Author: Piergiorgio Franceschini

Settimane formative del clero, qui TESTI relazione don Viviani e meditazioni don Zani

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A conclusione delle Settimane formative del clero trentino a Villa Moretta, sono disponibili sul portale diocesano i testi rispettivamente della relazione di monsignor Giulio Viviani e delle meditazioni sui salmi, proposte da don Lorenzo Zani. Si possono scaricare dalla sezione download in fondo all’articolo.

 

 

 

“Si è forti solo quando si è miti“: Mattarella a Trento ricorda Chiara Lubich e l’estremismo del dialogo e della fraternità

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“Si può essere molto forti pur essendo miti e aperti alle buone ragioni degli altri. Anzi per dirla tutta con sincerità, come dimostra la vita di Chiara Lubich, soltanto così si è veramente forti”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sintetizza con passione e grande efficacia, al Centro Mariapoli di Cadine (TN), l’eredità spirituale della fondatrice dei Focolari, a conclusione dell’evento che nel pomeriggio di sabato 25 gennaio ne ha celebrato il centenario dalla nascita. Ad accoglierlo Maria Voce, presidente del Movimento, e le autorità locali, insieme alla cittadinanza: oltre 400 erano le persone presenti in sala, circa 500 nelle altre sale collegate a Cadine e a Trento, e oltre 20 mila le visualizzazioni dello streaming. La dimensione artistica, per la regia di Fernando Muraca, ha fatto da sfondo alla narrazione, ripercorrendo i tratti più significativi della vita di Chiara come donna in relazione.

Molto apprezzato l’intervento dell’arcivescovo di Trento mons. Lauro Tisi che ha preso la parola subito dopo aver sentito riproporre in sala l’intuizione mistica di Chiara sul Cristo abbandonato. 

“Sulle macerie della guerra, mentre in Europa si alzava il grido ‘dov’era Dio ad Auschwitz?’ Chiara – ha detto don Lauro – toglie Dio dal banco degli imputati, scopre che ad Auschwitz si era smarrito l’uomo, non Dio. Rilegge in modo assolutamente unico la morte del Signore andando bene oltre le categorie teologiche del tempo e scopre che il Dio dei cristiani non ferisce ma è ferito, non colpisce, non alza la mano, prende su di sé il dolore del mondo. La rivelazione meravigliosa del Cristo abbandonato è che la forza dell’uomo si chiama perdono, abbraccio del nemico e che la vita passa per il far esistere l’altro, nel momento in cui ti faccio esistere io respiro e quando voglio esistere da solo mi do la morte”. “E’ un messaggio – aggiunge don Lauro – di un’attualità sorprendente per quest’Europa che ha smarrito la gioia di scoprire l’altro come promessa, come regalo, opportunità e sta scrivendo una storia di solitudine fatta di individui che si arrotolano su di sé e pensano che la libertà passi per avere come unico riferimento la propria voce, il proprio gesto, il proprio pensiero. La provocazione del Cristo abbandonato va ben oltre i confini dei credenti: vuoi la vita, fa’ vivere! Vuoi conoscere la gioia, scopri che l’altro è la tua libertà e, quando pensi che la debolezza sia nel perdonare, fermati: chi perdona è l’uomo super-libero, non c’è alternativa per riscattare il mondo dalla morte e dalla distruzione. Per fortuna a tutte le latitudini si alzano uomini e donne che credono in questa prospettiva e grazie a loro il mondo non sprofonda. Questa donna varca in confini della religione cristiana, appartiene al mondo. Il Dio dei cristiani non è un Dio del ghetto che chiude, ma Dio che apre e dice:  va’, incontra perdona, abbraccia e vivrai! Questa è l’attualità di Chiara. Buon viaggio alla Chiesa di Trento e all’umanità!”.  Monsignor Tisi ha infine ringraziato il suo predecessore “il vescovo Carlo De Ferrari che in quel con testo – ha spiegato –  mentre molti volevano soffocare le novità di Chiara, colse ‘il dito di Dio’ nella spiritualità di Chiara Lubich e se oggi il carisma abbraccia l’intera umanità lo dobbiamo a questo vescovo, che lo ha protetto”. 

Il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha sottolineato come Chiara rappresenti, insieme a figure come De Gasperi, “l’eccellenza di questa terra”. Un territorio, il Trentino, di cui ha messo in luce tre caratteristiche: la forza di volontà, il Movimento cooperativistico, l’essere terra di frontiera. “Chiara ha saputo interpretare questa appartenenza – ha affermato – che è poi un tratto distintivo della nostra autonomia, della nostra specificità”.
Alessandro Andreatta, sindaco di Trento, ha espresso la sua gioia nel ricordare “la ragazza che quasi ottant’anni fa si mise al servizio dei poveri” e che “continua ancora oggi a invitarci all’apertura, all’accoglienza, all’impegno per gli altri e con gli altri. Perché fin dall’inizio quella di Chiara non è stata un’esperienza personale, isolata, solitaria ma un impegno che si comprende solo se visto alla luce del paradigma della relazione”.

Sono poi state portate numerose testimonianze, che dicono la tenacia nel quotidiano di persone che sono state, e sono, ispirate da Chiara e dal suo carisma nel proprio agire: come Amy Uelman, docente di etica e diritto alla Georgetown University di Washington, che forma i suoi studenti ad affrontare argomenti divisivi evitando scontri; gli imprenditori Lawrence Chong e Stanislaw Lencz, che con le loro aziende contribuiscono ad un’economia solidale e sostenibile;Arthur Ngoy e Florance Mwanabute, medici congolesi che si dedicano alla cura dei più deboli e alla formazione sanitaria; e la storia da Yacine, migrante algerino, accolto come un fratello da alcuni giovani italiani dopo il difficile viaggio attraverso i Balcani. Ma anche quella dell’ex sindaco di Trento,Alberto Pacher, che insieme ad insegnanti e studenti ha accolto l’invito – la telefonata di un bambino – da cui sono nati i progetti Tuttopace e Trento, una città per educare.

“La luce donata a Chiara supera i confini del Movimento dei Focolari e va ad incoraggiare e ad ispirare tanti, donne e uomini di buona volontà in ogni parte del mondo, come questo anniversario sta a manifestare”, ha affermato la presidente dei FocolariMaria Voce. “Come ciascuno di voi, sento Chiara viva, presente, attiva, vicina ogni giorno. Lei ci spinge ad andare al largo con coraggio”. E ha spronato tutti: “A questa società che sembra senza radici e senza meta, occorre rispondere con radicalità, con l’«estremismo del dialogo», alimentato dalla cultura della fiducia”.

A concludere la serata, il lungo e appassionato intervento del Presidente della Repubblica; che ha individuato in particolare nella fraternità, applicata all’agire civile e politico, la cifra distintiva della spiritualità di Chiara Lubich – riservando un caloroso ricordo anche ad Igino Giordani, che Mattarella conobbe, e che di questa spiritualità fu interprete di prim’ordine. Una fraternità che è “fondamento di civiltà e motore di benessere”, in quanto senza di questa “rischiamo di non avere la forza per superare le disuguaglianze e sanare le fratture sociali”. Chiara Lubich, proponendo con vigore la cultura del dono e del dialogo, in particolare interreligioso che “in questa stagione storica è decisivo per la pace”, aveva intuito “con spirito di profezia” quale fosse la strada da seguire. Un insegnamento che prova come “si può essere molto forti pur essendo miti e aperti alle buone ragioni degli altri. Anzi per dirla tutta con sincerità, come dimostra la vita di Chiara Lubich, soltanto così si è veramente forti”.

Trento – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Mons. Lauro Tisi, Arcivescovo di Trento e Jesus Moran Cepedano, Co-Presidente del Movimento dei Focolari, in occasione della celebrazione in onore di Chiara Lubich, nel centenario della sua nascita, oggi 25 gennaio 2020
(Foto di Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Centenario Chiara Lubich, in trecento alla Messa in s. Maria. Vescovo Tisi: “Ha infranto il sabato di una teologia prigioniera di se stessa” per “lasciarsi sorprendere dalle novità di Dio”

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“È stupefacente vedere come, sulle macerie della guerra, lo Spirito Santo, andando anche oltre i dettami teologici del tempo, abbia regalato a Chiara Lubich la capacità di riconoscere nel Cristo abbandonato il documento di un amore senza misura che non dice mai basta. Dalla contemplazione di quest’ amore, Chiara ha ricevuto l’ intuizione che è lo svuotamento di sé a dar corpo all’ altro, a eleggere l’ altro come il respiro della vita. Nella misura in cui faccio respirare l’ altro, respiro io stesso”. Lo ha sottolineato, nella serata di mercoledì 22 gennaio, mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, nella messa celebrata nella basilica di Santa Maria Maggiore, nel giorno del centenario della nascita di Chiara Lubich. Alla Messa erano presenti circa trecento persone, per metà preti, particolarmente legati alla spiritualità focolarina.
Don Lauro
 ha invitato la Chiesa a non avere più paura: “Una sua figlia – Chiara, assieme alle sue compagne -, forte solo del Vangelo, ha dato vita a gesti di comunione che hanno varcato i confini del mondo”. Allora, “Chiesa di Trento, perché temi? Prendi in mano il Vangelo – Parola di vita -, prova a viverlo nella sua straordinaria semplicità e radicalità. Trasforma le tue comunità in piccoli rifugi, dove s’ incontrano i poveri e si vive la fraternità. È arrivato per te, cara Chiesa di Trento, il momento di ascoltare il grido di questa tua figlia, che cento anni fa ha ricevuto il battesimo in questa basilica mariana”. Per l’ arcivescovo, “attorno alla Parola infuocata del Vangelo possiamo ricostruire la vita delle nostre comunità, annientando il Golia dell’ indifferenza, delle liti, delle mille diatribe in cui spesso s’ impantanano”. “Chiara – ha aggiunto – ha infranto il sabato di una teologia prigioniera di se stessa, che aveva la presunzione di tutto controllare. Per lasciarsi sorprendere dalle novità di Dio. Il Cristo abbandonato è eccesso d’ amore: solo i temerari che accettano di camminare nella notte, senza sicurezze, lo possono incontrare”. Mons. Tisi ha concluso: “Quanta attualità riscontriamo tra il contesto in cui è nato il carisma dell’ unità e l’ attuale situazione, dove spesso si sale sulle barricate consumando se stessi in sterili diatribe concettuali, orfani della vita e delle sue trame”.


Sabato 25 gennaio l’evento “Chiara incontra Trento” con la presenza, nel pomeriggio, del Capo dello Stato Mattarella.

TESTO INTEGRALE OMELIA 22 GENNAIO ALLEGATO

Vescovo ai giornalisti: “No al pensiero unico, lavorate per unire posizioni diverse ma che si rispettano”

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“Grazie perché contribuite a far pensare il Trentino e a leggere quanto sta accadendo. Sono convinto che anche rispetto anche ad altre realtà locali, avete una marcia in più”. L’arcivescovo Lauro Tisi ha salutato così i giornalisti trentini, invitati a celebrare il loro patrono San Francesco di Sales (24 gennaio) con una s. Messa nella cripta della cattedrale di Trento.  “Penso che la vostra missione – ha detto loro monsignor Tisi – sia lavorare per unire, perché un territorio parli una lingua comune. Non intendo un pensiero unico, la forza della comunicazione sta nel partire da presupposti diversi, ma la potenza di un popolo si manifesta nella misura in cui pensieri e posizioni diverse, a volte antitetiche, si rispettano. Citando Chiara Lubich (“Sogno un tempo in cui la patria dell’altro è anche la mia patria”) don Lauro individua la “missione” del giornalista “non nell’alimentare pensieri unici e omologati, ma una comunicazione che può anche confliggere, ma sempre riconoscendo all’altro la legittimità del suo pensiero.  Vale anche per il mondo ecclesiale: sogno una Chiesa dove avvenga dibattito, ma senza portarlo sul personale, senza identificare il pensiero con la persona. Diversamente si creano narrazioni in cui, anziché sviluppare ragionamenti, si invoca solo il personaggio”. Quanto a narrazioni deviate monsignor Tisi cita la “questione migranti” e i “temi economici”. E conclude: “Torniamo  alla fatica del pensare e del restare ancorati alla realtà”.

La s. Messa è stata preceduta da una visita guidata al Museo Diocesano (foto sotto) alla mostra “L’invenzione del colpevole. Il ‘caso’ di Simonino da Trento, dalla propaganda alla storia”. La mostra, pur ripercorrendo le vicende del 1400, propone una riflessione di grande attualità sul potere della propaganda mediatica, efficace provocazione per tutti i comunicatori. Una visita ancora più significativa nel Giorno della Memoria, a ricordo della Shoa. All’importanza della memoria ha fatto riferimento anche l’Arcivescovo nel corso della s. Messa, citando l’efficace messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni Sociali sul tema “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia.

La direttrice del Museo diocesano Domenica Primerano introduce la visita guidata

Una delle sale della mostra sul Simonino, illustrata ai giornalisti da Lorenza Liandru

 

 

 

 

 

Papa ai comunicatori: narrare la vita che si fa storia. Diffuso Messaggio per la 54^ Giornata delle Comunicazioni sociali

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Nel giorno – 24 gennaio- del patrono dei giornalisti San Francesco di Sales, la Sala Stampa della Santa Sede ha reso noto  il testo del Messaggio di Papa Francesco per la 54ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebra domenica 24 maggio 2020 sul tema “Perché tu possa raccontare e fissare nella memoria” (Es 10,2). La vita si fa storia.

L’Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali della CEI, contemporaneamente, ha diffuso il Manifesto che accompagnerà il lavoro di approfondimento e animazione in vista della Giornata.

A Roma, per riflettere sul Messaggio, si sono riuniti i delegati regionali degli uffici di comunicazioni sociali delle diocesi. Accanto all’introduzione del direttore dell’Ufficio nazionale CEI Vincenzo Corrado (qui il suo commento nella newsletter settimanale) l’incontro è stato caratterizzato dagli stimoli offerti dal professor Adriano Fabris dell’università di Pisa.

L’addio a monsignor Giuseppe Zadra: “Umanità mite, straordinario inno alla discrezione”

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In mattinata in Duomo, nel pomeriggio nel paese natale di Cis. La Chiesa di Trento ha salutato venerdì 24 maggio per l’ultima volta monsignor Giuseppe Zadra, ex vicario generale della Diocesi, scomparso a 86 anni.

“Mite è la parola più adatta per descrivere la sua umanità; mitezza senz’altro da addebitare al tratto felice del carattere ma, soprattutto, in quanto plasmata dall’incontro con il mite per antonomasia che è l’Uomo delle Beatitudini”, ha ricordato non senza commozione l’arcivescovo Lauro in un Duomo affollato, presenti molti sacerdoti e il personale della Curia diocesana.

È l’incontro con questa mitezza, che in Gesù si è fatta carne e storia, che ha permesso a don Giuseppe  di essere sorriso accogliente, di muoversi in punta di piedi senza far rumore, scrivendo uno straordinario inno alla discrezione” ha detto ancora don Lauro che in Zadra ha sempre avuto un amico e un confidente.
Al termine della liturgia funebre il vicario don Marco Saiani ha letto il testamento spirituale di Zadra e il messaggio di cordoglio inviato dal Brasile dal vescovo trentino monsignor Guido Zendron che era stato cappellano di Zadra.

QUI TESTO INTEGRALE OMELIA

 

Addio a monsignor Giuseppe Zadra, 86 anni. Fu vicario generale e amministratore diocesano. Funerali venerdì 24 in cattedrale e a Cis

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La Chiesa di Trento piange la scomparsa a 86 anni di monsignor Giuseppe Zadra, per dodici anni vicario generale e in seguito amministratore diocesano a fine anni Novanta, tenendo di fatto le redini della Diocesi nei mesi intercorsi tra la morte dell’arcivescovo Sartori e l’arrivo di monsignor Bressan. Un ministero segnato da tante tappe, dove la ricca esperienza pastorale fu messa da lui a frutto nei ruoli di responsabilità in Diocesi.

Nato a Cis il 29 giugno del 1933, venne ordinato a Trento il 22 marzo 1958. Fu quindi prefetto al Collegio e in Seminario, viceparroco a Trento in S. Maria (1961-1963), segretario dell’Arcivescovo (1963-1968), assistente di Azione Cattolica e insegnante di religione all’Istituto d’Arte (1968-1975), parroco e decano a Civezzano (1975-1981); parroco, decano e delegato a Pergine (1981-1995), vicario generale dal 1995 al 2007, amministratore diocesano (1998-1999), protonotario apostolico (2004), co-visitatore per la visita pastorale iniziata nel 2006. Dal 2007 canonico onorario della cattedrale e rettore della chiesa di San Francesco Saverio. Ospite nelle ultime settimane alla Casa del clero, le sue già precarie condizioni di salute si sono aggravate nella giornata di martedì 21 gennaio, con il successivo ricovero al S. Chiara; in serata il decesso, poco dopo avere ricevuto l’unzione degli infermi dall’arcivescovo Lauro.

“Con lui – sottolinea monsignor Tisi – scompare un grande, seppur poco appariscente, uomo di Chiesa. Un prete esemplare per dedizione al ministero, vissuto sempre con grande disponibilità all’ascolto e umiltà. In don Giuseppe ho sempre trovato un amico e un consigliere prezioso, che ringrazio per avermi accompagnato con saggezza e affetto negli anni di vicario prima e poi di vescovo. Dio lo accolga nella sua luce”.

L’ultimo saluto a monsignor Giuseppe Zadra sarà dato venerdì 24 gennaio in cattedrale a Trento alle ore 11.00  e nel paese natale di Cis alle ore 15.00.

Nella foto monsignor Zadra  nel suo ufficio di vicario generale.

Settimane formative del clero trentino a Villa Moretta. Vescovo Lauro: “Preghiera unico modo di intercettare Gesù Cristo”

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Seconda settimana di formazione e fraternità per il clero trentino dal 20 al 24 gennaio (per gli ordinati negli anni dispari) nella quiete di Villa Moretta a Costasavina di Pergine. Il tema è quello del valore della preghiera nella vita del prete. L’Arcivescovo nel trarre le conclusioni della prima settimana ha ripreso alcuni passaggi dei relatori Viviani, Zucal e Paris parlando della preghiera come del nostro modo di intercettare Gesù Cristo, lasciandoci guidare dal suo fascino e dalla sua umanità. “Vedo un grande rischio – ha osservato l’Arcivescovo – che oggi è quello di pensare il Dio cristiano al di fuori di Cristo, partendo sempre dalla nostre rappresentazioni filosofiche o teologiche. Questo è avvenuto anche in altre epoche storiche quando si è annunciato Dio partendo dalla metafisica invece che da quello che mi piace chiamare il falegname, figlio del falegname di Nazareth. L’uomo moderno non sa che farsene dei postulatori teologici o dei proclami etici, ha bisogno di lasciarci scaldare il cuore e di incontrare personalmente Gesù di Nazareth e il suo fascino”. L’Arcivescovo si è soffermato poi su altre attenzioni pastorali come la preparazione dei funerali e l’incontro con i parenti, l’attenzione agli ammalati agli ammalati e alle famiglie ferite, la riscoperta della preghiera di lode anche attraverso i salmi, che sono “la geografia della nostra fede”.

Trento incontra Chiara: sabato 25 gennaio l’evento con il Presidente Mattarella e testimonianze dal mondo

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Nel contesto delle celebrazioni per il centenario della nascita di Chiara Lubich, sabato 25 gennaio avrà luogo presso il Centro Mariapoli “Chiara Lubich” a Cadine di Trento l’evento “Trento incontra Chiara”, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel corso dell’incontro, accanto agli interventi delle autorità – fra le quali la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce e l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi – saranno ripercorsi i tratti più significativi della figura di Chiara e saranno offerte alcune testimonianze da tutto il mondo di persone che sono state, e sono, ispirate da Chiara e dal suo carisma nel proprio agire personale e sociale: Lawrence Chong di Singapore e Stanislaw Lencz della Slovacchia, imprenditori; Amy Uelman, avvocato e docente universitario degli Stati Uniti; João Braz de Aviz, cardinale del Brasile; Arthur Ngoy e Florance Mwanabute, medici, della Repubblica Democratica del Congo; Alberto Pacher, ex-sindaco di Trento; ed altri.

La manifestazione prenderà il via alle ore 16:00 per concludersi attorno alle 17:30. L’accesso alla sala Marilen, sede dell’evento all’interno del Centro Mariapoli, è riservato e solo su invito per motivi organizzativi e di sicurezza. Sarà possibile seguire in videocollegamento l’evento nella sala Athenagoras, sempre al Centro Mariapoli, ed in Sala Depero presso il palazzo della Provincia in piazza Dante, prenotando un posto nel sito www.centenariolubichtrento.it.  L’intero programma sarà inoltre trasmesso in diretta streaming sul sito www.centenariolubichtrento.it e www.focolare.org .
Mercoledì 22 gennaio, giorno anniversario della nascita di Chiara,  è stata celebrata una solenne s. Messa nella basilica di s. Maria Maggiore dove venne battezzata. Vedi articolo

Alle Gallerie di Piedicastello prosegue per tutto il 2020 la mostra biografica su Chiara Lubich.  Uno degli appuntamenti più attesi è anche il convegno internazionale di cardinali e vescovi amici del Movimento focolarino, in programma a Trento l’8 e 9 febbraio prossimi.

Centenario Chiara Lubich, mercoledì 22 (giorno della nascita) solenne Messa in s. Maria Maggiore. Sabato 25 gennaio l’evento con il Presidente Mattarella e testimonianze dal mondo

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Nel contesto delle celebrazioni per il centenario della nascita di Chiara Lubich, sabato 25 gennaio avrà luogo presso il Centro Mariapoli “Chiara Lubich” a Cadine di Trento l’evento “Trento incontra Chiara”, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Nel corso dell’incontro, accanto agli interventi delle autorità – fra le quali la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce e l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi – saranno ripercorsi i tratti più significativi della figura di Chiara e saranno offerte alcune testimonianze da tutto il mondo di persone che sono state, e sono, ispirate da Chiara e dal suo carisma nel proprio agire personale e sociale: Lawrence Chong di Singapore e Stanislaw Lencz della Slovacchia, imprenditori; Amy Uelman, avvocato e docente universitario degli Stati Uniti; João Braz de Aviz, cardinale del Brasile; Arthur Ngoy e Florance Mwanabute, medici, della Repubblica Democratica del Congo; Alberto Pacher, ex-sindaco di Trento; ed altri.

La manifestazione prenderà il via alle ore 16:00 per concludersi attorno alle 17:30. L’accesso alla sala Marilen, sede dell’evento all’interno del Centro Mariapoli, è riservato e solo su invito per motivi organizzativi e di sicurezza. Sarà possibile seguire in videocollegamento l’evento nella sala Athenagoras, sempre al Centro Mariapoli, ed in Sala Depero presso il palazzo della Provincia in piazza Dante, prenotando un posto nel sito www.centenariolubichtrento.it.  L’intero programma sarà inoltre trasmesso in diretta streaming sul sito www.centenariolubichtrento.it e www.focolare.org .

La sera di mercoledì 22 gennaio, giorno della nascita di Chiara nel 1920 (esattamente cent’anni fa), a Trento nella Basilica di S. Maria Maggiore l’arcivescovo Lauro presiederà in serata, alle ore 20.30, una solenne S. Messa. Nel luogo del battesimo di Chiara, l’Eucarestia del 22 vuol essere un segno concreto di una relazione profonda dell’intera Diocesi nei  confronti di questa sua figlia, riconosciuta come dono al mondo. Con don Lauro saranno presenti a concelebrare più di 100 sacerdoti partecipanti al Convegno nazionale che si svolgerà al Centro Mariapoli.  La celebrazione sarà inoltre impreziosita dal Coro della Scuola Diocesana di Musica Sacra “In dulci jubilo” diretto da Tarcisio Battisti  e con brani all’organo suonati da Paolo Delama.

Alle Gallerie di Piedicastello prosegue per tutto il 2020 la mostra biografica su Chiara Lubich.  Uno degli appuntamenti più attesi è anche il convegno internazionale di cardinali e vescovi amici del Movimento focolarino, in programma a Trento l’8 e 9 febbraio prossimi.