La storia del Centro Missionario

I testi e le immagini di questa pagina
sono tratte dal libro

75 anni

a servizio della missione

Opera diocesana
per la pastorale missionaria

Vita Trentina Editrice

2002

Varie copie del libro sono disponibili
presso
gli uffici del Centro Missionario.

Gli inizi

Riandare alle radici e ripercorrere 75 anni di storia di un'istituzione come il Centro Missionario Diocesano è stato un cammino interessante, che ha permesso di riscoprire persone, idee, valori, impegni... molto più vicini ed attuali di quanto si potesse immaginare e che rendono ragione della grande e stimata tradizione che la nostra diocesi può vantare nel campo della missione "ad gentes".

Agli inizi ci sono soprattutto l'intuizione di un vescovo e la passione di un giovane sacerdote. Nel lontano 1921, ancora chierico, don Giacomo Dompieri - nato a Grumo nel 1898 - chiese all'allora vescovo Celestino Endrici di farsi missionario, ma il Pastore disse no alla sua richiesta. L'opposizione del vescovo non deve meravigliare. S'era da poco usciti dalla guerra e il bisogno di sacerdoti in diocesi era grande. C'erano molte comunità senza pastore e con curatori d'anime affaticati e stanchi. Così l'anno successivo, ordinato sacerdote, fu inviato a Taio come cooperatore. Nel 1927 il giovane sacerdote da Ala fu trasferito a Trento nel Seminario maggiore. Nel settembre di quello stesso anno mons. Endrici lo chiamò per proporgli di lavorare per le missioni.

Ma quale servizio, di fatto, svolgeva in quel tempo il Segretariato Missionario Diocesano?

Un'idea molto chiara ce la offrono due documenti:

  • la Lettera pastorale di mons. Endrici dell'8 settembre 1937 in occasione del decimo anniversario di attività dell'Ufficio Missionario Diocesano;
  • la relazione al clero di don Giacomo Dompieri al Convegno Missionario Diocesano l'11 ottobre 1937.

In essi troviamo sintetizzati i fondamenti della cooperazione missionaria e i principali campi di attività, alcuni dei quali, sorprendentemente, ancora di grande attualità.

Alcune immagini di quegli anni
  1. Il Presbiterio della Chiesa Tridentina - 1937
  2. L'imponente assemblea delle Zelatrici missionarie - 1937
  3. Due pagine del verbale della Commissione missionaria parrocchiale di Trento S. Vigilio del 1930
  4. Mostra missionaria dei doni offerti alle missioni - 1937
  5. Un momento del Convegno per il 40° dell'ufficio missionario diocesano

I decenni successivi

Questo stile di lavoro sarebbe continuato anche per i decenni successivi, fino all'epoca del Concilio Vaticano II, come ci testimoniano altri due documenti:

  • la Lettera Pastorale di mons. Carlo de Ferrari del 6 gennaio 1952;
  • il messaggio del nuovo Arcivescovo di Trento Alessandro Maria Gottardi per la Giornata Missionaria Mondiale 1963.

L'epoca del Concilio

Il Concilio Vaticano II portò certamente una ventata di novità, che non trovò impreparata la Chiesa di Trento ed in particolare don Giacomo Dompieri. Al Convegno Missionario Diocesano del 24-25 settembre 1967, per il Quarantennio di fondazione dell'Ufficio Missionario Diocesano, fu invitato mons. Ugo Poletti, Presidente Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, ad illustrare le nuove sfide della missione alla luce del decreto conciliare "Ad Gentes" e della fresca enciclica di Paolo VI "Populorum Progressio".

Giovani in fermento

Gli anni del Concilio avevano acceso l'entusiasmo dei giovani, desiderosi di offrire il proprio contributo alla missione della Chiesa e alla costruzione della pace e della giustizia nel mondo. Nella nostra diocesi sorsero in breve tempo alcune realtà giovanili molto vivaci.

Alcune immagini di quegli anni
  1. mons. Poletti e mons. Dompieri: fraterno incontro ed entusiastico compiacimento
  2. Operazione Formigueiro - i missionari diocesani in Brasile: don Ettore lachemet di Ville di Giovo, don Luigi Giuliani di Romeno, don Olindo Cuel di San Sebastiano, don Girolamo Job di Cunevo, don Ezio Berteotti di Stravino.
  3. don Ezio Berteotti in visita ai suoi parrocchiani - Brasile - 1966

Da "Ufficio" Missionario a "Centro" Missionario

Il passaggio di testimone alla direzione dell'Ufficio Missionario Diocesano tra mons. Dompieri e don Felicetti avvenne proprio nel momento in cui la Conferenza Episcopale Italiana, alla luce del decreto conciliare "Ad Gentes" (n.38) e del Motu Proprio "Ecclesiae Sanctae" (III,a.4) invitava le diocesi italiane a farsi carico della propria responsabilità in ordine alla missione universale e ad istituire in ogni àdiocesi il Centro Missionario Diocesano, al fine di coordinare e promuovere la reciproca collaborazione delle realtà ecclesiali locali in qualche modo coinvolte e interessate alle missioni.

Da semplice Ufficio periferico delle PP.OO.MM. si doveva passare ad una realtà assai più ampia e partecipata, espressione diretta dell'impegno missionario della Chiesa locale.

Nella nostra diocesi l'invito si concretizzò immediatamente. Intorno al gruppo "Operazione Formigueiro" - in cui si erano avvicendati molti giovani e che dal vento impetuoso della contestazione interna ed esterna di quegli anni roventi ne era uscito purificato, più maturo, attento e aperto nacque il primo nucleo operativo del nuovo "Centro Missionario Diocesano", aperto alla partecipazione di tutte le componenti missionarie presenti in diocesi: il Vescovo, primo missionario della Chiesa particolare, gli Istituti missionari, le Commissioni missionarie parrocchiali, i Gruppi giovanili.

Un quadro più completo dell'attività del CMD in quegli anni settanta si può trovare in due articoli della rivista Mondo e Missione:

  • "Trento: un nuovo tipo di animazione" (settembre 1979, pagg. 485ss.);
  • "I gruppi missione per l'animazione missionaria" (ottobre 1980, pagg. 561ss.).

Comunione e missione

Nel gennaio 1971 fece la sua comparsa il bollettino "Comunione e Missione", uno strumento di spiritualità missionaria che da allora accompagna fedelmente la vita ed il lavoro di migliaia di missionari e amici della Missione. Il sussidio non ha mai voluto essere solo un nome, ma un programma ben preciso: comunione con il vescovo e con i presbiteri; comunione tra gli organismi e i movimenti presenti nelle parrocchie; comunione tra giovani e anziani; comunione con i missionari sparsi in tutto il mondo, specie con quelli usciti dalle comunità parrocchiali della diocesi.

Dagli anni '80 ad inizio 2000

Il resto è storia recente. Nel 1980 fu chiamato alla guida del CMD don Girolamo Job, missionario diocesano con 15 anni di esperienza in Brasile, avvicendato nel 1993 da don Mariano Manzana, anch'egli sacerdote diocesano con 17 anni di missione in Brasile. Una scelta, questa, che mirava a sottolineare con più forza lo scambio tra le Chiese, una dimensione fondamentale di ogni impegno missionario.

Testimonianze