Accoglienza, formazione e lavoro per bambine e ragazze rifugiate.
Come contribuire
Per sostenere economicamente questo progetto seguire le indicazioni di questa pagina.
Segnalare sempre in causale "Progetto di punta Thailandia".
Per la diffusione di informazioni riguardo le realtà legate a questo progetto il Centro Missionario è a disposizione per fornire materiali e suggerimenti.
Il progetto in breve
Le suore della Provvidenza a Chiang Sean (nel nord della Thailandia) sono attualmente impegnate con la Casa di Accoglienza e un piccolo centro di formazione per bambine e ragazze rifugiate, provenienti dal Myanmar.
Il Centro di Formazione Provvidenza a Chiang Sean (nel nord della Thailandia) offre:
- accoglienza domestica e sostegno nella formazione a bambine e ragazze orfane o provenienti da famiglie molto disagiate; a rischio tratta; appartenenti alle minoranze tribali; rifugiate, provenienti dal Myanmar.
- una scuola materna per 50 bambini dei dintorni per agevolare i genitori che lavorano al mercato e nei campi.
Il progetto della Locanda della Felicità prevede la realizzazione di una struttura ampia che possa contenere tutti i servizi utili alle ragazze: dall’accoglienza, alla formazione, alla possibilità di lavoro in un negozio di artigianato e in un ristorante. L’esigenza di uno sbocco lavorativo è stata manifestata dalle ragazze stesse.
Video intervista
Questa videointervista
di aggiornamento del 2022
aiuta da una panoramica
approfondita del progetto.
I partner
I partner in Thailandia
- La Providence Foundation: fondazione thailandese che porterà avanti il progetto ne fanno parte: le suore della Provvidenza, alcune persone della zona, il parroco (gesuita).
- I Gesuiti a Chiang Mai che amministrano la parrocchia dove si trova il centro.
- Il Tempio del Pavone: è il monastero della zona di Chiang Mai seguito dal monaco Chwat che sostiene attivamente il centro gestito dalle suore della Provvidenza con parte delle offerte raccolte periodicamente al tempio, ma soprattutto assieme alle suore aiuta le bambine a fuggire dalle brutte situazioni in cui si trovano. Inoltre sta costruendo una “Sallà” vicino al Centro delle suore che diventerà: sala per conferenze ed incontri, punto di incontro per pellegrini e viandanti, punto di preghiera interreligiosa (confessioni diverse possono celebrare i propri riti) e sarà a completa disposizione del centro.
Maggiori dettagli sul progetto
Contesto sociale, culturale ed economico
La realtà seguita nel progetto Thailandia è situata in un distretto della provincia di Chiang Rai nel nord del Paese. La regione è nota da sempre come il triangolo d’oro per le coltivazioni di oppio. Inoltre fa parte del cosiddetto quadrilatero del Mekong: un’area estesa tra i territori montuosi di Myanmar, Laos e Vietnam del Nord che, in seguito alle ondate migratorie degli ultimi due secoli, è abitato dai popoli della montagna (“chao khao” in lingua Thai).
Questi popoli non raggiungono il mezzo milione di persone, vivono disperse tra le montagne e hanno una suddivisione interna molto complessa, che conta sei tribù principali – Akha, Hmong, Karen, Lahu, Mien, Lisu – ognuna con una lingua propria, usi e costumi peculiari. A sua volta, ogni etnia si divide in sottogruppi in base a genere, famiglia, rango ed età. Negli ultimi decenni queste minoranze etniche sono dovute scappare, in particolare da Laos e Myanmar a causa delle persecuzioni subite.
Lo stato riconosce le popolazioni che vivono stabilmente sul suo territorio, ma concede la cittadinanza e i documenti d’identità ai singoli solo a fronte di una loro richiesta esplicita. A causa della scarsità di informazioni e per la difficoltà di spostamento la stragrande maggioranza di queste persone non fa richiesta con l’effetto di non veder riconosciti i propri diritti e non poter usufruire di servizi come l’istruzione e la sanità. Parte dei popoli della montagna (fra cui Akha e Karen) sono vincolati dallo stato a risiedere in miseri villaggi da cui non possono uscire. Di questi, coloro che sono nati in Thailandia possono ottenere la cittadinanza solo a fronte di un contratto di lavoro.
Contesto di provenienza di bambine e ragazze accolte
Le suore della Provvidenza accolgono un gruppo di ragazze con storie difficili alle spalle, con l’obiettivo di dare loro un futuro migliore e una speranza per una vita dignitosa. Le ragazze vengono da contesti diversi:
- Ragazze provenienti dai campi profughi e dalle minoranze etniche, anche cristiane, tolte da situazioni di persecuzione e dalla tratta della prostituzione. Sono minorenni salvate dalla strada dove erano costrette a prostituirsi per soddisfare le richieste del turismo sessuale praticato da molti occidentali.
- Ragazze della tribù Akha, provenienti dalla Birmania. Il popolo Akha è una minoranza cattolica di origine cinese perseguitata in Birmania, Laos e Thailandia. Le ragazze più dotate vengono seguite e supportate nella carriera scolastica, anche economicamente, mentre per le altre si trova un impiego.
- Bambine provenienti dai cosiddetti villaggi “giraffa” o “zoo”. Queste bambine, vengono comprate in Birmania e portate in Thailandia dove subiscono l’applicazione degli anelli per renderle attrazioni turistiche. Questa pratica non ha origini tradizionali ma è nata con l’unico scopo di attirare turisti. L’utilizzo degli anelli sul corpo (principalmente collo, braccia e gambe) crea importanti problemi fisici: una deformazione permanente della clavicola e della colonna vertebrale e l’indebolimento dei muscoli del collo fino a renderli incapaci di sorreggere la testa. Togliendo gli anelli prima dei cinque anni d’età il fisico delle bambine riesce a tornare quasi normale, se si aspetta troppo i danni risultano permanenti. Queste bambine sono considerate apolidi, quindi senza stato d’origine, e sono senza documenti.
Maggiori dettagli sul progetto
Il progetto delle suore della Provvidenza a Chiang Mai che hanno già un centro di accoglienza per ragazze, era quello di ristrutturare un edificio già esistente per creare un centro di formazione che avrebbe aiutato le ragazze ad avere un impiego ed ottenere così i documenti per vivere da persone libere in Thailandia. Visto che la ristrutturazione si è dimostrata molto onerosa sia in termini di costi che per la complessità dei lavori si è preferito ridimensionare il progetto: si è pensato all’acquisto di un terreno vicino al centro di accoglienza che ospita già 60 ragazze e dove è attiva una scuola materna per 50 bambine. L’età delle bambine salvate dal centro è sempre più bassa e quindi c’era la necessità di un luogo adatto a loro.
La struttura che verrà costruita avrà dimensioni più piccole ma rimarrà un centro di formazione professionale nell’ambito del settore alberghiero/turistico, artigianale, della panificazione e una scuola di fisioterapia per le ragazze che già seguono questi corsi. Nel tempo il centro verrà aperto ad un maggior numero di ragazze, in particolare quelle che rischiano di entrare nella tratta, quelle che provengono dai vicini campi profughi del Myanmar e quelle delle minoranze tribali delle montagne; ovviamente la formazione sarà aperta anche a ragazze e ragazzi thailandesi meno abbienti.
Il progetto ha come obiettivo principale quello di dare a queste ragazze un’identità, aiutarle a crearsi un futuro e permettere loro di autosostenersi, sfruttando anche il turismo “sano” in Thailandia. Si prevede di partire con le ragazze, che studieranno e lavoreranno nella parte “alberghiera” e con la formazione per il centro di fisioterapia dando opportunità a circa sessanta di loro.
Aggiornamenti
Comincia la costruzione del complesso
Sono finalmente iniziati i lavori di costruzione della struttura.
Con grande gioia vi comunichiamo che abbiamo iniziato la costruzione della Locanda della Felicità. La prima fase comprende la realizzazione della casa che accoglierà 30 ragazze, insieme ai lavori per l’orto e il giardino biologico, parte integrante dello sviluppo del progetto.
Con gratitudine profonda vi ringraziamo per la fiducia e il sostegno che ci state offrendo. Ogni vostro gesto rende possibile trasformare un sogno in realtà e donare alle ragazze un futuro di dignità, speranza e felicità. La Locanda della Felicità non è soltanto un edificio, ma un segno concreto di amore e di solidarietà che porterà frutti per generazioni.
sr. Jandira e sorelle
La coltivazione del caffè
Nell’attesa del nulla osta alla costruzione era iniziata la coltivazione del caffè che prosegue con soddisfazione.
Alcune attività con le bambine
La costruzione è iniziata
In estate
Tre ragazze, dell’iniziativa Tentazione Missionaria, si sono recate in Thailandia durante l’estate. In questa lettera la loro testimonianza.
“Lo studio apre le ali della libertà” è una frase espressa da suor Jandira che ci è rimasta impressa, perché nella cultura europea questo è dato per scontato.
Da quest’esperienza ci portiamo a casa una maggiore consapevolezza di tutto ciò che noi abbiamo e di cui non ci rendiamo conto mentre c’è chi invece non ha nulla ma continua a sorridere.
In inverno
Anche Angela, amica del Centro Missionario, visita la Tailandia. Qui la sua testimonianza.
Varcata la soglia della struttura della Providence Foundation la prima cosa che mi ha colpito è stato il sorriso solare e sincero delle suore che ci vivono e che la gestiscono: sei suore dal passo svelto, laboriose, attente e accoglienti. Sei suore per sessantuno bambine.
Un cortile ordinato, un piccolo recinto dove sono parcheggiate in modo ordinato e accurato le biciclette per le bimbe, i banchi di scuola e delle lunghe scarpiere con tantissimi mocassini riposti con cura, un angolo con stracci e scope, la sala da pranzo pulita e una grande cucina lucidata a fondo con il minimo indispensabile per cucinare piatti semplici ma nutrienti.
17 giugno 2022 videointervista con sr. Sandra e sr. Jandira con tutti gli approfondimenti.
Il terreno
Il terreno individuato all’inizio non si è dimostrato idoneo alla realizzazione del progetto. Con l’aiuto del Centro Missionario le suore hanno potuto acquistare un altro terreno non troppo lontano dal centro in cui si trovano. Questo nuovo terreno darà più opportunità di sviluppo alla Locanda della Felicità e permetterà anche la coltivazione di un caffè biologico, una miscela piuttosto pregiata, del quale potranno seguire l’intera filiera.
Con l’acquisto del terreno inizia il lungo iter burocratico che permetterà la costruzione del complesso.
L’attività con le ragazze
Nel frattempo proseguono le altre attività con le ragazze come ci testimonia questa lettera.
Siamo sempre impegnati ad aiutare gli ultimi. In questi ultimi giorni diamo il benvenuto nel nostro centro a Wanwisa, una bambina musulmana di 10 anni. È una bambina magra ed è piuttosto piccola di statura per la sua età.
Stato dei lavori e borse di studio
Nella loro lettera, le suore della Provvidenza ci aggiornano sullo stato dei lavori e sull’aggiunta di borse di studio.
Alcuni intoppi burocratici rallentano i tempi per la realizzazione della struttura.
Nell’attesa della realizzazione della Locanda della Felicità proponiamo a chi lo desidera di sostenere un programma universitario per ragazze delle minoranze tribali e figlie di rifugiati del Myanmar. La borsa di studio prevede una copertura totale e comprende: vitto, alloggio, tasse universitarie, materiale scolastico (compreso un pc portatile), copertura di piccole spese di vita quotidiana (igiene, vestiario…)
Inizia il progetto
Le suore della provvidenza ci raccontano in questo video la loro presenza in Thailandia.
Invece in questo video sr. Jandira ci racconta il progetto mentre ci mostra il terreno da acquistare.
Le prime foto



























































