Don Giampaolo: uno di noi. L’ACOS ricorda il suo grande sostenitore

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Abbiamo appreso in questi giorni della scomparsa di don Giampaolo Giovanazzi, sacerdote diocesano che alla nostra associazione (ACOS) ha dato molto, soprattutto nel suo nascere come ACOS nazionale e nel suo affermarsi in Trentino come associazione cristiana che raccoglie gli operatori sanitari che in essa si riconoscono.

Egli è stato un convinto sostenitore dell’Associazionismo cattolico, allora fortemente  presente nelle scuole e nella professione sanitaria, dando un significativo contributo per una presenza associativa nel delicato mondo della salute; ed è nel 1978 che con Giampaolo al 1° Congresso Nazionale ACOS, Roma ottobre 1978, consegniamo definitivamente l’ACOS alla storia, nata dall’unificazione di diverse associazioni allora presenti nel 1967 con l’Associazione Cattolica Infermieri Professionali e Assistenti Sanitarie Visitatrici Infanzia (ACIPASVI), nel 1968 con l’Unione Cattolica Infermieri (U.C.I.), fino all’unificazione nel 1978 nell’Associazione cattolica Operatori sanitari (ACOS).

Oggi l’Acos è presenza laica nel modo della salute, dove riesce ad essere testimonianza e stimolo di riflessione sugli aspetti etici della professione sanitaria, in particolare nel contatto umano tra operatore e paziente e nell’accompagnamento al morente.

Don Giampaolo è sempre stato presente nei nostri numerosi campi-scuola e seminari insieme al nostro grande amico mons. Enrico Nicolini, dove ha saputo documentare con speciale maestria i momenti più belli e importanti di ogni esperienza fatta insieme.

Lo ricordiamo come squisito oratore e cultore di aneddoti nei momenti di svago e durante le stupende gite che in quegli anni, dal 1976 al 2010,  abbiamo organizzato a Roma, a Napoli, in Puglia, Sicilia,  Sardegna, Polonia, Germania, Svizzera e in costa Smeralda. Il ricordo più vivo di lui è nel viaggio a Roma nel 2018,  per il Giubileo della Misericordia: indimenticabile il suo entusiasmo e la  vivacità con cui ha saputo condurci all’incontro con papa Francesco.

Nasce un sentimento speciale per quanti l’hanno conosciuto. Lo ricordiamo per la sua fede, la sua testimonianza, la sua gioia nel vivere la vita come chi sa di essere di passaggio e di non dover appesantire l’oggi con le preoccupazioni per il domani .

Non dimenticheremo  la sua giovialità e il suo sorriso. Grazie don Giampaolo:  proprio nel giorno del Venerdì Santo hai abbracciato la strada della Luce: veglia su di noi!

E concludiamo, quasi fosse un testamento spirituale, quanto ci ha lasciato:

“C’è sempre un’eredità per un presente da vivere e un futuro da rinnovare”.

Gli amici dell’Acos: Chiara, Franco, Angelica, Roberto, Manuela, Paola, Carlo, Fernanda, fra Ezio Giacomo, Teresa