Nuove forme di missione in Svezia

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Maria Luce Moser ci racconta la sua esperienza di focolarina missionaria in Svezia. Un esempio di missione di oggi.
Pastorale Missionaria

Ringrazio il Centro Missionario che ci da ogni anno questa preziosa occasione di trovarci con i missionari trentini, opportunità per condividere le realtà  in cui operiamo, le sfide e le gioie che viviamo. È anche occasione di scoprire una delle varie espressioni della carità  – quest’anno la mensa dei poveri – in cui la fede si esprime a beneficio di molti. Un grande dono!

 

È stato chiesto di dire qualcosa di ciò che noi facciamo. Ho ascoltato esperienze di missionari in varie parti del  mondo che danno davvero tanta speranza e di cui ringrazio di cuore.

Io mi chiamo Maria Luce e appartengo al Movimento dei focolari. Come Focolare noi siamo portatori di un carisma: il carisma dell’unità, che si declina in modi diversi a seconda del contesto in cui ci si trova ad operare.

Vivo a Stoccolma e del nostro raggio di azione fanno parte oltre alla Svezia anche la Norvegia, la Finlandia e la Danimarca. Lì il primo impegno di noi focolarine/i e tutti della comunità è quello di costruire rapporti, tessere reti di comunione negli ambienti in cui ci troviamo come al lavoro o in chiesa, in famiglia e nel tempo libero o in eventi cui partecipiamo.

 

Nell´ottobre scorso l´arrivo di una focolarina libanese, Rima che è di lingua araba, ha dato il via ad una nuova possibilità di incontro tra fedeli cattolici di vari riti orientali. L’ondata di immigrazione da paesi del Medio Oriente degli ultimi 10-20 anni ha fatto si che la Chiesa cattolica sia oggi composta per il 25-30% da fedeli di rito non latino e cioè Maroniti, Caldei, Siriaci… Avere con noi Rima ci ha portato a frequentare le loro parrocchie, conoscere parroci e parrocchiani, abbiamo iniziato a incontrarci regolarmente. Il Carisma dell’unità ha creato nuovi legami tra le persone, accrescendo la conoscenza reciproca e portando un più vivo spirito di famiglia.

 

Durante quest´anno alcune Chiese luterane hanno chiesto aiuto e presenza del focolare in particolari eventi.

Il Consiglio Ecumenico delle Chiese in Norvegia organizza ogni anno un Festival di Pentecoste. Jemi, una focolarina di Oslo è nel gruppo preparatorio e l’anno scorso il focolare era quasi l’unica presenza cattolica al Festival. Tutto il focolare e i giovani della comunità collaborano attivamente all’organizzazione e in parti del programma. Qualche mese fa c’è stata l’occasione di invitare per la prima volta in focolare il sacerdote cattolico incaricato per l’Ecumenismo della Diocesi. È rimasto molto colpito, contento del nostro impegno per l’unità dei cristiani e ha voluto mettere l’informazione del Festival sul sito della Chiesa cattolica, ha inviato un contributo per le spese organizzative  e vi ha poi partecipato lui stesso con tanti altri.

 

In Finlandia la nuova Segretaria del Consiglio Ecumenico delle Chiese, ha preso contatto con Aino, una focolarina sposata di lì per conoscere il Movimento. Durante una sua visita a Roma per la firma della Nuova Carta Ecumenica nell´autunno scorso, ha avuto un incontro con il nostro Centro per il Dialogo Ecumenico, incontro che lei ha definito splendido. Tornata in Finlandia ha scritto ad Aino dicendole che il nostro stile di  vivere l’ecumenismo è quello che serve in Finlandia e l’ha invitata a far parte del Consiglio Ecumenico.

 

Così anche nel dialogo interreligioso.

Durante la primavera  Rima è stata invitata a partecipare ad un Convegno interreligioso dal titolo “Costruire ponti”. Erano presenti politici, leader religiosi e altre personalità i quali nei loro discorsi ponevano l´accento sull’importanza della tolleranza tra le religioni.

Nel suo intervento Rima metteva in luce come a noi oggi è richiesto un passo in più: di vivere, lavorare insieme per costruire la fraternità, così come auspicato da papa Francesco sia nella Dichiarazione di Abu Dhabi, sia nella sua enciclica Fratelli tutti. Rima raccontò tra il resto una sua esperienza fatta in Libano. Lì con insegnati e alunni cristiani e musulmani provenienti da diverse scuole hanno organizzato e vissuto insieme varie attività in favore della pace. Quest’esperienza dopo anni è ancora radicata nel cuore di chi l’ha vissuta e continua ad essere sorgente di speranza in mezzo alle tante sfide attuali.

 

Questa fraternità è ciò che, come Focolare, vogliamo portare nel dialogo e nei rapporti con tutti.

In tutto quello che facciamo cerchiamo di creare spazi di comunione, dove chi viene siano grandi o bambini, persone con riferimenti religiosi o senza, ciascuno si senta accolto e si trovi a casa.

Abbiamo in cuore il desiderio di papa Leone XIV, che la Chiesa sia unita e diventi fermento di un mondo riconciliato.

Questo non è solo il nostro desiderio, ma anche il nostro impegno, vivere per un mondo riconciliato, fare di tutti una famiglia.

Maria Luce Moser

 luglio 2026


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