Una comunità che si prende cura e si organizza per dare risposte nuove alle fragilità. È questo il cuore del progetto dell’Emporio solidale di Rovereto, che diventerà realtà entro la fine dell’anno e che nei giorni scorsi è stato presentato alla cittadinanza lunedì 11 maggio, al centro pastorale Beata Giovanna, in una serata molto partecipata, promossa dalla Caritas Diocesana di Trento, Acli e Trentino Solidale.
Un modello che restituisce dignità
Non si tratta – ha spiegato introducendo la serata Annalisa Pasini, delegata dell’Area Testimonianza e Impegno sociale della Diocesi – semplicemente di un’iniziativa di sostegno materiale, ma di un vero segno concreto di come il territorio possa farsi carico dei bisogni, costruendo percorsi fondati su dignità, responsabilità e relazione. L’Emporio – sul modello di quelli già avviati ad esempio a Trento Nord, Pergine, Sarche (a maggio aprirà anche a Cembra) – sarà infatti un luogo di prossimità dove le persone, attraverso un sistema a punti, potranno accedere ai beni necessari scegliendo in autonomia ciò di cui hanno bisogno. Un modello che supera la logica assistenzialistica tradizionale e restituisce libertà e protagonismo.
Un market solidale: non solo beni, ma relazioni
Il progetto prenderà forma come un piccolo market solidale: sugli scaffali si troveranno alimenti, prodotti per l’igiene personale e domestica, ma anche materiale scolastico. Un’attenzione particolare sarà riservata ai prodotti freschi, grazie alla collaborazione con Trentino Solidale, che permetterà di rispondere in modo più completo ai bisogni quotidiani delle famiglie.
Ma l’Emporio non sarà solo un luogo di distribuzione. Durante la serata è emersa con chiarezza la sua dimensione più profonda: uno spazio di ascolto e accompagnamento, dove le persone potranno essere seguite in un percorso fatto di relazioni, sostegno e condivisione, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Un’opportunità per ricostruire fiducia e sentirsi parte di una rete.
La forza della rete territoriale
Determinante, per la nascita e lo sviluppo dell’iniziativa, è la forza delle collaborazioni. L’Emporio nasce infatti dalla partnership tra Caritas, le ACLI – in particolare i circoli di Lizzana e Marco – e Trentino Solidale, con il supporto del Comune di Rovereto e il coinvolgimento di realtà impegnate nella distribuzione alimentare come Banco Alimentare e Almac. Una rete ampia e coesa, capace di mettere in comune competenze, risorse e sensibilità diverse.
Un invito alla partecipazione
È proprio questa dimensione condivisa a rappresentare uno degli elementi più significativi del progetto: l’Emporio solidale non è solo un servizio, ma un’esperienza comunitaria che genera legami, rafforza la resilienza delle famiglie e promuove un modo diverso di stare insieme. L’invito rivolto al termine dell’incontro è chiaro: tutta la cittadinanza è chiamata a sostenere e partecipare. Perché è nella capacità di fare rete e riconoscersi come comunità che nascono le risposte più autentiche e durature ai bisogni del territorio.




