Author: losspapot

Martedì 31 marzo – “Siamo i cuori che riscoprono l’amore” – don Mauro Leonardelli

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

« Tu chi sei?» è la domanda che Gesù si sente rivolgere dai farisei, come racconta Giovanni nel Vangelo di oggi.
«Tu chi sei?», quante volte anche noi abbiamo ripetuto questa domanda o ce la siamo sentita rivolgere. Spesso non in modo positivo, poiché suona più come «chi ti credi di essere».
Ecco, oggi questa domanda la sento rivolta principalmente a me, ad ognuno di noi: chi sei? Chi siamo?
In molte occasioni a questo rispondevamo con ciò che facevamo o avevamo fatto o stavamo per fare: io sono quello che… ho fatto… sono stato… lavoro come… ho esperienza di… e così via.
Ma oggi, visto che la maggior parte di noi è costretta a casa, chi siamo?
Siamo quel padre, quella madre che hanno paura per i propri figli, per i genitori anziani. Siamo coloro che temono per il lavoro che non si sa come sarà e se ci sarà. Siamo quell’imprenditore/trice che cerca in tutti i modi di stare in piedi; siamo quei ragazzi che cercano di seguire le lezioni via streaming. Siamo quell’anziano che guarda dalla finestra per vedere qualcuno e aspetta pazientemente la spesa o le medicine; siamo quella persona stesa su un letto d’ospedale; siamo quell’operatore sanitario che cerca di fare l’impossibile e poi torna a casa con tutto il carico di fatiche e passioni, e cerca un angolo di pace e riposo. Siamo quelle famiglie dove purtroppo è entrata la morte e la sofferenza. Siamo quelle case troppo strette per viverci tutti. Ma siamo anche i sorrisi che ci scambiamo, siamo quell’arcobaleno appeso alla finestra, siamo quelle mani che cercano di aiutare chi ci sta accanto, siamo i cuori che riscoprono l’amore e la bellezza di stare con l’altro/a, siamo quei papà e quelle mamme che diventano supereroi per aiutare i figli, e chi sta attorno, per vivere al meglio questa situazione. «Colui che mi ha mandato è con me, non mi ha lasciato solo»: ecco, questo è Gesù, la forza che ci dice: tu sei bello, tu sei bella, e io ti voglio bene, non siete mai soli.

Sabato 28 marzo – “Saper ascoltare le parole di Gesù” – don Mario Bravin

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

È interessante vedere quante ipotesi su Gesù nascono dal vociare dei conterranei, che l’evangelista Giovanni ci riporta. Chi lo ritiene un santo, chi un ciarlatano.
Chi cerca di farsi un’idea secondo quanto sente, chi invece, utilizzando categorie bibliche, prova a inquadrarlo: “dice la scrittura dalla stirpe di Davide e da Betlemme verrà il Cristo”. C’è chi lo fa con curiosità e apertura, vedi Nicodemo, chi invece con odio e profondo pregiudizio, vedi i farisei. Tutti qualcosa scorgono di Gesù, ma tutti restano alla superficie, non riescono a capire la grandezza di quest’uomo, il grande fascino della sua parola e del suo cuore, la santità della sua anima. Non riescono ad andare al di là dei propri sensi e dei propri ragionamenti, a staccarsi dalle proprie categorie mentali, alle quali tutto fanno convogliare.
Quelli che comprendono di più su quest’uomo Gesù, stranamente, sono quelli che per assurdo sono gli ultimi che avrebbero potuto farlo perché la cosa è lontana dalla loro mentalità e formazione. Sono i militari, la guardia del tempio, coloro che sono stati addestrati all’uso delle armi e non della sacra scrittura.
L’evangelista Giovanni ci fa notare che questi militari sono quelli che non osservano l’ordine di arresto. Cosa non da poco per una forza armata abituata alla disciplina e al dovere.
E perché? Perché prima di arrestarlo lo hanno ascoltato, e poi non lo hanno più arrestato. «Mai un uomo ha parlato così!»  L’ ascolto di Gesù, da parte di chi non è avvezzo a certi ragionamenti, ha fermato l’arresto.
È forse questo il messaggio che l’evangelista voleva farci passare riportando questo momento della vita di Gesù? A me piace pensarlo. Non si tratta di ritenere spazzatura, o ostacolo al capire Gesù, tutte le nostre logiche o la nostra conoscenza biblico/teologica. Ogni conoscenza, come l’uso della ragione, è un bene prezioso che Dio ci ha dato. Senza il quale non capiremmo nulla. Si tratta piuttosto di saper ascoltare, prima ancora di interpretare. Un ascolto puro aperto alla sorpresa, capace anche di andare fuori dagli schemi, come spesso Dio fa.
Dare il tempo a questa Parola di mostrare il suo volto, volto che è il pensiero di Gesù, il suo cuore più autentico, senza inquinamenti, senza manette, che nascono dai nostri ragionamenti.
Dopo, e solo dopo, arriva il tempo del nostro ragionare; a questo punto, però, tutto ha un’altra luce e allora Gesù non lo arrestiamo più nemmeno noi, lo lasciamo libero di mostrarci il suo volto.

Venerdì 27 marzo – “E’ giunta l’ora” – don Duccio Zeni

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dalla Bibbia possiamo ricevere spunti di lettura e riflessione per la realtà. Provo a farlo a partire dalle letture della santa messa di oggi.
Una delle tematiche che emergono è il confronto tra giusti ed empi. Secondo la Bibbia gli empi sono quelli che “sragionano”: non hanno uno sguardo giusto e vero sulla realtà. Sono influenzati dal proprio interesse, dai propri comodi, dai pregiudizi, dall’arroganza… Così che vedono solo ciò che vogliono vedere e pensano solo ciò che gli fa comodo.
I giusti sono coloro che pensano prima di agire e agiscono secondo giustizia, per fare il bene. Sono coloro che si confrontano con i saggi e con Dio.
Chi sono gli empi di oggi? Il prepotente, il “furbetto”, l’arrogante, il bullo, il malizioso, chi pensa solo a se stesso. Gli empi «non sperano ricompensa per la rettitudine» (dal libro della Sapienza); non hanno fiducia nel bene: «A che serve essere onesti, corretti, giusti?». Si comportano come vogliono, senza pensare alla conseguenza delle loro azioni. Le cronache di questi giorni ne hanno presentati di tanti tipi!
E chi sono i giusti di oggi? La maggioranza delle persone! Nonostante le cronache diano risalto a chi non si comporta bene, la maggior parte degli italiani ha capito la gravità della situazione e si sta impegnando per limitare i danni, per aiutare chi ha bisogno, per garantire i servizi essenziali.
Il Vangelo ci parla di Gesù, il giusto per eccellenza, del quale «non era ancora giunta la sua ora». Il momento cioè di dimostrare il suo amore per gli uomini e donare la sua vita per noi. Nelle celebrazioni pasquali celebreremo anche il suo dono sulla croce.
Ma per noi, invece, “è giunta l’ora” di credere nel bene, di scommettere su un mondo diverso, di seminare solidarietà per raccogliere fraternità. E se questo ci costa fatica, impegno, a qualcuno anche la vita, chiediamo di arrivare alla nostra Pasqua di risurrezione, con la vittoria dell’amore sul male e sulla morte.

Lunedì 30 marzo – “Gesù dà la forza di lottare per la vita” – don Renzo Zeni

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Giorni di morte ma anche di annuncio In questi giorni, pur nella fatica e nella trepidazione per il contagio, colpisce tutti il coraggio del personale ospedaliero e degli operatori sanitari che si prendono cura dei malati. Chi glielo fa fare? Nel Vangelo di oggi (Gv 8,1-11) notiamo come Gesù, unico fra un sacco di gente, si ponga dalla parte di una donna (l’adultera) e decisamente dalla parte della vita. Sembra trarre dalla terra la forza per farlo, mentre sta chino su di essa a scrivere con il dito non si sa che. Ci fa pensare con Michelangelo al dito del Creatore che agli inizi aveva chiamato Adamo all’esistenza contagiandolo della propria vita con il suo dito. Il Cristo salva al di là di ogni merito e di ogni attesa. Salva e basta. Anche chi per la legge avrebbe dovuto morire: la donna ne aveva combinate troppe a detta dei maschi magari persino conniventi. Attendiamo che nella prossima Pasqua il Cristo ci venga incontro ancora come Datore di vita. Mentre però in questa drammatica Quaresima ci ha fatto conoscere che già a molte altre persone ha dato la capacità di lottare come giganti a favore della vita. Davanti ai nostri occhi medici, infermieri, personale ospedaliero, volontari e molti altri stanno in prima linea a prezzo della loro stessa esistenza a rubare donne e uomini al virus nella misura del possibile. Giorni di morte ma anche di annuncio che nella forza del Signore si può lottare perché nessuno si senta condannato. Nemmeno chi, purtroppo, si veda venir meno: Il virus “pare” condannare a morte, ma più di lui può fare davvero il Signore. Lo possano credere i morenti: dopo tre giorni torneranno alla Vita grazie al Vivente per sempre.
E per la nostra società, per noi, potrà diventare forse possibile il sogno di grandi figure come D. Bonhoeffer e E. Hillesum che nel momento della loro maggior limitazione hanno saputo concretamente camminare verso qualcosa di più grande. Sì, ognuno di noi, credo, deve imparare ad uscire dalle proprie prigioni, dalle paure, dalle solitudini, con i propri strumenti (talenti) per andare verso l’altro, per colmare quella «distanza-di-un-metro» che adesso stiamo tenendo per responsabilità civile. Ma che abbiamo tenuto in passato… ben più pericolosa di quella fisica. Che lo Spirito ci aiuti ad uscire dal nostro io che ci imprigiona alla scuola di Cristo che è venuto per abbattere i muri di separazione, che non lancia pietre contro nessuno, che non condanna ma che salva e si fa datore di vita.

Domenica 29 marzo – “Andrà tutto bene, lo dice la Parola di Dio” – Don Antonio Brugnara

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

«Andrà tutto bene» è il motto che specie i bambini e i ragazzi hanno accolto con entusiasmo e tradotto in variopinti cartelli, unico colore che allieta le nostre strade. Ma, subito, sono arrivate le “contromisure”: «Un’illusione, balle, favole per bambini…».
Al vedere la gravità di ciò che sta avvenendo sembra che i detrattori abbiano ragione.
A questi si aggiungono anche i mass media che spesso “puzzano” di morte.
Ma oggi le parole del profeta Ezechiele e di Gesù nel Vangelo danno ragione ai bambini e ragazzi. «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio». E ancora, Gesù gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». È una parola di vita, di possibilità nuova. Per Cristo neppure se sei già “marcio” sei escluso dalla speranza. È un invito alla risurrezione da vivere ora e da attendere con speranza fattiva dopo questa esistenza. Un invito alla vita vera!
La Parola di Dio ci dice che “andrà tutto bene”, non perché tutto scompare come una nebbia per ritornare alla realtà di prima come al risveglio dal sonno, ma perché c’è chi cammina con noi.
Con Lui si può vivere risorti già da ora; dare fiducia alla speranza, priorità al dono di noi stessi. Si può vivere le regole della vita sociale da protagonisti, nella responsabilità di chi sa che non può fare a meno dell’altro e, tra gli altri, del più debole da trattare con maggior cura. Dove si scopre che coloro che maggiormente si affaticano per tutti hanno diritto a maggior rispetto.
«Scioglietelo e lasciatelo andare», dice Gesù agli astanti che vedono Lazzaro fuori dal sepolcro, ma ancora avvolto nelle bende. Chissà che queste parole di Gesù non siano un invito per lasciarci sciogliere da stili di vita che ci hanno resi “morti” e “imbalsamati”, chiusi nel sepolcro del nostro narcisismo.

“Passi di Vangelo” inedito, la riflessione a distanza del vescovo Lauro: “Il volto dei discepoli di Emmaus ora è il nostro”

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Giovedì scorso, in un’inedita meditazione “a distanza” (QUI TESTO DELLA RIFLESSIONE), si è tenuto l’ultimo incontro di quest’anno pastorale di Passi di Vangelo. Il vescovo Lauro ha voluto comunque incontrare i giovani per offrire la riflessione sul brano evangelico sui discepoli di Emmaus.

“Distanti ma uniti”, per le disposizioni sul coronavirus, il vescovo ha invitato i giovani a non scoraggiarsi di fronte a questo momento storico senza precedenti: “Il Vangelo ci viene in soccorso. La delusione e la rassegnazione nei discorsi dei due di Emmaus ben si adattano a descrivere ciò che stiamo vivendo. Anche noi in questo momento vediamo frustrate molte sicurezze, molte certezze: muoverci liberamente, fare festa insieme, andare a un concerto, fare attività sportiva in gruppo… solo per citarne alcune. Per ognuno di noi era assolutamente scontata la possibilità di definire (quasi) ogni dettaglio della propria vita, di scegliere dove andare e cosa fare.  Tutto questo – che nessuno mai avrebbe messo in discussione – è improvvisamente frantumato“.

“Quello che ci auguriamo a vicenda questa sera -ha concluso don Lauro- è che, avvicinati dal Viandante, possiamo cominciare a comprendere le misteriose parole che abbiamo sentito: “Non bisognava che il Cristo patisse questo per entrare nella sua Gloria?” (Lc 24,26). Non c’è fatica, storia negativa, sciagura, tragedia umana in cui non abiti il fremito della vita, la forza della Resurrezione. Facciamo sgorgare allora, dal nostro cuore, la richiesta accorata: resta con noi Signore, perché si fa sera“.

Emergenza Coronavirus, le linee telefoniche (anche diocesane) dove trovare ascolto e aiuto

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

In tempi di permanenza forzata a casa, molte realtà del territorio hanno attivato delle linee telefoniche solidali cui rivolgersi in caso di necessità, da un momento di dialogo ai bisogni più necessari.

L’Arcidiocesi di Trento, con il progetto #iotisonovicino, ha attivato due linee telefoniche:

  1. La prima linea risponde al n° 0461/261166. E’ curata dal Servizio Caritas Diocesana a cui ci si può rivolgere, in particolare, per bisogni urgenti e indispensabili, soprattutto di ordine materiale.
  2. La seconda linea risponde al n° 0461/891200 (Segreteria Generale della Curia Diocesana) e punta ad accogliere il desiderio di ascolto e accompagnamento spirituale a seguito della sospensione delle celebrazioni ordinarie nelle parrocchie e dell’oggettiva difficoltà a mettersi in contatto con il proprio parroco o con qualche collaboratore. Alcuni preti diocesani sono resi disponibili, a rotazione, per garantire questo servizio.

Entrambe le linee sono attive da lunedì a venerdì con il seguente orario: 9.00-12.30 e 13.30-17

La Provincia Autonoma di Trento, con il progetto #restaacasapassoio, ha attivato il numero telefonico gratuito 0461/495244, per le persone anziane e per gli ammalati che non hanno familiari che li assistono. Spesa, farmaci, ascolto, sono i principali obiettivi per cui risponde il numero, attivo 7 giorni su 7 dalle 8.00 alle 20.00. Le richiesta saranno raccolte da personale qualificato e debitamente formato del Dipartimento Salute della PAT, in collaborazione con la Protezione Civile.

L’associazione AMA (Auto Mutuo Aiuto), ha attivato il progetto “Invito alla vita“: si tratta del numero telefonico gratuito 800 061650, gestito dai volontari dell’associazione AMA, adeguatamente formati all’ascolto. Un volontario è disponibile ogni giorno dalle 7 all’1 di notte.  Il progetto è rivolto a garantire uno spazio di ascolto telefonico a chi desidera essere ascoltato e sostenuto. Questa esigenza si può avvertire con più intensità in questi giorni segnati dall’epidemia di Coronavirus, nei quali ciascuno di noi può sentirsi più solo.

Per i più giovani, sempre curata dall’associazione, è disponibile la piattaforma on-line “Youngle Trento Tra-di-noi”, gestita da giovani volontari che sono on-line il lunedì e il mercoledì dalle 20 alle 22 sull’App Youngle, sulla pagina facebook Tra-di-noi Youngle Trento, su Instagram (tradinoi_youngletrento) e su Telegram (340.6664158).

 

Il buon ladrone: la meditazione del vescovo Lauro per “Sulla Tua Parola”, domenica 29 marzo

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Video-incontro con il vescovo Lauro per il nuovo appuntamento di “Sulla Tua Parola“, proposta di riflessione sul Vangelo destinata agli adulti.

Domenica 29 marzo, a partire dalle 15, a porte chiuse ed in diretta streaming don Lauro presiederà il secondo e ultimo incontro che analizzerà il Vangelo del “buon ladrone” (Luca 23,35-43).

Purtroppo, vista l’emergenza per il Covid-19, non si potrà vivere questo momento insieme, nella chiesa del seminario, ma tutti sono invitati a riunirsi in preghiera, ognuno nella propria casa, utilizzando la traccia predisposta (SCARICABILE QUI E IN ALLEGATO).

Ora più che mai possiamo essere uniti nella preghiera, con un pensiero particolare rivolto a chi sta soffrendo, a chi è malato, a chi ha perso un proprio caro e a chi sta donando la propria vita per aiutare gli altri.

Emergenza Coronavirus, Vita Trentina si legge gratis online

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Dal 16 marzo e fino al termine dell’emergenza Covid-19, l’edizione digitale del settimanale Vita Trentina è aperta a tutti gratuitamente. Basta cliccare sull’apposito spazio sul sito www.vitatrentina.it per accedere alla versione online e a tutti gli arretrati.

Si potranno leggere notizie e approfondimenti, apprezzare servizi fotografici e recuperare i testi integrali dei documenti. E si potranno scegliere i migliori e condividerli facilmente ad amici e conoscenti, nonché cercare in archivio articoli e dibattiti nelle edizioni del passato.

Ogni giovedì alle 9 il nuovo numero sarà disponibile per la lettura.

L’iniziativa, decisa dalla redazione col pieno appoggio dei vertici della cooperativa editrice, vuole essere -anche in stagioni difficili per l’informazione- un contributo semplice ma convinto a quel desiderio di fonti credibili e arricchenti che i cittadini esprimono; per le persone non ancora abbonate è anche occasione per scoprire il servizio all’informazione e alla comunione diocesano offerto da Vita Trentina.

Si segnala che da sempre è anche scaricabile gratuitamente la App di Vita Trentina che consente una navigazione ancora più comoda e veloce.