Pinzolo, il grazie e l’addio della Rendena a don Carlo Crepaz. Don Riz “amministratore” delle parrocchie

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Pastorale Missionaria

Nel giorno della solennità di San Vigilio, la Val Rendena si è raccolta nel piazzale antistante la chiesa di Pinzolo dedicata al patrono della Diocesi per l’ultimo saluto a don Carlo Crepaz, il parroco improvvisamente scomparso nei giorni scorsi.

La Messa in suffragio, celebrata nella serata di venerdì 26 giugno, ha riunito le comunità – oltre un migliaio le persone presenti e altrettante collegate via streaming – che don Carlo aveva guidato negli ultimi anni. In molti da qui erano saliti anche al funerale presieduto il giorno prima dall’arcivescovo Lauro Tisi a Canazei, paese natale del prete deceduto prematuramente.

Sempre un commosso Tisi ha guidato anche la celebrazione di Pinzolo. All’inizio della Messa ha richiamato, come già in cattedrale al mattino,  “la straziante immagine della mamma di don Carlo, aggrappata alla bara”, invitando tutti a chiedere “un aumento della fede” per guardare oltre la morte al Dio della vita.

Accanto all’Arcivescovo (nativo di Giustino) e a monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città delle Pieve (nato a Pinzolo), erano presenti altri sacerdoti originari della Rendena – tra cui don Agostino Valentini, don Giulio Viviani, don Stefano Maffei, don Giampaolo Zulberti , don Gianluca Leone, don Luigi Fedrizzi, don Gilio Pellizzari – insieme ai preti e ai religiosi della Zona pastorale a cominciare dal vicario di Zona don Celestino Riz e don Gianni Poli, compagni di ordinazione di don Carlo, e don Guido Piva, con cui aveva condiviso l’esperienza missionaria. “Questa nostra presenza – ha detto Tisi – diventa un’implorazione a Dio perché questa valle possa generare nuove vocazioni al sacerdozio. Penso sarebbe il regalo più bello anche per don Carlo”.

Nell’omelia, rilanciando quanto detto nel funerale di Canazei, monsignor Tisi ha ricordato don Carlo come un pastore capace di “cercare le persone e prendersene cura”. Questa cura, definita “bellezza allo stato puro”, lo ha portato a entrare “in punta di piedi” nelle case, ad accompagnare bambini, anziani, malati. Era scritto nella sua vocazione: “Me lo raccontava: da ragazzo, vide il suo parroco don Donato Vanzetta, sotto la pioggia, varcare le soglie della casa degli ammalati”. Quell’immagine di servizio gratuito e silenzioso, fu per don Carlo il germe della sua chiamata.
Don Lauro lo definisce ora il suo “testamento spirituale”: prendersi cura come via di santità e di trasformazione della vita. Senza questa cura, “si respira la morte, anche se scoppi di salute”.

Il ricordo si è poi fatto ancora più personale: don Carlo, ha sottolineato l’Arcivescovo, era “un uomo di luce, di pace”, un sacerdote che ha servito la Chiesa “senza mai mettere davanti le proprie esigenze”. Richiamando anche la sua esperienza missionaria in Ciad, Tisi ha aggiunto: “Don Carlo non raccontava un Vangelo. Era lui il Vangelo”. E ha concluso affidandolo alla speranza cristiana: “Cristo è risorto, don Carlo vive in Dio. Don Carlo accompagnerà questa Chiesa che ha amato”. E rivolgendosi direttamente a don Carlo: “Dalla Terra di Dio guarda la nostra Chiesa, guarda questa valle che è sgomenta perché aveva trovato in te luce e pace”.

Al termine della celebrazione sono risuonate le testimonianze delle voci delle comunità della Val Rendena.

Particolarmente commovente il messaggio dei bambini e del personale della scuola dell’infanzia di Spiazzo, di cui don Carlo era componente del consiglio direttivo: “Sei sempre stato un amico speciale, gentile e disponibile. Ci mancheranno i tuoi sorrisi, le storie che ci raccontavi e le canzoni che ci suonavi”.

A nome dei sindaci della Rendena, la vicesindaca di Pinzolo ha espresso “grande e sincero dolore e gratitudine” per un sacerdote che “in pochi anni è riuscito a entrare nel cuore delle comunità come se fosse sempre stato qui”, vicino “agli anziani, ai bambini, ai giovani, alle famiglie”, con umiltà e dedizione.

Nel suo saluto finale, Tisi ha ringraziato i sindaci, i Vigili del Fuoco, gli alpini, i soccorritori, la banda, i cori, il gruppo folk, i confratelli e quanti hanno reso possibile la celebrazione. “Era nato tra don Carlo e la valle un feeling particolare e immediato”, ha confidato, ricordando una frase che il sacerdote gli ripeteva spesso: “Mi trovo davvero bene in Rendena”.

L’Arcivescovo ha poi indicato i primi passi per accompagnare le comunità dopo la morte del parroco. Don Celestino Riz, parroco del territorio pastorale di Tione, ha accettato di assumere temporaneamente il ruolo di amministratore parrocchiale della Val Rendena, in attesa della nomina di un nuovo parroco. Tisi ha garantito anche un suo personale impegno nelle celebrazioni così come del vescovo Ivan, oltre alla veglia vocazionale mensile che si terrà il 2 luglio a Vigo Rendena.

“Non mollate”, ha detto l’arcivescovo alle comunità. “Tante volte ci siamo rialzati. Ci rialzeremo anche questa volta, guardati e accompagnati dal sorriso di don Carlo”.

Dopo il canto finale dei cori della Valle (parrocchiali e della montagna: Presanella, Carè Alto e Croz da la Stria), ai presenti sono stati distribuiti un ricordo di don Carlo e la nuova Lettera pastorale dell’arcivescovo Lauro, consegnata proprio nel giorno di San Vigilio in Cattedrale.

FOTO Maria Pia Bonapace