Author: Piergiorgio Franceschini

Convegno Caritas e Pastorale salute: Chi dimentica poveri, malati e migranti dimentica Dio. Presenza accanto ai malati, senza obiettivi

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Povertà e malattia, mondi in dialogo: operatori Caritas e di Pastorale della salute per la prima volta  in un unico convegno annuale promosso dalla Chiesa trentina.  In trecento sabato 23 marzo al Collegio Arcivescovile, nel capoluogo. Titolo della mattinata: “Il povero e il malato profezia per tutti”.

All’intervento introduttivo dell’arcivescovo Lauro Tisi (Chi dimentica il malato e il povero, chi  dimentica il migrante, dimentica Dio) è seguita la relazione della dott.ssa Marisa Bentivogli, che a Bologna opera sia in Caritas sia in Pastorale della salute. “Quello a cui dobbiamo puntare, nella vicinanza al malato, è un servizio di presenza, non una presenza di servizio” . E ancora: “Avviciniamoci al malato senza obiettivi”

A due video-testimonianze è stato affidato il racconto di due iniziative “simbolo” dell’attività della Chiesa sul territorio: l’appartamento di via Endrici a Trento messo gratuitamente a disposizione dalla Diocesi per le famiglie di pazienti in cura nel Centro di Protonterapia e il progetto “Una canonica da vivere” che in val di Non vede destinare alcune canoniche all’accoglienza di persone seguite dal Servizio Salute mentale e dai Servizi sociali.

L’idea – spiega don Cristiano Bettega, delegato dell’Area Testimonianza e Impegno Sociale che organizza il convegno – è stata quella di mettere insieme due “mondi”, povertà e malattia, che senz’altro hanno già molto da raccontarsi e che probabilmente condividono esperienze e iniziative con più frequenza di quello che si possa pensare”. Molti dei volontari che operano all’interno delle parrocchie sono infatti già attivi sia sul fronte della carità sia su quello dell’assistenza agli ammalati. Di qui l’importanza di progettare e operare in assoluta sinergia, offrendo l’immagine di un’unica Chiesa che si lascia provocare da tante sfaccettature del disagio umano ed esistenziale e prova ad offrire una risposta solidale unitaria. L’obiettivo del convegno di sabato, arricchito dagli interventi che emergeranno dai partecipanti, è quello di consolidare questa prospettiva.

 

Con “purezza” chiude la Cattedra del Confronto: ne parlano il rabbino Di Segni e il teologo Neri (lunedì 25, Sala Cooperazione ore 20.45)

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Terza ed ultima tappa, a Trento, della Cattedra del Confronto 2019, dedicata alle sfide della convivenza. Lunedì 25 marzo dialogheranno attorno alla parola “purezzaRiccardo Di Segni, rabbino capo di Roma e il teologo Marcello Neri. L’appuntamento, come sempre, alla Sala della Cooperazione ad ore 20.45. La Cattedra del Confronto, promossa dall’Area Cultura della Diocesi di Trento, con la collaborazione di alcuni docenti dell’ateneo trentino, è iniziata lunedì 11 marzo con la parola “umiltà” (a confronto la teologa Stella Morra con la pedagogista Luigina Mortari) ed è proseguita lunedì 18 marzo con la lettura della “mitezza” offerta da Fra Francesco Patton e Adnane Mokrani.

Il rabbino Riccardo Di Segni martedì 26 marzo alle ore 9.00 terrà anche una lezione all’Università di Trento (Dipartimento Lettere e Filosofia) sul tema Cos’è la Torà orale: esempi dal Talmud. Introduce: prof. Massimo Giuliani.

Riccardo Di Segni

Nato a Roma nel 1949 è laureato in medicina e chirurgia e ha lavorato fino al 2014 come direttore del Dipartimento di Diagnostica per immagini presso l’Ospedale San Giovanni di Roma.

Nel 1973 ha conseguito il titolo di rabbino presso il Collegio Rabbinico Italiano – di cui è Direttore dal 1999 – e dal 2001 è Rabbino capo della Comunità ebraica di Roma. È membro del Consiglio direttivo dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia dal 1999 al 2007 e dal 2010 è vice presidente della Conferenza Rabbinica Europea ed è impegnato nel dialogo interreligioso in particolare con i cattolici.  

È autore di più di 40 pubblicazioni e numerosi articoli in riviste specializzate su temi di letteratura talmudica, paleografica, rapporti tra ebraismo e cristianesimo. Ha collaborato alla traduzione italiana del Talmud babilonese. Si è dedicato anche alla promozione della conoscenza della bioetica ebraica. È vicepresidente del Comitato Nazionale per la Bioetica.

 

Marcello Neri

È nato a Milano nel 1965. Ha compiuto gli studi teologici a Bologna, Reggio Emilia e Freiburg im Breisgaudove ha conseguito il dottorato lavorando con H. Verweyen. Ha insegnato teologia sistematica presso la Facoltà teologica dell’Emilia Romagna, è stato professore invitato all’Università di Vienna e alla Columbia University di New York. Attualmente è docente di Teologia cattolica e Studi Europei presso l’Università di Flensburg in Germania, dove dirige il progetto di ricerca “Paolo Prodi. Religione e Spazio pubblico in Europa”. È articolista e saggista e collaboratore della rivista online del Centro Dehoniano, Settimana news. Tra i libri pubblicati: Esodi del divino. Caproni, Pasolini, Valesio, Il Mulino 2014; Giustizia della misericordia. Europa, cristianesimo e spiritualità dehoniana, EDB 2016.

Pregare? Gustare la bellezza di Dio, assaporare la salvezza. Testo meditazione Passi di Vangelo

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“Pregare è gustare la bellezza di Dio, è assaporare la salvezza. Una vita libera dalla paura del giudizio, sgombra del disprezzo di sé, abitata dal servizio, dal coraggio di amare gli altri, libera dall’ossessione del denaro e dalla necessità di apparire; queste non altro è la salvezza”. Così l’arcivescovo Lauro in un passaggio della sua meditazione a Passi di Vangelo giovedì 21 marzo in Seminario a Trento. Era il quinto ed ultimo incontro mensile di quest’anno pastorale. Il percorso dei giovani prosegue nelle comunità sul territorio a cadenza settimanale. 

In allegato testo MEDITAZIONE VESCOVO LAURO

Torna Passi di Vangelo, con i giovani e il vescovo Lauro. Tema: imparare a pregare. Anche in DIRETTA STREAMING

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(20 marzo) Ritorna questa sera, giovedì 21 marzo, Passi di Vangelo, con i giovani e il vescovo Lauro riuniti nel seminario diocesano per il quinto ed ultimo appuntamento mensile di quest’anno pastorale. Titolo dell’incontro Insegnaci a pregare, partendo dal brano del Vangelo di Luca (11,1-13) in cui Gesù indica ai discepoli la preghiera del Padre Nostro. In avvio, come di consueto, le domande esistenziali dei giovani, elaborate in questo caso dal Clan Sirio del gruppo Scout Trento 8. Anima l’incontro il coro dei seminaristi. A pregare si impara? A cosa serve pregare? Per saperne di più, Passi di Vangelo vi attende anche in DIRETTA STREAMING su questo portale web.

Endrici, vescovo contro il Reich in un libro di monsignor Bressan

Mercoledì 20 marzo al Vigilianum
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Presentato nel pomeriggio di mercoledì 20 marzo a Trento nell’ Aula Magna Vigilianum ad ore 17.30 il libro di monsignor Luigi BressanCelestino Endrici contro il Reich”. Nel volume, edito da Athesia, sono pubblicati cinquanta documenti inediti sull’antinazismo di Endrici, vescovo di Trento dal 1904 al 1940. Grazie all’analisi approfondita di monsignor Bressan, arcivescovo emerito di Trento, emerge in modo inequivocabile la ferma posizione del suo predecessore Endrici nel sostenere l’assoluta inconciliabilità tra religione della razza e cristianesimo. Hanno dialogato con l’autore Marco Odorizzi e Giuseppe Ferrandi. Iniziativa di Athesia, Archivio Diocesano e Fondazione Museo Storico di Trento

 

 

 

 

Addio a padre Cherubino, anima di Santa Caterina a Rovereto

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L’ultimo saluto, mercoledì 20 marzo, nella comunità parrocchiale di Santa Caterina a Rovereto, che aveva contribuito a fondare nel 1968. Al compimento dei 97 anni (il prossimo 25 marzo) si è spento nella mattinata di lunedì 19 marzo padre Luigi Bernard Cherubino, figura indimenticabile di religioso e di pastore d’anime, da ultimo confessore in San Lorenzo a Trento. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta soltanto la corona di giustizia che il Signore mi consegnerà”: con queste parole, tratte dalla seconda lettera di San Paolo a Timoteo, i Frati Cappuccini della Provincia di S. Croce, unitamente ai famigliari, ne hanno annunciato la scomparsa.

La mitezza via per relazioni fraterne. Alla Cattedra del confronto il francescano Patton e il musulmano Mokrani

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(19 marzo) Sia nella prospettiva cristiana che in quella mussulmana, la mitezza contribuisce a realizzare insieme alle virtù “sorelle” dell’umiltà e della pazienza quegli abiti virtuosi dei credenti che possono favorire relazioni fraterne. E’ l’esito del confronto tenutosi ieri a Trento nel secondo appuntamento della “Cattedra del Confronto” promosso dall’Area Cultura dell’Arcidiocesi di Trento.  Un pubblico molto folto – quasi trecento persone a gremire la Sala della Cooperazione – ha ascoltato per oltre due ore il dialogo fra il francescano trentino padre Francesco Patton, Custode di Terra Santa e il teologo islamico Adnane Mokrani, docente alla Pontificia Università Gregoriana.

Numerosi i punti di convergenza a partire dalla “forza” della mitezza nel riuscire a spezzare la catena dell’odio e della vendetta ed a disarmare l’altro nella prospettiva però dei tempi lunghi. A proposito, secondo i due relatori, la recente Dichiarazione di Abu Dhabi, firmata da Papa Francesco e dall’imam di Al Azhar, Sheikh Ahmed al Tayyeb, , rappresenta un testo decisivo per fondare un impegno comune delle religioni e per una condanna degli atteggiamenti di sopraffazione e di discriminazione dell’altro in contesti multietnici e interreligiosi.

Il Custode di Terra Santa ha collocato in questa prospettiva anche l’impegno francescano in un ambiente  non facile: “In questo momento – ha detto padre Patton- non vedo purtroppo in Terra Santa molte persone alla ricerca sincera di una soluzione dei problemi e osservo che  purtroppo eventuali ipotesi  non sono certo  nella linea della mitezza, ma nell’uso della forza che, anche quando ottiene qualcosa,  pone però le premesse di nuove tensioni e di nuovi conflitti”.  Patton ha ricordato che, a 800 anni dall’incontro di San Francesco con il sultano, la presenza francescana si esprime soprattutto nella costruzione della collaborazione fra credenti di diverse fedi e nell’educazione scolastica come momento di formazione alla fraternità

Il teologo Mokrani ha presentato la mitezza nell’Islam come atteggiamento di obbedienza a Dio, dentro un cammino di liberazione dal proprio egoismo individualista. Ripercorrendo alcune narrazioni del Corano ha evidenziato come i cristiani vengano considerati con particolare vicinanza anche per l’impegno nella mitezza. “Si tratta di un valore che per noi – ha chiartio Mokrani – non deve essere esclusivo di una fede, ma dovrebbe essere vissuto da ogni uomo”. Nel dibattito, il teologo mussulmano ha rilevato la problematica assenza di una legge sulla libertà religiosa in Italia e la mancanza di una convenzione fra Stato italiano e organismi mussulmani per cui anche i detenuti di fede islamica non possono essere adeguatamente seguiti: “Così le nostre carceri rischiano di diventare luoghi di radicalizzazione e di frustrazione invece che di recupero delle persone”.

MITEZZA INCONTRO DIOCESANO

Al termine del confronto sul tema della mitezza, moderato dal delegato vescovile don Andrea Decarli, è intervento l’Arcivescovo Lauro Tisi: “Ringrazio i due relatori – ha osservato – perché questo loro intenso dialogo ci ha fatto comprendere come la mitezza non ha bisogno di premio, poiché premia chi la pratica”.

Prossimo e ultimo incontro lunedì 25 marzo con il tema “purezza”: ne parleranno Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma e il teologo Marcello Neri.

 

Sulla Tua Parola, duecento adulti in dialogo con il vescovo Lauro: “Dio restaura, non abbatte”

In tanti nella chiesa del Santissimo a Trento: domande esistenziali filtrate dal Vangelo
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“Il vangelo è una sorgente non di facili soluzioni, ma una cascata di domande. Perché è tipico dell’amore frequentare le domande”. Le parole dell’arcivescovo Lauro risuonano nella chiesa del Santissimo Sacramento a Trento davanti a oltre duecento adulti, domenica 17 marzo, per l’appuntamento con Sulla Tua Parola, secondo di quest’anno pastorale. “Noi continuiamo a parlare di Chiesa e non parliamo di Vangelo. Signore fa che la comunità cristiana del Trentino frequenti la Parola e questo gli basti. Un po’ meno di attività, ma qualche ora in più sulla Parola di Dio”, auspica subito dopo la proclamazione del Vangelo della risurrezione del figlio della vedova di Nain (Luca 7,11-17).

Questa vicenda per don Lauro diventa “icona dell’umanità della Chiesa. Gesù è qui e sta passando tra i nostri morti. Quella vedova è l’umanità non più in grado di generare vita, che genera bombe, razzismo, odio, che costruisce i rapporti umani sulla supremazia. Quella vedova è l’umanità, che porta in giro i sui morti. Quella vedova è la Chiesa che fa i funerali ai suoi morti. I morti della Chiesa sono le piaghe dolorose emerse a livello mondiale. Hanno il colore nero della pedofilia, della rassegnazione delle nostre comunità che, mentre lodano il Signore scaricano il migrante; il colore sinistro delle lotte di potere nella Chiesa, delle lotte che divorano le nostre comunità”.  “La grande notizia – ribalta la prospettiva don Lauro – è che il Signore prende l’iniziativa e viene a risvegliare i nostri morti, a ridarci la capacità di generare la vita” “Dio restaura e non abbatte; ricostruisce, non distrugge, fa sì che la terra dei miei sbagli diventi il campo fertile della sua compassione. Ecco cos’è la compassione di Dio, ecco chi è il Dio dei cristiani”. A breve sul sito il testo integrale con la meditazione dell’arcivescovo Tisi. (Foto G. Mihelcic)

 

 

Quaresima 2019, iniziative e materiale in Diocesi di Trento per camminare verso la Pasqua

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Un’articolata offerta, che va dal calendario della Quaresima di fraternità al sussidio quotidiano per i giovani, al cineforum. Dalle proposte liturgiche al ritiro dei preti, fino alla Lectio Divina al santuario di Piné.

E’ una parte dell’offerta quaresimale della Chiesa di Trento riassunta in questa pagina

 

 

 

  • LITURGIA:

Sussidio CEI Quaresima-Pasqua 2019 

Sussidio per la preghiera in quaresima

Preparazione alla riconciliazione

Acclamazione al Vangelo per il tempo di Quaresima

Preghiere dei fedeli mercoledì delle Ceneri

Proposta di via crucis di Azione Cattolica

 

  • INIZIATIVE PARTICOLARI:

Preti in ritiro con vescovo Lauro  QUI TESTO MEDITAZIONE     

Al santuario di Piné Lectio Divina con don Rattin 

“Riparti dall’Ultima Cena”: con Vivaldelli Vangelo e arte

CINEFORUM al Vigilianum e nelle valli (in collaborazione con NOI Oratori)

Il clima che vogliamo. Giovani (anche cattolici) in piazza per chiedere impegni concreti contro i cambiamenti climatici. Nel solco dell’enciclica Laudato Si’

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(15 marzo) Anche Trento tra le 1769 piazze di 122 Paesi coinvolti nella manifestazione ambientalista FridaysForFuture (venerdì per il futuro), nata dall’iniziativa della sedicenne svedese Greta Thunberg che ha innescato un vero e proprio movimento mondiale. Almeno cinquemila studenti trentini, partendo dai più piccoli per arrivare agli universitari, ma anche molti adulti hanno invaso pacificamente la città dietro lo striscione  “La natura che resiste” (nelle foto il loro rumoroso e colorato passaggio in piazza Fiera). In Italia 208 i cortei previsti. Tra i ragazzi in piazza a chiedere impegni concreti contro i cambiamenti climatici molti – sottolineava oggi anche il quotidiano Avvenire – fanno riferimento alle più diverse realtà ecclesiali, frequentano parrocchie o scuole cattoliche. Il frutto di un lungo lavoro educativo che ha trovato un perno nell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco. «L’amore per la natura è nel nostro Dna» dice un capo scout. L’auspicio – declamano i giovani – è che questa sensibilità ecologica ora diventi anche azione con gesti quotidiani.

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