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Quando Vita Trentina trovò casa a Rovereto. La storia della redazione del settimanale centenario nella Città della Quercia

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Aprì il 4 febbraio 1991 la redazione roveretana del settimanale diocesano Vita Trentina, che per un decennio raccontò da vicino la vita e le attività della Città della Quercia.

L’incontro commemorativo

Se ne parlerà nel corso dell’incontro “Vita Trentina a Rovereto. Storia di una redazione”, in programma lunedì 3 agosto alle 21 nella Sala San Giuseppe, in via San Giuseppe, a Rovereto, con il direttore Diego Andreatta e le prime “firme” roveretane del settimanale.

Oltre al coordinatore Robert Tosin, oggi responsabile dell’Ufficio stampa del Comune di Rovereto, collaborarono alla redazione l’indimenticabile Lino (Bortolo) Bertanza, la decana del giornalismo trentino Maria Maly, Erminio Merighi, Monica Signorati, più tardi Sonia Severini e tanti altri. I locali di via Campagnole 7/b divennero familiari per i collaboratori che vi portavano le loro cartelle dattiloscritte o i floppy disk con i loro pezzi.

Come nacque la redazione

“Ero stato cappellano a Rovereto, mi ero avvicinato negli studi all’opera di Antonio Rosmini, e mi sembrava utile dare alla seconda città del Trentino la risonanza che meritava sulle pagine del settimanale, sia dal punto di vista delle iniziative sociali che ecclesiali”, ha raccontato don Agostino Valentini, allora direttore di Vita Trentina, in una video-testimonianza ad hoc che verrà proiettata il 3 agosto.

Contestualmente all’incontro, sempre in Sala San Giuseppe, verrà inaugurata anche la mostra “Un secolo di caratteri… e di carattere”, che racconta i cento anni del settimanale diocesano, fondato il 23 dicembre 1926.

L’esposizione, che rimarrà aperta fino all’8 agosto in orario 17-19, ripercorre i principali passaggi che hanno segnato la storia della testata, della sua redazione, della comunità trentina e del mondo intero, ma anche le evoluzioni tecnologiche che hanno accompagnato il mondo della carta. Si passa dai caratteri di piombo della prima tipografia a quelli incisi sulla stampa in offset, fino ad arrivare a quelli destinati alle piattaforme digitali.

Foto Zotta