Il mondo intero ha bisogno di Lourdes. Oggi Lourdes ha bisogno di tutto il mondo

Salute, Pellegrinaggi, Anziani

Il Covid-19 dal 17 marzo al 16 maggio scorso ha fermato l’attività a Lourdes. Per la prima volta in oltre 160 anni di storia il Santuario mariano chiudeva i propri cancelli ai 20mila pellegrini giornalieri provenienti da tutto il mondo. E Lourdes, la seconda città turistica di Francia dopo Parigi, entrava nel suo sinistro e irreale lockdown, chiusura durata oltre due mesi che ha riportato i conti del Santuario in rosso. Il deficit stimato è di otto milioni di euro.
Il 16 luglio, giorno dell’ultima apparizione della Vergine Maria a Bernadette, si è svolto il primo pellegrinaggio online mondiale “Lourdes United, 15 ore di diretta con celebrazioni, processioni e rosari in 10 lingue e 60 fra artisti, medici, giornalisti, testimoni della propria esperienza di Lourdes. Un pellegrinaggio virtuale per riavvicinare i fedeli a Lourdes e per chiedere il loro aiuto.
Il ritorno dei pellegrinaggi in presenza dei gruppi dall’Italia avverrà dal mese di agosto, anche se Trento, purtroppo, ha dovuto annullare il proprio pellegrinaggio diocesano in calendario ai primi di settembre.

In una recente intervista di Filippo Passantino, per la rivista Sir,  mons. Olivier Dumas, rettore del Santuario, spiega la situazione attuale della città di Lourdes e del suo Santuario.

Percorrendo la boulevard de la Grotte, la via popolata dei negozi di souvenir che conduce al santuario, tante saracinesche sono ancora abbassate. A Lourdes la ripartenza è cominciata da più di un mese, ma al momento va ancora a rilento. La crisi economica, successiva alle chiusure per limitare il contagio del Covid-19, ha colpito fortemente la città ai piedi dei Pirenei. E per venirne fuori il rettore, mons. Olivier Dumas, chiede l’aiuto dei fedeli, attraverso le loro donazioni e dialoga con le istituzioni locali e nazionali per ottenere un loro sostegno.

La riapertura del Santuario è parziale: può accogliere solo un numero limitato di pellegrini, secondo un rigoroso protocollo sanitario. Ma “Lourdes senza pellegrini è una Lourdes senza risorse per svolgere la sua missione, per mantenere l’intero sito”, che in tempi ordinari mobilita quasi 100mila volontari per accogliere ogni anno 3 milioni di fedeli e visitatori provenienti da tutto il mondo, tra cui più di 50mila malati e disabili. Dei 320 dipendenti alcuni non sono rientrati al lavoro, perché non ce n’è per tutti.

I pellegrinaggi dei gruppi.
Un momento di svolta per la ripresa dell’economia di Lourdes sarà quello della ripresa dei pellegrinaggi dei gruppi. Da quel momento riaprirà un maggior numero di hotel; secondo mons. Dumas, un terzo dei 137 alberghi presenti in città. Il mese di agosto sarà il periodo del ritorno anche dei pellegrini italiani. Il presidente dell’Unitalsi Antonio Diella riferisce di aver aperto le iscrizioni e che saranno pellegrinaggi in aereo e in autobus, necessariamente in numeri più contenuti per tutelare la salute delle persone attraverso le misure anti-Covid, nel pieno rispetto di tutte le normative sanitarie e gli standard di sicurezza, ma sicuramente non meno coinvolgenti. Si sono già iscritti anche diversi ammalati che, alla luce della loro condizione, possono partecipare in condizioni di sicurezza, ma alle persone con patologie molto gravi o che necessitano di spazi ampi non è possibile garantire la partecipazione. L’accoglienza degli ammalati sarà fatta nell’albergo La Source, che riaprirà con la ripresa dei pellegrinaggi, oppure nell’accueil di Notre Dame, struttura del Santuario, per gli ammalati che hanno bisogno di assistenza ad hoc. Il Salus, invece, quest’anno resterà chiuso perché struttura molto grande, per pellegrinaggi con numeri forzatamente contenuti.

Lourdes oggi.
L’emergenza sanitaria ha obbligato a ridisegnare la presenza dei pellegrini nei luoghi del Santuario, oltre ad adottare disposizioni anti-contagio del Covid-19. Nell’esplanade, i fedeli attraversano un varco davanti al quale si disinfettano le mani e sono invitati a indossare la mascherina. Davanti alla grotta sono stati collocati i segnali per mantenere le distanze di sicurezza. Diverse anche le modalità per la processione aux flambeaux serale: le persone restano ferme e l’immagine della Madonna gira tra i fedeli che reggono le candele.
“Lourdes è un luogo sicuro – ribadisce il rettore -. Si rispettano le misure necessarie, come l’uso delle mascherine e la distanza tra le persone: abbiamo organizzato il Santuario affinché possa essere un luogo dove si possa stare senza pericoli”.
Al momento, i pellegrinaggi sono soprattutto quelli di fedeli individuali che giungono da altre parti del Paese. “Ogni giorno ne abbiamo un po’ di più del giorno precedente”, riferisce mons. Dumas, “non sono gruppi pieni, ma un numero ridotto di rappresentanti”.

La ripresa per la città e per il Santuario.
Il rilancio di città e Santuario passa dal dialogo con le istituzioni e con diversi attori economici. “Il governo francese sa che la situazione di Lourdes è unica nel Paese, è la seconda città per numero di alberghi in Francia, dopo Parigi. È una città turistica molto conosciuta. Ma nella situazione di oggi Lourdes muore – spiega mons. Dumas -. “Il governo non può lasciare Lourdes morire. Sa anche che il motore dello sviluppo di Lourdes è il Santuario. Quindi, lavoriamo insieme con il governo, con il nuovo sindaco di Lourdes e con il Dipartimento dell’Occitania per adottare un’azione comune. A partire dal santuario dobbiamo sviluppare una proposta”.