Author: losspapot

“Tu chi sei?”. La provocazione di don Tamanini nel ritiro d’Avvento (online) per il clero diocesano. “Prete uomo di preghiera, parola, relazione”

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“La fede non è più condivisa da molti, il Vangelo nelle mani di pochi, le nuove generazioni si sono allontanate…”. E’ la cornice della meditazione online di don Renato Tamanini (parroco di Aldeno, Cimone e Garniga) per i preti trentini, invitati a vivere a distanza – giovedì 3 dicembre – il loro tradizionale ritiro d’Avvento. Una riflessione dal titolo “Tu chi sei?” (tratto dal Vangelo di Giovanni 1,6-8.19-28) calata nel tempo-provocazione della pandemia che “ci fa chiedere – sottolinea – se la normalità non sia la malattia”. “Quale passione guida oggi le nostre giornate? Quali obiettivi sto tentando di raggiungere nella mia vita di fede. Chi sono io? Dove sto andando? Che senso do alla mia vita?”, rilancia don Tamanini parlando a “preti – precisa – che non si vergognano dell’abbondanza dei loro limiti”.

Don Renato focalizza la riflessione, con la consueta ricchezza d stimoli, su tre aspetti della vita sacerdotale. Il prete, uomo che prega: “Significa porsi in ascolto di Dio, in un dialogo interiore che deve rinascere ogni giorno”; prete uomo che parla: “Terreno delicato, siamo fondati sulle parole: se togliamo le parole cosa resta del nostro ministero? E se togliamo il ministero, quali parole abbiamo ancora da dire?”; infine, prete uomo in relazione: “Non basta avere mille like su YouTube, non si parla di quantità di incontri e di tempo. La relazione deve esistere prima e crescere dentro di me, nella mia coscienza e nella mia interiorità. Se Dio abita la vita, abita l’uomo,  allora siamo obbligati a prendere sul serio la vita di ogni giorno e aspettare la sorpresa di trovare Dio in quello che viviamo. Sarebbe stupendo se la pandemia ci aiutasse ad amare di più la vita, semplicemente la vita. “Diciamo sempre – è la provocazione finale di don Renato – che il nostro Dio è il Dio della vita. Ma rischiamo di accantonare la vita, per servire Dio”.

La video-riflessione (utile per ogni battezzato), caricata sul canale YouTube del Servizio Comunicazione della Diocesi, è disponibile A QUESTO LINK.

“Con gli occhi di Dio”, giovedì 3 dicembre la veglia diocesana per le vocazioni fa tappa a Bondo

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Torna giovedì 3 dicembre, a partire dalle 20.30 in diretta streaming video, l’appuntamento con la veglia diocesana per le vocazioni “Con gli occhi di Dio“. L’arcivescovo Lauro Tisi sarà questa volta in chiesa parrocchiale a Bondo, nelle Giudicarie.

Tutte le parrocchie diocesane sono invitate a radunarsi in contemporanea con il vescovo per una grande preghiera collettiva: sarà possibile utilizzare, adattandola alle proprie esigenze, la seguente traccia (SCARICA QUI).

link alla diretta video YouTube.

Nell’emergenza, l’appello del vescovo Lauro ai giovani: “Donate tempo a servizio di chi fa più fatica”. La Diocesi promuove l’iniziativa “Passi di Prossimità”. Dal 30 novembre si raccolgono le disponibilità

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“Quest’ora della Storia – e per chi crede, il Vangelo stesso – reclama spazio alle vostre agende e vi chiede di dedicare del tempo a chi fa più fatica”. È il cuore dell’appello che l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi rivolge – in una lettera aperta e in videomessaggio – a tutti i giovani trentinicredenti e non credenti, mentre l’emergenza sanitaria, sociale ed economica non arretra.

“Vi sono famiglie e persone – segnala monsignor Tisi – che faticano a trovare risposta alle normali esigenze quotidiane e, in molti casi, si vedono scivolare nel baratro della povertà”.

L’Arcivescovo di Trento ricorda l’impegno, in questi mesi di pandemia, di “lodevoli realtà del privato-sociale e della comunità diocesana (anche con il Fondo aperto a luglio) ma chiede di “alzare l’asticella solidale. E per farlo – aggiunge – sento che abbiamo urgente bisogno dell’apporto e della creatività dei giovani”.

Per questo la Diocesi – in particolare Caritas e Pastorale Giovanile – lancia all’inizio dell’Avvento la proposta “Passi di Prossimità”. I giovani disponibili a mettersi in gioco, dai 18 ai 35 anni, possono chiamare da lunedì 30 novembre il numero telefonico 348 7421762 (operativo dal lunedì al sabato dalle ore 10 alle 20) o scrivere all’indirizzo mail prossimita@diocesitn.it.

“Troverete a rispondervi – dettaglia l’Arcivescovo – persone competenti, che potranno accogliere la vostra disponibilità e indirizzarvi ai referenti e alle realtà coinvolte sui territori. Vi accorderete con loro sulle modalità del vostro servizio”.

I servizi nei quali i giovani potranno essere coinvolti riguardano vari ambiti di attività della Caritas e delle reti caritative locali; la presenza (anche a distanza) accanto ad ammalati, anziani o persone sole, la collaborazione presso strutture di accoglienza e di solidarietà.

L’appello a compiere “passi di prossimità” sarà rilanciato del vescovo Lauro domani in cattedrale e in tutte le comunità durante le Messe della prima domenica d’Avvento.


SCARICA QUI LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA

 

A tutti i giovani e alle comunità cristiane

La pandemia, oltre all’emergenza sanitaria e ai limiti imposti alla normale vita relazionale, sta provocando conseguenze sempre più pesanti sul versante economico. Vi sono famiglie e persone che faticano a trovare risposta alle normali esigenze quotidiane e, in molti casi, si vedono scivolare nel baratro della povertà.

Ne ho avuto conferma evidente negli incontri recenti avuti sul territorio, dove mi sono recato per l’ultimo saluto ai tanti preti vittime del Covid. Ho raccolto un grido d’allarme diffuso, anche se spesso nascosto.

Accanto a molte lodevoli realtà del privato-sociale, anche la comunità diocesana si è data molto da fare in questi mesi, dalle città al territorio, per venire incontro alle emergenze; è stato anche aperto nei mesi scorsi un fondo solidale della Diocesi che prosegue la sua attività. Ora, però, ci viene chiesto di alzare l’asticella solidale. E per farlo sento che abbiamo urgente bisogno dell’apporto e della creatività dei giovani.

Mi rivolgo quindi direttamente a voi, giovani, pensando anzitutto a quanti frequentano gli incontri di spiritualità di “Passi di Vangelo”, ma parlando in realtà a ogni giovane che abbia voglia di mettersi gioco, credente o non credente. Vi chiedo ora di compiere “Passi di prossimità”, come abbiamo voluto intitolare questo appello e le iniziative che ne deriveranno. Non sono io a proporvelo. È quest’ora della Storia –  per chi crede, il Vangelo stesso – che reclama spazio alle vostre agende e vi chiede di dedicare del tempo a chi fa più fatica.

Abbiamo individuato alcuni servizi diocesani e anche realtà esterne alla Diocesi in cui potreste offrire il vostro contributo solidale. Si tratta di opportunità articolate anche in base alla sensibilità personale: dall’aiuto a vari ambiti di attività della Caritas al supporto alle reti caritative locali; dalla presenza (anche a distanza) accanto ad ammalati, anziani o persone sole, al servizio presso strutture di accoglienza e di solidarietà.

Cari giovani, i vostri “Passi di prossimità” non si misureranno sulla loro lunghezza. Non servono eroismi. Può bastare anche una disponibilità limitata, ma ogni minuto destinato alla gratuità sarà un tesoro prezioso.

Da lunedì 30 novembre 2020 sarà attivo il numero telefonico 348/7421762  (operativo tutti i giorni dalle ore 10 alle 20) e la mail prossimita@diocesitn.it. Da ogni angolo del Trentino, se avete dai 18 ai 35 anni, potrete chiamare o scrivere. Troverete a rispondervi persone competenti, che potranno accogliere la vostra disponibilità e indirizzarvi ai referenti e alle realtà coinvolte sui territori. Vi accorderete con loro sulle modalità del vostro servizio.

Ai parroci e alle comunità cristiane chiedo con passione di creare tutte le condizioni per dare casa alla disponibilità dei giovani. Ogni loro apertura, ogni “sì” in risposta a questo appello vorrei trovasse riscontro, pena mortificare il loro entusiasmo e perdere l’occasione per farli sentire parte attiva di una famiglia fraterna. Per quanto attiene i referenti locali, in fase di avvio abbiamo individuato soprattutto preti, ma sarà loro compito estendere il coinvolgimento ad altri volontari, facendo di “Passi di prossimità” un autentico cammino comunitario.

All’approssimarsi di questo impensabile Natale segnato dalla pandemia, credo che la Chiesa e la comunità trentina abbiano davanti grandi opportunità per dare un colpo d’ala e tracciare sentieri di novità. Per aprire – lo spero – nel prossimo futuro, strade pastorali oltre il già visto e al di là dei nostri recinti ecclesiali, lasciando che a guidare il nostro cammino sia lo Spirito Santo.

 + arcivescovo Lauro
Trento, 28 novembre 2020

Addio a don Adolfo Orlandi, 80 anni

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Nuovo lutto per la Chiesa trentina che da novembre ad inizio dicembre conta ben 15 sacerdoti defunti. L’ultimo in ordine di tempo è don Adolfo Orlandi, 80 anni. Nato a Villa Banale, venne ordinato a Trento nel 1966. Fu vicario parrocchiale a Trento-Cristo Re (1966-1967), Rovereto S. Famiglia (1967-1969), Riva del Garda (1969-1972), Riva S. Giuseppe (1972-1974); parroco a Praso (1974-1984), e per 22 anni a Vigo-Daré, Pelugo (1984-2007).

Dal 2007 era residente alla Casa del Clero, dove si è spento dopo aver contratto il Covid-19.

Il funerale sarà celebrato sabato 5 dicembre alle ore 14.30 Villa Banale.

Consiglio Episcopale Permanente: le messe di Natale in orario compatibile con il coprifuoco

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Si è concluso martedì 1 dicembre il Consiglio Episcopale Permanente, che ha affrontato, fra i vari temi, anche lo svolgimento delle messe di Natale in questo tempo di emergenza sanitaria e di coprifuoco notturno.

I vescovi, come ricorda il comunicato diffuso al termine della riunione, si sono espressi sulla questione spiegando che “sarà cura dei Vescovi – si legge nel testo finale – suggerire ai parroci di “orientare” i fedeli a una presenza ben distribuita, ricordando la ricchezza della liturgia per il Natale che offre diverse possibilità: Messa vespertina nella vigilia, nella notte, dell’aurora e del giorno. Per la Messa nella notte – hanno condiviso i Vescovi – sarà necessario prevedere l’inizio e la durata della celebrazione in un orario compatibile con il cosiddetto “coprifuoco”.

LEGGI QUI IL COMUNICATO FINALE (avvenire.it)

Inaugurato il presepio in Curia, realizzato dai ragazzi di Anffas. Il vescovo Lauro: “Ci donate speranza”

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“Grazie perché ci donate speranza”: così il vescovo Lauro ha voluto ringraziare i ragazzi ed educatori di Anffas (progetto Per.La., percorso lavoro) che hanno realizzato il presepio e l’albero di Natale nell’atrio di Curia, in piazza Fiera. Nel breve momento di inaugurazione e benedizione del presepio, nella mattinata di mercoledì 2 dicembre, il vescovo ha avuto parole di elogio per il lavoro svolto dai ragazzi, che quest’anno hanno anche realizzato delle decorazioni in legno che saranno distribuite ai dipendenti della Curia in occasione del Natale, invitandoli a proseguire anche in futuro con questa iniziativa, che si affianca anche a quella di cura del piccolo orto, nel giardino dell’episcopio.

Dopo la recita del Padre Nostro, il Vescovo ha invocato la benedizione sui ragazzi e sul presepio, collocando la statuina di Gesù Bambino nella culla.

 

 

Si è spento don Paolo Baldessari, aveva 80 anni

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Altro lutto per la Chiesa ed il presbiterio trentino: lunedì 30 novembre, a 80 anni, si è spento don Paolo Baldessari.

Nato ad Albiano, venne ordinato a Trento nel 1964. Inizialmente fu vicario parrocchiale a Predazzo (1964-1968), vice rettore del seminario (1968-1974), quindi parroco a Caoria (1974-1977), San Martino di Castrozza (1977-1984), Trento S. Carlo Borromeo (1984-2001), Calceranica (2001-2015) e Centa S. Nicolò (2010-2015).
Dal 2015 era residente alla Casa del Clero, dove si è spento dopo aver contratto il Covid-19.

Il funerale avrà luogo giovedì 3 dicembre alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale di Albiano.

“Vegliate e fate attenzione alla luce gentile presente nei nostri ospedali dove uomini e donne, senza più nessun applauso, stremati si prendono cura dei nostri ammalati”: il richiamo del vescovo Lauro nella Prima Domenica di Avvento

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E’ risuonato forte, domenica 29 novembre, Prima Domenica di Avvento, il richiamo del vescovo Lauro durante la messa celebrate in Cattedrale a Trento: un richiamo alla situazione ancora grave che sta portando l’emergenza sanitaria da Covid-19 in Trentino, che sta portando, come la scorsa primavera, forte stress agli operatori sanitari, lontani questa volta dai riflettori e dai ringraziamenti pubblici.

La grave situazione sta però anche causando molti lutti nella Chiesa trentina: nel solo mese di novembre, sono ben 13 i sacerdoti diocesani defunti, la maggior parte dei quali alla Casa del Clero, dopo aver contratto il Covid. Per questo, a concelebrare l’eucaristia assieme a don Lauro, domenica c’era anche don Olivo Rocchetti, che da molti anni segue in prima persona i sacerdoti alla Casa del Clero.

Iniziando la celebrazione, il vescovo ha letto il suo appello ai giovani per compiere “Passi di prossimità“. Ma la Prima Domenica di Avvento ha visto anche l’esordio nell’utilizzo, per la celebrazione, della Terza Edizione del Messale Romano.

“Solo chi attende vive, l’ora buia in cui siamo è ancora più scura -ha ricordato il vescovo nell’omelia- perché da troppi anni abbiamo rinunciato ad attendere. L’orizzonte in cui ci muoviamo è lo spazio angusto del nostro personale sentire, delle nostre convinzioni, delle nostre presunte performance. Ospitare storie e mondi diversi dai nostri non ci sembra opportuno, anzi lo riteniamo pericoloso. Dialogare, accogliere, fare spazio non è nelle nostre corde. Il primo regalo dell’Avvento credo possa essere la presa di coscienza dell’esilio in cui ci troviamo. E’ infatti esule da se stesso, l’uomo e la donna che non conosce la gioia di attendere. Un popolo senza attese comincia a morire”.

Vegliate per impedire ai venditori di odio di avvelenare la vita -ha ricordato l’arcivescovo- impedendo all’ebbrezza dell’amare di regalare le sue gioie. Vegliate e fate attenzione alla luce gentile presente nei nostri ospedali dove uomini e donne, senza più nessun applauso, stremati si prendono cura dei nostri ammalati. Fate attenzione alla luce del personale della nostra casa del clero che con tenerezza infinita chiudono gli occhi ai sacerdoti che ci stanno lasciando. Fate attenzione ai nostri sacerdoti che muoiono nel Signore, scrigno prezioso che racconta la fecondità del Vangelo. Fate attenzione ai i giovani che silenziosamente stanno dando la loro disponibilità per permettere alla nostra Chiesa di raggiungere i poveri. Vegliate e custodite tutti questi germogli, attendete fiduciosi il Signore della vita che squarcia i cieli, è in cammino sulle nostre strade, pellegrino senza casa, cerca casa presso di noi. Liberiamo la meraviglia; Isaia cambia la nostra idea di conversione, non è più il girarsi della creatura verso il Creatore, ma è accogliere con stupore Dio chinato sull’uomo, Dio commosso per noi”.

Prima della benedizione finale, il vescovo Lauro ha voluto anche leggere una lettera, pubblicata su un quotidiano locale.

Se ne vanno, mesti e silenziosi, come magari è stata umile e silenziosa la loro vita, fatta di lavoro e sacrifici. Se ne va una generazione, quella che ha visto la guerra, ne ha sentito l’odore e le privazioni tra la fuga in un rifugio antiaereo e la bramosa ricerca di qualcosa per sfamarsi. Se ne vanno mani indurite dai calli. Visi segnati da rughe profonde, memorie di giornate passate sotto il sole cocente o il freddo pungente. Mani che hanno spostato macerie, impastato cemento, piegato ferro, in canottiera e cappello di carta di giornale.
Se ne vanno quelli della 500 o 600, dei primi frigoriferi, della televisione in bianco e nero. Ci lasciano avvolti in un lenzuolo, come Cristo nel Sudario, quelli del boom economico che con il sudore hanno ricostruito questa nostra nazione, regalandoci quel benessere di cui abbiamo impunemente approfittato. Se ne va l’esperienza, la resilienza, il rispetto, pregi ormai dimenticati. Se ne vanno senza una carezza, senza neanche un ultimo bacio. Se ne vanno i nonni, memoria storica del nostro paese, patrimonio dell’intera umanità. L’Italia intera deve dirvi GRAZIE ed accompagnarvi in questo ultimo viaggio con 60 milioni di carezze.
Marco De Manincor

 

Proposta di catechesi in famiglia… in attesa del Natale

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Il Servizio Catechesi ha pensato una semplice proposta di catechesi in famiglia, da vivere durante l’Avvento, intorno al presepe.

L’invito è articolato in quattro incontri principali: il primo sarà guidato dai catechisti, i tre momenti successivi saranno vissuti in casa. Ogni sera le famiglie saranno poi invitate a ritrovarsi intorno al presepe per un momento di preghiera e di condivisione.

Si propone dunque il seguente materiale:

– Proposta di catechesi in famiglia

– Allegato 1. Modalità partecipazione concorso presepi

– Allegato 2. Lettera apostolica di Papa Francesco

Si è spento don Pietro Dellantonio. Aveva 85 anni

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Altro lutto per la Chiesa trentina: è morto sabato 28 novembre don Pietro Dellantonio. Aveva 85 anni.

Originario di Predazzo, venne ordinato a Trento nel 1960. Dopo esser stato vicario parrocchiale a Tuenno (1960-1964), divenne parroco a Sevignano e Piazzo (1964-1969), Carano (1969-1986), Ziano di Fiemme (1986-2000), Segonzano, Sevignano e Piazzo (2000-2010) ed anche decano di Cembra (2006-2008).

Dal 2019 era residente alla Casa del Clero: dopo aver contratto il Covid-19, si è spento all’ospedale Santa Chiara.

Il funerale sarà celebrato martedì 1 dicembre alle 14 nella chiesa parrocchiale di Predazzo.