Author: Piergiorgio Franceschini

Femminicidi, torna in Diocesi di Trento l’iniziativa “Un posto vuoto” nelle chiese. Domenica in tutte le Messe una preghiera per Deborah Saltori e tutte le donne vittime di violenza

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Un posto vuoto nelle chiese e una preghiera in ogni Messa, domenica prossima, per Deborah e tutte le donne vittime di violenza. La Chiesa di Trento, alla luce dell’ultimo dramma familiare, rilancia in tutte le parrocchie l’iniziativa già proposta esattamente un anno fa, poi congelata a causa della pandemia che aveva portato alla chiusura delle chiese.

Un posto vuoto per le donne vittime di violenza è un’iniziativa nata negli anni scorsi per volontà di alcune Chiese protestanti in Italia e altrove, diffusa poi in vari ambienti come teatri, sale di rappresentanza, di incontro, oltre appunto a tanti luoghi di culto. “Quanto sia urgente tenere alta l’attenzione, denunciare i soprusi e diffondere una cultura di non-violenza è sotto gli occhi di tutti”, commenta don Cristiano Bettega, delegato dell’Area Testimonianza e Impegno Sociale della Diocesi di Trento.

Di qui la proposta, rilanciata in questi giorni alle comunità parrocchiali: allestire di nuovo il “posto occupato” nelle chiese. Il gesto proposto è molto semplice: in ogni chiesa viene preparato stabilmente un posto, su un banco o su una sedia, segnalato da un indumento da donna di colore rosso: un foulard, una borsetta, un paio di scarpe, qualcosa che possa attirare l’attenzione dei fedeli durante le celebrazioni; la spiegazione del segno viene affidata a una scritta: “Posto che sarebbe stato occupato dalle donne, vittime di violenza”.

Nel ricordo particolare di Deborah Saltori e del suo barbaro assassinio, le comunità della Diocesi di Trento sono inoltre invitate ad esprimere nelle ss. Messe del prossimo fine settimana (seconda domenica di Quaresima) una preghiera dedicata. Questo il testo:

“Deborah è l’ennesima vittima di femminicidio in Italia e, ancora una volta, a casa nostra. La affidiamo a te, Signore della Vita; e insieme a lei ti affidiamo i suoi figli, i suoi familiari e gli amici, ma anche i familiari e gli amici dell’uomo che ha alzato così violentemente la mano contro di lei e lo stesso assassino: anche loro li vogliamo affidare a te. La tua misericordia, Signore, possa raggiungere tutti coloro che sono particolarmente coinvolti in questo dramma. Ma ti chiediamo anche, Signore, di aiutare ciascuna e ciascuno di noi a diffondere solo sentimenti di dialogo, di rispetto, di attenzione verso tutte le donne e tutti gli uomini che incontriamo”.

“Vorremmo contribuire – conclude don Bettega – a tenere alta l’attenzione su un tema così drammatico e aiutarci a riflettere sulla necessità di un cambiamento culturale, che porti tutti a riconoscere la pari dignità tra donne e uomini: non solo con parole e proclami, ma con gesti e atteggiamenti concreti”.

 

Vulnerabili, martedì 2 marzo ore 20.30 terza puntata (TV e streaming) su umiltà e verità. SCARICA SCHEDA DI RIFLESSIONE

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Quali urgenze per una Chiesa chiamata a portare la Parola che è Gesù, incrociando desideri e vicende di donne e uomini immersi in una crisi pandemica che sembra non avere più fine?  È il filo conduttore della serie video Vulnerabili – Atti di speranza nella pandemia, giunta alla terza puntata, in onda martedì 2 marzo alle ore 20.30 su Telepace Trento e in diretta streaming (poi sempre disponibile) sul canale YouTube del Servizio Comunicazione della Diocesi, raggiungibile anche dai portali diocesani.

La terza puntata, interamente girata a Trento (la prima era stata realizzata nel Basso Sarca, la seconda in Fiemme e Fassa), mette al centro il rapporto tra due parole chiave nel percorso di maturazione umana e dell’esperienza credente: umiltà e verità. Alla riflessione dell’arcivescovo Lauro a partire da un brano degli Atti degli Apostoli (l’incontro tra Filippo e l’eunuco descritto nel capitolo 8) fanno eco le testimonianze: Maria Prodi, insegnante del Liceo Prati di Trento; don Mauro Angeli cappellano del carcere di Spini e Silvia Perciavalle, giovane volontaria impegnata nella struttura penitenziaria (foto); Joel Splinker, messicano di origini, insegnante di religione e volontario nella chiesa di Centochiavi, trasformata da fine gennaio in dormitorio per i senza dimora.

E’ fin d’ora disponibile la SCHEDA (SCARICA QUI) elaborata da padre Matteo Giuliani per favorire, alla luce degli spunti biblici, della riflessione del vescovo Lauro e delle storie narrate da Vulnerabili, la riflessione personale e il confronto all’interno dei gruppi parrocchiali, per lo più collegati online. Proprio l’elevata fruibilità del prodotto anche dopo la prima messa in onda può consentire alle realtà sul territorio di programmarne la visione e il dibattito nel momento più opportuno.

 

Su Vita Pastorale (San Paolo) ampia intervista all’arcivescovo Lauro: “Superiamo lo schema preti-laici: al centro la comunità”

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Una corposa “fotografia” della Diocesi di Trento e delle sue sfide pastorali, attraverso un’ampia intervista all’arcivescovo Lauro Tisi. La offre il numero di marzo del mensile Vita Pastorale, edito da San Paolo. L’intervista, a cura di Marco Roncalli e corredata dalle immagini di Gianni Zotta (Vita Trentina), prende le mosse dalle conseguenze pesanti della pandemia anche sul tessuto trentino (“I trentini – dice don Lauro – hanno una forte dignità, quando bussano alla porta per chiedere aiuto spesso è già troppo tardi”) per poi toccare alcuni temi chiave – dai giovani ai migranti, dalla riduzione del clero al futuro della pastorale – sui quali si è speso monsignor Tisi in questi primi cinque anni di episcopato, dopo essere stato per più di dieci anni vicario generale del vescovo Bressan. “C’è bisogno – sottolinea l’Arcivescovo di Trento, rilanciando un suo punto fermo – di raccontare Dio a partire dall’umanità di Gesù Cristo, e non in modo astratto e filosofico”.  Ed aggiunge: “Credo sia necessario superare lo schema preti-laici, che è divisivo, per mettere al centro la vita della comunità”.

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Copie del numero di marzo della rivista Vita Pastorale sono disponibili al Vigilianum e in Curia presso la Segreteria Generale.

 

 

 

Don Telch ai giovani di Passi di Vangelo: “Impariamo a coltivare lo stupore per le cose piccole”

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Si è rinnovato (pur in assenza dell’arcivescovo Lauro, bloccato dal Covid) l’appuntamento con Passi di Vangelo, nella serata di giovedì 25 febbraio, nella basilica di S. Maria Maggiore a Trento. Alcuni giovani in presenza, molti collegati in diretta streaming video sul canale YouTube del servizio Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Trento.

A guidare l’incontro, con la relativa meditazione, don Tiziano Telch, delegato per l’Area Annuncio e sacramenti che nel commentare il brano tratto dal vangelo secondo Matteo (“Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”) ha invitato i giovani a “ad essere piccoli e a coltivare lo stile dello stupore: imparare a rimanere a bocca aperta, anche per le cose piccole di cui è costellata a nostra vita”.

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Passi di Vangelo giovedì 25 febbraio a Trento in S. Maria Maggiore e in diretta streaming alle 20

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Non ci sarà l’arcivescovo Lauro (bloccato dal Covid) ma è confermato l’appuntamento con Passi di Vangelo, giovedì 25 febbraio a partire dalle ore 20, nella basilica di S. Maria Maggiore a Trento. Per chi lo desidera, sarà possibile partecipare in presenza, nel rispetto delle normative sanitarie che limitano la capienza della chiesa a 120 persone. Per tutti, in ogni caso, sarà disponibile anche la diretta streaming video sul canale YouTube del servizio Pastorale Giovanile dell’Arcidiocesi di Trento.

Guiderà l’incontro don Tiziano Telch, delegato per l’Area Annuncio e sacramenti, mentre la meditazione evangelica è affidata a padre Antonio Viola, dehoniano.

Al centro dell’incontro, dal titolo “Riposare“, il brano tratto dal vangelo secondo Matteo (11,25-30) : “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero”. I giovani saranno invitati a “scavare” dentro  questo brano, per chiedersi insieme: può un giogo essere dolce, e un peso leggero? Sembra una contraddizione… Una contraddizione che apre ad un invito: “Imparate da me e troverete ristoro per la vostra vita!”. Un invito – spiegano gli animatori della pastorale giovanile – che spinge a muovere passi, ad alzare lo sguardo, a sperare, sempre. In apertura la testimonianza di Roberta, una mamma che condividerà il suo vissuto di dolore, fatica, affidamento, speranza.

Cordoglio del Papa per le vittime dell’attentato in Congo, “servitori della pace”

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Sono stati riportati in Italia nella tarda serata di martedì i corpi senza vita del giovane ambasciatore italiano Luca Attanasio e del carabiniere trentenne Vittorio Iacovacci uccisi in Congo insieme al loro autista locale Mustapha Milambo. Il loro convoglio era stato attaccato da ribelli.  “Con dolore ho appreso del tragico attentato avvenuto nella Repubblica Democratica del Congo” scrive Papa Francesco in un un messaggio di cordoglio indirizzato al presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

Il Pontefice esprime inoltre il suo cordoglio ai familiari delle vittime, al corpo diplomatico e all’arma dei carabinieri “per la scomparsa di questi servitori della pace e del diritto”. Il Papa ricorda inoltre “l’esemplare testimonianza del signor ambasciatore, persona di spiccate qualità umane e cristiane, sempre prodigo nel tessere rapporti fraterni e cordiali, per il ristabilimento di serene e concordi relazioni in seno a quel Paese africano”. Come pure “quella del carabiniere, esperto e generoso nel suo servizio e prossimo a formare una nuova famiglia”.

Francesco eleva infine “preghiere di suffragio per il riposo eterno di questi nobili figli della nazione italiana” ed esorta a confidare “nella provvidenza di Dio, nelle cui mani nulla va perduto del bene compiuto, tanto più quando è confermato con la sofferenza e il sacrificio”. “A lei, signor presidente, ai congiunti e ai colleghi delle vittime e a tutti coloro che piangono per questo lutto – si legge infine nel telegramma – invio di cuore la mia benedizione. (Fonte Vatican News)

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La Messa in cattedrale per Comunione e Liberazione nel ricordo di Luigi Giussani

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Il Movimento Comunione e Liberazione ha ricordato con una Messa in cattedrale a Trento martedì 23 febbraio il giorno della nascita del fondatore don Luigi Giussani e del riconoscimento pontificio della Fraternità di CL. La Messa doveva essere presieduta dall’arcivescovo Lauro, che non ha potuto prendervi parte essendo in isolamento causa Covid. Al suo posto, il vicario generale della Diocesi don Marco Saiani che commentando la Sacra Scrittura ha invitato gli aderenti al movimento a “vivere il Vangelo, la fraternità, il carisma ricevuto in dono, certi che il Signore infonde il suo amore nel cuore di ogni persona”.

La messa è stata trasmessa anche in streaming:

 

 

Oggi Messa in cattedrale per Comunione e Liberazione

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Il Movimento Comunione e Liberazione ricorda con una Messa in cattedrale a Trento oggi (martedì 23 febbraio) alle ore 20.00 il giorno della nascita del fondatore don Luigi Giussani e del riconoscimento pontificio della Fraternità di CL. La Messa doveva essere presieduta dall’arcivescovo Lauro, che non potrà prendervi parte essendo in isolamento causa Covid. Al suo posto il vicario generale della Diocesi don Marco Saiani.

La messa sarà trasmessa anche in diretta streaming:

 

 

Vescovo Lauro, condizioni stabili e sotto controllo medico. Il “grazie” per i tanti messaggi di affetto

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Qualche linea di febbre e un comprensibile affaticamento, ma senza ulteriori sintomi. Sono stabili, e sotto costante monitoraggio medico, le condizioni dell’arcivescovo di Trento Lauro Tisi, risultato positivo al Covid-19 dopo un tampone effettuato nel pomeriggio di sabato 20 febbraio. Don Lauro, in isolamento nella sua abitazione ma in contatto con i suoi più stretti collaboratori, sta affrontando con serenità una situazione – per lui decisamente inusuale – di forzata inattività pastorale, con un’agenda improvvisamente saltata. L’Arcivescovo ringrazia per i tanti messaggi di vicinanza e di affetto che gli sono giunti in queste ore ed invita a unirsi a lui in preghiera per quanti stanno maggiormente soffrendo a causa della pandemia.

 

 

 

“Diritti congelati”: oggi (lunedì 22 febbraio ore 20.30) incontro online sulla situazione dei migranti in Bosnia Erzegovina promosso dalle Caritas del Nord-Est

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Questa sera (lunedì 22 febbraio 2021) alle ore 20.30, le Caritas della Delegazione Nord-Est, ovvero del Friuli Venezia Giulia, del Trentino Alto Adige e del Veneto, organizzano l’incontro online “Diritti congelati“, un momento di riflessione e testimonianza sulla situazione drammatica dei migranti che sono bloccati nei 70 campi in Bosnia-Erzegovina. Interverrà Daniele Bombardi, coordinatore di Caritas italiana per l’area balcanica, che opera direttamente sul campo.

Sarà possibile seguire l’incontro in diretta dal sito www.caritastarvisina.it oppure dal canale YouTube della Caritas Tarvisina (link diretto all’evento).

Le notizie e le immagini delle ultime settimane fotografano l’emergenza umanitaria che è in corso in Bosnia-Erzegovina e in particolare a Lipa (zona di Bihać). La situazione mette in luce che alcuni Paesi, come la Bosnia-Erzegovina non hanno ancora sviluppato una politica di gestione dei flussi migratori e un sistema di accoglienza che tuteli i diritti e la vita dei migranti. Quello che sta succedendo a pochi chilometri da casa nostra, ha riportato in primo piano la questione migratoria lungo la rotta balcanica. È una questione drammatica e dolorosa che si trascina da molti anni ed è ormai da ben cinque anni che molti migranti restano intrappolati dalla neve, dal gelo, dalle frontiere chiuse, dalle violenze delle diverse polizie di frontiera, dai respingimenti, dal silenzio e dall’ambiguità politica dell’Unione Europea che ha congelato i diritti di queste persone, dalla nostra complice indifferenza.

La situazione a Lipa è molto critica e la Caritas locale è attiva attraverso l’assistenza umanitaria per i 940 ospiti del campo profughi di Lipa, interventi di miglioramento strutturale del campo, advocacy, ovvero denuncia delle condizioni.

Per l’intervento sulla rotta balcanica si può donare on-line tramite il sito www.caritas.it oppure sui seguenti conti intestati a Caritas, specificando la causale “Europa/ Rotta Balcanica”:

  • conto corrente postale n. 347013
  • Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma –Iban: IT24 C050 1803 2000 0001 3331 111
  • Banca Intesa Sanpaolo, Fil. Accentrata Ter S, Roma – Iban: IT66 W030 6909 6061 0000 0012 474
  • Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT91 P076 0103 2000 0000 0347 013
  • UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119