Author: losspapot

“Con gli occhi di Dio”, torna il 6 maggio da Pian del Levro la veglia diocesana per le vocazioni – SCARICA LA TRACCIA

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Dopo un mese di interruzione per la concomitanza con la Settimana Santa e le festività pasquali, torna giovedì 6 maggio “Con gli occhi di Dio“, l’itinerario di preghiera vocazionale della Diocesi di Trento, avviato nell’ottobre scorso.

La veglia, ogni primo giovedì del mese vede la presenza dell’arcivescovo Lauro in una parrocchia diversa: un invito a tutte le comunità parrocchiali a riunirsi in contemporanea in preghiera (fatte salve le limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria). Dopo l’esordio a Borgo Valsugana e le veglie a Denno, Bondo, Dro e Aldeno, il testimone passa ora alla comunità del Pian del Levro (Trambileno), che ha curato anche la traccia di preghiera messa a disposizione di tutte le comunità (vedi sotto).

L’incontro, guidato dal vescovo Lauro, sarà trasmesso anche in diretta streaming audio.

Gli incontri mensili, curati dall’Area Annuncio e sincronizzati in tutte le parrocchie della Diocesi, proseguiranno fino a settembre 2021.

TRACCIA DI PREGHIERA:  

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“Non c’è futuro senza i lavoratori. L’economia sia subordinata alle persone”: il vescovo Lauro a Pergine per la festa del lavoro e di San Giuseppe lavoratore

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“La pandemia ha pesantemente sconvolto una parte consistente del mondo del lavoro. Penso ai lavoratori stagionali e a quelli per cui il tempo determinato è ormai inesorabilmente scaduto. Penso ai tanti che nascostamente, senza rumore, stanno vivendo un vero dramma personale e famigliare. Questa loro tenace dignità chiede ora a noi, con forza, di non voltarci dall’altra parte, ma di sentirci tutti interpellati, nessuno escluso, soprattutto chi è in condizione di produrre posti di lavoro, servizi, formazione”.

E’ un passaggio dell’omelia dell’arcivescovo Lauro Tisi nella Messa per il 1° maggio, san Giuseppe lavoratore e Festa del lavoro, nella chiesa parrocchiale di Pergine Valsugana su iniziativa delle parrocchie del perginese e delle Acli: a concelebrare con l’arcivescovo, il parroco di Pergine, don Antonio Brugnara, il vicario parrocchiale don Paolo Vigolani, il collaboratore don Luigi Boninsegna e l’assistente ecclesiastico delle Acli e delegato per l’Area Testimonianza e Impegno Sociale della diocesi, don Cristiano Bettega.

Nella storia del falegname Giuseppe, uomo alle prese con l’imprevisto (come lo è la pandemia), affrontato sempre con bontà d’animo e grande senso di responsabilità, don Lauro vede un invito a “non cavalcare la frustrazione, la rabbia, il disagio delle persone per meri interessi di bottega”, ma anche “una salutare provocazione per il mondo della politica e dell’economia a immaginare un futuro con i lavoratori e non senza di loro. Un futuro dove la partita economica sia subordinata alle persone perché senza le persone non si riparte e non si crea alcuno sviluppo”.

La celebrazione si è aperta con il saluto da parte del consiglio interparrocchiale del Perginese: “Ci piacerebbe oggi poter far festa per il cammino fatto nella custodia del creato e per i frutti del lavoro. Ma le tante ferite della terra e i volti dei fratelli che vivono nella povertà, sfigurati dalle malattie, dalle situazioni dove il lavoro non c’è o è ingiusto e malpagato e la dignità è calpestata, ci impongono un momento di silenzio e di condivisione, senza tuttavia rinunciare al sogno di una terra nuova e di una umanità riconciliata. La pandemia ha svelato tutta la nostra vulnerabilità e ha mostrato che la nostra terra è sempre più una comunità globale dove nessuno può pensare di vivere nella propria isola: il virus non ha conosciuto barriere e sta provocando dappertutto povertà, dolore, solitudine. Nulla sarà come prima per le famiglie che hanno perso i loro cari e per le comunità che hanno visto ferire le proprie relazioni. Nulla sarà come prima per vari settori del mondo del lavoro: il turismo, i trasporti, la ristorazione, il comparto della cultura, tante realtà del terzo settore e altre ancora”.

LEGGI QUI L’OMELIA COMPLETA

Significativa la processione offertoriale, dove assieme alle specie eucaristiche sono stati presentati all’altare una pianta, segno di rinascita e bellezza, e gli strumenti del lavoro: da quelli usati da chi ha assistito in questi mesi i malati ed i sofferenti, da chi ha fatto ricerca per le cure ed i vaccini, da chi ha svolto, nonostante tutto, i servizi essenziali, da chi invece non ha potuto più utilizzarli o ha dovuto radicalmente cambiare modo di lavorare.

Molto sentito il discorso finale del sindaco di Pergine, Roberto Oss Emer: “Non c’è molto da festeggiare. Come sindaco posso dire che vivo ogni giorno il dramma di chi il lavoro lo ha perso o magari lo perderà. Percepisco ogni giorno la sofferenza di chi è rimasto senza speranza e prospettive, ed è disperato. Sono sempre di più queste persone, di cui magari spesso non ci rendiamo conto in che situazione si trovino. Abbiamo una povertà nascosta di cui nemmeno io mi rendo conto. La mia porta è sempre stata aperta, a ciascuno ho sempre cercato di dare qualche risposta. Questo nel segno dell’accoglienza, del dialogo, della solidarietà, indipendentemente dalla provenienza, dal colore della pelle, dallo stato o dalla situazione che vive. Non sempre sono riuscito a trovare soluzioni o dare certezze come avrei voluto, ma questo è stato il mio obiettivo: essere presente e vicino alle persone. Il Comune non è una chiesa, ma in qualche modo ci assomiglia perché può essere un luogo più o meno accogliente, più o meno ospitale; può diventare luogo di speranza ed è comunque la casa di tutti noi. Non sempre è facile trovare le parole giuste, e tante volte sarebbe meglio rispettare il silenzio, che a volte parla da sé. Per questo voglio esprimere un grande sentimento di vicinanza alla mia gente. Questo credo sia il messaggio più autentico per questa giornata: il senso di appartenenza alla comunità può aiutare a farci sentire più solidali, più vicini, più vivi e più vitali. Il sindaco non può risolvere tutto: tanti lo pensano, ma anche lui deve osservare regole a volte assurde e incomprensibili, e per questo soffro perché non posso trovare le parole di conforto per tutti. Io ci credo a questo valore di comunità e bene comune e per questo cerco di rappresentarlo al meglio delle mie possibilità. Dobbiamo guardare avanti con fiducia e con speranza, due elementi che sono come il carburante nel motore di una macchina. Senza ciò la macchina non va avanti, e allo stesso modo la nostra vita, senza questi elementi, non può andare avanti. Alimentiamo il futuro con questo, con buone pratiche, con la solidarietà, per non abbandonarci all’egoismo e all’indifferenza o peggio ancora alla disperazione. Che questo primo maggio possa essere una primavera del cuore”.

Pure il presidente delle Acli trentine, Luca Oliver, ha voluto ricordare al termine della celebrazione la situazione molto pesante del lavoro: “Parlare di lavoro vuol dire parlare di dignità della vita. Non è più un tema da convegni, è una questione di uomini e di donne. Da qui la richiesta di Acli di utilizzare i fondi del Recovery Plan per investire in lavoro. Non abbiamo mai vissuto una situazione drammatica, e non è accettabile la solita mediazione su questo tema. Oggi abbiamo tutte chiare le priorità, ed è necessario un impegno straordinario delle istituzioni e della politica. In particolare, sui circa 450 mila disoccupati che l’Italia ha o avrà a seguito della pandemia (circa 20 mila in Trentino), il 70% sono donne, per la maggior parte con un’età inferiore ai 30 anni. La comunità è l’unica vera forza da mettere in campo, non possiamo continuare a curare ferite”.

VEDI QUI IL MESSAGGIO PER L’1 MAGGIO DELLE ACLI TRENTINE

FOTO: © Luigi Oss Papot

Il vescovo Lauro a Borgo Valsugana per san Floriano, patrono dei vigili del fuoco: “Con la vostra vita donate speranza a quest’ora della storia tanto difficile”

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Il vescovo Lauro ha celebrato la messa, martedì sera, nella chiesa parrocchiale di Borgo Valsugana, dove è stato invitato dall’unione distrettuale dei corpi dei vigili del fuoco volontari della Valsugana e Tesino (con l’ispettore Emanuele Conci) ed i comandanti del distretto, cui si sono aggiunti ispettori e comandanti da tutto il Trentino, in occasione della festa di san Floriano, patrono proprio dei pompieri assieme a santa Barbara.

A concelebrare con l’arcivescovo il parroco di Borgo, don Roberto Ghetta, il collaboratore don Renato Tomio e il parroco dell’UP Madonna di Loreto, don Claudio Leoni; il servizio liturgico è stato curato dal diacono permanente Aldo Campestrin.

Presenti alla celebrazione il sindaco di Borgo, Enrico Galvan, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l’assessore Stefania Segnana, il presidente del consiglio provinciale Walter Kaswalder e il presidente del consiglio regionale Roberto Paccher.

“In questi lunghi mesi di pandemia -ha detto l’arcivescovo nell’omelia- abbiamo dovuto riconoscere quello che avevamo dimenticato: la vita non è uno spartito controllabile da noi. L’imprevisto e gli elementi che la caratterizzano ci dicono che la vita può riservare sorprese amare, che l’incertezza può attraversarla e abbiamo dovuto di nuovo riconoscere che la morte segna anche la realtà della vita e insieme abbiamo dovuto prendere atto che non abbiamo la possibilità di controllare la vita. Alla luce di questa acquisizione, viene a proposito questo vostro convocarvi come pompieri. Perché se la vita ha questi tratti dell’imprevisto e dell’incertezza, a volte della sorpresa, per poterla abitare, in qualche modo attraversare e non essere travolti dagli eventi, serve esattamente quello che caratterizza il vostro corpo: la gratuità”.

E poi ancora: “Il Dio di Gesù Cristo ha queste note: gratuità, comunione, vita messa a rischio, perdono senza misura. Questa sera vi utilizzo per descrivere Dio: alcuni tratti che vi caratterizzano altro non sono una scintilla del meraviglioso volto di Dio che in Gesù Cristo è stato gratuità, vita donata, comunione, prossimità, solidarietà. Il futuro che ci sta davanti dipende da quanto di queste note riusciamo a mettere in gioco. Con la vostra vita donate speranza a quest’ora della storia tanto difficile”.

Foto: © Luigi Oss Papot

Mercoledì 5 maggio riapre il Museo Diocesano Tridentino

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Dopo lunghi mesi di chiusura, il Museo Diocesano Tridentino riaprirà al pubblico mercoledì 5 maggio alle 17.30 con una piccola cerimonia inaugurale. Sarà l’occasione per presentare il rinnovato allestimento della pinacoteca, le novità introdotte nel percorso espositivo e la mostra allestita al piano terra Guido Pajetta. Diario intimo. All’inaugurazione sarà presente anche il curatore della mostra temporanea Paolo Biscottini, già direttore del Museo Diocesano e di Palazzo Reale di Milano.

Dopo l’inaugurazione e nel rispetto del protocollo di sicurezza, il pubblico potrà accedere liberamente alle sale del Museo (massimo 15 persone ogni 15 minuti) o partecipare ad una delle cinque visite guidate in programma a partire dalle ore 18.30.
Per partecipare alle visite guidate, riservate a quindici persone, è necessario telefonare al numero 0461.891311 dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 17.00. I percorsi sono gratuiti e partiranno dalla biglietteria del Museo ogni trenta minuti (18.30; 19.00; 19.30; 20.00; 20.30).

A partire da giovedì 6 maggio 2021 il Museo riaprirà con il consueto orario 10.00-13.00 e 14.00-18.00 (chiuso il martedì); lo stesso giorno è prevista la riapertura della Basilica Paleocristiana di San Vigilio con orario 10.00-12.00 e 14.30-17.30 (chiusa martedì, sabato e domenica). Resterà chiusa la sede distaccata di Villa Lagarina.

La riapertura delle sedi avverrà secondo i protocolli di sicurezza già adottati prima dell’ultima chiusura, elencati a questo link: regolamento e misure di protezione contro il coronavirus.

Primo maggio, festa del lavoro. A Pergine Messa con vescovo Lauro ore 10.30 (diretta streaming). Promuovono parrocchie e Acli

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In occasione della festa del 1° maggio, memoria di San Giuseppe artigiano e Festa del lavoro, l’arcivescovo Lauro sarà a Pergine, dove presiederà la Messa alle ore 10.30 nella chiesa parrocchiale della Natività di Maria.

Le comunità parrocchiali del perginese, assieme alle Acli Trentine, invitano a questo “momento di condivisione e di spiritualità – spiegano nella locandina di presentazione – in particolare le persone che operano nel mondo del lavoro in questo tempo così difficile e precario, che sta provocando una delle crisi economiche più difficili dell’ultimo secolo con conseguenze preoccupanti per la stabilità e serenità delle nostre società (famiglie e giovani in particolare)”.

“La Chiesa – aggiungono i promotori – ancora ha affidato questo anno segnato dalle difficoltà alla protezione di San Giuseppe che, per i credenti, è figura sublime di lavoratore a cui chiedere aiuto ed intercessione. Egli è esempio di umiltà, tenacia, responsabilità, capacità di rimettersi continuamente in gioco di fronte alle avversità della vita, custode premuroso della famiglia.

La celebrazione verrà anche trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube delle Parrocchie del Perginese:

“Laudata economia”, il libro dell’economista Zamagni (edito da Vita Trentina) presentato online a Bolzano

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Nell’ambito degli incontri online del Teatro Cristallo, martedì 27 aprile, alle ore 18, sulla pagina Facebook del teatro bolzanino sarà ospite l’economista Stefano Zamagni, docente all’università di Bologna e presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, in un incontro condiviso con Cooperdolomiti, Fondazione Lorenzo Guetti e la diocesi di Bolzano-Bressanone.

L’economista presenterà il suo ultimo lavoro dal titolo “Laudata economia, pubblicato in occasione dell’evento “The economy of Francesco” tenutosi ad Assisi e coedito da Fondazione Don Lorenzo Guetti e da ViTrend (il marchio di diffusione nazionale dell’editrice Vita Trentina). A discuterne, assieme a Zamagni, anche il vescovo Ivo Muser, il presidente del Teatro Cristallo Andrea Grata e la vicepresidente vicaria di Cooperdolomiti Letizia Lazzaro. Modera l’evento il direttore della Fondazione Don Lorenzo Guetti, Michele Dorigatti.

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Come Amici, la voce del seminario diocesano diventa inserto di Vita Trentina

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Alla vigilia della Giornata mondiale delle Vocazioni esce insieme a Vita Trentina anche la rivista trimestrale del Seminario diocesano “Come Amici” che – dopo un numero di lancio uscito a novembre – sarà diffusa da quest’anno come inserto trimestrale del settimanale diocesano, anche se curato da una redazione autonoma coordinata da don Vincenzo Lupoli.

“Come Amici”, che ha previsto anche uno spazio di lettura per i ragazzi (la rivista “Samuel” per i chierichetti non esce più) , è erede di una lunga tradizione che risale alla rivista Eco del Seminario, avviata ancora da don Eugenio Bernardi, indimenticabile figura di padre spirituale, nel lontano 1928, come documenta in una rubrica storica don Luca Tomasi.

Ogni numero di “Come Amici” riporta notizie di attualità, testimonianze e spunti di riflessione ma intende anche approfondire una tematica monografica che in questo primo numero della nuova stagione è “l’accompagnamento”.

La comunità del Seminario e l’animazione vocazionale diocesana possono con questa nuova formula editoriale rivolgersi ad un pubblico più ampio: i non abbonati a Vita Trentina sono invitati a fare l’abbonamento al settimanale, oppure a chiedere al settimanale i quattro numeri con “Come Amici”, devolvendo un’offerta liberale al Seminario.

VEDI QUI LA PRIMA PAGINA DI “COME AMICI”

Addio a padre Giovanni Rizzi, missionario trentino a Taiwan

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Sabato 17 aprile è deceduto a Taiwan padre Giovanni Rizzi, missionario camilliano.

Nato a Cavizzana il 28 dicembre 1927, venne ordinato il 22 giugno 1952 e partì per Taiwan nel gennaio del 1954.

Nella sua lunga vita missionaria ed è stato parroco di Lotung e si è occupato di formazione. Per circa 30 anni è stato economo, vicedirettore e poi direttore dell’Ospedale S. Maria di Lotung.

In missione era assieme a padre Celestino Rizzi (classe 1937), sempre di Cavizzana, tuttora presente a Lotung ove svolge soprattutto attività sociale con i disabili, dopo aver lavorato con gli indigeni di Formosa (in particolare le popolazioni di montagna).

In preghiera per le vocazioni, alla ricerca dell’armonia: iniziative e materiali in Diocesi di Trento

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“La santificazione è un cammino comunitario da fare a due a due” (Papa Francesco, Gaudete et exsultate, 141). È questo il tema scelto per la 58° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni che si celebra domenica 25 aprile, preceduta in Diocesi di Trento da una settimana di iniziative nel capoluogo e sul territorio.

Il tema – sottolinea l’Area Annuncio della Diocesi di Trento – ci ricorda che “la vocazione non è mai soltanto mia ma è sempre anche nostra: la santità, la vita è sempre spesa insieme a qualcuno. E questo è un elemento essenziale di ogni vocazione nella Chiesa. Proprio questa, infatti è «l’originalità della vocazione cristiana: far coincidere il compimento della persona con la realizzazione della comunità» (CEI – Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni)”.

L’immagine che accompagna questa Giornata, realizzata da Valerio Chiola, rappresenta un’orchestra fatta di diversi componenti di tutte le età, perché la fatica e la bellezza della comunità è cercare l’armonia che fa emergere la comunione nella differenza. Gli occhi dei componenti sono chiusi e non guardano il direttore: per dire che l’armonia viene dal Signore, dalla sua Parola, dall’intuizione – nell’ascolto – della voce dello Spirito. Lui, il Direttore, è all’opera al centro o in primo piano per significare la sua forza di far emergere da ciascuno il meglio di sé e il desiderio di far crescere nella comunione tutta la storia.

Ecco alcuni strumenti per mantenere viva l’intenzione delle vocazioni nella preghiera nella vita delle comunità parrocchiali in Diocesi di Trento:

  • Ogni giorno, da lunedì 19 a domenica 25 aprile, una proposta di preghiera quotidiana, con un brano del messaggio di Papa Francesco per la Giornata, uno spunto di riflessione e l’invito a pregare il Padre nostro. La preghiera sarà inviata direttamente su whatsapp: chi volesse riceverla può scrivere un messaggio al numero 345 7060488 con la richiesta – preghiera vocazioni.
  •  QUI il calendario riassuntivo di tutte le iniziative presenti nelle parrocchie nella settimana compresa tra il 18 e il 25 aprile.
  • La preghiera per le vocazioni sarà ricordata in particolare nel corso dell’incontro coi giovani Passi di Vangelo col vescovo Lauro, in programma giovedì 22 aprile alle 20 nella basilica di santa Maria Maggiore a Trento e in diretta streaming  video sul canale YouTube della diocesi.
  • La prossima veglia per le vocazioni è in programma giovedì 6 maggio, alle ore 20, in diretta streaming audio dalla comunità dalla Piccola fraternità di Gesù, Comunità Monastica Diocesana a Pian del Levro.

Materiali

E’ possibile trovare altro materiale sul sito dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale delle Vocazioni della CEI  vai al sito

Rallo, sabato 17 aprile il vescovo Lauro ricorda il vescovo Lukudu

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Sabato 17 aprile alle ore 18 il vescovo Lauro sarà a Rallo, in Val di Non, per celebrare la messa in ricordo del vescovo Paolino Lukudu: nato in Sudan nel 1940, giunto nel paese anaune nel 1968 come diacono, grazie all’ aiuto dell’ ex parroco Cornelio Branz, fu proprio grazie alla solidarietà del paese che lo accolse che riuscì a completare gli studi. Ordinato sacerdote nel 1979 a Roma da papa Giovanni Paolo II, alla presenza di madre Teresa di Calcutta, diventò vescovo metropolitano del Sud Sudan, dopo la scissione e la nascita del nuovo Stato.

Il vescovo Lukudu si è spento in Sud Sudan Sabato Santo: lunedì scorso  a Juba, capitale del Sud Sudan, si sono svolti i funerali.