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Con la Domenica delle Palme inizia la Settimana Santa. Il culmine nel Triduo Pasquale, cuore delle fede cristiana

Il programma completo delle celebrazioni in cattedrale con l'Arcivescovo
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Con la Domenica delle Palme  domani, 14 aprile – si apre la Settimana Santa, che culmina nel Triduo pasquale, cuore della fede cristiana, i tre giorni in cui si rivivono passione (Giovedì Santo), morte (Venerdì Santo) e risurrezione (Sabato Santo, nella veglia pasquale) di Gesù di Nazareth. 

Anche nella Diocesi di Trento le comunità si riuniscono in un fitto programma di appuntamenti liturgici. 

L’arcivescovo Lauro presiede le celebrazioni della Settimana Santa in cattedrale, a cominciare dalle Palme: domani alle ore 10.00 parte la processione dalla basilica di s. Maria Maggiore, dove saranno benedetti i rami d’ulivo, verso il duomo per la s. Messa (nella foto Zotta la celebrazione dello scorso anno). Nel pomeriggio, alle ore 16.00, sempre in cattedrale, il canto dei vespri introduce l’esposizione del Santissimo e l’inizio delle Quarantore, preghiera pressoché ininterrotta, animata da gruppi parrocchiali della città, movimenti e associazioni ecclesiali fino alla sera del Mercoledì Santo (ore 19.00).  

Martedì santo, 16 aprile, ad ore 20.00 celebrazione comunitaria della Riconciliazione in cattedrale, guidata da monsignor Tisi: sono invitate in particolare le parrocchie cittadine. 

Giovedì Santo, 18 aprile, l’Arcivescovo presiede al mattino (ore 9.30) la solenne concelebrazione della Messa Crismale con tutto il clero trentino e molti fedeli. Nel corso della liturgia vengono benedetti gli olii santi: l’olio del crisma (usato nel conferimento di battesimo, cresima e nelle ordinazioni sacre), l’olio dei catecumeni (coloro che si preparano al battesimo) e l’olio per l’unzione degli infermi. 

Alla sera del Giovedì Santo inizia il Triduo Pasquale con la s. Messa (20.30) in memoria dell’ultima cena di Gesù e la lavanda dei piedi (l’Arcivescovo rinnoverà il gesto con dodici fra missionari e missionarie). 

Venerdì Santo, 19 aprile, ore 15.00, la celebrazione della Passione e Morte del Signore con l’adorazione silenziosa della croce. In serata l’Arcivescovo guida la Via Crucis nella basilica di S. Maria Maggiore (20.30). 

Sabato Santo, 20 aprile, alle ore 21.00 la Veglia pasquale, la celebrazione più solenne dell’anno liturgico. In essa la Chiesa, anche attraverso una ricca simbologia (la benedizione del fuoco, l’accensione del cero simbolo di Cristo, la benedizione dell’acqua battesimale, con il battesimo di quattro catecumeni adulti e un bambino) proclama la risurrezione di Gesù dalla morte. 

Un annuncio riaffermato anche la Domenica di Pasqua, 21 aprile: in cattedrale il vescovo Lauro presiederà la s. Messa alle ore 10.00.  

Le principali celebrazioni del Triduo saranno trasmesse in diretta audio streaming sul sito della Diocesi www.diocesitn.it. 

“Cirenei di servizio e perdono, risposta a violenza e aggressività”

Domenica delle Palme, l'appello del vescovo Lauro
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9 aprile, Domenica delle Palme, inizio della Settimana Santa. La Chiesa ricorda l’entrata di Gesù a Gerusalemme e la sua successiva passione e morte.
A Trento l’arcivescovo Lauro ha guidato in mattinata la processione dalla basilica di S. Maria Maggiore alla cattedrale, dove si è celebrata la s. Messa. Nell’omelia, si sofferma sul personaggio di Simone di Cirene, chiamato – racconta il Vangelo – a portare la croce di Gesù. “Mi preme – sottolinea l’Arcivescovo ai fedeli – farvi notare l’origine di quest’uomo: la terra africana. Ad aiutare Gesù a portare la croce è un africano”. Poi monsignor Tisi si chiede: “Concretamente cosa significa prendere su di sé la croce di Gesù? La nostra vita – spiega – ogni giorno deve fare i conti con le ombre. La relazione con gli altri non è mai a costo zero, è sempre attraversata da fatica, delusioni, talvolta da tradimenti. Ogni giorno facciamo i conti con la paura dell’altro. La diversità la sentiamo come minaccia. Il pensare diverso ci inquieta. La vita, anche a noi, come a Simone di Cirene riserva sorprese, situazioni inedite, partite che mai avremmo pensato di dover affrontare. A ciascuno di noi, la Croce di Cristo offre luce e speranza”. E, ancora, in un altro passaggio: “Credere nel Dio di Nazareth altro non è che immettere nella nostra vita l’antidoto alla morte: l’amore che si fa servizio, perdono, gratuità. Non servono competenze speciali, studi particolari, basta lasciarsi interpellare, come il Cireneo, dalla vita. Permettete che lo dica: la vita sta domandando questo Dio del Gòlgota, sta chiedendo cirenei del servizio e del perdono per fermare la forza bruta della violenza e dell’aggressività”.
In allegato, testo integrale omelia.