Lettera sostegno ilVasaio

La rete “Ferma il riarmo” sostiene la Lettera alla comunità dell’arcivescovo Tisi e lancia un appello per un Trentino laboratorio di pace disarmata e contro il riarmo europeo

bookmark

La rete trentina “Ferma il riarmo” esprime profonda condivisione e commozione per la Lettera alla comunità “Il Vasaio”, scritta dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi in occasione della festa di San Vigilio e presentate nelle due serate promosse da realtà parrocchiali e dall’Arcidiocesi di Trento per parlare di pace il 20 luglio in Val di Fassa e il 21 luglio in Val Rendena.
L’appello del presule a fare del Trentino un “laboratorio di pace” e a “disarmare le parole” trova pieno riscontro nell’impegno quotidiano della rete, che raccoglie il suo invito profetico per tradurlo in azione politica e sociale concreta.
Nella lettera, l’Arcivescovo denuncia con coraggio la follia della corsa agli armamenti globali, che nel 2025 toccherà i 2.887 miliardi di dollari, e ricorda che la violenza non genera riconciliazione, ma autodistruzione.
Tuttavia, la rete “Ferma il riarmo” ritiene necessario aggiungere una dimensione strutturale alla riflessione: la minaccia più grave alla vita oggi non proviene solo dai campi di battaglia lontani, ma dalle scelte economiche e politiche adottate in Europa e in Italia.
Secondo la rete, il piano dell’Unione Europea di destinare ulteriori 800 miliardi di euro al riarmo rappresenta un atto di violenza economica contro i più vulnerabili.
Queste risorse, sottratte a sanità, istruzione, politiche ambientali e lavoro, significherebbero più debito, austerità e confini fortificati. “È l’esatto opposto della sicurezza reale, sociale ed ecologica di cui abbiamo bisogno”, dichiara Donato Scrinzi, portavoce della rete.

Le iniziative della rete “Ferma il riarmo”

La rete “Ferma il riarmo” annuncia quindi la volontà di preparare per l’autunno un’iniziativa plurale di opposizione al riarmo, coinvolgendo parrocchie, associazioni e cittadini per aderire alle campagne e petizioni nazionali ed europee.
L’obiettivo è costruire un fronte largo che dica “no” alla trasformazione dell’Europa in una potenza militare.

Un’altra difesa è possibile: la campagna per la difesa civile nonviolenta

In questa direzione, la rete trentina sostiene con forza la campagna “Un’altra difesa è possibile”, che promuove una Legge di Iniziativa Popolare per istituire la Difesa civile non armata e nonviolenta. Volti noti del mondo dello spettacolo, dell’informazione e della scienza – tra cui i giornalisti Gad Lerner, Marco Damilano e Giulia Innocenzi, i docenti Donatella Di Cesare e Carlo Rovelli, gli attori Alessandro Bergonzoni e Ascanio Celestini – hanno già deciso di sostenere la proposta.
La campagna, promossa da Rete italiana pace e disarmo, la Conferenza nazionale degli Enti di Servizio civile e Sbilanciamoci!, sta raccogliendo le 50.000 firme necessarie per portare la proposta in Parlamento. “Ogni firma, ogni voce che si aggiunge, avvicina l’obiettivo di un’Italia che prepari la Pace anziché la guerra”, affermano i promotori.
La rete “Ferma il riarmo” invita i Comuni, gli enti locali e i cittadini trentini a sostenere questa battaglia di civiltà, perché la vera sicurezza si costruisce garantendo dignità, lavoro e diritti a tutti, non aumentando gli arsenali.
Firmatari del comunicato: Rete trentina “Ferma il riarmo” (Donato Scrinzi, Alessia Ansaloni, Maricarmen Hernández, Rosanna Boschetti), Movimento Nonviolento (Massimiliano Pilati), Centro Pace ecologia e diritti (Andrea Trentini), ANPI sezione “Angelo Bettini” Rovereto-Vallagarina (Mara Rossi), Associazione 46° Parallelo Ets (Beatrice Taddei Saltini e Raffaele Crocco), ANPI di Trento (Sergio Job).