Cento anni di impegno “Missionario”

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Mons. Mariano Manzana ci accompagna in un excursus storico dello spirito missionario della Chiesa, partendo dal Concilio di Trento e passando per i Concili Vaticani I e II.
Pastorale Missionaria

Dal Concilio di Trento (1545-1563) al Concilio Vaticano II (1962- 1965), la Chiesa si è andata purificando nei costumi, rinnovando nella struttura organizzativa e dilatando in tutti i nuovi  territori scoperti con l’annuncio del Regno . Il Concilio che era nato come risposta alla Riforma Protestante in realtà è diventato il motore del rinnovamento spirituale della Chiesa stessa nelle sue strutture di Parrocchia, Diocesi, Seminari, Congregazioni e nella sua organizzazione centrale attorno al successore di Pietro attraverso la Curia Romana. Crebbe soprattutto la coscienza del mandato missionario di Gesù (..andate in tutto il mondo..) di dover portare a tutti gli uomini il messaggio della salvezza con il perdono dei peccati e la vita nuova della Grazia, vissuta nella comunità dei discepoli.

L’aspetto missionario é quello che più emerge soprattutto nel 1800 e 1900. Nascono nuove congregazioni con il carisma tipicamente missionario e quelle che già esistevano assumono anch’esse, con rinnovato ardore, la dimensione missionaria. Il Papa non chiede più, per Evangelizzare i nuovi territori scoperti nel mondo, l’aiuto degli Stati Cattolici come era capitato per l’America Latina e per qualche paese dell’Africa, ma si serve delle nuove e antiche Congregazioni per annunciare il Vangelo, sviluppare la Catechesi, fomentare un clero locale con i propri seminari e infine impiantare nuove Prelazie, Vicariati e Diocesi, a volte con dimensioni immense, così da coprire l’intero globo terrestre. Al Concilio Vaticano II saranno presenti i Vescovi delle Circoscrizioni Ecclesiastiche del mondo intero.

Un aspetto merita particolare attenzione per capire più a fondo il nostro modo di essere missionari e soprattutto l’impegno di questo ultimo secolo: il “Mondo Protestante,” dopo la separazione da Roma, ha esteso la sua influenza religiosa nei nuovi territori scoperti, creando comunità oltre Oceano, con la propria fisionomia e dipendenza dalla Chiesa “Madre” d’Europa. E’ nata così una frammentazione e, diciamo pure, un universo di “Chiese” autonome, frammentate, autocefale, indipendenti. E questo fino ai nostri giorni.

Per questo il Papa di Roma si è assunto in prima persona la responsabilità dell’impegno missionario nei nuovi territori scoperti e la guida diretta dell’Evangelizzazione, attraverso la Congregazione prima e il Dicastero oggi, della “Propagazione della Fede.” Questo appare chiaramente con norme precise nel Codice di Diritto Canonico del 1917.

Per far fronte a questo immenso progetto missionario di evangelizzazione, il Papa chiede ad ogni Diocesi di contribuire spiritualmente con la preghiera, di incoraggiare nelle proprie Diocesi le vocazioni missionarie nelle varie Congregazioni e sostenere anche economicamente l’enorme onere delle Missioni.

Nascono così a Roma le “Pontificie Opere Missionarie” PP.OO.MM. e, in ogni Diocesi del mondo, “l’Ufficio Missionario Diocesano” che diffonde, anima, favorisce lo spirito missionario e raccoglie e ripassa le offerte raccolte come specifica collaborazione di ogni Diocesi con l’impegno di Evangelizzazione del Papa. Diventa un impegno fisso per ogni Chiesa locale, l’ottobre missionario con la “Giornata Missionaria Mondiale” obbligatoria, “l’Opera della Santa Infanzia” e il sostegno alle Vocazioni sacerdotali delle Giovani Chiese.

Gli studi teologici, soprattutto biblici, e la complessità geo-religiosa della presenza della Chiesa nel mondo portarono il Concilio Vaticano II a completare l’opera del Concilio Vaticano I. Questo aveva focalizzato, nel brevissimo tempo della sua durata: 8 mesi, solo la figura del Papa, definendo la sua infallibilità in materia teologica e morale e confermando il suo ruolo di segno visibile dell’unità nella Chiesa. Il Concilio Vaticano II ha messo in evidenza la realtà Biblico-Teologica del “Collegio Apostolico” “il gruppo dei Dodici”:  il Papa e i Vescovi insieme.

Di qui la responsabilità di ogni Vescovo, come successore degli Apostoli, insieme al Papa, successore di Pietro, verso ogni uomo. Frutto di questa sensibilità è in ogni Diocesi il “Centro Missionario Diocesano” il CMD espressione della missionarietà di quella porzione specifica di Chiesa  guidata dal suo Vescovo che è la Diocesi.

Dom Mariano Manzana 29.07.2026


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