Giornata del ricordo di Shabaz Bhatti, martire pakistano impegnato contro la blasfemia

sabato 2 marzo giornata del ricordo del martirio di Shabaz Bhatti, il ministro pakistano assassinato nel 2011 per le libertà religiose e la difesa dei cristiani del Pakistan
Pastorale Missionaria e delle Migrazioni

Sabato 2 marzo è la giornata del ricordo del martirio del Shabaz Bhatti. Iniziative di preghiera e di ricordo del suo martirio e di tutti coloro che sono stati uccisi per difendere la fede e la dignità umana.
La Chiesa di Trento ne farà particolare memoria nella giornata del ricordo dei Missionari Martiri, che si celebrerà il prossimo 24 marzo.

Nato nel 1968 da famiglia indiana di cristiani cattolici, Shabaz Bhatti  fondò il movimento All Pakistan Minorities Alliance (Apma) di cui divenne presidente. Laureato in legge, fece parte del Partito Popolare Pakistano e ottenne un posto nel governo pakistano uscito vincitore dalle elezioni del 2003, ma fu rimosso dall’incarico nel novembre dello stesso anno. Dal 2008 fu ministro per le minoranze e unico cattolico presente nel governo. All’epoca disse che accettava l’incarico per il bene degli emarginati del Pakistan e che aveva dedicato la propria vita alla lotta per l’uguaglianza umana, della giustizia sociale, libertà religiosa, e per elevare e dare potere alle comunità delle minoranze religiose. Aggiunse che avrebbe voluto inviare un messaggio di speranza alle persone che vivono una vita di illusione e disperazione, e dichiarò anche il suo impegno a riformare la legge sulla blasfemia. Nei mesi passati come ministro, prese misure a sostegno delle minoranze religiose, tra cui una campagna per promuovere il dialogo interreligioso, la proposta di una legislazione per vietare discorsi di incitamento all’odio e proponendo di assegnare seggi in parlamento per le minoranze religiose.

Nel 2009, iniziarono a giungergli minacce di morte, dopo la sua difesa dei cristiani pachistani, che avevano subito attacchi e violenze in diverse regioni del Paese. Le minacce di morte aumentarono in seguito alla sua difesa della cristiana Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia.

La mattina del 2 marzo 2011, lasciata la casa della madre per recarsi al lavoro, il veicolo su cui viaggiava (privo di scorta) fu attaccato da un gruppo di uomini armati, che aprì il fuoco sul ministro, ferendolo gravemente. L’autista riuscì a salvarsi, mentre Bhatti morì nel trasferimento in ospedale. Consapevole dei rischi che correva, Bhatti aveva chiesto al governo una scorta, che non gli era mai stata data. L’omicidio fu rivendicato dal gruppo “Tehrik-i-Taliban Punjab”.

In seguito all’omicidio, il fratello di Shahbaz, Paul Bhatti, prese il posto del fratello nel governo Pakistano per le minoranze religiose.