Author: Piergiorgio Franceschini

A Mezzocorona Festa del Ringraziamento con la benedizione dei mezzi agricoli

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Mondo agricolo riunito domenica 17 a Mezzocorona per la Giornata del Ringraziamento, promossa dalla Coldiretti del Trentino. In mattinata la s. Messa nella chiesa di Santa Maria Assunta di Mezzocorona, presieduta dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, seguita dalla benedizione delle macchine agricole e dei carri sul sagrato della chiesa. Secondo l’Arcivescovo il valore aggiunto del mondo agricolo è la capacità e la necessità di frequentare il dato di realtà. Chi frequenta il grazie – ha aggiunto – vive, mentre chi non lo fa è un morto che cammina”.

Alla Giornata del Ringraziamento erano presenti gli agricoltori del Trentino, il presidente della Coldiretti del Trentino, Gianluca Barbacovi, il vicepresidente della Provincia, Mario Tonina, l’assessore all’agricoltura della Provincia di Trento, Giulia Zanotelli, il consigliere provinciale Denis Paoli, sindaci e amministratori locali.

Parola di Dio per gli adulti e oratori in rete, tra i progetti concreti per la Zona di Mezzolombardo riunita in Assemblea

Vescovo: " Via di evangelizzazione limitare le liti e il gossip"
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Il consolidamento o l’avvio dei gruppi di adulti attorno alla Parola di Dio; un progetto organico che metta in rete gli oratori attivi (12 quelli aderenti al NOI), grazie all’arrivo a Lavis dei padri Giuseppini; un confronto aperto sul futuro dell’organizzazione pastorale delle cinque parrocchie dell’altopiano della Paganella. Sono queste, oltre all’auspicio della nascita a breve di un Consiglio pastorale zonale, le proposte concrete emerse dall’Assemblea della Zona pastorale di Mezzolombardo, ospitata sabato 16 novembre al teatro parrocchiale di Mezzocorona.

Da sinistra: Mariano, Emilio e Roberto presentano i lavori di gruppo

La Zona, pur raggruppando realtà molto diverse tra loro – Lavis e valle di Cembra, piana Rotaliana e comunità della Paganella – mostra un bel clima di collaborazione fin dall’intesa dei tre portavoce laici, Mariano, Roberto ed Emilio, che in sala danno conto dell’esito del lavoro preparatorio all’incontro con l’arcivescovo Lauro. La constatazione di laici nonostante tutto ancora disposti a impegnarsi nella vita parrocchiale è la nota d’esordio del confronto. Che non fa dimenticare le sfide aperte: il rischio di cristiani (solo) da campanile, la carenza di attenzione stabile alle famiglie, la necessità di individuare vie creative di comunicazione del Vangelo, il non limitare la carità all’azione organizzata della Caritas, una pratica di fede che deve fare i conti con i tempi della vita e del lavoro (con i condizionamenti della stagionalità turistica soprattutto in Paganella) e con la difficoltà a trovare chi “chiama”, ovvero una leadership da ricostruire in assenza di preti.

Il vescovo Lauro si è detto sempre più convinto dell’importanza dell’operazione ascolto assembleare avviata sul territorio per il secondo anno. “Stiamo facendo – sottolinea – discernimento alla luce dello Spirito: ho respirato segni del Regno”. A riprova, l’Arcivescovo adduce l'”assenza del lamento: questo è segno dello Spirito. Si parte dal bene che c’è e nessuno ha chiesto ai presbiteri di fare qualcosa”.

Riprendendo alcuni dei tanti punti emersi nella prima parte, don Lauro ha cercato di offrire fin da subito proposte concrete (in particolare i quattro punti indicati in precedenza) offrendo anche ai fedeli riuniti a Mezzocorona la sua chiave di lettura comunitaria: “Una comunità – rimarca – capace di stare sulla strada per mostrare ovunque il Vangelo. La comunità non è direttamente proporzionale alla moltiplicazione delle riunioni. Non dimentichiamo che una via di grande evangelizzazione è limitare le liti. Basta col gossip! Il Vangelo si mostra nella comunione”.

E a chi chiedeva indicazioni per limitare il “campanilismo” don Lauro risponde: “Il campanile non è un avamposto per sparare meglio al vicino. Dobbiamo ricordarci che siamo Chiesa perché abbiamo incontrato Gesù Cristo. E serve anche un po’ di umorismo: dobbiamo saper sorridere di noi”.

A don Mario Filippi, collaboratore pastorale in val di Cembra, il vescovo Lauro affida il compito di coordinare nella Zona pastorale l’avvio di gruppi di adulti che si ritrovano attorno alla Parola di Dio

Padre Massimo ha parlato della presenza-segno della comunità francescana di Mezzolombardo

Ai padri Giuseppini (da sinistra padre Marco, padre Gianni e fratel Pierangelo) ora attivi a Lavis, la sfida di mettere maggiormente in rete gli oratori della Zona. “Un progetto diocesano ma con il carisma murialdino”, precisa l’Arcivescovo.

 

 

 

 

 

 

 

Domenica 17 Giornata mondiale dei poveri. Vescovo Lauro: “”Diventino l’interlocutore primario dell’azione della Chiesa”

A Trento sensibilizzazione per tutta la giornata nella chiesa di San Pietro
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

«A volte basta poco per restituire speranza: basta fermarsi, sorridere, ascoltare. Per un giorno lasciamo in disparte le statistiche; i poveri non sono numeri a cui appellarsi per vantare opere e progetti. I poveri sono persone a cui andare incontro».  Con queste parole, tratte dal Messaggio di Papa Francesco, la Chiesa di Trento presenta la III Giornata Mondiale dei Poveri in programma domenica 17 novembre sul tema “La speranza dei poveri non sarà mai delusa”.

Tutte le comunità parrocchiali anche in Trentino sono invitate a riflettere sull’impegno evangelico di porre i poveri costantemente al centro dell’attenzione, dando risposta non solo alle esigenze materiali  ma anche a una crescente richiesta di vicinanza nella solitudine. Ribadisce in tal senso l’arcivescovo Lauro:  «La realtà dei poveri appartiene al DNA dei discepoli di Gesù e noi troppo spesso la interpretiamo ancora solo in una chiave etica, quella del ‘dover fare’ qualcosa per loro. Quello che a me preme è che i poveri diventino l’interlocutore primario dell’azione della Chiesa, il punto di riferimento continuo dei suo pensare e del suo agire. Un mondo a misura di poveri crea una polis, una società meno violenta, più positiva e più buona. Per tutti»

In occasione della Giornata Mondiale dei Poveri l’Area Testimonianza della Diocesi, in particolare attraverso la Caritas, ha promosso domenica 17 novembre una serie di iniziative a Trento nella chiesa dei santi Pietro e Paolo, nel cuore della città.

Alle ore 10.30 è prevista la celebrazione dell’Eucaristia con la comunità, gli amici, i volontari, alcuni ospiti delle strutture di Caritas e Fondazione Comunità Solidale. Durante la s. Messa sarà benedetto del pane che sarà poi anche simbolicamente condiviso a mezzogiorno.

Nel pomeriggio alle ore 16.00 sarà offerto del thè in strada in segno di amicizia e di ospitalità verso tutti.

Chiuderà le iniziative per la Giornata dei poveri nella chiesa di San Pietro un momento di intrattenimento e riflessione: Hope on the road: songs e testimonianze con la voce di Roberto Garniga e Alessandro Martinelli al  pianoforte.

Durante tutto il giorno la chiesa ospiterà alcune installazioni artistiche a cura della Caritas diocesana di Trento con la presenza di volontari.

 

 

 

 

 

Dedicazione della cattedrale, domenica 17 (ore 16) festa in Duomo animata dalla Zona pastorale di Fiemme e Fassa

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Domenica 17 novembre, Giornata mondiale dei poveri, coincide per la Diocesi di Trento con la Festa della Dedicazione della Cattedrale: una sorta di “compleanno” della chiesa madre della Diocesi che porta il nome del vescovo Vigilio. Per questo la s. Messa presieduta alle ore 16 dall’arcivescovo Lauro avrà il carattere della festa per tutta la Diocesi.

Ad animarla saranno, in particolare, le comunità di Fiemme e Fassa, a completamento del percorso  formativo, durato un anno intero e dedicato a tutti i ministri della liturgia della Zona pastorale. Si tratta di ministri straordinari della Comunione, ministri del canto (direttori, strumentisti, cantori), della Parola (lettori e salmisti), addetti al culto, decoro e pulizie, ministranti.. Per ciascuna categoria è stato fatto un laboratorio teorico-pratico articolato su 3-4 incontri, anche con l’intervento di esperti esterni. Questi stessi ministri sono invitati alla Celebrazione in Duomo che avrà quindi un carattere particolarmente solenne. Per i fedeli fassani e fiemmesi, stringersi attorno al Vescovo, nel giorno della Dedicazione della Cattedrale vuol dire offrire un segno evidente di unità diocesana e rilanciare l’impegno sul successivo anno pastorale.

Povertà, 3.446 le persone incontrate dalla Chiesa trentina nel 2018 attraverso Caritas e Fondazione Comunità Solidale. Al Vigilianum illustrati i dati, in linea con il 2017. Domenica Giornata dei poveri  

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Sono 3.446 le persone in situazione di bisogno incontrate dalla Chiesa trentina attraverso Caritas diocesana e Fondazione Comunità Solidale (FCS) nel corso dell’anno 2018. Il dato è sostanzialmente in linea con l’anno precedente: furono infatti 3.421 le persone incontrate nel 2017.  

La fotografia dei poveri, ricavata dall’attività delle due realtà ecclesiali è stata illustrata a volontari e operatori, alla presenza dell’arcivescovo Lauro Tisimercoledì 13 novembreal Polo culturale Vigilianum, a pochi giorni dalla terza Giornata Mondiale dei poveri(domenica 17 novembre) sul tema “La speranza dei Poveri non sarà mai delusa

L’incontro è stato introdotto da don Cristiano Bettega, Delegato dell’Area Testimonianza e Impegno Sociale e dal Referente Caritas Alessandro Martinelli che hanno invitato ad andare oltre i numeri per cercare percorsi di senso nella vicinanza ai poveri, personalmente e come comunità. 

Ѐ toccato poi Federica Rubini e Giulio Bertoluzza dettagliare l’attività di Caritas – attraverso i 18 Centri di ascolto (CedAS) e 22 Punti di Ascolto parrocchiali (PAP) – e dei servizi di FCS.

Tra le 3.446 persone incontrate, gli italiani rappresentano il 37% del totale. La componente straniera proviene in maggioranza dal continente africano (56%). La cittadinanza marocchina è la più rappresentata, (oltre 1 straniero su 5 proviene dal Marocco), seguita da quella pachistana, con 304 presenze.

I servizi e i dati, in continuità con l’anno precedente, sono stati suddivisi in cinque ambitidi intervento, in base alla tipologia di richieste di aiuto e ai relativi servizi offerti: 

Ambito Ascoltocomprende servizi finalizzati a tessere relazioni per contrastare le cause di povertà e di esclusione sociale, accompagnando le persone nella ricerca di possibili soluzioni ai problemi, aiutandole a riscoprire le proprie potenzialità e le diverse risorse presenti nella comunità.

Ambito Accoglienza, riferito soprattutto a servizi che offrono accoglienza serale e notturna temporanea a persone prive di dimora, mirando a rispondere in maniera adeguata ai loro bisogni primari.

Ambito Abitarein cui ricadono tipologie di servizi e di progetti residenziali rivolti a persone o nuclei familiari in situazioni di vulnerabilità o difficoltà sociale o economica, che necessitano di un sostegno su tempi medio-lunghi.

Ambito Migranti, finalizzato all’accoglienza di rifugiati richiedenti protezione internazionale presenti sul territorio provinciale in virtù dei programmi di: Accoglienza straordinaria per richiedenti protezione internazionale, Corridoio Umanitario e TerzAccoglienza. I servizi hanno l’obiettivo di offrire un supporto all’integrazione, all’apprendimento della lingua e cultura italiana, di accompagnamento per l’assistenza legale, di ricerca lavoro, di sostegno psicologico e conoscenza dei servizi territoriali.

Ambito Lavoro, che racchiude gli interventi finalizzati a fornire un accompagnamento strutturato e qualificato alla ricerca/orientamento lavorativo e progettualità finalizzate ad offrire occasioni lavorative all’interno dei nostri servizi o tramite l’attivazione di tirocini e borse lavoro con soggetti partner.


LE CONSIDERAZIONI DEL VESCOVO LAURO 

“Grazie di cuore agli operatori e ai volontari. Se mi chiedono cosa fa la Chiesa per i poveri rispondo però: sempre troppo poco, perché i poveri sono molti di più di quanti ne incontriamo con i nostri servizi.

Dovremmo avere i poveri come commensali delle nostre  giornate, compagni di strada di cui non puoi fare a meno se vuoi incontrare Dio. Occuparci dei poveri non è questione etica, ma dovrebbe derivare dal fatto che i poveri sono necessariamente nostri compagni di viaggio.

Serve un lavoro di liberazione dalle nostre interpretazioni delle cause della povertà. Abbiamo dei giudizi spesso semplicistici, banali. Mentre dovremmo renderci conto che il sistema nostro è iniquo ed è fatto per generare poveri. La competizione in cui siamo immersi crea primi, secondi e ultimi. Questo è il virus che si struttura a livello politico e familiare ed è alla base del generare i poveri.

Voler bene ai poveri vuole dire oggi cambiare mentalità, un quadro ideale e di riferimento che così crea spaccature e mondi in lotta tra loro.

Dobbiamo mettere in gioco personalmente noi stessi, più  che invocare strutture. Tutti possono dare qualcosa di se stessi, lasciandosi ferire dal povero. Una partita che deve toccare tutti i membri della comunità, senza delegare a Caritas e Fondazione. Tutti siamo bloccati dalla complessità, ma siamo tenuti a un altro passaggio tipico dei discepoli: fare rete, mettere insieme le risorse.

Infine, vigiliamo perché le nostre strutture e le nostre risposte organizzate non perdano le motivazioni. Frequentando i poveri potremmo liberare dentro il cuore la ricerca di Dio. Stando con i poveri iniziano le domande: via per recuperare l’esperienza di Dio.”  Da don Lauro è venuto anche un forte appello a prendere in considerazione il crescente disagio mentale, spesso nascosto.    

 

DETTAGLI SU AMBITI ASCOLTO, ACCOGLIENZA, ABITARE, MIGRANTI, LAVORO 

 

ASCOLTO: nel corso del 2018 le 5 diverse tipologie di servizi afferenti all’area Ascolto hanno incontrato 2.713 persone, in maggioranza uomini e persone straniere (rispettivamente il 63% e 58%). Di queste 2181 sono le persone e nuclei familiari incontrati dai 18 Centri di Ascolto e 22 Punti di Ascolto Parrocchiali presenti in Diocesi. Numerosi coloro che hanno una famiglia con figli (940) tra i quali 1/3 sono genitori soli con figli a carico.

Il Centro diurno di Rovereto ha incontrato 338 persone. In calo l’utenza giovanile (22% rispetto al 28% dell’anno precedente), mentre oltre una persona su 10 ha dai 60 anni in su.

Proseguono le attività di Unità di Strada di Trento e Rovereto, che incontrano persone senza dimora presenti sul territorioe del “Servizio carcere” a favore dei detenuti privi di riferimenti sul territorio.

ACCOGLIENZA: sono presenti nei Comuni di Trento e Rovereto 5 strutture a bassa soglia (per ospitalità serale e notturna di persone senza tetto). Nel 2018 hanno incontrato 723persone. Il Pachistan mantiene e consolida il primo posto tra le cittadinanzecon 168 persone incontrate, in aumento del 55% rispetto all’anno precedente (108). La significativa presenza di pachistani è imputabile prevalentemente a quanti, in attesa di inoltrare la richiesta di protezione internazionale alla Questura di Trento, utilizzano i servizi di accoglienza come punto di riconoscimento e di appoggio per avere un luogo sicuro dove pernottare nelle fasi di avvio del procedimento.

ABITARE: presenta 12 progettualità, che insistono soprattutto sulle città di Trento e Rovereto, ma vi è una presenza di strutture anche in Val di Non, Valsugana e Vallagarina. L’area si compone di 50 alloggi. Nel 2018 gli ospiti sono stati 143Si segnala la presenza di bambini e ragazzi minorenni (28 in totale) accolti insieme al proprio nucleo familiare di riferimento.

MIGRANTI: nel 2018 le persone incontrate nei programmi di accoglienza per Richiedenti protezione internazionale, Corridoi Umanitari e TerzAccoglienza sono state 199. Per esse è stata proposta un’accoglienza in alcuni alloggi diffusi sul territorio provinciale che ospitano da due a sei persone. La maggior parte delle persone accolte sono africane con prevalenza di nigeriani, seguiti da maliani, gambiani, ghanesi, e ivoriani. Tra i nuclei familiari accolti per lo più di origine siriana vi è la presenza di bambini o ragazzi minorenni (25% sul totale). 

LAVORO: i servizi messi in campo sul piano dell’orientamento e dell’inserimento lavorativo nel 2018 hanno affiancato 66 persone. Molte di esse hanno trovato un’occupazione sul libero mercato, o sono state inserite nei diversi progetti lavorativi in essere all’interno dei nostri servizi.

 

La tabella mette a confronto gli interventi (numero assoluto) erogati dai Centri di Ascolto sul territorio e dai Punti di Ascolto Parrocchiali negli anni 2017 e 2018.

 

 

2017

2018

ALIMENTI

9.227

9.601

ASCOLTO, ACCOMP.

4.303

3.949

ACCOMP. LAVORO

405

401

SEGRETARIATO

425

323

SUSSIDI

2.961

3.106

BENI MATERIALI

1.878

2.109

SANITA’

238

33

POSTA

446

459

ALTRO

131

38

TOTALE

20.014

20.019

LA GIORNATA DEI POVERI

Domenica 17 novembre, Giornata mondiale dei poveri, oltre alla sensibilizzazione in tutte le parrocchie, l’attenzione sarà concentrata a Trento nella chiesa di san Pietro, dove una piccola esposizione e alcuni momenti di incontro segneranno la giornata, che si aprirà alle 10.30 con la celebrazione della Messa e si concluderà alle 17 con musica e testimonianze a cui sono invitati non solo gli operatori e i volontari, ma anche e soprattutto gli ospiti delle strutture di accoglienza, in particolare quelle gestite dalla Diocesi.

 

 

Il lavoro secondo Vera Zamagni: servono dignità e contrasto alle diseguaglianze

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Intervento di grande spessore della prof.ssa Vera Negri Zamagni al Vigilianum giovedì 14 novembre all’interno del ciclo di incontri “Le Parole del lavoro”, frutto della collaborazione tra Arcidiocesi di Trento, Università di Trento e Biblioteca Tartarotti di Rovereto. Tema della serata la dignità del lavoro.Zamagni, storica dell’economia, ne ha parlato con la grande vivacità e incisività che la contraddistingue. Partendo dal LIbro della Genesi, in cui il lavoro emerge come elemento costitutivo dell’uomo, la professoressa ha presentato l’evoluzione nelle varie rivoluzioni industriali e ha evidenziato come la dignità del lavoro sia avanzata attraverso di esse: dall’istruzione elementare a quella post-laurea, dalle discriminazioni ai diritti, dalla fatica fisica a quella mentale, al pluralismo delle forme d’impresa e quindi di responsabilità civile.

Nonostante il trend altamente positivo la Zamagni evidenzia tre sfide che il mondo d’oggi si trova a dover affrontare: riuscire a generalizzare i miglioramenti del lavoro dignitoso a tutte le attività e a tutto il mondo; limitare il risvolto negativo dello sviluppo materiale: danni ambientali e la carenza di beni comuni; contrastare le diseguaglianze.

Suo suggerimento è chiedere ad alta voce dei cambiamenti istituzionali importanti ma soprattutto riconoscere che ognuno di noi è chiamato, può e deve fare la sua parte ripensando le relazioni interpersonali (non essere solo homo comsumens) in funzione della crescita in umanità.

Migranti, tra sfida e opportunità. Padre Camillo Ripamonti (Astalli) a confronto con i preti trentini

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

“Sfide e opportunità nell’accoglienza e nell’integrazione dei migranti”. E’ il tema affrontato martedì 12 novembre nell’incontro formativo per diaconi e preti trentini nell’aula magna del seminario diocesano. Relatore  padre Camillo Ripamonti, gesuita, da cinque anni presidente del Centro Astalli, braccio operativo in Italia del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati-JRS, introdotto dal vicario episcopale per il clero, don Ferruccio Furlan.

Fenomeno complesso, dal carattere strutturale, ma – lo dicono i numeri confermati da Ripamonti – sovrastimato rispetto alla reale incidenza. “Davvero non si può parlare di invasione”, ha sottolineato Ripamonti, osservando come sia difficile parlare di migrazioni con sufficiente serenità.  La presenza straniera è una sfida principalmente culturale, ha osservato, richiede una cambiamento di mentalità, esige che passiamo “da una società autocentrata (il ‘prima noi’) ed europocentrica a una visione più globale”. “Vedo il rischio – ha aggiunto – di dividere tra cristiani che accolgono e cristiani che non accolgono, di usare il Vangelo per mettere le comunità cristiane una contro l’altra”.

Ai “pericoli di una deriva che ci fa tutti poco umani” ha accennato l’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, che ha ascoltato seduto tra i suoi preti il ricco intervento di padre Ripamonti e a conclusione di un aperto confronto ha sottolineato. “Nella deriva narcisista siamo tutti incattiviti  e poco umani, privi della pietas. Siamo nel sonno della ragione, viviamo un inverno demografico. E tra venti o trent’anni saremo cambiati dal dato di realtà”.

SERVIZIO COMPLETO SULL’INCONTRO DI MARTEDì 12 CON INTERVISTA A RIPAMONTI SUL PROSSIMO NUMERO DI VITA TRENTINA

 

Donne e agricoltura per la terra trentina, concluso concorso Acli-Diocesi

Premiate tre donne su diciassette partecipati. Vescovo Lauro loda intuito femminile "capace di futuro"
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Si è conclusa lunedì 11 novembre al Vigilianum con la cerimonia di premiazione la prima edizione del concorso “Donne e agricoltura per la nostra erra trentina“, nato da un’idea del Coordinamento Donne delle Acli Trentine condivisa subito dall’Arcidiocesi di Trento – come ha evidenziato don Cristiano Bettega nel clima della Giornata del Ringraziamento – e portata avanti da un gruppo di lavoro composto anche da Fondazione Edmund Mach, Centro Servizi Volontariato Trentino, Acli Terra e Fap Acli. Obiettivo: promuovere e valorizzare il pensiero e le esperienze della donna, sostenere iniziative e attività per promuovere la partecipazione della donna con ruoli di responsabilità nella società civile e nel mondo del lavoro.

Le tre prime vincitrici – su ben diciassette partecipanti – sono Stefania Gaiotto, produttrice di frutta biologica, mais e allevatrice di galline e polli da carne di Civezzano; Stefania Lusuardi produttrice di ortaggi, piante officinali ed esperta in agricoltura sinergica di Monte Terlago e Nadia Laura Pitto, coltivatrice di cereali e piante officinali, nonché animatrice di un agriturismo con casa sugli alberi in val di Fassa. A premiarle Donatella Lucian, presidente del Coordinamento Donne ACLI e l’Arcivescovo Lauro Tisi.  

Mons. Lauro Tisi ha ricordato la visione e la “capacità di futuro” di cui sono portatrici queste esperienze femminili con la loro capacità di intuito. Ha osservato quanto sia importante investire oggi nell’agricoltura (“Chi fa agricoltura tieni i piedi per terra, non svolazza”) e ha ribadito che anche la Chiesa trentina guarda sempre di più alla valorizzazione sociale del lavoro nei campi”.

Il ruolo crescente dell’imprenditoria femminile in Trentino è stato documentato per Confindustria da Stefania Segatta: il 18 per cento delle imprese è condotto da sole donne, in aumento crescente. Alle vincitrici è stato consegnato un premio di 2.000 euro ciascuna, al quale si è aggiunto un assegno di 500 euro da parte di Pensplan con l’apertura delle rispettive posizioni relative alla previdenza integrativa. 

A Cles l’Assemblea pastorale delle Valli del Noce. Comunità accoglienti, oltre i campanili. Vescovo: “Non critichiamo i giovani”

Questionario sulla pratica di fede: “Spesso manca tempo”
Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail
“Se ognuno di noi riesce a metterci la sua goccia, siamo certi che arriveremo al…mare”.  Nelle valli del Noce e dei suoi affluenti si è partiti dall’immagine simbolica del fiume – ingrossato poeticamente anche  dal sudore del lavoro e dalle lacrime della sofferenza – per descrivere il percorso comune della Zona pastorale valli di Non e di Sole compiuto in quest’anno con la regia del Consiglio di Zona. La partecipata assemblea all’oratorio di Cles, introdotta da un’invocazione dei santi   animata dal Gruppo Samuele, ha presentato al vescovo Lauro – anche oggi seduto ad ascoltare e prendere appunti per gran parte dell’Assemblea – alcuni snodi importanti per il cantiere pastorale della zona: da liturgie più partecipate e coinvolgenti ad un’attenzione non formale o rassegnata verso i giovani, dalla fraternità nei rapporti fra i vari organismi pastorali al reale coinvolgimento  delle famiglie nella catechesi. Ne han parlato una quindicina di persone – molte donne e anche qualche giovani di varie realtà pastorali, ben introdotti da Udalrico Fantelli con spunti realistici. È emersa una comunità di credenti che va ben oltre i campanili e il ruolo di stazione di servizio per offrirsi come ambiente accogliente e capace di attirare.
Novità dell’assemblea di zona – la quarta delle otto previste in diocesi prima di dicembre – è stata la presentazione di un questionario autoprodotto che pur senza pretese scientifiche ha raccolto oltre 550 opinioni di cristiani delle due valli, lasciando emergere l’attesa per una Chiesa più accogliente, credibile, libera e in grado di valorizzare i talenti di preti e laici insieme, compresi i giovani. Un dato? E’ la “mancanza di tempo” il motivo per cui anche i praticanti dicono di partecipare poco alla vita ecclesiale. Una prima sintesi operata da don Daniele Armani (accanto al vicario di zona don Renzo Zeni) sarà poi ripresa dal Consiglio di Zona e arricchita da altri questionari per cogliere altre attese finora inespresse.
Nel rilanciare il lavoro il vescovo ha sottolineato la capacità di “avviare processi, come dice Papa Francesco, senza pretendere di avere tutto chiaro” riconoscendo nei problemi delle opportunità di crescita. Ha elogiato i tentativi compiuti dai giovani di lavorare insieme, l’animazione della pastorale familiare (in dicembre ci sarà una festa delle famiglie a Malè per tutta la zona). Ha ribadito la priorità di “mostrare il Vangelo con la testimonianza”, ha messo in guardia dal rischio di guardare ai giovani proiettando su di loro la fotocopia negativa di noi stessi (“quando critichiamo i giovani stiamo facendo un selfie davvero brutto” ha chiosato) ed ha esortato preti e laici ad uno sguardo reciproco nuovo. “Voi laici chiedetevi come potete aiutare i vostri preti perché possano dedicarsi alle relazioni e si possano liberare di quanto potete fare voi”, ha aggiunto ribadendo la prospettiva di comunità fraterne in collaborazione reciproca.
Sull’assemblea di Cles – proseguita nel pomeriggio con i gruppi dedicati alla carità e agli oratori -, altri contenuti nel prossimo numero di Vita Trentina.
(da)

Vescovo Lauro e la preghiera ai migranti morti: “Aiutateci a tornare umani”

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Nella Messa per i migranti morti, celebrata venerdì 8 novembre in Seminario, l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha rinnovato un vibrante appello all’accoglienza e all’incontro con la diversità. Parlando delle chiusure dell’Europa, ha sottolineato che “Un popolo senza pietas, che sceglie di vivere solo difendendosi, credendo di sopravvivere solo nella misura in cui riesce a schiacciare l’altro, è un popolo che ha già finito di esistere, che ha già in sé i germi della propria morte”. Don Lauro ha parlato di “sonno non solo della fede, ma anche e soprattutto della ragione”, ammonendo chi ritiene un problema un colore diverso della pelle mentre la diversità dei volti è ricchezza reciproca. E ai fratelli migranti che hanno perso la vita nel loro viaggio di speranza ha chiesto la grazia di “farci uscire da questa follia; chiediamo loro di farci tornare di nuovo umani”.

Chiesa del seminario corso Tre Novembre, Messa per le vittime migranti presieduta dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi
©2019 ph Romano Magrone