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“SOSPESI. Vivere al tempo del Coronavirus”, rivedi la TERZA puntata: “Nuove emergenze per nuove comunità solidali”

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E’ andata in onda (Tv e streaming) giovedì 14 maggio la terza puntata della rubrica diocesana “Sospesi, vivere al tempo del Coronavirus“, produzione diocesana curata dal Servizio comunicazione. Al centro della terza puntata le conseguenze sul tessuto sociale ed economico provocate dall’emergenza.

Ospiti (in video-collegamento con il curatore Piergiorgio Franceschini):  Fabio Folgheraiter, sociologo, docente di “Metodologia del lavoro sociale” alla Cattolica e co-fondatore della casa editrice Erickson, Mario Giampiccolo, medico pneumologo, rientrato in servizio dalla pensione per l’emergenza sanitaria all’ospedale di Borgo Valsugana e Maddalena Springhetti, collegata da Cavareno, portavoce del Centro di ascolto Caritas zonale del gruppo dell’Alta Val di Non.

La puntata è arricchita dalla testimonianza di Roberta Graziola, mamma di sette figli che sta lottando contro la malattia.

Roberta Graziola

RIVEDI LA TERZA PUNTATA 

RIVEDI QUI LE PUNTATE PRECEDENTI

Coronavirus, corso online sulle paure dell’oggi proposto dalla Diocesi: “Teologia dalla fine del mondo”

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Teologia dalla fine del mondo“. E’ l’accattivante titolo  del percorso di riflessione teologica al tempo del Coronavirus proposto dalla Chiesa trentina online, attraverso la Scuola di Formazione Teologica e l’Area Cultura della Diocesi. L’itinerario vuol essere un contributo per affrontare paure e ansie del nostro tempo richiamando, alla luce dell’emergenza attuale (filtrata attraverso il messaggio evangelico), le domande inquietanti di sempre: il senso, la morte, il male, il dolore, le nostre reazioni.

Il percorso si snoda su 7 incontri affidati ai docenti della Scuola, visionabili su YouTube ai link qui di seguito riportati.

1. Le ansie del mondo – Rinaldo Ottone
2. L’apocalisse di Giovanni. Un libro di rivelazione e speranza – Giulio Mariotti
3. Di fronte alla fine del mondo… che fare? (1) Atteggiamenti generali Mt 24 – Leonardo Paris
4. Di fronte alla fine del mondo… che fare? (2) In pratica Mt 25 – Leonardo Paris
5. Il mistero del male e della morte – Ester Abbattista
6. La Salvifici doloris di Giovanni Paolo II – Tiziano Civettini
7. La salvezza secondo Papa Francesco. Le linee prospettiche un pontificato di speranza – Ernesto Borghi

Seminario diocesano di Trento, quando la comunità si realizza (anche) online

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Anche la comunità del Seminario diocesano di Trento (aperta anche ai seminaristi delle diocesi di Bolzano-Bressanone e Belluno) ha dovuto accettare le limitazioni imposte dall’emergenza Coronavirus, organizzando però momenti comunitari e formativi anche a distanza. Così i giovani della comunità raccontano questa inedita esperienza:

“Sembra strano per noi seminaristi infrangere i ritmi della vita comune a cui siamo abituati e che danno un’ossatura alla nostra giornata, ma quest’anno è accaduto l’imprevedibile: vivere il seminario da casa. La grande sfida che si è aperta per noi che stiamo vivendo questi anni di formazione è quella di incarnare nella vita domestica i nostri ritmi abituali del Seminario: la preghiera, lo studio, la vita comune: sì anche lei è rimasta fedele compagna delle nostre giornate e settimane. Anche noi ci siamo attrezzati, benedicendo e valorizzando gli strumenti tecnologici perché ci permettono di incontrarci, parlare e “stare insieme”, attingendo a piene mani alla creatività, che in questo momento ci salva.

Come tutti, o almeno molti, ci siamo tuffati nel mondo delle videochiamate  e noi ci siamo affidati alla piattaforma Zoom (“ZoomVideo Communications”, il nome completo, una società di servizi di teleconferenza che fornisce servizi di conferenza remota che combina video-conferenza, riunioni online, chat e collaborazione mobile) su cui riusciamo a fare i nostri incontri di comunità a cui partecipiamo noi giovani in formazione di Trento e Belluno-Feltre e i nostri tre preti formatori. L’idea di fondo è stata quella di portare questo tempo straordinario il più possibile vicino al nostro ordinario di comunità, la formazione settimanale, la preghiera sulla Parola di Dio, la preghiera quotidiana  organizzati in piccoli gruppi e inoltre, nella settimana santa per vivere più in comunione, abbiamo iniziato assieme la giornata con la preghiera dell’Angelus e le Lodi mattutine. Anche lo studio non si è fermato e quindi si prosegue con il programma, grazie ai nostri professori che si sono resi molto disponibili.

La vita di comunità è certamente l’elemento unificante, necessario per la crescita umana e spirituale, come pure l’esperienza della parrocchia e degli incontri con i giovani che viviamo durante il fine settimana: anche queste dimensioni si sono armonizzate a questo tempo e ci si è dovuti reinventare la modalità di incontro che però ha portato a maturazione dei frutti molto belli come Via crucis alternative, condivisioni sul Vangelo e condivisioni anche sul modo di vivere questo tempo.

Eppure  dobbiamo benedire la nostra debolezza, che forse ora ci è più chiara, perché soltanto chi non si sente autosufficiente chiede aiuto, cioè compie il gesto più umano che possa esistere: abbandonarsi nelle mani di un altro. Da qui nasce l’amicizia e l’amore. “Non ci si salva da soli” ci ha ricordato il Papa, ma è Gesù che ci rammenta tutto ciò, sottolineando con forza che sono i poveri, i piccoli, gli esclusi, gli abbandonati che entreranno nel regno dei cieli.

Che cosa ci salva? Che cosa ci unisce? In che cosa sperare? A che cosa aggrapparci? Di una cosa sono certo: non siamo soli, Gesù è con noi, è sulla barca, è nel nostro mare in tempesta. Sembra che dorma, e quanto è assordante il suo silenzio! Eppure Lui c’è, e se tutti i nostri schemi sono saltati, uno è rimasto, saldo come un baluardo, un vessillo al quale aggrapparci: Dio. Il nostro Dio naviga con noi, non ci salva da solo, ma ci indica una via, ci dà un motivo per vivere. Ecco che la fede si rivela come una roccia stabile nella fedeltà a quella pietra, che è sorgente d’acqua viva, pozzo che disseta l’anima, luce che dà vita. Usciti da tutto ciò saremo diversi, migliori. L’unica soluzione sarà quella di rimetterci alla scuola del maestro e prendere sul serio quell’ammonimento che Gesù fa al giovane ricco “una cosa ancora ti manca: vendi tutto quello che hai, distribuiscilo ai poveri e avrai un tesoro nei cieli; e vieni! Seguimi!” (Lc 18, 22), cioè, in altre parole, per diventare discepoli c’è bisogno di un cuore libero e povero, e quindi di tornare all’essenziale. Ripartire da ciò che conta davvero, per ricominciare e rimetterci in cammino, certi che la “speranza non delude” (cfr Rm 5, 5).

Questo tempo di pasqua può darci una chiave di lettura importante: dal prodigioso duello tra Vita e Morte, il Signore della vita appare vittorioso e ci accompagna con una gioia immensa che caratterizza questi prossimi Cinquanta giorni e tutta la nostra vita di cristiani. Come dice un canto giovanile: “Noi veniamo a Te ti seguiamo Signor solo tu hai parole di vita e rinascerà dall’incontro con te una nuova umanità”.

Coronavirus, per Messe e funerali proposte dalla CEI al Governo per la fase 2. Parla sottosegretario don Maffeis

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(16 aprile – fonte Avvenire.it)  La Conferenza Episcopale Italiana vuole riprendere ad «abitare la Chiesa» anche come contributo alla «coesione sociale nel Paese», se pur con modalità diverse dal passato e fino a quando non finisca l’emergenza. Le modalità sono allo studio ma restano i principi fondamentali, tra cui quello del rispetto delle distanze, della igienizzazione dei locali e dell’uso dei dispositivi di sicurezza (mascherine, guanti, etc) nei casi in cui sia necessario.

I vescovi italiani stanno approfondendo l’interlocuzione con il ministero dell’Interno e si apprestano a completare un documento di proposte entro la fine della settimana.

Con numeri contingentati, da far rispettare attraverso l’opera di volontari, si potrebbe riprendere dopo il 3 maggio la vita ecclesiale. “Sappiamo tutti che il 4 maggio – ha spiegato don Ivan Maffeis, sottosegretario della Conferenza episcopale italiana – l’emergenza non sarà finita. Per questo chiediamo che ci venga riconosciuta la possibilità di riprendere, certamente senza sconti, sarebbe irresponsabile. Però noi chiediamo che venga data una risposta alle attese di tanta gente”.

L’esperienza della Settimana Santa, con un minimo di persone accanto al celebrante, resta. “Non si torna indietro anche perché abbiamo dimostrato che si può celebrare in sicurezza”, spiega don Maffeis.

“Nel frattempo, e in vista della nuova fase che si aprirà dopo il 3 maggio, si è al lavoro a contatto con le Istituzioni governative, per definire un percorso meno condizionato all’accesso e alle celebrazioni liturgiche per i fedeli”.

“Una delle cose che ci sta più a cuore – sottolinea don Maffeis – è il congedo dei defunti. Non possiamo lasciare che una intera generazione, e i loro familiari, siano privati del conforto sacramentale e degli affetti, scomparendo dalla vita, e improvvisamente diventando invisibili. Ci deve essere la possibilità di celebrare i funerali, magari solo con i familiari stretti, non possiamo non essere vicino a chi soffre. Troppe persone stanno soffrendo perché la morte di un caro oggi è come un sequestro di persona, certo motivato, ma dobbiamo farci carico di questo dolore dal punto di vista umano oltre che cristiano».

Azione Cattolica trentina, meditazione sulla libertà (QUI TESTO) conclude itinerario su “Pacem in terris” di Giovanni XXIII

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Il tema della libertà è al centro della quinta e conclusiva Giornata di spiritualità proposta dall’Azione Cattolica trentina nell’ambito dell‘itinerario dedicato quest’anno alla riscoperta della Pacem in terris, l’Enciclica di San Giovanni XXIII (1963). Si tratta di un percorso di spiritualità per laici iniziato ad ottobre, partendo dalla vita quotidiana per intrecciarsi con la Parola di Dio e con la Dottrina Sociale della Chiesa.

La data fissata per l’ultimo appuntamento era sabato 18 aprile, ma l’emergenza  Coronavirus ne impedisce ovviamente il regolare svolgimento in presenza. Per questo motivo l’Azione Cattolica mette a disposizione, anche attraverso il sito diocesano, il TESTO della MEDITAZIONE preparata da monsignor Giulio Viviani, assistente spirituale di Azione Cattolica. Il tema della libertà (dopo pace, verità, giustizia, amore), in tempo di forzata quarantena, acquista una particolare attualità. L’invito è a leggere e meditare il testo all’interno di un momento di preghiera personale o familiare.

don giulio viviani - diocesi di trento

Monsignor Giulio Viviani

 

 

Un laboratorio di speranza per tutti: 5 esercizi per ri-educarsi in tempo di quarantena

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Apriamo la porta al buonumore e trasformiamo le nostre case in laboratori di speranza! L’Ufficio nazionale per la pastorale del Tempo libero, del Turismo e dello Sport ha predisposto 5 filmati che l’Area Annuncio della Diocesi di Trento rilancia alle comunità invitando a mettere in pratica e a diffondere a gruppi adolescenti e giovani, a  genitori, insegnanti, catechisti… I video durano circa 2 minuti l’uno e forniscono l’indicazione per un semplice esercizio: un modo per riflettere sul tempo che stiamo vivendo e continuare a sperare e sorridere. Ri-educarsi al tempo libero è semplice!

Esercizio 1: “Lentamente”
Esercizio 2: “Wow notes”
Esercizio 3: “WhatsHUG” 
Esercizio 4: “DREAM LAB”
Esercizio 5: “La scossa”

“Passi di Vangelo”, prosegue il cammino diocesano. Nuove schede sugli Atti degli Apostoli

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Le settimane che stiamo vivendo in isolamento a causa della pandemia non hanno fermato il percorso diocesano “Passi di Vangelo” offerto in particolare ai giovani delle parrocchie trentine. Oltre all’appuntamento mensile con il vescovo Lauro in collegamento streaming (GUARDA VIDEO del  26 marzo scorso) i gruppi sul territorio si sono organizzati e, con creatività e modalità differenti, continuano ad incontrarsi: un bellissimo segno di speranza e di voglia di condivisione anche nella preghiera.
Il Servizio di pastorale giovanile ha così pensato di implementare le schede: di seguito sono pubblicate ulteriori 5 schede, che mettono a tema i primi 2 capitoli degli Atti degli apostoli, naturale prosecuzione del Vangelo secondo Luca. Oltre al formato word e pdf, trovate il comodo formato web per smartphone.
L’invito dal “centro” diocesi è a proseguire il cammino, cogliendo anche questa possibilità. I brani segnalati corrispondono in parte ai brani che la liturgia ci propone nel tempo di Pasqua: un ulteriore motivo per cogliere questa opportunità.
Schede

Venerdì Santo, Vescovo Lauro: “L’Uomo della croce tocca il cuore e manda in crisi”. “Il Golgota, da luogo deputato alla morte, diventa sala parto e genera vita”

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“L’Uomo della croce tocca il cuore di uomini, abituati a frequentare la morte, e li manda in crisi”. Nella cattedrale di Trento, già spoglia per il Venerdì Santo e svuotata dei fedeli dall’emergenza Coronavirus, l’arcivescovo Lauro Tisi guida (in diretta Tv e streaming) la celebrazione della Passione e Morte del Signore, con il racconto evangelico delle ultime ore di Gesù, l’intensa preghiera universale (con  il ricordo di tutte le persone a vario titolo toccate dalla pandemia) e l’adorazione della croce. In cattedrale anche l’arcivescovo emerito Luigi Bressan, accanto al decano del Capitolo, monsignor Lodovico Maule e al parroco del Duomo, don Andrea Decarli.

Nell’omelia, monsignor Tisi nota come “da duemila anni, quel volto sfigurato, affascina e dà forma alla vita di donne e uomini che nel riconoscere, in Lui, i tratti di Dio, ritengono vincente e appagante farsi carico degli altri e mettere a loro disposizione la propria vita”. Il riferimento è, in particolare, ai tanti che in questi giorni si mettono a servizio degli altri, senza alcun condizionamento. Una constatazione che induce l’Arcivescovo di Trento ad attestare come “il Golgota, da luogo deputato alla morte, diventa sala parto. Sorprendentemente, un uomo che muore genera vita.”

“Ciò che tanti uomini e donne in questo momento stanno vivendo – argomenta monsignor Tisi – è veramente impressionante, e deve essere accostato con il massimo della delicatezza e del rispetto. Tuttavia, l’uomo della Croce ci regala una luce inaspettata e sorprendente. Le stanze del dolore possono aprire alla vita. A una condizione: attraversarle, come Lui, in obbedienza. Vale a dire: porsi, insieme con lui, in atteggiamento di ascolto.”

“Molti indizi – aggiunge l’Arcivescovo – ci dicono che stiamo cominciando a ritornare umani. Non lasciamo che le difficoltà dell’ora presente tornino a soffocare il riemergere della bellezza dell’umano”.

“Fa’ presto Signore – è l’invocazione finale prima di inginocchiarsi in adorazione davanti al Crocifisso -, perché possiamo, insieme, rivedere la luce”.

SCARICA TESTO OMELIA

Settimana Santa, in cattedrale con il vescovo Lauro celebrazione penitenziale e Via Matris (TESTI)

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Mercoledì 8 aprile, l’arcivescovo Lauro in cattedrale ha guidato una particolare celebrazione penitenziale, per aiutare a vivere, in questo contesto di emergenza e di lontananza forzata, un momento personale di preghiera al Signore e di domanda di perdono e di riconciliazione. QUI TESTO MEDITAZIONE

DIRETTA TV SU TELEPACE TRENTO E IN STREAMING SU QUESTO PORTALE E SUL SITO WEB DI VITA TRENTINA

In merito alle Confessioni, la Curia trentina ricorda che – nelle attuali condizioni di impossibilità di accostarsi al Sacramento della Penitenza – una sincera richiesta di perdono (ad esempio il “Confesso a Dio onnipotente”), accompagnata dal desiderio e dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche gravi.

Martedì 7 aprile, sempre in cattedrale, l’Arcivescovo ha guidato la Via Matris, ripercorrendo la via dolorosa di Maria accanto al Figlio, cominciando dalla sua accoglienza nella fede della profezia di Simeone fino all’accompagnamento del corpo di Gesù al sepolcro, in attesa della sua risurrezione. “Santa Maria, donna di poche parole, – ha esordito don Lauro – prega per noi, abili ad usare le parole per nascondere i pensieri più che per rivelarli, convinti di dover parlare anche quando non si ha nulla da dire. Poni una custodia alle nostre labbra perché la drammaticità di queste ore non ci faccia pronunciare parole vuote. Chiedi per noi il dono dello Spirito per riconoscere, come Simeone, nel tuo Figlio amato, la Parola che salva”. QUI TESTI DELLA PREGHIERA CON LE MEDITAZIONI DI DON LAURO 

 

Settimana Santa, questa sera in cattedrale con il vescovo Lauro la Via Matris, domani (8 aprile) celebrazione penitenziale. DIRETTA TV E STREAMING

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Con Maria, sulla via della croce. In questo particolare martedì santo, 7 aprile, alle ore 20.30 l’arcivescovo Lauro guiderà dalla cattedrale di Trento la Via Matris, ripercorrendo con lo sguardo della Madre il cammino terreno di suo figlio Gesù, dall’inizio fino al Calvario.

Domani, mercoledì 8 aprile l’arcivescovo Lauro tornerà in cattedrale alle ore 20.30 per una particolare celebrazione penitenziale, per aiutare a vivere, in questo contesto di emergenza e di lontananza forzata, un momento personale di preghiera al Signore e di domanda di perdono e di riconciliazione.

ENTRAMBE LE CELEBRAZIONI VANNO IN ONDA IN DIRETTA TV SU TELEPACE TRENTO E IN STREAMING SU QUESTO PORTALE E SUL SITO WEB DI VITA TRENTINA

In merito alle Confessioni, la Curia trentina ricorda che – nelle attuali condizioni di impossibilità di accostarsi al Sacramento della Penitenza – una sincera richiesta di perdono (ad esempio il “Confesso a Dio onnipotente”), accompagnata dal desiderio e dalla ferma risoluzione di ricorrere, appena possibile, alla confessione sacramentale, ottiene il perdono dei peccati, anche gravi.

FOTO ZOTTA