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I rintocchi di Maria Dolens per Antonio Megalizzi nel giorno della festa d’Europa

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I cento rintocchi di Maria Dolens per Antonio Megalizzi “giornalista europeo per la pace”, nel giorno della festa dell’Europa, giovedì 9 maggio, alla Campana dei caduti di Rovereto. Un momento di grande intensità, preceduto dall’alzabandiera sulle note dell’inno alla gioia. “Quale luogo migliore per ricordare Antonio se non la Campana della pace, su questo colle di Miravalle, giardino dell’anima” ha sottolineato il reggente Alberto Robol davanti ai genitori del 29 enne vittima del terrorismo, Anna Maria e Domenico, e alla fidanzata Luana.

 

I rintocchi di Maria Dolens per Antonio Megalizzi nel giorno della festa d’Europa giovedì 9 maggio (ore 11.30)

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Nel giorno della festa dell’Europa, giovedì 9 maggio, la Campana dei caduti Maria Dolens farà risuonare i suoi rintocchi in memoria di Antonio Megalizzi,  “giornalista Europeo della Pace”. L’iniziativa della Fondazione Campana dei Caduti ha incontrato la condivisione della famiglia del 29enne vittima dell’attentato terroristico dell’11 dicembre scorso ai mercatini di Natale di Strasburgo. La cerimonia, organizzata presso il Colle di Miravalle alle ore 11.30 prevede un breve intervento del reggente della Fondazione Campana dei caduti Alberto Robol e dell’ ambasciatore Marco Marsilli, già rappresentante italiano permanente presso il Consiglio d’ Europa.

Dell’eredità di Antonio e del suo sogno europeo si sono fatti testimoni i familiari – mamma Anna Maria e papà Domenico, la sorella Federica e la fidanzata Luana – ma anche i tanti amici e colleghi universitari che hanno condiviso con lui l’ideale di un’Europa unita senza barriere, culla di futuro per i giovani. Una prospettiva rilanciata anche in una intervista a Federica e Luana pubblicata nei giorni scorsi da Repubblica (scarica pagina):

 

 

 

Messa e fiaccolata in ricordo di Megalizzi, vescovo Lauro: “Antonio, Bartek e questa famiglia ci dicono che l’amore è più forte della morte“

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“Il Signore ridoni al nostro Continente uomini e donne come Antonio e Bartek, capaci di sognare, abitare le parole e investire sulle persone, sapendo che niente al mondo è più ricco del volto degli altri”. Così l’arcivescovo Lauro nell’omelia della S. Messa in suffragio di Antonio Megalizzi e dell’amico Bartek, vittime dell’attentato di Strasburgo. Grande partecipazione nella chiesa di Cristo Re alla liturgia,  concelebrata dal parroco Don Mauro Leonardelli e dai parroci precedenti, animata anche dai bambini della classe di catechesi di Annamaria, la mamma di Antonio, in prima fila accanto a papà Domenico, la sorella Federica, la fidanzata Luana.

Don Lauro commenta la “pienezza dei tempi” evocata dalla Sacra Scrittura: “Il tempo è pieno quando tu esci da te stesso e guardi chi ti sta accanto e lo chiami ancora fratello e sorella, Il tempo è pieno quando il tuo cuore riesce ad esorcizzare l’odio. Che lezione abbiamo appreso da Antonio, Bartek e da questa famiglia! Per loro – ha concluso l’Arcivescovo – innalzo la preghiera perché possano sentire che Antonio vive nella terra di Dio, di quel Dio che noi conosciamo, si è fatto volto in Gesù e ha reso gli uomini capaci di esorcizzare la morte vivendo nell’amore. Il Regno di Dio è in mezzo a noi perché ci sono uomini come Antonio, Bartek e questa famiglia che ci dicono che l’amore è più forte della morte“.

A seguire la fiaccolata con più di trecento persone in cammino silenzioso dalla chiesa di Cristo Re verso il Dipartimento di Lettere dell’Università. Lungo il tragitto due soste con la lettura di altrettanti testi: davanti alla casa di Antonio e in piazza Dante dove è stato riproposto un racconto pacifista firmato dal 29 enne reporter innamorato dell’Europa. Lo striscione “Uniti per”, con i volti dei due giovani uccisi a Strasburgo  sullo sfondo della bandiera europea, e l’ulivo portato in corteo sono stati poi lasciati all’interno dell’Università.

Foto fiaccolata G. Zotta

Antonio e Bartek, un mese dalla morte. A Trento lunedì 14 s. Messa in Cristo Re e fiaccolata fino all’Università  

Iniziativa in memoria di Megalizzi e dell'amico polacco
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A un mese dalla scomparsa, avvenuta il 14 dicembre, tre giorni dopo l’attentato ai mercatini di Natale di Strasburgo, la comunità trentina ricorda Antonio Megalizzi e l’amico polacco Bartek, pure lui colpito a morte in quella drammatica circostanza.

La sera di lunedì 14 gennaio è in programma una fiaccolata per le vie del capoluogo, partendo dalla chiesa di Cristo Re, la parrocchia di Antonio, per giungere al Dipartimento di Lettere, sede della Scuola di Studi Internazionali, frequentata dal ventinovenne reporter, innamorato dell’Europa e tra i promotori di EuroPhonica, progetto che punta a unire le emittenti radiofoniche universitarie del vecchio Continente.

La fiaccolata sarà preceduta, alle ore 19.00, da una s. Messa a Cristo Re, presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi e concelebrata dal parroco don Mauro Leonardelli, in costante contatto con la famiglia, molto attiva nella comunità.

Lunedì saranno presenti mamma Annamaria, papà Domenico, la sorella Federica e la fidanzata Luana; accanto a loro parenti, amici, compagni di Università di Antonio ma anche tante persone che, pur non conoscendolo, sono rimaste profondamente segnate da una vicenda che ha commosso tutta l’Italia e anche quell’Europa per cui Megalizzi si spendeva con grande entusiasmo.  Un fiume di partecipazione silenziosa, fin dai giorni della sua agonia e nel momento dell’omaggio in camera ardente e dell’ultimo saluto in cattedrale, alla presenza delle massime autorità dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dopo la Messa, la partenza della fiaccolata lungo via Fratelli Fontana, piazza Centa, via Dogana, piazza Dante, via Pozzo, via Orfane, via Rosmini, via Zanella.

All’inizio del corteo silenzioso ci sarà uno striscione con le due immagini di Antonio e Bartek e la scritta “Uniti per“, sullo sfondo della bandiera europea. Nel cammino, le fiaccole sosteranno per qualche minuto sotto casa di Antonio e in piazza Dante, sotto le bandiere dei vari Stati. In corteo sarà portata una piccola pianta di olivo, in segno di pace e fratellanza fra i popoli (così come nel giorno dei funerali); l’olivo sarà lasciato al Dipartimento di Lettere per poi essere messo a dimora in Università in un secondo tempo.

L’addio ad Antonio nel Duomo di Trento, con Mattarella e Conte. Vescovo Lauro: “Un pezzo di cielo è sceso in terra e ora vi fa ritorno”. Commosso ricordo degli amici prima dell’Inno europeo

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Dolore e commozione in cattedrale a Trento, nel pomeriggio di giovedì 20 dicembre, per l’ultimo saluto ad Antonio Megalizzi il 29 enne vittima dell’attentato terroristico dell’11 dicembre a Strasburgo. Davanti alla basra avvolta nelle bandiere italiana ed europea, le massime autorità dello Stato, a cominciare dal Presidente della Repubblica Mattarella e dal Premier Conte. Dopo l’omelia del vescovo Lauro Tisi, il toccante ricordo proposto, tra le lacrime, da Andrea Fioravanti, un collega di Europhonica (la radio universitaria europea  per cui Antonio si era speso e per la quale si trovava a Strasburgo) e da Federica Romano, un’amica  di Antonio dai tempi del liceo. “Ciao Mega, volevi raccontare il mondo,  ma hai fatto un gran casino, perché ora tutto il mondo parla di te”.

Di seguito il testo dell’ OMELIA DELL’ARCIVESCOVO LAURO  NELLA SANTA MESSA ESEQUIALE 

Una violenza cieca e assurda, ancora una volta, ha decapitato una giovane vita, colpito al cuore per sempre una famiglia, tramortita una comunità.

“Le grandi acque non possono spegnere l’amore”

(Ct 8, 7), ci ha ricordato il testo del Cantico.

La vita di Antonio lo conferma con forza.

In tanti stanno testimoniando da giorni le sue doti non comuni di umanità, intelligenza, simpatia, generosità e altruismo.

Figlio della terra italiana, in lui riunita, non solo idealmente, dalla Calabria al Trentino, dal Sud al Nord della Nazione, egli si è formato in questa città, alla quale la Storia ha consegnato la vocazione ad essere “ponte” con l’Europa.

Nella terra che ha dato i natali a uno dei Padri fondatori del sogno europeo, Antonio ha immaginato con grande libertà ed entusiasmo, ma anche con profondo realismo, un’Europa senza confini e senza pregiudizi, alla quale non vedeva alternative.

Egli ne è stato testimone anche all’interno della comunità accademica, dove germogliano straordinarie risorse d’innovazione e cambiamento, che hanno nei giovani i veri protagonisti.

Tutto questo non cancella il dramma che avvolge questa morte. Il dolore di Annamaria, Domenico, Federica e Luana toglie il fiato e domanda silenzio.

L’accorata confessione di Gesù ai discepoli “L’anima mia è turbata, Padre salvami da quest’ora” (Gv 12,27) racconta un Dio che si fa compagno del dolore dell’uomo, della sua paura e angoscia.

Gesù di Nazareth, che sei passato nel guado della morte, prendi per mano questa famiglia, e apri un varco nell’oscurità di quest’ora!

L’intensità dell’amore che avvolge il vostro dolore possa divenire rassicurazione che Antonio vive nelle braccia del Padre. Il Padre stesso “lo onorerà”. Possiate sperimentare che Antonio continua ad accompagnarvi, a sostenervi, ad amarvi.

Il Vangelo di Giovanni, sorprendentemente, chiama “gloria” il morire di Gesù. Quel morire non è tomba, ma grembo carico di vita, come il chicco di grano che cade in terra, muore, e porta molto frutto. Questa “gloria”, il Dio di Nazareth l’ha regalata agli uomini. Per questo Egli è venuto.

Gloria di Dio è la straordinaria lezione di questa famiglia che oggi è qui, in preda al dolore più atroce, ma con il cuore libero dall’odio.

Gloria di Dio sono le commoventi e profetiche parole di Antonio: “Il tempo è troppo prezioso per passarlo da soli. La vita troppo breve per non donarla a chi ami. Il cielo troppo azzurro per guardarlo senza nessuno a fianco. Nulla muore e tutto dura in eterno”.

In Gesù, parola e vita coincidono. Non c’è distanza, vita e parola si identificano. In quest’epoca in cui le parole rischiano di non essere abitate, di essere svuotate, o addirittura utilizzate per trame di morte e per immettere nel cuore degli uomini odio e rancore, ti diciamo grazie, Antonio.

Grazie per aver creduto nella forza della parola che s’interroga, si pone domande e rinuncia a facili risposte. La parola che non s’impossessa di un microfono, ma offre voce agli altri e gode della loro ricchezza.

Un pezzo di cielo è sceso in terra e ora vi fa ritorno.

Per tutto e per sempre, grazie Antonio!

+ arcivescovo Lauro

“Ciao Antonio, continua a sognare anche per noi”

La vicinanza del vescovo Lauro alla famiglia. "Dio ti restituisca quel tuo sorriso contagioso". Funerali in cattedrale con vescovo
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L’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, appena appresa la notizia della morte di Antonio Megalizzi ha espresso parole di profondo affetto e di vicinanza alla famiglia e alla comunità di Cristo Re a Trento, dove il giovane viveva e dove, dal giorno del ferimento, ci si è riuniti in preghiera.  Queste le parole dell’Arcivescovo:

“Ciao Antonio, Dio ti restituisca quel sorriso che ti aveva donato, che a tua volta hai regalato a mamma Annamaria, a papà Domenico, a tua sorella Federica e a Luana. Quel sorriso, che ha saputo toccare tanti cuori e varcare confini impensati, è stato motore di relazioni e testimonianza della bellezza della vita, anche in queste drammatiche ore, in cui ti abbiamo conosciuto più da vicino. Per questo ti diciamo un profondo “grazie”.  

Dio te lo restituisca, Antonio, quel tuo sorriso contagioso! E ti lasci tornare a sognare. Fallo anche per noi”.

La comunità di  Cristo Re, guidata dal parroco don Mauro Leonardelli, si è ritrovata in preghiere nel tardo pomeriggio di sabato, e nella s. Messa festiva della vigilia. Molte le persone presenti.

Nella serata di domenica si riunirà anche il comitato parrocchiale in vista del funerale di Antonio che sarà celebrato in cattedrale a Trento e presieduto dal vescovo Lauro Tisi. Non ancora reso noto il giorno delle esequie.

 

 

Oggi l’ultimo saluto ad Antonio Megalizzi

Alle ore 14.30 funerali solenni in cattedrale
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In una Trento listata a lutto, prosegue nella chiesa di Cristo Re il pellegrinaggio silenzioso davanti alla salma di Antonio Megalizzi, vegliata dai famigliari.

Alle 12.30 chiuderà la camera ardente. Il feretro sarà quindi portato in cattedrale, dove alle 14.30 avrà inizio la solenne s. Messa esequiale presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi, davanti alle massime autorità dello Stato. Con l’Arcivescovo concelebrano don Marco Saiani, vicario generale; don Mauro Leonardelli, parroco di Cristo Re; monsignor Lodovico Maule, decano del Capitolo della cattedrale; don Andrea Decarli, parroco del duomo e don Francesco Viganò, viceparroco di Cristo Re.

I canti saranno animati dal coro inter-parrocchiale di Trento Nord, guidato da don Riccardo Miolo, collaboratore pastorale a Cristo Re.

Il servizio liturgico sarà svolto dagli studenti del Seminario diocesano e da alcuni chierichetti di Cristo Re.

La liturgia funebre sarà preceduta in cattedrale dall’omaggio della cantante italo-americana Mia De Luca, amica di Antonio, giunta appositamente dagli Stati Uniti per ricordarlo con due dei suoi brani più amati: Angels di Robbie Williams e Fix you dei Coldplay.

Al termine della liturgia, mentre la salma lascerà la chiesa per essere sepolta nel cimitero cittadino, un gruppo di studenti del Conservatorio di Trento eseguirà, con fiati ed archi, l’Inno alla Gioia di Beethoven, inno ufficiale dell’Unione europea e del Consiglio d’Europa.

Il commento liturgico della diretta Rai sarà curato da don Cristiano Bettega, delegato dell’area testimonianza della Diocesi ed ex collaboratore pastorale a Trento Nord, legato alla famiglia Megalizzi.

In memoria del 29enne trentino ucciso nell’azione terroristica dell’11 dicembre a Strasburgo, alunni e insegnanti delle scuole medie Manzoni di Trento, frequentate da Antonio, hanno organizzato una fiaccolata alle ore 17.00 di oggi, giovedì 20 dicembre, partendo dalla scuola, in corso Buonarroti, per giungere fino a piazza General Cantore. Anche la “sua” Scuola materna di Cristo Re ha deciso di dedicare ad Antonio la recita natalizia in programma domani, venerdì 21, alle ore 16.30 nella chiesa di Cristo Re. Alle 19.00 di domani anche la fiaccolata cittadina promossa dai compagni di Università, partendo dal Dipartimento di Lettere per giungere in piazza Duomo.

Antonio Megalizzi, a Cristo Re la camera ardente. Mercoledì rosario alle ore 17.30 e alle ore 20.00 preghiera con l’arcivescovo Lauro

Monsignor Tisi guiderà martedì la preghiera alle ore 17.30 sempre in Cristo Re
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AGGIORNAMENTO MERCOLEDI’ 19 DICEMBRE – ORE 13.30

Prima dell’ultimo saluto ad Antonio Megalizzi domani in cattedrale alle ore 14.30, la comunità di Cristo Re si riunirà nuovamente in preghiera oggi alle ore 17.30, come è accaduto ogni giorno dall’indomani dell’attentato dell’ 11 dicembre a Strasburgo. Rispetto ai giorni precedenti, la preghiera avverrà però davanti alla salma di Antonio, giunta in chiesa dopo mezzanotte, avvolta nel tricolore. Un secondo momento di preghiera si terrà questa sera alla ore 20.00 e sarà guidato dall’arcivescovo Lauro, che domani presiederà le esequie solenni con le massime autorità dello Stato. Il pellegrinaggio silenzioso alla camera ardente proseguirà fino alle 12.30 di domani, quando la salma sarà portata nel Duomo cittadino.

AGGIORNAMENTO MARTEDI’ 18 DICEMBRE

ORE 15.55

La salma di Antonio Megalizzi sarà accolta tra poco a Roma dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Potrebbe quindi giungere a Trento, nella chiesa di Cristo Re, già nella prima serata di oggi, attorno alle ore 19.00, in anticipo rispetto a quanto programmato in un primo tempo. Sarà accolta dall’arcivescovo Lauro, il quale alle 17.30 guiderà la preghiera. La camera ardente resterà aperta, ininterrottamente, fino al giorno dei funerali che, con tutta probabilità, si svolgeranno nel pomeriggio di giovedì 20 dicembre.

 

ore 12.30

La salma di Antonio Megalizzi arriverà con un volo di Stato da Strasburgo a Roma nel tardo pomeriggio di oggi. L’aereo dovrebbe atterrare nella capitale attorno alle ore 17.00. Sarà quindi portata al Policlinico Gemelli per gli accertamenti disposti dalla Procura di Roma. A seguire, sullo stesso aereo decollato dalla città francese, la salma sarà trasferita a Verona e dall’aeroporto scaligero trasportata subito a Trento, scortata dalla staffetta della Polizia di Stato. L’arrivo nel capoluogo, nella chiesa di Cristo Re, dove sarà allestita la camera ardente, dovrebbe avvenire – orientativamente – in tarda serata o durante la notte. La salma di Antonio sarà accolta dall’arcivescovo Lauro Tisi, il quale conferma la presenza a Cristo Re anche nel pomeriggio di oggi, alle ore 17.30, per la preghiera comunitaria. La camera ardente resterà poi aperta ininterrottamente, fino al momento dei funerali; data e ora dell’ultimo saluto in cattedrale non sono ancora state definite e saranno concordate con la famiglia Megalizzi.


AGGIORNAMENTO LUNEDI’ 17 DICEMBRE

In attesa dei funerali di Antonio Megalizzi, la cui salma è attesa nelle prossime ore in Italia, la comunità di Cristo Re a Trento, dove il giovane viveva, prosegue nella preghiera quotidiana del rosario alle ore 17.30, fino al giorno dell’estremo saluto, peraltro non ancora stabilito.

Domani, martedì 18, la preghiera alle 17.30 sarà guidata dall’arcivescovo Lauro, il quale ha annunciato di voler accogliere personalmente la salma di Antonio, accanto ai famigliari e al parroco don Mauro Leonardelli; all’arrivo a Trento (non ancora fissato momento) , il feretro sarà portato nella chiesa parrocchiale dove, d’intesa con la famiglia, si è deciso di allestire la camera ardente.

La chiesa resterà aperta per consentire a tutti di rendere omaggio alla giovane vittima dell’attacco terroristico di Strasburgo. Antonio era cresciuto nella comunità di Cristo Re, accompagnando spesso la mamma Annamaria, catechista e ministro straordinario della Comunione, e la sorella Federica, impegnata ad animare il coro nella Messa del sabato sera.

In attesa dell’ultimo saluto, l’incontro di preghiera quotidiano, in quel luogo di silenzio pur adiacente alla trafficata via Fratelli Fontana, dal giorno dell’attentato unisce non solo parrocchiani ma anche persone esterne alla comunità o che non frequentano abitualmente la chiesa.

Fino ai funerali di Antonio Megalizzi, comunità di Cristo Re a Trento in preghiera ogni giorno alle ore 17.30

Lo ha deciso il comitato di comunità riunitosi con il parroco don Mauro
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Nella chiesa di Cristo Re a Trento proseguirà anche nei prossimi giorni la preghiera comunitaria per Antonio Megalizzi e la sua famiglia.

Lo ha deciso il comitato di comunità riunitosi domenica sera con il parroco don Mauro Leonardelli: l’appuntamento quotidiano sarà alle ore 17.30, fino al giorno dei funerali della giovane vittima del barbaro attentato di Strasburgo. La data dei funerali non è stata ancora fissata. I funerali si svolgeranno in forma pubblica in cattedrale, anche su indicazione della famiglia, e saranno presieduti dall’arcivescovo Lauro Tisi.