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“E’ per tutti una settimana di passione. La luce del Calvario rischiari le nostre tenebre”. Domenica delle Palme, il vescovo Lauro apre la Settimana Santa

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Nessuna benedizione dei rami d’ulivo, nessuna processione: è la Domenica delle Palme al tempo del Coronavirus. A Trento come in tutte le chiese, si vive un’ “inedita e surreale” domenica di Passione, come la definisce il vescovo Lauro aprendo la Settimana Santa, cuore di tutto l’anno liturgico. “I rami d’ulivo -ha ricordato il vescovo all’inizio della celebrazione- hanno quest’anno i lineamenti dei medici che hanno pagato con la vita il servizio ai malati. Ricordo in particolare la dottoressa Gaetana, medico in Val di Fassa. Hanno il volto pieno di dignità di tanti ammalati, che in solitudine salgono l’erta del calvario. Hanno il viso stremato dalla fatica dei nostri operatori sanitari che quotidianamente rischiano la vita per noi. Hanno i colori forti della fatica di tanti uomini e donne che ogni giorno lavorano per garantirci i servizi essenziali. Hanno le mani di tanti operatori e volontari che si prendono cura dei poveri nelle varie strutture di accoglienza. Hanno la compostezza e la determinazione di rimanere a casa, sapendo essere questo un sublime atto d’amore, delle nostre famiglie preoccupate per il lavoro e il futuro. Hanno i tratti di tanti sacerdoti, religiose e religiosi, e anche alcuni vescovi, che con grande fede e forza d’animo affrontano la malattia che li ha colpiti”.
Un accenno anche per la comunità dei frati cappuccini trentini, che proprio nella Domenica delle Palme hanno visto la morte di un altro loro confratello, fra Emerico Senoner, del convento di Rovereto.

FOTO PAOLO PEDROTTI

A caratterizzare la Domenica delle Palme è il lungo racconto della passione e morte di Gesù, che induce l’arcivescovo Lauro a un immediato parallelo: “La Settimana Santa, assolutamente inedita e surreale, in cui entriamo, non occorre esplicitarlo, è davvero per tutti settimana di passione”. L’accostamento tra il dolore estremo di Gesù e la sofferenza provocata dall’epidemia è il filo conduttore dell’omelia di monsignor Tisi, in questa anomala domenica, con la messa celebrata nel Duomo a porte chiuse e trasmessa in diretta Tv e streaming sul web.

FOTO PAOLO PEDROTTI

Una settimana di passione “per tanti -ha proseguito don Lauro- che negli ospedali e nelle case di riposo affrontano la dura realtà della malattia o in solitudine vanno incontro alla morte. Mai, come questa volta, possiamo dire – seppure con diversa intensità – d’essere in croce, con quanto questo comporta: paura e angoscia, tristezza senza fine, bisogno di vicinanza e compagnia, lacerante percezione di essere abbandonati”.

“Mi permetto di invitarvi -ha concluso mons. Tisi- a soffermarvi sulla rapida e frettolosa sepoltura riservata a Gesù: possa diventare conforto per tutti coloro che in questi drammatici giorni hanno dovuto vivere la stessa esperienza con i propri cari. “Ave, o Croce, unica speranza”, recita un antico inno alla croce. In questa anomala Settimana Santa, la misteriosa luce del Calvario rischiari le nostre tenebre”.

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Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa. Il culmine nel Triduo Pasquale, cuore delle fede cristiana

Il programma completo delle celebrazioni in cattedrale con l'Arcivescovo
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Con la Domenica delle Palme  domani, 14 aprile – si apre la Settimana Santa, che culmina nel Triduo pasquale, cuore della fede cristiana, i tre giorni in cui si rivivono passione (Giovedì Santo), morte (Venerdì Santo) e risurrezione (Sabato Santo, nella veglia pasquale) di Gesù di Nazareth. 

Anche nella Diocesi di Trento le comunità si riuniscono in un fitto programma di appuntamenti liturgici. 

L’arcivescovo Lauro presiede le celebrazioni della Settimana Santa in cattedrale, a cominciare dalle Palme: domani alle ore 10.00 parte la processione dalla basilica di s. Maria Maggiore, dove saranno benedetti i rami d’ulivo, verso il duomo per la s. Messa (nella foto Zotta la celebrazione dello scorso anno). Nel pomeriggio, alle ore 16.00, sempre in cattedrale, il canto dei vespri introduce l’esposizione del Santissimo e l’inizio delle Quarantore, preghiera pressoché ininterrotta, animata da gruppi parrocchiali della città, movimenti e associazioni ecclesiali fino alla sera del Mercoledì Santo (ore 19.00).  

Martedì santo, 16 aprile, ad ore 20.00 celebrazione comunitaria della Riconciliazione in cattedrale, guidata da monsignor Tisi: sono invitate in particolare le parrocchie cittadine. 

Giovedì Santo, 18 aprile, l’Arcivescovo presiede al mattino (ore 9.30) la solenne concelebrazione della Messa Crismale con tutto il clero trentino e molti fedeli. Nel corso della liturgia vengono benedetti gli olii santi: l’olio del crisma (usato nel conferimento di battesimo, cresima e nelle ordinazioni sacre), l’olio dei catecumeni (coloro che si preparano al battesimo) e l’olio per l’unzione degli infermi. 

Alla sera del Giovedì Santo inizia il Triduo Pasquale con la s. Messa (20.30) in memoria dell’ultima cena di Gesù e la lavanda dei piedi (l’Arcivescovo rinnoverà il gesto con dodici fra missionari e missionarie). 

Venerdì Santo, 19 aprile, ore 15.00, la celebrazione della Passione e Morte del Signore con l’adorazione silenziosa della croce. In serata l’Arcivescovo guida la Via Crucis nella basilica di S. Maria Maggiore (20.30). 

Sabato Santo, 20 aprile, alle ore 21.00 la Veglia pasquale, la celebrazione più solenne dell’anno liturgico. In essa la Chiesa, anche attraverso una ricca simbologia (la benedizione del fuoco, l’accensione del cero simbolo di Cristo, la benedizione dell’acqua battesimale, con il battesimo di quattro catecumeni adulti e un bambino) proclama la risurrezione di Gesù dalla morte. 

Un annuncio riaffermato anche la Domenica di Pasqua, 21 aprile: in cattedrale il vescovo Lauro presiederà la s. Messa alle ore 10.00.  

Le principali celebrazioni del Triduo saranno trasmesse in diretta audio streaming sul sito della Diocesi www.diocesitn.it. 

“Cirenei di servizio e perdono, risposta a violenza e aggressività”

Domenica delle Palme, l'appello del vescovo Lauro
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9 aprile, Domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa. La Chiesa ricorda l’entrata di Gesù a Gerusalemme e la sua successiva passione e morte.
A Trento l’arcivescovo Lauro ha guidato in mattinata la processione dalla basilica di S. Maria Maggiore alla cattedrale, dove si è celebrata la s. Messa. Nell’omelia, si sofferma sul personaggio di Simone di Cirene, chiamato – racconta il Vangelo – a portare la croce di Gesù. “Mi preme – sottolinea l’Arcivescovo ai fedeli – farvi notare l’origine di quest’uomo: la terra africana. Ad aiutare Gesù a portare la croce è un africano”. Poi monsignor Tisi si chiede: “Concretamente cosa significa prendere su di sé la croce di Gesù? La nostra vita – spiega – ogni giorno deve fare i conti con le ombre. La relazione con gli altri non è mai a costo zero, è sempre attraversata da fatica, delusioni, talvolta da tradimenti. Ogni giorno facciamo i conti con la paura dell’altro. La diversità la sentiamo come minaccia. Il pensare diverso ci inquieta. La vita, anche a noi, come a Simone di Cirene riserva sorprese, situazioni inedite, partite che mai avremmo pensato di dover affrontare. A ciascuno di noi, la Croce di Cristo offre luce e speranza”. E, ancora, in un altro passaggio: “Credere nel Dio di Nazareth altro non è che immettere nella nostra vita l’antidoto alla morte: l’amore che si fa servizio, perdono, gratuità. Non servono competenze speciali, studi particolari, basta lasciarsi interpellare, come il Cireneo, dalla vita. Permettete che lo dica: la vita sta domandando questo Dio del Gòlgota, sta chiedendo cirenei del servizio e del perdono per fermare la forza bruta della violenza e dell’aggressività”.
In allegato, testo integrale omelia.