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introduzione
A novembre 2027 si raggiungono i 100 anni di presenza della Pastorale missionaria in diocesi.
Con ottobre 2026 inizia un tempo di avvicinamento a questo anniversario che ci dà l’occasione di ripensare e rinnovare la vocazione missionaria della chiesa di Trento e delle sue comunità. Facendo della Missione non un aspetto specifico a cui alcuni si dedicano per vocazione e sensibilità, ma un atteggiamento, uno stile di vita che possa permeare la nostra fede e la storia futura della diocesi di Trento.
storia
- 1927 Parte in diocesi la Pastorale missionaria.
- 1969 Si passa da Ufficio Missionario Diocesano a Centro Missionario Diocesano.
- 2018 Il Centro Missionario Diocesano viene inserito nell'Area Testimonianza e Impegno Sociale.
notizie
Tutte le notizie relative al centenario.
Prossimi eventi del centenario
Tutti gli appuntamenti legati al centenario.
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Festa di San Daniele Comboni
Veglia missionaria diocesana
Il logo

La realizzazione del logo per i 100 anni della pastorale missionaria in diocesi è stato affidato a Lorena Martinello.
Il risultato è ricco di significati e simbologie che vengono ben descritti dal testo che ci ha mandato Lorena stessa.
Il tratto delle lettere e numeri è fresco, irregolare, volutamente scritto a mano: simboleggia tutta l’umanità che c’è stata in questo secolo, le cose costruite a mano, le mani strette negli incontri, le lettere scritte a mano piene di racconti, speranza e nostalgia che hanno viaggiato da un capo all’altro del globo passando per il CMD e diffondendosi capillarmente nei gruppi missionari delle valli.
Il cento è composto dalla cifra 1, l’unità, e i due zeri, che formano un infinito: tutto ciò che c’era prima, tutto ciò che verrà. Il tratto dell’infinito è volutamente leggermente aperto, per lasciare spazio a ciò che non sappiamo e per dare un gioco prospettico di profondità.
E in questo movimento infinto, di reciprocità, di andare e venire, di globale e locale, si innesta la croce. È leggermente in trasparenza, non è piena e arrogante. Lascia intravedere ciò che sta dietro, ciò che sta sotto. Fluttua con delicatezza sopra quella strada infinita, nuvola srotolata da Dio come un tappeto sul suo popolo in cammino nel deserto.
Riconosciamo nella croce i colori del rosario missionario, i grani colorati che hanno accompagnato le tantissime veglie di preghiera per i diversi continenti. I colori, però, non sono pieni e separati come nella rappresentazione classica della croce missionaria. Troviamo del rosso nel verde, del blu nel giallo: le persone si muovono e si mescolano, la missione si trasforma e diventa uno stile di vita, con ogni persona che incontro, ovunque nel mondo. Al centro della croce rimane la certezza del bianco: unione di tutti i colori, luce pura, Cristo.
La croce nel suo braccio più lungo si fa cammino, esce, continua. Non sappiamo dove andrà, ma c’è una luce che ne illumina i passi futuri.
Sullo sfondo, un cerchio: giallo caldo come il sole. Ci rimanda al proverbio peruviano, “ama como el sol, que calienta a todo el mundo” e ci ricorda di non fare alcuna discriminazione nel nostro modo di amare. Cerchio perché ci stiamo dentro tutti e tutte, senza spigoli. Cerchio come l’ostia consacrata, centro del nostro essere missionarie cristiane capaci di spezzare il pane, farci pane, lottare affinché tutti abbiano pane, diritti e dignità.
Centro di questi anni!!
ieri - oggi - domani
Raccogliamo vari contributi e riflessioni sulla missione per:
- fare memoria del passato;
- dare visibilità alle esperienze attuali;
- proiettarci avanti nel futuro.



