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Ancora tutto esaurito per Vivaldelli al PalaRotari. Oltre 1500 per il dialogo tra Vangelo ed Arte nell’Ultima Cena

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Cambia lo spartito, ma l’effetto Vivaldelli non muta. Ancora un bagno di folla per il biblista rivano, impegnato nella serata del 10 aprile al PalaRotari di Mezzocorona in una proposta diocesana innovativa per il pubblico trentino: mettere a confronto Vangelo ed Arte. A partire dall’Ultima Cena di Gesù e dalla rappresentazione di Leonardo Da Vinci, per raccontare il primo de “I tre giorni che cambiarono la storia”. A febbraio Gregorio Vivaldelli aveva riempito il PalaRotari con una nuova tappa tra i gironi danteschi della Divina Commedia. Era, dunque, motivata la curiosità per la risposta del pubblico a un  “taglio” ben diverso: molto più “confessionale”, seppure con lo stile consueto, capace di toccare le corde della quotidianità.

Come con il testo di Dante, anche con la pagina evangelica messa in relazione all’opera d’arte, l’alchimia si rivela vincente e unisce senza soluzione di continuità credenti e non credenti, praticanti e meno. Al punto che oltre alla sala principale, alle Cantine Mezzacorona hanno dovuto aprirne una seconda  in videocollegamento, aggiungendo pure altre sedie a quelle standard. Oltre 1500 persone, alle quali non  va – chi conosce Vivaldelli lo sa bene – una dotta lezione o un predicozzo dal taglio moralistico, ma una molteplice provocazione, altamente etica, documentata nei risvolti biblici e artistici, senza però  negarsi sprazzi di frizzante ironia. Uno stimolo – fortemente sostenuto anche dall’arcivescovo Lauro che l’ha sposata come iniziativa diocesana – a pensare di più, in questa società dove sembra vincere una disarmante superficialità, e ad agire meglio, rispettando gli altri fin dalle relazioni in famiglia.

La folta platea che partecipa a serate così, pur dopo una giornata di lavoro e con una squadra italiana in campo nei quarti di Champions, è un bel segnale: non da cavalcare, ma da rispettare nella sua forza comunicativa. Nessuno si muove per nulla. Nessuno si spende nel passaparola se non c’è la certezza che tornerà a casa migliorato. Questa è la notizia che arriva dai 1500 del PalaRotari. Certo, c’è di mezzo l’abilità di un comunicatore. Ma – per chi crede – c’è anche un soffio di altra natura, che tocca il cuore oltre ogni previsione (a dispetto di tanto pessimismo, anche ecclesiale), e al di là di ogni etichetta. A pochi giorni dalla Festa del Risorto. (pi.fra)

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Con Vivaldelli il Vangelo dialoga con l’Arte: al PalaRotari (10 aprile) “Riparti dall’Ultima Cena”. Primo dei “Tre giorni che cambiarono la storia”

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Nuova serata con Gregorio Vivaldelli proposta dall’Arcidiocesi di Trento. Questa volta non a partire dalla Divina Commedia, che sarà ripresa a ottobre, ma all’interno di un nuovo progetto sul Triduo Pasquale dal titolo: “I tre giorni che cambiarono la storia”. Mercoledì 10 aprile, ore 20.30, al PalaRotari di Mezzocorona (Tn) il racconto del primo dei tre giorni che cambiarono la storia (il Giovedì Santo), a partire dall’Ultima Cena.

Vivaldelli, con il suo stile coinvolgente e un linguaggio sempre attento alla vita quotidiana, ripercorrerà le ultime ore di vita terrena di Gesù narrate nel Vangelo e illuminate dall’Arte, in un incrocio di straordinaria bellezza.

Una proposta diocesana trasversale aperta a tutti: giovani e adulti, catechisti, operatori pastorali e ogni persona disponibile a lasciarsi sorprendere dal fascino di eventi in grado di generare speranza. Un’occasione offerta dalla Chiesa trentina in questo Tempo di Quaresima per migliorare la qualità della vita. Propria e degli altri.

Organizzazione e info: Biblioteca Diocesana Vigilianum – 0461 360224

Ingresso libero. È possibile usufruire dell’ampio parcheggio interno gratuito.

Locandina della serata “Riparti dall’Ultima Cena. Il Vangelo in dialogo con l’Arte

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(13 febbraio) Almeno 1500 persone (QUI IL LINK ALLA FOTOGALLERY) hanno affollato nella serata di martedì 12 febbraio il PalaRotari di Mezzocorona per seguire Gregorio Vivaldelli nella nuova tappa nel lungo viaggio alla scoperta della Divina Commedia proposto dall’Arcidiocesi di Trento  su organizzazione della Biblioteca Vigiluanum. Vivaldelli si conferma  capace di attirare e coinvolgere un pubblico di ogni età, in cui spicca la presenza di tanti giovani, seduti proprio davanti all’arcivescovo Lauro che non  ha voluto mancare all’appuntamento diocesano dal titolo “Con il bene vinci il male“.

Dopo un’ampia introduzione sull’importanza di essere autentici protagonisti ciascuno nel proprio ruolo nella vita (“dai genitori agli studenti: è questo il senso – spiega – dell’esordio dantesco ‘Nel mezzo del cammin'”) , e di essere liberi dai condizionamenti di una tecnologia troppo invadente (il selfie nello schermo di uno smartphone come nuovo laghetto di Narciso),  Vivaldelli ha condotto il folto pubblico (“mai vista qui così tanta gente” dicono i responsabili dal PalalRotari, in prima fila il presidente del Gruppo Mezzacorona Rigotti) lungo i gironi del VII cerchio del’infermo in cui Dante, sulle orme di Virgilio, incontra i violenti. Il docente trentino, con il suo consolidato e felice format, alterna immagini descrittive ed evocative al testo dell’Alighieri, di autori classici, contemporanei  o della Sacra Scrittura.

Si sofferma sulla violenza, conseguenza di un linguaggio aggressivo, definendola “bestiale” quando esercitata contro le donne (“avete tutto il diritto di essere trattate come principesse”, suggerisce alle ragazze). Parla con garbo e rispetto della violenza su di sé consumata nel suicidio e s’accalora, in un crescendo teologico, nel raccontare un Dio – “Quel che volentier perdona” lo definisce mirabilmente Dante – rinnegato dai bestemmiatori (“bestemmia – chiosa Vivaldelli – è impedire a Dio di essere Dio”) , ma svelato da Gesù di Nazareth: colui che allunga il braccio a Pietro per toglierlo dalle acque, il buon pastore che si muove alla ricerca dell’unica pecora smarrita. “Non c’è momento della nostra vita in cui questa Bontà non possa cambiarci”, conclude Vivaldelli.

Nuova serata proposta da Arcidiocesi con Vivaldelli, sempre al PalaRotari, mercoledì 10 aprile. Questa volta non a partire dalla Divina Commedia, che sarà ripresa in autunno, ma all’interno di un nuovo progetto dal titolo “I tre giorni che cambiarono la storia“. Vivaldelli porterà a ripercorrere gli ultimi giorni di vita terrena di Gesù di Nazareth narrati dai Vangeli e illuminati dall’arte, in un incrocio di straordinaria bellezza. Si comincia il 10 aprile con il racconto del primo dei tre giorni, il Giovedì Santo, a partire dall’Ultima Cena. Una nuova sfida per la Chiesa trentina, che si riconosce anche nel volto e nelle parole del biblista rivano, attorniato dal suo “popolo” di affezionati e curiosi, assolutamente trasversale anche nel rapporto con la pratica di fede, e ben disposto ad accettare una provocazione salutare per migliorare la qualità della vita. Propria e degli altri.