Author: Piergiorgio Franceschini

Avvenire e Vita Trentina in festa il 25-26 luglio in Primiero. Dibattito sui giovani e passeggiata con vescovo Lauro e lettori

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Ultimi dettagli organizzativi per il quarto appuntamento con la Festa del quotidiano cattolico Avvenire e del settimanale diocesano Vita Trentina in collaborazione con le parrocchie del Primiero, dedicata quest’anno al tema dei giovani e del creato.

La serata di giovedì 25 luglio a Pieve, presso l’oratorio, vedrà un dibattito dal titolo L’avvenire dei giovani e le nostre scelte di vita”: i temi educativi dell’esortazione post sinodale Christus vivit. Ne parleranno Matteo Liut, vicecaposervizio pagine speciali Avvenire e Gioele Anni, uditore al Sinodo dei giovani. Modera Diego Andreatta e conclude Marco Tarquinio, direttore di Avvenire.

Appuntamento all’aria aperta, per tutti, con la presenza del vescovo mons. Tisi, venerdì 26 luglio, e ritrovo alle ore 9 a Transacqua; da lì passeggiata fino a San Giovanni sopra Mezzano in località “Pradi liendri” con l’Arcivescovo che celebra la Messa alle ore 11. Quindi pranzo rustico e al pomeriggio alle ore 16.30 presso l’oratorio di Pieve presentazione del libro “Le stagioni di Tone” scritto dal direttore di Vita Trentina Diego Andreatta. Introduce e modera Walter Taufer.

Per i collaboratori (e, in caso di posti liberi, anche per i lettori) di Vita Trentina venerdì 26 luglio partirà alle 7.15 dal piazzale ex Zuffo un pullman per Pieve di Primiero. Per iscrizioni prima possibile tel. 0461-272660 o 272613.

Ambiente, da Cavalese un appello a più voci alla responsabilità condivisa. Dal vescovo Lauro un “inno al limite”

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“Non parliamo di calamità naturale. Vaia ha delle precise responsabilità umane e collettive: surriscaldamento della Terra e una gestione della nostra vita dove l’ambiente viene saccheggiato e strumentalizzato. Così Stava, non è stata una fatalità ma ha precise responsabilità: interesse economico, trascuratezza. E così il Cermis è esibizionismo, protagonismo, prove di forza per cui uno è nella misura in cui impatta l’aria”.

A Cavalese, sotto il teatro tenda allestito per celebrare i vent’anni della locale centrale di Bioenergia Fiemme le parole dell’arcivescovo Lauro tagliano l’aria nel dopocena di venerdì 19 luglio. Una serata ricca di stimoli con l’intervento di sette voci sotto l’unico titolo: “Tutto merita una seconda possibilità”. Nel giorno dell’anniversario della tragedia di Stava, raccontata su palco da Carlo Dellasega, vicepresidente della Fondazione Stava 1985, è risuonato sotto chiavi diverse un appello condiviso per una diversa gestione ambientale. Dall’approccio etico-spirituale di don Lauro a quello scientifico di Francesco Salamini, Marco Della Rosa e Annapaola Rizzoli, dagli stimoli dell’antropologo Annibale Salsa e del direttore della centrale di Bioenergia Andrea Ventura all’entusiasmo della giovane altoatesina Ariane Benedikter, premiata di recente dal Capo dello Stato per il suo impegno ambientalista.

Nella conclusione dell’arcivescovo Lauro l’ideale sintesi della serata: “Rispondere di sé è molto appagante. Dove c’è responsabilità c’è grandezza, capacità di mandare in onda parole abitate. La creazione è il luogo dello stupore, il luogo delle domande perché vi impari che tu non sei il tutto, ma che è bello essere frammenti, essere parte e non il tutto. Il mio è un inno al limite. E finiamola con la tentazione di camminare con uno specchio davanti e farci dettare l’agenda da uno schermo. Torniamo a interagire e parlarci”.

Carlo Dellasega

Monsignor Lauro Tisi

Francesco Salamini

Annibale Salsa

Annapaola Rizzoli

 

Andrea Ventura

Ariane Benedikter

Un premio alle donne che amano la terra. Presentata iniziativa di Acli e Arcidiocesi. SCARICA BANDO E MODULO ISCRIZIONE

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S’intitola “Donne e agricoltura per la nostra terra trentina” il Premio presentato giovedì 18 luglio a Trento e nato dalla collaborazione tra le Acli (Coordinamento Donne insieme ad Acli Terra e Fap Acli) e l’Arcidiocesi di Trento, con il supporto di Fondazone Mach e CSV. Il premio punta a volorizzare la creatività imprenditoriale femminile in agricoltura

Nel corso della presentazione dell’iniziativa il presidente delle Acli trentine Luca Oliver ha ricordato il ruolo essenziale della donna in agricoltura. La donna, ha ricordato Oliver, si è rivelata in questa anni una felice interprete della cultura dell’innovazione e del “saper fare”.
Donatella Lucian, responsabile del Coordinamento donne delle Acli, si è soffermata sul valore di un concorso che intende promuovere un ruolo spesso sottovalutato e bisognoso di maggiore attenzione da parte della comunità trentina.

Don Cristiano Bettega, delegato vescovile per l’Area Testimonianza e Impegno Sociale dell’Arcidiocesi di Trento, ha parlato del ruolo sociale della donna in agricoltura e del valore della bellezza del lavoro femminile ricordando come gli orti equivalgano spesso a dei gradevolissimi giardini.

Flavio Sandri, presidente di Acli Terra, e Renata Perini della Fap Acli, ricordando la collaborazione con l’Arcidiocesi, si sono soffermati sui valori cristiani e della famiglia che caratterizzano questo concorso.

Paolo Della Valle, coordinatore della formazione agricola degli adulti di FEM, ha ricordato come il 25% degli iscritti all’Istituto agrario di San Michele siano oggi provenienti dal mondo femminile, mentre Giorgio Casagranda, presidente del CSV Trentino, si è soffermato sul valore della risorsa femminile per l’intera società trentina anche per quanto riguarda la creatività e la proposta innovativa.

Il Premio andrà a riconoscere tre imprenditrici “che contribuiscono all’innovazione nella tradizione dell’attività agricola” , come si legge nel bando con le modalità di partecipazione. Possono presentare domanda le donne imprenditrici che hanno realizzato un’attività imprenditoriale agricola o agrituristica innovativa negli ultimi 3 anni dopo gennaio 2017. Le attività, oggetto di candidatura, dovranno collocarsi in almeno due dei sei ambiti di intervento: donna innovatrice nella tradizione trentina; donna eccezionalmente creativa nella propria attività; donna innovativa nell’impresa familiare; donna che valorizza la rete sociale; donna attenta alla sostenibilità ambientale e/o al benessere animale; donna che sostiene situazioni di fragilità sociale.

La valutazione delle proposte sarà effettuata da una Commissione formata da rappresentanti di tutti gli enti partner coinvolti.

 

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SCARICA IL MODULO DI ISCRIZIONE (editabile)

La candidatura dovrà essere inviata all’indirizzo mail: premio.donneagricoltura@aclitrentine.it entro e non oltre il 30 settembre 2019. Saranno premiati i migliori tre progetti con un premio di 2.000,00 euro ciascuno. Sarà inoltre dato un riconoscimento a tutte le partecipanti all’iniziativa.

Il gruppo promotore del Premio 2019 organizzerà, il giorno 11 novembre 2019 ad ore 17.30, presso il Vigilianum, in via Endrici 14 a Trento, una serata di presentazione dei vari progetti a cui saranno invitate tutte le imprenditrici partecipanti all’iniziativa e durante la quale saranno consegnati i premi e i riconoscimenti.

Per ulteriori informazioni sull’iniziativa scrivi a: premio.donneagricoltura@aclitrentine.it

VOLANTINO INIZIATIVA 

 

Vescovo ai turisti (dopo Vaia): “I luoghi chiedono di non essere dimenticati. Siamo attori della creazione”

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“La qualità delle relazioni non si presta a operazioni di marketing, non sta dentro un pacchetto vacanza. Ѐ un valore aggiunto non monetizzabile”.  E’ un passaggio del messaggio dell’arcivescovo Lauro agli ospiti del Trentino alla vigilia dell’inizio dell’estate.

Nel tradizionale indirizzo di saluto “stagionale”, monsignor Tisi invita a considerare le relazioni anche come “legami con i luoghi”, osservando le conseguenze della tempesta Vaia: “Quattordici milioni di alberi abbattuti – argomenta don Lauro – impoveriscono un orizzonte, interrompono un sentiero, minano alla radice la biodiversità”. Per questo l’Arcivescovo di Trento richiama anche i turisti a una forma di “restituzione”:  non dimenticare quei luoghi, aiutandoli a “riappropriarsi della loro poesia vitale”. “In fondo – conclude – è un dono ‘da Dio’: essere anche noi attori della creazione”.

Ecco il messaggio completo dell’arcivescovo Lauro agli ospiti dell’estate trentina, seguito dalla traduzione in lingua inglese :

Care amiche e cari amici ospiti, 
permettetemi di darvi il benvenuto in questo nostro Trentino, scelto per trascorrervi un po’ di vacanza e di riposo.
Per molti di voi, ne sono certo, si tratta di riannodare i fili di relazioni che per il resto dell’anno rischiano talora di sfilacciarsi nel vortice della quotidianità: vale per i propri cari, ma anche con chi vi ospita in strutture e comunità dove tornate da tanti anni. Strette di mano e intese di sguardi che si rinnovano, nel segno di un’ospitalità dove i rapporti umani vengono ben prima di una vetta che si staglia nel cielo terso o di uno specchio d’acqua da bandiera blu. La qualità delle relazioni non si presta infatti a operazioni di marketing, non sta dentro un pacchetto vacanza. Ѐ un valore aggiunto non monetizzabile. 
Relazione significa anche legame con i luoghi. Non mi riferisco necessariamente alle località da cartolina o da pubblicità patinata. Penso, invece, a quella sensazione di benessere che ognuno di noi può provare ritornando in un determinato posto, anche lontano dalla ribalta turistica, legando quella percezione a particolari soggettivi, magari irrilevanti ai più, eppure capaci di farci stare bene con noi stessi e con gli altri.
Per molti aspetti quei luoghi del cuore potreste trovarli quest’anno radicalmente cambiati. Poche ore di vento impetuoso hanno portato lutti nelle case dei trentini e prodotto sul territorio alpino ferite difficilmente rimarginabili: quattordici milioni di alberi abbattuti impoveriscono un orizzonte, interrompono un sentiero, minano alla radice la biodiversità. Ci fanno percepire impotenti e indifesi di fronte alla forza della natura, dandoci anche una grande lezione sulla fragilità della vita e una provocazione a una gestione responsabile dell’ambiente.
Quei luoghi, che sentivate parte di voi, chiedono ora una forma di restituzione: non essere dimenticati, aiutandoli a riappropriarsi di quella poesia vitale che finora vi hanno saputo regalare. In fondo, è un dono “da Dio”: essere anche noi attori della creazione che si rinnova ogni giorno. Anche sulle montagne trentine, meglio ancora se disposti a camminare non in solitaria, ma in cordata.
Buone vacanze!
+arcivescovo Lauro

 

 

Dear Guests,
let me welcome you in our Trentino, the place you have chosen for your vacation and rest.
I am sure that for many of you this is a re-knot of the threads of the relationships that sometimes during the rest of the year get frayed within the everyday life vortex: this is valid for our loved ones but also for the community who host you year by year. Handshakes and looks are renewed in the name of a hospitality where the human relationship comes before any peak that stands out in a clear sky or a body of water ranked with the blue flag. The quality of the relationship doesn’t lend itself to any marketing strategy, it is not included into a vacation package. It is a no convertible to cash added value.
Relationship means also bond with the territory. I do not refer to a location you see in the postcard or in glossy advertising. I think instead to the wellbeing that all of us can feel by getting back to a specific place even away from the touristic fame, bonding that perception to personal details that are able to make us feel good about ourselves and the others.
For several aspects this year you may find those places drastically different. Few hours of impetuous wind have brought bereavement in some families and made wounds on the alpine territory very hard to be healed: fourteen million of dejected trees impoverish the horizon, interrupt a trial, undermine the biodiversity. They make us feel powerless and helpless towards the nature force giving us also a big lesson about life fragility and an incitement for a responsible environment management.
Those places you have felt as part of yourself are asking now a kind of return: they do not want to be forgotten, help them to have back the vital poetry they have given to you until now. It is a gift “from God”: to be actors in the creation that gets renewed every day. In the Trentino mountains too, even better if we are willing to walk in group and not alone.
Have a nice holiday!
+ Lauro, Archbishop of Trento

 

Vescovo Lauro tra le immagini del Sacro Cuore esposte a Palazzo Trentini

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Visita dell’arcivescovo Lauro, mercoledì 17 luglio, alla mostra su “Il cuore divino di Gesù – storia e devozione” ospitata a Trento a palazzo Trentini, sede del Consiglio Provinciale. La mostra resterà aperta fino alla fine di luglio. Nell’accoglierlo, il presidente Walter Kaswalder ha spiegato l’intento dell’esposizione: contribuire alla preservazione e valorizzazione della memoria storica di tradizioni forti e vere della nostra comunità trentina.  Monsignor Tisi ha ascoltato la curatrice dell’esposizione, Rosanna Cavallini, e ha prestato attenzione a ogni dettaglio degli oggetti e delle opere esposti. Ha ricordato che papa Francesco ha basato il suo pontificato sul tema della misericordia di Dio, quindi proprio sul concetto del Sacro Cuore di Gesù come segno d’amore infinito. Tisi ha citato il teologo Karl Rahner e poco oltre – ammirando un’iconografia del cuore di Gesù trafitto e sgorgante sangue – ha ricordato come fu la mistica polacca Maria Faustina Kowalska a mettere al centro, sulla scorta delle sue visioni, l’idea del sangue come simbolo dell’amore incondizionato verso gli uomini.  La mostra resterà aperta fino alla fine di luglio.

“Missione da ripensare”: tradizionale confronto estivo tra i missionari in vacanza

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Sono le terre di provenienza delle missionarie e dei missionari – in Trentino per un periodo di riposo – che si sono incontrati giovedì 4 luglio al Seminario (alcuni erano accompagnati dai loro parroci e animatori di gruppi missionari) per uno scambio di esperienze e per riflettere sul significato della “missione” oggi. Si respirava un’aria di mondialità – ampi spazi, prospettive di lungo raggio – favorita da persone credibili perchè hanno dedicato la propria vita per e con genti “lontane”.

In molti casi non sono certo periodi brevi di missione, i loro. Una religiosa di Albiano è stata in Patagonia già a partire dal 1950, ma per tanti sono parecchi i decenni accumulati, come per chi è presente nelle Filippine da ben 39 anni o in Mozambico da 52. Fedeltà consolidate come quella di suor Ersilia Mantovani messa in evidenza nella lettera dell’Arcivescovo.

Capita che quando ritornano avvertono come uno spaesamento, un non ritrovarsi più, per lo meno in quel tessuto sociale e in quelle relazioni umane che appaiono ben diverse nei quartieri di città e nei paesi del Trentino. Un “paesaggio” umano cambiato, una sorta di mutazione antropologica.

In questo contesto di continuo cambiamento mons. Lauro Tisi, ha voluto rimarcare la necessità di “ripensare l’azione missionaria della nostra diocesi”. Non a caso con le ultime nomine sono stati per così dire “richiamati” tre missionari “fidei donum” – dopo un lungo periodo trascorso in America Latina – per essere inviati in alcune parrocchie trentine a portare la loro esperienze. Oltre ad una necessità contingente questo ritorno va “letto” in una continuità perché oggi la terra di missione risponde all’invito di Gesù “andate in tutto il mondo”, quindi anche “qui e ora”.

Da questi rientri – che saranno valorizzati quest’estate anche in momenti di confronto diretto con l’Arcivescovo –

ci si attende insieme uno “scambio e una provocazione”, perché anche la terra trentina oggi vive contraddizioni per cui magari ci si impegna a sostenere o realizzare la costruzione di pozzi o interventi sanitari in Africa ma poi si dimostra un atteggiamento contrario all’accoglienza di qualche migrante arrivato.

L’Arcivescovo si è detto preoccupato rispetto a questi atteggiamenti di chiusura che non vanno nella direzione evangelica dell’accoglienza a chi si trova in difficoltà ed ha sottolineato anche alcune scelte amministrative che puntano a penalizzare quest’attività a favore dei popoli poveri.

I missionari – anche nei piccoli gruppi in cui si è riflettuto sulla missione oggi – hanno dimostrato una visione evangelica, quindi ottimista nonostante tutto, che deriva dalle ragioni della loro stessa vita. Se è indubbio che cala la partecipazione in Trentino, anche “piccoli gruppi sono più motivati e operano con autenticità”, si è detto, ed è stata ribadita l’importanza della testimonianza: “Dobbiamo saper dimostrare con la vita che essere cristiani è un’esperienza che arricchisce e dà gioia”. “Dobbiamo tornare a vivere con semplicità il vangelo”, è stato il richiamo all’essenzialità..

L’incontro, culminato nella Messa e poi nel pranzo insieme, ha consentito di cogliere anche la riorganizzazione della pastorale missionaria guidata da un anno da don Cristiano Bettega e da una staff di laici, ora nella sede di via Barbacovi.

Molto interessante anche il confronto con la Commissione Giovani – ragazze e ragazzi che “ci credono” e vogliono portare avanti le esperienze di condivisione estive – è parsa come una continuità che forse non viene meno, nonostante le mutate condizioni. Anche da loro può venire un contributo per rinnovare l’impegno missionario della Chiesa trentina.

Roberto Moranduzzo – articolo tratto da Vita Trentina del 14 luglio 2019 (n. 27)

All’incontro dei missionari hanno preso parte il vescovo lauro e il delegato don Bettega

Lavori di gruppo all’incontro dei missionari trentini in vacanza

 

Mariapoli Europea in Primiero, a 70 anni dall’intuizione di Chiara Lubich. Anche il vescovo Lauro all’evento

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Iniziata il 14 luglio, prosegue in Primiero la Mariapoli Europea, dal titolo “Puntare in alto“. Persone provenienti da tutta Europa sono riunite a Tonadico, luogo della prima “Mariapoli”, settant’anni fa, per iniziativa di Chiara Lubich, fondatrice di Focolari, di cui nel 2020 cadranno i 100 anni dalla nascita. Il programma prevede incontri, forum tematici, workshop creativi, momenti di spiritualità ma anche gite, giochi, sport. Nella giornata di martedì 16 luglio ha fatto visita alla Mariapoli Europea anche l‘arcivescovo di Trento Lauro Tisi che ha presieduto una s. Messa, concelebrata da Jesùs Moràn, copresidente del Movimento dei Focolari, e dal vescovo irlandese Brendan Leahy. Era presente un altro ospite illustre,il Metropolita Gennadios Zervos, Arcivescovo Ortodosso d’Italia e Malta. Sempre nella gremita chiesa di Transacqua, prima della Messa è andato in scena un evento culturale promosso dalla “Scuola Abba”, Centro Studi dei Focolari.  Si tratta dello spettacolo dal titolo “RE-COR-DARI – Parole-note sulle tracce dell’Anima”, che ha messo a fuoco l’estate del 1949, con canti, musica e con parole di Chiara Lubich che racconta la sua esperienza mistica di contemplazione delle realtà in quello che lei stessa definirà il il “Paradiso del 49” insieme ai primi focolarini che con lei condivisero quel prezioso periodo. Proprio in quei giorni del luglio ’49 il primo gruppo del Movimento nascente acquisterà la piena comprensione del carisma dell’unità e dell’Opera che ne sarebbe nata.

L’arcivescovo Tisi con il metropolita Gennadios

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’arcivescovo Tisi con il parroco di Primiero don Giuseppe Daprà

 

 

La prima giornata della Mariapoli Europea 2019 in Primiero

Come goccia, la nuova Lettera alla comunità del vescovo Lauro. Un inno alla fedeltà e al “per sempre”

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Una goccia paziente, capace di scavare la roccia non con la forza, ma con la persistenza del suo tocco regolare, costante. L’immagine di copertina, evocativa della dinamica del ‘per sempre’, è l’icona della nuova Lettera alla comunità “Come goccia”, firmata dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e in distribuzione il 26 giugno 2019, solennità di San Vigilio.

Monsignor Tisi ricorda in apertura l’esempio di fedeltà di un’umile suora trentina di 97 anni, Ersilia Mantovani, da cinquant’anni missionaria in Marocco, abbracciata di recente dal Papa nella sua visita a Rabat. Una dimostrazione della capacità di vivere con costanza e serenità il proprio impegno, in linea con l’anelito di infinito che abita il cuore di ogni uomo. Un desiderio che, tuttavia, si scontra spesso con una realtà che sembra invece avvalorare il provvisorio come risorsa, identificando come limite ciò che definitivo; per cui “sono ammesse – scrive Tisi – solo adesioni parziali, facilmente revocabili”.

La chiave di lettura di quest’“inno alla provvisorietà”, secondo Tisi è nella nostra natura di “homo consumens: uomini e donne pensati e percepiti come consumatori, in una “cultura dell’usa e getta” che rende fragili le nostre parole, complice la tempesta verbale in cui siamo immersi.

L’arcivescovo di Trento offre come alternativa il silenzio dei trent’anni di Gesù a Nazaret, provocazione salutare per prendere le distanze dal circo mediatico, e poi ricorda un’altra storia, divenuta virale: quella dell’anziano di 84 anni che sull’Appennino toscano accompagna ogni giorno a scuola e poi riporta a casa, fedelmente, un ragazzino ipovedente, sperando che un giorno riacquisti la vista e lo possa riconoscere con gli occhi e non solo al tatto: “un esempio – commenta Tisi – di fedeltà cristallina, non a dettami etici ma alla bellezza dell’essere umano”.

Pensando ai giovani “nativi digitali”, don Lauro si rivolge ai “generativi digitali”, richiamando così gli adulti alla necessità di rispondere alla richiesta di fedeltà delle nuove generazioni.  A cominciare dalla “fedeltà al diritto di non vedere gli adulti occupare gli spazi che a loro appartengono”, “fedeltà alla reale possibilità di “veder valorizzati i loro talenti”, per poter fare “dei talenti un lavoro” e coltivare il sogno di “farsi un giorno una famiglia”.

D’altro canto, ai giovani l’Arcivescovo chiede di mettersi al lavoro per un Trentino migliore, invitandoli a immergersi nel dialogo sociale e politico, dicendo ancora un “’grazie’ ad Antonio Megalizzi e alla sua famiglia per la loro testimonianza: animi così belli sono la chiave del ‘per sempre’“.

Infine, un richiamo al creato come habitat della fedeltà e manifestazione del ‘per sempre’, dono di Dio all’uomo chiamato a “partecipare attivamente, giorno dopo giorno al miracolo della creazione”.

La Lettera alla Comunità “Come goccia”, edita da Vita Trentina (e in allegato al numero del settimanale in uscita giovedì 27), è stata distribuita al termine del pontificale di San Vigilio, in cattedrale. Segue “Il dodicesimo cammello” (2018), “La vita è bella” (2017) e Silenzio e Attesa (2016).

ECCO IL TESTO INTEGRALE IN VERSIONE PDF

 

 

Biodiversità, ricchezza da coltivare. Il messaggio per la Giornata del Creato (1 settembre)

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La Chiesa italiana promuove ogni anno, in sintonia con altre comunità ecclesiali europee, una giornata di riflessione e preghiera per la tutela del Creato. Si celebra il 1° settembre su proposta dei cristiani ortodossi per i quali quel giorno coincide col nuovo anno ecclesiastico o Capodanno della Chiesa. Dal 2015 per volontà di Papa Francesco il 1°
settembre è anche “Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato”.

Nel Messaggio della Cei per la Giornata di quest’anno, firmato dalla Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace e da quella per l’ecumenismo e il dialogo, c’è un forte invito a impegnarsi a ogni livello per salvare le specie a rischio. Gli effetti più pesanti del “land grabbing” e delle monocolture, infatti, si ripercuotono sui poveri.

La riflessione dei Vescovi guarda all’enciclica Laudato si’ e al Sinodo per l’Amazzonia. La perdita di varietà «è tra le espressioni più gravi della crisi socio-ambientale»; per combatterla è innanzitutto necessario conoscere il patrimonio dei nostri territori.

L’invito del Messaggio è a valorizzare il biologico: «per contrastare il mutamento climatico servono politiche efficaci e stili di vita sostenibili».

In allegato il testo integrale del Messaggio.

Nel sito dell’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro, il materiale per l’animazione e gli appuntamenti diocesani.

FONTE chiesacattolica.it