PERCORSO DI ACCOMPAGNAMENTO AL MATRIMONIO CRISTIANO

La pastorale famigliare deve far sperimentare che il Vangelo della famiglia è risposta alle attese più profonde della persona umana: alla sua dignità e alla realizzazione piena nella reciprocità, nella comunione e nella fecondità (AL 201).

 

PREMESSA

Di fronte alla realtà, in ascolto dello Spirito

Nella società italiana degli ultimi decenni sono avvenuti cambiamenti profondi che hanno toccato in maniera particolare una delle istituzioni più importanti, cioè la famiglia. La Chiesa, che ha sempre rivolto una grande attenzione al matrimonio e alla famiglia, ha compreso che il rinnovamento dell’evangelizzazione oggi è la grande sfida che si sta giocando anche nel campo famigliare.

Nel 2012 la Conferenza Episcopale Italiana ha proposto degli Orientamenti sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia, che hanno evidenziato il bisogno urgente di un ripensamento della pastorale di preparazione alla vita coniugale attraverso un accompagnamento dei futuri sposi più approfondito e sviluppato nel tempo. Si è osservato infatti che non è sufficiente un corso di qualche incontro, ma il percorso di preparazione al matrimonio deve diventare un cammino che consenta la frequentazione assidua dei temi della fede e della vita dentro la comunità ecclesiale.

A tal fine, gli orientamenti suggeriscono che questi itinerari offrano ai futuri sposi occasioni per ripartire nella fede: occasioni dove domande poste alla fede, alla vita, alla Chiesa vengano suscitate, accolte ed ascoltate e dove possano trovare risposta.

Inoltre, la Chiesa accompagna nel cammino chi si prepara al matrimonio, anche attraverso una comunità cristiana che si fa carico del compito e del dono di camminare insieme a queste persone nelle affascinanti tappe dell’amore.

Nell’ottobre del 2014 e del 2015 ci sono stati due Sinodi della Famiglia che sono culminati nell’esortazione apostolica “Amoris laetitia” (AL 2016) di papa Francesco, ventata di novità portata dallo Spirito. Il Papa ci invita ad attuare una vera “iniziazione al sacramento del matrimonio” e a “sperimentare il Vangelo della Famiglia” come “risposta alle attese più profonde della persona umana”. Questo testo è davvero un dono grande per la Chiesa e la Famiglia, che si apprezza come il buon vino a mano a mano che passa il tempo.

Anche in Amoris laetitia si invita al coinvolgimento della comunità cristiana nella preparazione al matrimonio cristiano: “La complessa realtà sociale e le sfide che la famiglia oggi è chiamata ad affrontare richiedono un impegno maggiore di tutta la comunità cristiana per la preparazione dei nubendi al matrimonio (…) I Padri sinodali sono stati concordi nel sottolineare l’esigenza di un maggiore coinvolgimento dell’intera comunità privilegiando la testimonianza delle stesse famiglie, oltre che di un radicamento della preparazione al matrimonio nel cammino di iniziazione cristiana, sottolineando il nesso del matrimonio con il battesimo e gli altri sacramenti” (AL 206).

E ancora il Papa continua: ”Invito le comunità cristiane a riconoscere che accompagnare il cammino di amore dei fidanzati è un bene per loro stesse. Ci sono diversi modi legittimi di organizzare la preparazione prossima al matrimonio, e ogni Chiesa locale discernerà quale sia migliore, provvedendo ad una formazione adeguata che nello stesso tempo non allontani i giovani dal sacramento. Non si tratta di dare loro tutto il Catechismo, né di saturarli con troppi argomenti. Si tratta di una sorta di “iniziazione” al sacramento del matrimonio che fornisca loro gli elementi necessari per poterlo ricevere con le migliori disposizioni e iniziare con una certa solidità la vita familiare. (AL 207).

Una Chiesa in cammino

Non possiamo dimenticare che questi inviti e queste indicazioni hanno messo in cammino le comunità delle Diocesi italiane proprio per un rinnovamento dei percorsi di preparazione al matrimonio, dando avvio in questi ultimi tre anni a un cambiamento di prospettiva e a un rinnovamento molto forte nell’accompagnare le coppie che chiedono il Sacramento del Matrimonio.

Infatti, questi suggerimenti hanno interrogato profondamente gli sposi e i presbiteri che accolgono e accompagnano i giovani e i meno giovani nella preparazione stimolandoli a mettere in atto gesti, azioni, pensieri, preghiera per sostenere i futuri sposi in un cammino di crescita, orientato a costruire gradualmente un vero e proprio progetto, che corrisponda sempre più alla scoperta del disegno di Dio su di loro.

Le coppie che chiedono di partecipare ai percorsi oggi sono ancorate al presente e incerte verso il futuro, per alcuni di loro famiglia significa una realtà mutevole e composta, stanno insieme, ma per il matrimonio non decidono, sono spesso incapaci di dare un senso cristiano all’amore e raramente si sentono parte della Chiesa. Nonostante queste premesse chiedono comunque di diventare “famiglia cristiana”. Perciò è necessario che la comunità cristiana riconosca in questi futuri sposi una preziosa risorsa perché essi possono contribuire a rinnovare la Chiesa, diventando contagiosi e capaci di crescere nell’amicizia e nella fraternità cristiana.

Anche sul nostro territorio, chi si trova ad animare i percorsi di preparazione al matrimonio cristiano e si impegna con sincerità, chiede una formazione e un supporto per essere un autentico compagno di viaggio nelle varie tappe dell’amore e nello stesso tempo anche di ritornare a riflettere su quanto si sta facendo in questo ambito alla luce dell’Amoris laetitia di papa Francesco.

In risposta a queste richieste, emerse da più parti della nostra diocesi, il Servizio Famiglia ha avviato da qualche anno un percorso (intitolato “Esplorando sentieri”), che consiste in una settimana estiva con la formula della formazione-vacanza con e per le famiglie, articolata su un biennio ed alcune giornate a tema durante il corso dell’anno (intersessione, aperta a tutti gli operatori o a chi desidera in futuro dedicarsi alla pastorale famigliare in diocesi). Questo percorso si è dimostrato una proposta di buon livello, che può dare alle famiglie gli strumenti utili per non sentirsi inadeguate nel servizio che stanno svolgendo.

Tenuto conto di quanto detto finora, il Vescovo Tisi ha chiesto al Servizio Famiglia di predisporre un nuovo cammino, per l’accompagnamento delle coppie di futuri sposi che desiderano sposarsi in chiesa.

Pertanto il presente lavoro vuole accogliere le indicazioni della Chiesa e mettersi al servizio del rinnovamento, nella consapevolezza che il percorso di preparazione al matrimonio è la via di una nuova evangelizzazione.

Questo documento si rivolge ai presbiteri e agli sposi, alle persone consacrate, ai laici impegnati nell’azione pastorale e a tutti coloro che, nella comunità cristiana, hanno a cuore il compimento di un buon cammino verso le nozze.

   

INTRODUZIONE

Imparare uno stile…  

Tutte queste premesse, in perfetta sintonia con quanto approfondito e suggerito tanto dai già citati recenti documenti della Chiesa (Orientamenti Pastorali CEI ed Esortazione Apostolica Amoris laetitia), quanto dalla quotidianità vissuta da operatori e futuri sposi, suggeriscono alcuni principi ispiratori di qualsiasi lavoro si voglia iniziare nell’ambito della preparazione al matrimonio.

Il primo, essenziale, è il passaggio da una proposta di “preparazione” ad una proposta di “accompagnamento”. A questo scopo ci lasciamo interrogare e guidare dall’immagine dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35): il Signore cammina con loro, facendosi vicino ed ascoltandoli, prima ancora di spiegare le scritture e manifestarsi. Questo farsi accanto ed accompagnare, quasi prendendo fraternamente per mano, vuole essere lo stile con cui accogliamo e “facciamo strada” con i futuri sposi.

Non si tratta però di cambiare semplicemente un termine con il quale si definisce il percorso di formazione, ma di porsi completamente in un’altra prospettiva.

Infatti non possiamo più pensare ad una proposta di preparazione, che consista soltanto in una serie di incontri con tematiche e modalità variabili a seconda del contesto, della preparazione, della motivazione degli animatori o della presenza del sacerdote; né sembra sufficiente come unica caratteristica comune la presentazione dei temi ed eventualmente il confronto in coppia o in gruppo, senza contare il fatto che talvolta si rischia di proporre quasi lezioni frontali.

L’accompagnamento dei futuri sposi deve diventare invece un percorso di riscoperta ed approfondimento della fede, con ispirazione catecumenale: accompagnare è anche camminare, con lo stesso passo, accostandosi ai giovani futuri sposi come fratelli che hanno già percorso una parte del sentiero, cercando insieme la via del Matrimonio.

Ciò avviene accogliendo gioiosamente le persone che ci stanno davanti e partendo dal buono che c’è in loro (lasciandosi però provocare ed aiutandoli nelle fatiche o, se necessario, fin dentro le ferite più profonde).

Questo non può essere nemmeno immaginato prescindendo dal coinvolgimento attivo della Comunità cristiana che, con forme forse ancora da inventare, diventa essa stessa soggetto centrale di questo accompagnamento e della celebrazione del Matrimonio.

 

… CON UNA ISPIRAZIONE CATECUMENALE

Elementi dell’ispirazione catecumenale

Ci sta molto a cuore, in accordo con le recenti sottolineature del Papa, promuovere e avviare in sintonia con l’«ispirazione catecumenale» i futuri percorsi di formazione cristiana, compreso quello di preparazione al matrimonio cristiano che stiamo proponendo. Nel recente Sinodo sulla Famiglia «i Padri sinodali sono stati concordi nel sottolineare l’esigenza di un maggiore coinvolgimento dell’intera comunità privilegiando la testimonianza delle stesse famiglie, oltre che di un radicamento della preparazione al matrimonio nel cammino di iniziazione cristiana, sottolineando il nesso del matrimonio con il battesimo e gli altri sacramenti. Si è parimenti evidenziata la necessità di programmi specifici per la preparazione prossima al matrimonio che siano vera esperienza di partecipazione alla vita ecclesiale e approfondiscano i diversi aspetti della vita familiare» (AL 206).

La partecipazione agli incontri di preparazione al matrimonio cristiano non sono da considerarsi come un veloce adempimento formale dopo il quale viene rilasciato il “nulla osta” che permette di accedere al matrimonio, ma come esperienze dove, insieme ad altri e in piccolo gruppo, si suscita il desiderio di un incontro personale con Gesù Cristo, si nutre la fede e si avvia un cammino di coppia nutrito da tutti gli ingredienti del cammino cristiano, radicato nel battesimo, che tenga conto del percorso dei singoli e delle coppie e porti a maturare delle scelte consapevoli nell’ambito della vita cristiana.

Un cammino di fede d’ispirazione catecumenale possiede elementi costitutivi particolari alcuni dei quali già sottolineati nella presentazione di questo percorso:

  • carattere pasquale iniziatico: comunicare il cuore della nostra fede, aiutando le coppie ad entrare in contatto con Gesù-risorto-vivo-presente in mezzo a noi con la sua Parola, e a riconoscere la presenza del Signore nelle loro storie raccontando il loro personale incontro con il Risorto.
  • carattere comunitario e di testimonianza: la Chiesa non propone un percorso “privato” di fede, ma lo fa all’interno di una comunità che prima è coppia-famiglia e poi comunità allargata. É la comunità che nutre e sostiene la fede del singolo. Una grossa sfida per noi operatori pastorali è tessere reti comunitarie che condividano le esigenze umane e spirituali dei nuovi cristiani e li possano supportare nella crescita durante tutta la loro vita.
  • carattere di conversione permanente e di progressività dell’esperienza attraverso tappe che si susseguono in modo graduale accompagnando la scoperta e la crescita nella fede.

carattere liturgico, rituale e simbolico: attraverso simboli che rendono eloquenti i contenuti sperimentati, riti, preghiere e celebrazioni che valorizzano il raggiungimento di una tappa, cercando di toccare anche i sensi e gli affetti oltre che la conoscenza.

La crescita nella fede

É decisivo per un percorso di preparazione al matrimonio cristiano che si dia l’opportunità alle persone coinvolte di dare vita e nutrire la fede, di assaporare la luce e la forza che viene dalla parola di Dio, da Cristo stesso sulla scelta d’amore che si condivide. É importante anche poter riflettere sulla fede, dare nome ai problemi che incontra oggi, raccontarla nei suoi aspetti fondamentali, sostenere i passi che i singoli e le coppie stanno vivendo.

Per questo alla fine della prima tappa è stata collocata una scheda sul tema della fede. Ma va subito detto che questo tema non trova lì la sua collocazione abituale né obbligatoria, che il tema fede deve essere trasversale a tutto l’itinerario, che la fede non si può dare per scontata, e che quindi va avviata e proposta tenendo conto delle opportunità che maturano dentro il gruppo via via che si riesce a conoscere i vissuti, le esperienze, i desideri, le disponibilità dei partecipanti.

Si considerino due cose, lo sviluppo della fede nel cuore delle persone, così da poter valorizzare ed apprezzare le situazioni più disparate (dalla fede antropologica alla fede nel Dio di Gesù Cristo), e gli aspetti fondamentali dell’esperienza di fede (fiducia, il ritenere vera e significativa la storia di Gesù, la coerenza della vita, la sua dimensione ecclesiale, il fatto che è luce che illumina i problemi della vita, essere esperienza di vocazione …) così da alimentare il cammino del gruppo con gradualità.

 Un percorso a tappe per un dialogo tra Parola e vita

Un cammino di fede di ispirazione catecumenale fa sì che i partecipanti si alimentino della Parola di Dio via via che ne avvertono il sapore e il valore, e la considerino come Parola che illumina e orienta la vita. In fedeltà all’ispirazione catecumenale proponiamo che negli incontri ci sia la possibilità di riferirsi alla parola di Dio che ci parla personalmente facendoci scoprire che siamo amati e chiamati, e questo fino a farla diventare il cuore dell’incontro. Naturalmente va sollecitata la libertà di ogni equipe guida di scegliere il brano presentato o altri tra quelli alternativi indicati, con l’unico obiettivo della maturazione delle persone e della crescita del gruppo.

Nella consapevolezza di far nostri almeno alcuni aspetti dell’ispirazione catecumenale offriamo una pista, una possibile strutturazione del percorso in tappe tra le tante possibili.

Sarebbe proficuo celebrare con dei segni o momenti di preghiera, o con delle consegne ogni traguardo di tappa.

Ecco la serie delle tappe graduali e degli incontri previsti per ogni tappa (elenco e articolazione indicativa) su cui le coppie guida si muoveranno liberamente adattando le scelte alla situazione reale in cui operano.

Ogni incontro e scheda relativa presenta un brano della parola di Dio con spunti di riflessione, gli obiettivi, l’articolazione antropologica e teologica dei contenuti, e le indicazioni operative.

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