione più prolungata della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet). Dopo un iniziale tempo dedicato alla meditazione e condivisione spirituale, i Vescovi si sono confrontati su un tema sempre più presente e sotto attenzione nella vita pastorale di queste Chiese: la situazione presente e futura delle comunità parrocchiali, le nuove forme di cura pastorale del territorio – unità o collaborazioni pastorali ecc. – nella realtà attuale che risente della diminuzione del clero in attività e delle vocazioni (con le relative conseguenze) assieme alla fatica e, talora, anche alla diminuzione dei fedeli laici.

La necessaria riflessione su questi aspetti – ha affermato il Patriarca di Venezia e presidente della Cet Francesco Moraglia nel corso del dialogo – “ci aiuti a realizzare una nuova immagine di Chiesa non determinata solo dalle urgenze ma più corrispondente alle vocazioni e ai ministeri ecclesiali, soprattutto riscoprendo e valorizzando la dimensione battesimale e la comunità come soggetto pastorale”. Nel confronto tra i Vescovi sono emerse tra l’altro le seguenti riflessioni: lo smarrimento esistente tra quello che la parrocchia è stata per lungo tempo e ciò che è adesso, la fraternità tra i sacerdoti e nella comunità cristiana, i ministeri dei fedeli laici e la loro collaborazione con i sacerdoti, la necessità di non far mancare mai il primo e secondo annuncio del Vangelo non lasciandosi ingabbiare dalle urgenze e soluzioni organizzative per rispondere meglio alle domande di senso che continuano ad essere nel cuore del popolo di Dio e favorire l’incontro con il Signore Gesù che ama e salva, ravvivare la fiducia nell’ascolto della Parola di Dio che saprà suggerire e inventare qualcosa di nuovo e ciò che è veramente importante oggi per rigenerare le comunità cristiane.

A seguire, dopo aver svolto, in questi ultimi tempi, un lavoro di analisi su organizzazione e attività delle Caritas diocesane e di ascolto della Delegazione Caritas del Nordest, i Vescovi hanno deciso di indirizzare alla stessa Delegazione una lettera nella quale esprimono apprezzamento e incoraggiamento per l’impegno in atto e il proficuo servizio reso. Raccomandano, in particolare, di privilegiare sempre la funzione pedagogica e formativa della Caritas – per l’animazione dell’intera comunità cristiana nella testimonianza della carità – in quanto sempre più urgente e preziosa, nonché di curare con attenzione e discernimento i rapporti con tutti i soggetti collegati (diversi da Caritas) mantenendo chiara l’attribuzione di compiti e responsabilità. Hanno, inoltre, richiamato l’importanza di garantire sempre massima trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse provenienti dai fedeli, dall’otto per mille o da altre fonti.

In riferimento alle questioni legate all’immigrazione, i Vescovi del Triveneto hanno, infine, manifestato apprezzamento per quanto le comunità cristiane dei nostri territori hanno fatto e stanno facendo in quest’ambito. Per i Vescovi “come cristiani, e come ricordava anche recentemente Papa Francesco, non possiamo chiudere gli occhi su cause e riflessi di un fenomeno così vasto e complesso. Le nostre comunità cristiane sono chiamate ad aiutare la nostra società a trovare le forme e le modalità più valide e dignitose per realizzare un’accoglienza ragionevole e umana”.

Il Segretario della CEI Galantino a Rovereto per la festa della patrona Maria Ausiliatrice

 Sabato 4 la “Camminata della fraternità” con vescovo Tisi e molti migranti
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Full immersion roveretana nel fine settimana per il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) monsignor Nunzio Galantino, nominato di recente presidente dell’Apsa, l’organismo che amministra il patrimonio della Santa Sede.  Galatino è stato invitato a Rovereto in occasione della festa votiva patronale di Maria Ausiliatrice.

Il Segretario della CEI sarà accanto all’arcivescovo di Trento Lauro Tisi alla Camminata della fraternità in programma sabato 4 agosto, vigilia della festa patronale, con il coinvolgimento anche di decine di migranti e richiedenti asilo che vivono e operano in Vallagarina. “Insieme con gli immigrati per costruire la pace”, recita il sottotitolo dell’iniziativa promossa dal comitato pastorale della Vallagarina. Dopo un momento di preparazione nella chiesa di san Marco alle ore 18.30, la camminata prenderà le mosse dalla piazza antistante alle ore 19.00, per arrivare alla Campana dei Caduti sul Colle di Miravalle dove è in programma una preghiera interreligiosa conclusa dal suono della Campana dei Caduti “Maria dolens” alle ore 21.30.

“L’invito – sottolineano gli organizzatori, coordinati dal decano di Rovereto don Sergio Nicolli – è rivolto a tutti gli immigrati e richiedenti asilo presenti tra noi e a tutte le comunità del nostro decanato, in particolare ai giovani, alle famiglie e a tutti coloro ai quali sta a cuore l’accoglienza e la convivenza fraterna”.

Il giorno successivo, domenica 5, festa votiva dell’Ausiliatrice, alle ore 10.00 solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da monsignor Galantino nella chiesa di san Marco; nel pomeriggio, alle ore 17.30, la recita del rosario e i Vespri solenni, ai quali seguirà la processione per le vie della città, conclusa poi in san Marco con la lettura del voto e l’offerta del cero votivo da parte del sindaco. La giornata terminerà alle ore 20.30 in piazza san Marco e via della Terra con la cena sobria di condivisione offerta dal Comune.

La celebrazione della patrona con l’arcivescovo Lauro

Migranti, CEI: no “soluzioni a buon mercato”, sì ”accoglienza diffusa”

Nota della Presidenza dei vescovi italiani sul tema che anima il dibattito e divide
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Questione migranti, prendono posizione i vescovi italiani: “ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. nessuna soluzione a buon mercato. Ma nemmeno volgere lo sguardo altrove, o usare parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi”. Lo sostiene una nota a firma della Presidenza della CEI. Ecco il testo integrale:

Gli occhi sbarrati e lo sguardo vitreo di chi si vede sottratto in extremis all’abisso che ha inghiottito altre vite umane sono solo l’ultima immagine di una tragedia alla quale non ci è dato di assuefarci. Ci sentiamo responsabili di questo esercito di poveri, vittime di guerre e fame, di deserti e torture. È la storia sofferta di uomini e donne e bambini che – mentre impedisce di chiudere frontiere e alzare barriere – ci chiede di osare la solidarietà, la giustizia e la pace. Come Pastori della Chiesa non pretendiamo di offrire soluzioni a buon mercato. Rispetto a quanto accade non intendiamo, però, né volgere lo sguardo altrove, né far nostre parole sprezzanti e atteggiamenti aggressivi. Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte, determinino le nostre risposte, alimentino un clima di diffidenza e disprezzo, di rabbia e rifiuto. Animati dal Vangelo di Gesù Cristo continuiamo a prestare la nostra voce a chi ne è privo. Camminiamo con le nostre comunità cristiane, coinvolgendoci in un’accoglienza diffusa e capace di autentica fraternità. Guardiamo con gratitudine a quanti – accanto e insieme a noi – con la loro disponibilità sono segno di compassione, lungimiranza e coraggio, costruttori di una cultura inclusiva, capace di proteggere, promuovere e integrare. Avvertiamo in maniera inequivocabile che la via per salvare la nostra stessa umanità dalla volgarità e dall’imbarbarimento passa dall’impegno a custodire la vita. Ogni vita. A partire da quella più esposta, umiliata e calpestata. La Presidenza della CEI