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“Continuate a credere, a sperare, ad amare. Continuate a resistere”: gli auguri di padre Francesco Patton dalla Terra Santa

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Davanti al Santo Sepolcro a Gerusalemme, il Custode di Terra Santa, il trentino padre Francesco Patton, manda il suo messaggio di incoraggiamento (anche video) agli Italiani. Un messaggio che assume ancor più significato per il luogo nel quale viene lanciato, il luogo nel quale si è materializzato il mistero che celebriamo a Pasqua.

Siamo davanti al Santo Sepolcro a Gerusalemme, il luogo più santo per tutti i cristiani del mondo, il luogo nel quale Gesù ha vinto la morte risorgendo il mattino di Pasqua. Desidero dire a ciascuna e ciascuno di voi che, in questo luogo, noi frati della Custodia di Terra Santa, come pure i nostri fratelli Greci e Armeni, stiamo pregando per voi ogni giorno.

Carissimi amici italiani, continuate a credere, continuate a sperare, continuate ad amare. Continuate a resistere.

Manteniamo la distanza fisica se è necessario per evitare che il virus si diffonda, ma restiamo uniti e solidali gli uni con gli altri, perché solo così potremo sconfiggere il virus più letale, il virus dell’egoismo, che fa pensare ad alcuni che sia possibile salvarsi da soli. Siamo un’unica famiglia, siamo tutti insieme sulla stessa barca, vi siamo vicini e preghiamo per voi e per i vostri cari. Continuate a sperare, continuate a fidarvi e continuate ad amare.

Coraggio!

 

Coronavirus, in Terra Santa nuove regole più restrittive. Parla il Custode Patton

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In Terra Santa a una settimana dal Triduo Pasquale le autorità israeliane hanno varato norme ancora più restrittive per contenere il contagio. I leader delle comunità latina, greco, ortodossa e armena chiedono però una deroga. A TV2000 parla il Custode di Terra Santa padre Francesco Patton  Servizio della corrispondente Alessandra Buzzetti

Il futuro di Gerusalemme nelle parole del Custode Patton: “Le antiche fedi devono continuare a convivere”

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Il futuro di Gerusalemme e della Terra Santa appassiona i trentini: aula magna dell’oratorio Duomo strapiena e molti posti in piedi lunedì 10 febbraio per la relazione del custode di Terra Santa fra Francesco Patton. Ad introdurlo don Cristiano Bettega, delegato vescovile per l’Area Testimonianza e Impegno Sociale e Augusto Goio, redattore di Vita Trentina.

“Il Mediterraneo deve tornare ad essere frontiera di pace”, esordisce fra Patton presentando l’incontro di tre giorni a Bari (19-23 febbraio) promosso dalla Cei (tra i 58 partecipanti lo stesso Patton e l’arcivescovo emerito di Trento Bressan) e auspicando un coinvolgimento di tutte le religioni e delle società civili. “Nel costruire la pace per noi sono importante le parrocchie per formare le comunità e pure le scuole per favorire una cultura del rispetto e della convivenza fra i giovani” ha spiegato fra’ Patton. “Mi auguro che le antiche fedi possano continuare a convivere a Gerusalemme” osserva il Custode di Terra Santa nativo di Vigo Meano.  Secondo padre Francesco, “il dialogo è sempre fra persone, non fra religioni” ed è quindi nelle relazioni cordiali e negli atteggiamenti di vera collaborazione che spesso si possono dare vita a iniziative comuni altrimenti impensati. Ed ha portato molti esempi concreti. Rispetto ai pellegrinaggi Patton ha detto che sono una “straordinaria esperienza di conversione e anche di penitenza”, per la quale è opportuna una seria preparazione (“il pellegrinaggio comincia ben prima di arrivare in aeroporto”) ed un accompagnamento adeguato, come quello che sanno offrire le guide trentine. Sull’incontro con fra’ Patton, ampio servizio nel prossimo numero di Vita Trentina.

Il Custode padre Patton a Trento

Incontro pubblico per un bilancio dei primi sette mesi in Terra Santa
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E’ arrivato a Trento per la prima volta da quando, sette mesi fa (foto), ha iniziato il su ministero di Custode di Terra Santa. Padre Francesco Patton sabato 21 gennaio ha incontrato i fedeli nella chiesa di San Bernardino e prima si è intrattenuto con i giornalisti per raccontare questa prima tappa del suo delicato incarico. Mesi  – ha spiegato – di conoscenza della realtà e delle persone, in particolare i 250 frati che operano per la Custodia. Compresa la piccola comunità attiva in Siria, in particolare ad Aleppo. “Si spera che si vada presto verso un negoziato che arrivi alla pace”, ha commentato Patton. “La guerra in Siria – ha aggiunto – ha causato morte, spaesamento, milioni di profughi. C’è bisogno di negoziati seri. Vuol dire dialogo concreto tra Usa e Russia, Arabia Saudita e Iran, a cui fanno capo Sciiti e Sunniti”. Dopo la conferenza stampa l’incontro pubblico da titolo ‘”Francescani in Terra Santa. Ottocento anni di presenza per la pace”. Nel pomeriggio di domenica 22 padre Patton ha incontrato, nel Palazzo di Piazza Fiera, l’arcivescovo Lauro.