Tag Archives: San Vigilio

Festa di comunità per il patrono San Vigilio. Appello di don Lauro: “Responsabilità e gratuità. Guardando l’umanità con simpatia”

Partecipata celebrazione in cattedrale e in piazza Duomo
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Trento, 26 giugno (Fotoservizio Gianni Zotta) – Il suggello alla mattinata di festa in onore di San Vigilio arriva dalle campane di piazza Duomo: al rintocco della Renga, la campana della Torre Civica restituita ufficialmente oggi alla città, dopo l’incendio di tre anni fa, risponde la campana della cattedrale. “Ѐ il segno – commenta fuori protocollo l’arcivescovo Lauro Tisi – che società civile e religiosa sono chiamate a dialogare tra loro”. Un’alleanza, in nome dell’umano, sulla quale monsignor Tisi si era soffermato con entusiasmo poco prima, in cattedrale, durante l’omelia della S. Messa (seguita alla processione cittadina da S. Maria con l’antica urna contenente le reliquie del patrono)  presieduta con altri tre vescovi: l’emerito Luigi Bressan e i due vescovi missionari trentini Guido Zendron (Diocesi di Paulo Afonso, Brasile) e monsignor Giuseppe Filippi (Kotido, Uganda). Zendron e Filippi proprio oggi ricordavano il quarantesimo della loro ordinazione sacerdotale avvenuta in cattedrale il 26 giugno 1978.

I 4 vescovi trentini concelebranti davanti alla basilica di S. Maria Maggiore da cui è partita la processione verso la cattedrale

Nell’era digitale delle fake news, la provocazione dell’arcivescovo di Trento è quella di considerare come “la nostra vita personale sia,  spesso, una fake news: accanto a elementi positivi, tutta una serie di vuoti, d’inconsistenze, d’incoerenze che la rendono spesso poco credibile? Contro chi si vanta di avere la verità in tasca, contro le “semplificazioni imbarazzanti” che vedono solo bianco o nero, la grandezza delle persone si misura, per  Tisi, nella capacità di dire, anzitutto a se stessi: ‘Non so, voglio capire, ho paura, ho sbagliato, mi assumo la responsabilità, rispondo in prima persona’”.

Questo – argomenta l’Arcivescovo di Trento – era lo stile di evangelizzazione  di San Vigilio e dei Martiri: non proselitismo ma testimonianza. “Chiesa di Trento – si accalora don Lauro – hai una via bellissima per accreditare il tuo Signore: offrire spazi di gratuità, ritrovando la pace, guardando l’umanità con simpatia. La Chiesa deve dire: “Non posso non voler bene a questa umanità che esce dalle mani di Dio”. “Non – precisa Tisi – con la presunzione dei primi della classe, ma con la coscienza di chi ha bisogno, continuamente, che gli venga usata misericordia. Dicendo che è la prima perdonata. E raccontando che possiamo ripartire dal perdono!”

Al tema della gratuità e del dono è dedicata anche la Lettera di Tisi alla comunità Il dodicesimo cammello”,  consegnata personalmente dall’Arcivescovo alle autorità civili e militari presenti in Duomo e poi distribuita a tutti i fedeli. “Un piccolo segno – la definisce l’autore – per dialogare anche con i non credenti alla ricerca di quell’umano che tutti ci unisce”.

In precedenza, il sindaco Alessandro Andreatta (foto sopra  sotto) avevo rinnovato il dono dell’olio per la lampada che arde davanti all’urna di San Vigilio, prima di firmare, insieme all’Arcivescovo, sul palco in piazza, la pergamena con la formula di riconsegna alla città della Renga.

Per tutti, infine, la condivisione del pane di San Vigilio, benedetto dal Vescovo e affidato dall’Associazione panificatori anche ai volontari di Trentino Solidale: un gesto, non scontato, sulla strada della gratuità.

In allegato testo omelia.

Solennità di San Vigilio con quattro vescovi. Nuova Lettera di don Lauro : “Il dodicesimo cammello”.

In piazza anche la benedizione del pane e la riconsegna della Renga
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Si annuncia un San Vigilio particolarmente solenne per la Chiesa trentina, martedì prossimo 26 giugno. Al pontificale in onore del patrono saranno presenti ben quattro vescovi trentini: oltre all’arcivescovo Lauro Tisi e all’emerito Luigi Bressan, concelebrano infatti monsignor Guido Zendron, partito per la missione in Brasile nel 1993 e dal 2008 vescovo di Paulo Afonso (stato di Bahia, nel Nord Est), e monsignor Giuseppe Filippi, comboniano, dal 2009 vescovo di Kotido in Uganda.  Doppio motivo di festa per il cembrano di Lisignago Zendron e per Filippi, nativo di Baselga del Bondone: in questa occasione celebrano anche il quarantesimo anniversario della loro ordinazione sacerdotale, avvenuta in cattedrale il 26 giugno 1978, per mano dell’arcivescovo Alessandro Maria Gottardi.

La celebrazione di martedì prevede quattro momenti particolari: la statio nella chiesa di Santa Maria alle ore 9.30, la processione verso la Cattedrale, la Santa Messa in Duomo e la benedizione del Pane di San Vigilio in piazza Duo mo.

Alla fine della celebrazione in cattedrale, l’arcivescovo Lauro consegnerà ai presenti, a cominciare dalle autorità, la sua nuova Lettera alla comunità intitolata “Il dodicesimo cammello”: un inno alla forza generativa del dono e della gratuità. (seguirà comunicato e testo in anteprima per la stampa lunedì 25/6)

Terminata la liturgia eucaristica (verso le ore 11.30), l’attenzione si sposterà in piazza Duomo, dove è previsto il significativo cerimoniale che darà il “la” alla Renga, la nuova campana recentemente riposizionata nella torre civica cittadina, dopo il restauro post-incendio della struttura. I suoi rintocchi, verso mezzogiorno di martedì, risuoneranno in dialogo con la campana della cattedrale, mentre vescovo e sindaco firmeranno una pergamena memoriale che sarà poi collocata nella torre.

Seguirà la benedizione da parte dell’Arcivescovo del pane di S. Vigilio, donato dall’Associazione provinciale panificatori e destinato ad essere distribuito in piazza e in parte consegnato anche a Trentino Solidale quale segno di fraternità e condivisione.

La distribuzione del pane sarà accompagnata da brani musicali con il tenore Gianluca Arnò accompagnato all’organo da Stefano Rattini (in collaborazione con l’Associazione Organistica Trentina  Lunelli). In chiusura della solenne mattinata il campanò a cura dell’Associazione Campanari Trentini.

 

Nella foto Zotta la processione e la consegna del pane 2017

 

 

 

 

“San Vigilio ci aiuti a eccedere in gratuità”

Il vescovo dona alla comunità la sua nuova lettera "La vita è bella"
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Vasta partecipazione nella mattinata di lunedì 26 giugno a Trento al solenne pontificale in occasione della ricorrenza del patrono della Chiesa locale e della città capoluogo, San Vigilio.  L’inizio della celebrazione nella basilica di S. Maria Maggiore, per giungere poi in cattedrale: con l’arcivescovo Lauro numerosi sacerdoti, religiosi/e, diaconi, autorità civili e militari, tanti fedeli. Al centro del corteo, la grande urna seicentesca con le reliquie di Vigilio, terzo vescovo di Trento, morto nell’anno 400, considerato il principale artefice della diffusione del cristianesimo in terra locale insieme ai suoi collaboratori, i martiri Sisinio, Martirio e Alessandro.

Nell’omelia, monsignor Tisi denuncia il fatto che ”il Volto di Dio frequentato da molti ha ben poco a che fare con il Dio di Gesù di Nazareth”. “Ingannarsi su Dio – aggiunge – porta a fallire sull’uomo. Quando non si sbaglia su Dio, come dimostrano alcuni autorevoli testimoni della fede, si contribuisce a umanizzare il mondo”, ribadisce citando don Mazzolari, don Milani, Oscar Romero ma anche il trentino Alcide Degasperi. Proprio l’umanità di Gesù mostra, secondo Tisi, un “Dio radicalmente gratuito”, come il pastore del Vangelo che offre la vita per le pecore. Da qui l’invito alla Chiesa a “impegnarsi per prima”, senza “rivendicare spazi o posizioni di rendita” per un “unico primato: precedere nell’amore gratuito e nel servizio”.

Invito esteso dal vescovo Lauro – con lo sguardo rivolto anzitutto ai rappresentanti della politica seduti nei primi banchi – a tutta la “comunità trentina, credente e non: riconosci che per vivere hai bisogno di eccedere nella gratuità. Non attardarti a conservare il raccolto, per regalarti l’ebbrezza della semina. Seminare è l’unica via che abbiamo, per poter raccogliere. Seminare pensiero per sognare il futuro e inventare novità”.

Sull’altare della cattedrale, accanto a don Lauro – oggi applaudito anche per il trentesimo anniversario della sua ordinazione presbiterale (26 giugno 1987, con altri cinque confratelli, ricorda il vicario don Marco Saiani) –  i preti ordinati sabato scorso, don Francesco Viganò e don  Luca Tomasi. E mentre il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, come da tradizione, dona all’Arcivescovo l’ampolla con l’olio che alimenta la lampada davanti all’altare di San Vigilio, monsignor Tisi idealmente ricambia con la consegna al primo cittadino e ai rappresentanti della comunità della sua nuova Lettera “La vita è bella“, distribuita poi all’uscita dalla cattedrale a tutti i fedeli. “Un modo – commenta Tisi –  per dialogare con tutti. Con i credenti ma anche con chi non crede o ha altre fedi, attraverso l’umanità di Gesù di Nazareth”.

La Lettera si apre ricordando il dramma del suicidio che tocca da vicino anche il Trentino, ma termina con la testimonianza di due bambine delle nostre valli e delle rispettive famiglie che affrontano la sofferenza con grande fede e dignità: “Questi sono i trentini”, ha concluso l’Arcivescovo, prima di immergersi in una piazza Duomo in festa, sotto il cielo terso. Per tutti, il pane di San Vigilio, preparato dall’Associazione Panificatori, benedetto in chiesa e quest’anno destinato anche alle famiglie più povere della città. (pf)

FOTOSERVIZIO: GIANNI ZOTTA