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Graduale ripartenza delle Messe con i fedeli. Ecco gli orari per Trento, Pergine, Rovereto

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Per comodità di consultazione, pubblichiamo qui (oltre che nel widget sul lato destro del portale) gli orari delle messe della zona pastorale di Trento, Pergine e Rovereto in queste prime settimane di “fase 2”, che prevede la ripresa delle celebrazioni con la presenza dei fedeli.

VEDI QUI GLI ORARI

Accanto ad ogni chiesa, oltre agli orari delle messe feriali (se celebrate) e di quelle festive, dove possibile si indica anche la capienza massima di persone che possono entrare, considerate le nuove disposizioni in merito al distanziamento personale.

Gli orari provvisori per le altre zone pastorali sono rintracciabili sui vari siti internet parrocchiali o di unità pastorale.

Ecco le chiese aperte per la preghiera personale nella zona pastorale di Trento

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Per comodità, raggruppiamo in questo spazio le chiese aperte nella zona pastorale di Trento, con gli orari di riferimento.
Si ricorda che, per l’accesso, vanno osservate tutte le disposizioni per la sicurezza personale.

Cattedrale di san Vigilio
Da lunedì a sabato: 9.00-11.30 e 15.00-18.00
Domenica: 15.00-17.00 (il mattino è chiusa).

S. Apollinare
Tutti i giorni: 8.30-18.00 (c’è solo la porta aperta e all’interno la chiesa è chiusa, si può fermare uno alla volta all’interno della bussola in vetro e basta)

San Carlo Borromeo
Da lunedì a giovedì: 9.00-11.00
Venerdì: 16.00-18.00
Domenica: 9.00-10.00; 11.00-12.00; 17.00-18.00

Cristo Re
Tutti i giorni: 9.30-12.00 e 14.30-17.00

San Giuseppe
Da lunedì a sabato: 7.30-9.30 e 15.30-17.30 .

Madonna Bianca
Da lunedì a sabato: 9.00-12,00.
Domenica: 15.00-18.00.

San Rocco
Da lunedì a domenica: 15.00-18.00.

Santi Martiri (Solteri)
Tutti i giorni: 9.00-11.00 e 15.00-17.00

Santissimo Sacramento
Da lunedì a sabato: 16.00-18.00 (a partire da lunedì 4 maggio)

Sant’Antonio
Tutti i giorni 9-11 e 15-17. Domenica mattina chiuso

San Pietro e San Martino
dal lunedì al venerdì: 9-11
sabato e domenica: 9-12

Riaprono in Diocesi le chiese per la sola preghiera personale. Mascherina, rispetto della distanza, no assembramenti. Video-messaggio del vescovo Lauro

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A partire dal 30 aprile hanno riaperto le chiese della Diocesi di Trento per la sola preghiera personale. Lo ha disposto l’arcivescovo Lauro Tisi, sentite anche le Autorità provinciali e l’Azienda Sanitaria. Resta in vigore il divieto di qualsiasi forma di preghiera comunitaria e di qualsiasi convocazione dei fedeli.

L’indicazione della riapertura è stata comunicata ai parroci nel pomeriggio di ieri (lunedì 27 aprile), con l’invito a valutare quali delle chiese sul rispettivo territorio aprire al pubblico, preferendo quelle più spaziose.

Nella nota si precisano anche alcuni accorgimenti necessari alla tutela della salute dei fedeli. Si potrà accedere esclusivamente alla chiesa più vicina al luogo di abitazione oppure a quella situata lungo il percorso consentito a ciascun fedele. L’accesso alla chiesa sarà possibile a condizione di evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi; sarà necessario igienizzare le mani all’entrata e all’uscita dalla chiesa, indossare la mascherina, rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Le acquasantiere rimarranno ancora vuote.

Ai parroci viene inoltre chiesto di garantire la presenza – durante gli orari di apertura della chiesa – di una persona che verifichi il rispetto delle prescrizioni.

La chiusura delle chiese ai fedeli era stata decisa il 18 marzo scorso per limitare ulteriormente situazioni di potenziale contagio, mentre in precedenza (7 marzo) erano state sospese le celebrazioni pubbliche.

“La riapertura delle chiese che abbiamo concordato con le autorità provinciali e sanitarie -illustra il vescovo Lauro in un breve videomessaggio– rientra anche per noi in quella “Fase 2” che in questi giorni è la protagonista dei dibattiti e delle discussioni in corso a tutti i livelli. L’auspicio è che questo rientrare nelle chiese sia l’occasione per ripensare un nuovo modo di vivere il Vangelo, un nuovo modo di abitare il nostro tempo. Anche nelle ore più oscure il Signore passa, è passato tanto in questi giorni e ci sta mostrando nuovi scenari e nuove opportunità. Evitiamo di finire in sterili polemiche e contrapposizioni: questa è l’ora per inventare, insieme, il nuovo”.

Giovedì Santo, Messa nella Cena del Signore. “Tanti volti anonimi realizzano la lavanda dei piedi”  

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9 aprile, Giovedì Santo. L’arcivescovo Lauro Tisi ha guidato nella cattedrale di Trento (a porte chiuse e in diretta streaming Tv e web) la Messa nella Cena del Signore, memoria dell’Ultima Cena di Gesù e inizio del Triduo Pasquale. Ha concelebrato con lui l’arcivescovo emerito Luigi Bressan.
“Entriamo – ha esordito don Lauro – nel cuore di questa incredibile Settimana Santa. Nel vuoto di questa cattedrale sentiamo però la viva presenza della comunità trentina, unita a noi anche grazie ai mezzi della tecnologia. Sono giorni in cui ne sperimentiamo tutta l’efficacia, riportata però al suo ruolo di strumento e non altro. Fino a poche settimane fa, era opinione diffusa che ormai a dettare il ritmo-vita sarebbe stato l’elemento tecnico. Ora ci accorgiamo che le cose non stanno così. La sofferenza e la morte di tanti fratelli, l’impegno di molti per far fronte all’emergenza ci hanno riconsegnato come elemento chiave della vita la nostra umanità con il suo bisogno di relazioni significative.”
“Sogno – ha aggiunto l’Arcivescovo – il giorno in cui potremo ritrovare qui il popolo di Dio, così come vivo con dispiacere questo Giovedì Santo in cui tradizionalmente un vescovo si ritrova a celebrare con i suoi preti. Saluto le famiglie, i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i missionari. Vi sento uniti a noi. E insieme varchiamo con fiducia la soglia del cenacolo.”
Nell’omelia, commentando il gesto della lavanda dei piedi compiuto da Gesù con i discepoli, monsignor Tisi (ovviamente impossibilitato a rinnovare il rito della lavanda nella cattedrale a porte chiuse) sottolinea: “In queste ore convulse, a stupirci, a commuoverci, a farci respirare speranza sono le tante persone che, anziché cercare spazio per sé, regalano la vita agli altri. Tanti volti anonimi, consegnati agli altri senza nessun’altra ragione, se non fare del bene, realizzano la lavanda dei piedi. Questa è la verità che ci fa liberi. Saper stare all’ultimo posto non è un castigo: è il posto di Dio, lì troviamo il Signore Gesù. L’ultimo posto è la culla della libertà, perché è il posto di chi ama di più”.

Giovedì Santo 2020. L’Arcivescovo Lauro e l’emerito Bressan. FOTO GIANNI ZOTTA

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Oggi, Venerdì Santo, l’arcivescovo Lauro guida in cattedrale alle ore 15.00 l’Azione liturgica della Passione e Morte di Gesù. Diretta su Telepace Trento e in streaming web su diocesitn.it e vitatrentina.it.

Nuovo lutto per i frati cappuccini: addio a fra Emerico Senoner

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Ancora un frate cappuccino scomparso, all’alba della Domenica delle Palme, ancora una croce sulla via del calvario che sta affrontando la comunità dei frati trentini.
E’ morto fra Emerico Senoner, 91 anni, al convento di Borgo Santa Caterina di Rovereto. Aveva contratto il coronavirus.

E’ il sesto frate cappuccino della Provincia ad andarsene dopo che la pandemia di Covid-19 ha colpito anche il Trentino.

Altoatesino d’origine (nato a Santa Caterina Valgardena), fu consacrato nel 1965: per tutta la vita fu questuante, prima ad Arco e poi a Rovereto, dove strinse un forte legame con la città della Quercia e con i parrocchiani; fra Emerico era anche storico sacrista della parrocchia di Santa Caterina.

L’arcivescovo Lauro si unisce al cordoglio di tutta la Diocesi per il difficile momento di prova che la comunità dei cappuccini sta attraversando.

“Donaci di tornare a respirare vita e speranza”. L’arcivescovo Lauro prega davanti al crocifisso e affida la terra trentina a Maria Addolorata: “Difendici dalla diabolica tentazione di egoismi collettivi, il virus più nefasto”  

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“Porto uno per uno il nome di tutti i morti che ci hanno lasciato in questi giorni. La Madre dell’ultima ora li accompagni nell’abbraccio dell’amore del Padre”.

Nel giorno del quarto anniversario della sua ordinazione a Vescovo di Trento (3 aprile 2016), monsignor Lauro Tisi apre la meditazione sulla Passione di Gesù guardando l’immagine dell’Addolorata, collocata accanto alla croce, al centro del presbiterio, nella cattedrale senza fedeli (diretta TV e streaming) anche in questo quinto venerdì di quaresima, come dall’inizio dell’emergenza Coronavirus.

“Voglio portare alla Madonna – aggiunge Tisi – la fatica che si sta vivendo nelle famiglie, dovendo stare al chiuso. Il Signore ci aiuti a perseverare in questo restare a casa, in questo momento l’atto più bello d’amore per gli altri e in particolare per i sanitari che continuano in maniera indefessa ad accompagnare chi sta lottando con la malattia”. Agli ammalati si rivolge quindi l’Arcivescovo ribadendo la sua vicinanza “non a parole ma affidandovi al Signore”; ricorda gli ospiti delle case di riposo e i sacerdoti della casa del clero, e la comunità dei frati cappuccini “in quest’ora tanto difficile”, oltre alle religiose che stanno combattendo con la malattia. Un pensiero affettuoso  va anche ai sacerdoti diocesani contagiati e a quanti tra loro hanno superato la malattia. Come don Piero Rattin, che “dal suo letto d’ospedale – ricorda don Lauro – ha scritto oggi per noi l’atto di affidamento a Maria”.

Nella meditazione l’Arcivescovo di Trento constata che l’atteggiamento di Gesù nella sua passione e morte “capovolge e fa cadere a terra tante nostre convinzioni: non più l’uomo che muore per Dio, ma Dio che muore per l’uomo. Dobbiamo ammetterlo: continuiamo a sperare in un Dio tappabuchi, che interviene in presa diretta tappando le nostre falle. Ma Tu – prega monsignor Tisi –, proprio perché sei l’Amore, ci affidi responsabilità, ti fidi di noi, cammini con noi. In quest’ora tanto drammatica, con la tua Parola accompagna le nostre giornate tanto tristi, ferma il corteo della morte, donaci di tornare a respirare vita e speranza”. “Grazie Signore – è un altro passaggio –, perché in questa nostra tempesta piano piano ci fai tornare ad essere uomini.”

Terminato il racconto della Passione, una lunga preghiera di affidamento di tutta la Diocesi a Maria Addolorata, “a nome di chiunque sia nel dolore” precisa don Lauro inginocchiato davanti all’immagine della Madonna sul presbiterio, copia della statua dell’Addolorata posta sopra l’altare laterale della cattedrale e tanto amata dai trentini.

FOTO GIANNI ZOTTA

“Noi – recita l’appassionata preghiera del biblista Rattin, proclamata da don Lauro – ci ritenevamo più forti d’ogni avversità e capaci di far fronte con i nostri soli mezzi a qualsiasi minacciosa evenienza. Ed ecco che ora, sconfitti nelle nostre presunzioni, in umiltà e fiducia – e a nome di tutta la popolazione della nostra terra – ricorriamo a te, o Madre che stai presso la Croce”. “Difendici dalla diabolica tentazione di abbandonarci ad egoismi collettivi, dalla presunzione di uscirne chiudendoci in noi stessi, dall’illusione che solo nell’erigere muri e nel rispolverare confini e frontiere potremo garantirci vita e futuro. Da questo virus, ben più nefasto d’ogni altro, liberaci e difendici, o Maria.

Monsignor Tisi prega perché infine affinché, “quando la tempesta si sarà calmata e il morbo che insidia le nostre vite avrà esaurito o quantomeno ridotto la sua potenza”, possiamo maturare la capacità di ”valutare con sapienza di fede questo drammatico evento, di comprenderlo quale ‘segno dei tempi’ e di coglierne le provocazioni – individuali, familiari, collettive – ad attuare scelte concrete di conversione coraggiosa e coerenti cambiamenti di mentalità e di condotta.”

Questa sera la Via Crucis animata dai giovani e trasmessa in diretta streaming. Durante la preghiera a distanza, l’arcivescovo Lauro si rivolgerà ai giovani in videocollegamento.

QUI TESTI INTEGRALI: MEDITAZIONE ARCIVESCOVO LAURO E PREGHIERA DI AFFIDAMENTO A MARIA (autore don Piero Rattin)

RIVEDI LA DIRETTA STREAMING

Coronavirus, in Terra Santa nuove regole più restrittive. Parla il Custode Patton

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In Terra Santa a una settimana dal Triduo Pasquale le autorità israeliane hanno varato norme ancora più restrittive per contenere il contagio. I leader delle comunità latina, greco, ortodossa e armena chiedono però una deroga. A TV2000 parla il Custode di Terra Santa padre Francesco Patton  Servizio della corrispondente Alessandra Buzzetti

Coronavirus, mons. Russo (CEI): “Sosteniamo medici e operatori sanitari, siamo accanto ai malati”

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“Nella situazione attuale, in cui sono messe a nudo tutte le nostre certezze, riscopriamo il senso e il valore della prossimità, della cura, della relazione… In una parola: della carità, sempre silenziosa, ma operosa. La Chiesa, senza rumore e megafono, continua a sostenere in maniera corresponsabile medici, operatori sanitari e malati. A parlare, nei giorni che precedono la Settimana Santa che quest’anno sarà vissuta da un intero Paese in quarantena, è mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei in una lunga intervista destinata ai media ecclesiali. “In questo momento – dice mons. Russo a proposito dell’importanza della comunicazione – vorrei rivolgere un pensiero grato a tutti i nostri media che, in forme diverse e secondo le specificità di ciascuno, stanno tessendo il filo delle comunità. Porto nel cuore quanto mi hanno scritto diversi settimanali diocesani in questi giorni: le nostre pagine sono diventate un necrologio continuo. Avverto la sofferenza che arriva dai territori, a tutti assicuro la vicinanza della Chiesa italiana. Grazie!”.  

In Diocesi la giornata dei missionari martiri. Meditazione vescovo Lauro e Benedizione di Francesco. – VIDEO DEI GIOVANI –

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Oggi venerdì 27 marzo è la data scelta dalla Chiesa di Trento per dare risalto alla Giornata di preghiera per i Missionari Martiri in calendario ufficiale il 24 marzo. La scelta è stata  motivata dalla particolare situazione di emergenza e dalle molte occasioni di preghiera ad essa legate.

La giornata di quest’anno prende il titolo “Innamorati e vivi”.  La pagina dedicata di missio raccoglie svariati contenuti per la riflessione personale e per l’animazione di questo tempo.

Tra le proposte per vivere la Giornata venerdì 27 marzo:

–       Ore 15.00: meditazione sulla Passione di Cristo, guidata in cattedrale a porte chiuse dall’Arcivescovo Lauro con diretta su Telepace Trento (canale 601), sul sito della Diocesi e di Vita Trentina

–       Ore 18.00: preghiera da Piazza San Pietro, guidata da papa Francesco (diretta su TV2000 e sul sito della diocesi)

–       Su questo portale sono a disposizione alcune provocazioni:

 

PERCHE’ IL 24 MARZO 

Il 24 marzo 1980 veniva assassinato mons. Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador (El Salvador). Aveva già ricevuto minacce a causa delle sue posizioni in difesa dei diritti del popolo savadoregno e dei poveri. Nonostante fosse consapevole dei pericoli non cessò di essere uomo di speranza e di fiducia. La sua morte, avvenuta nel culmine della celebrazione eucaristica, suscitò una forte impressione. Quel giorno è rimasto nel cuore di tutti coloro che credono che un mondo i pace e giustizia sia possibile. La data del 24 marzo è diventala la più significativa per estendere a livello universale la memoria di tutti i missionari uccisi.

Il 30 dicembre 2019 l’Agenzia Fides ha pubblicato un articolo di resoconto dei missionari martiri nel mondo nel 2019 integrato con un video e un dossier.

Giornata dei missionari martiri, la Diocesi di Trento invita alla riflessione venerdì 27 marzo

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Il 24 marzo di ogni anno si celebra la giornata di digiuno e preghiera per i missionari martiri. Fu promossa nel 1993 per iniziativa del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie. Si tratta di un’occasione speciale per fare memoria dei numerosi martiri che rappresentano modelli controcorrente, scomodi ma credibili, perché capaci di perdere la propria vita per il Vangelo e per il bene di ogni persona.

La giornata di quest’anno prende il titolo “Innamorati e vivi”.  La pagina dedicata di missio raccoglie svariati contenuti per la riflessione personale e per l’animazione di questo tempo.

I noti motivi di natura sanitaria hanno portato ad ANNULLARE l’evento inizialmente previsto il 22 marzo di Rovereto (Messa e monologo teatrale Pierre e Mohamed, un cristiano e un mussulmano amici. Fino alla morte. Assieme).

Considerata la particolare situazione di emergenza e le molte occasioni di preghiera ad essa legate, in Diocesi di Trento si è scelto di dare risalto alla giornata venerdì 27 marzo.

“La Giornata in memoria dei missionari martiri – spiega don Cristiano Bettega, delegato dell’Area Testimonianza e Impegno sociale – ci invita a mettere davanti al cuore ogni martire, ogni testimone. ‘Martiri’, quindi – prosegue – , non sono solo le persone uccise per la fede: martiri sono anche i testimoni, tutti coloro che – a volte senza nemmeno rendersene conto come documentano le cronache di questi giorni di emergenza – parlano il linguaggio del Vangelo: la mitezza, il servizio, il perdono, il dono della vita. Essi – direbbe papa Francesco – sono come l’aria nella vita di un uomo e di una comunità, anche inconsapevolmente. Sono essi che costruiscono la storia, sono segni del Regno di Dio. Innamorati e vivi, quindi: innamorati di Dio e dell’uomo, vivi per Dio e per l’uomo.”

Tra le proposte per vivere la Giornata venerdì 27 marzo:

–       Ore 15.00: meditazione sulla Passione di Cristo, guidata in cattedrale a porte chiuse dall’Arcivescovo Lauro con diretta su Telepace Trento (canale 601), sul sito della Diocesi e di Vita Trentina

–       Ore 18.00: preghiera da Piazza San Pietro, guidata da papa Francesco (diretta su TV2000 e sul sito della diocesi)

–       Su questo portale sono a disposizione alcune provocazioni:

 

PERCHE’ IL 24 MARZO 

Il 24 marzo 1980 veniva assassinato mons. Oscar Romero, Arcivescovo di San Salvador (El Salvador). Aveva già ricevuto minacce a causa delle sue posizioni in difesa dei diritti del popolo savadoregno e dei poveri. Nonostante fosse consapevole dei pericoli non cessò di essere uomo di speranza e di fiducia. La sua morte, avvenuta nel culmine della celebrazione eucaristica, suscitò una forte impressione. Quel giorno è rimasto nel cuore di tutti coloro che credono che un mondo i pace e giustizia sia possibile. La data del 24 marzo è diventala la più significativa per estendere a livello universale la memoria di tutti i missionari uccisi.

Il 30 dicembre 2019 l’Agenzia Fides ha pubblicato un articolo di resoconto dei missionari martiri nel mondo nel 2019 integrato con un video e un dossier.