Parola di Dio per gli adulti e oratori in rete, tra i progetti concreti per la Zona di Mezzolombardo riunita in Assemblea

Vescovo: " Via di evangelizzazione limitare le liti e il gossip"
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Il consolidamento o l’avvio dei gruppi di adulti attorno alla Parola di Dio; un progetto organico che metta in rete gli oratori attivi (12 quelli aderenti al NOI), grazie all’arrivo a Lavis dei padri Giuseppini; un confronto aperto sul futuro dell’organizzazione pastorale delle cinque parrocchie dell’altopiano della Paganella. Sono queste, oltre all’auspicio della nascita a breve di un Consiglio pastorale zonale, le proposte concrete emerse dall’Assemblea della Zona pastorale di Mezzolombardo, ospitata sabato 16 novembre al teatro parrocchiale di Mezzocorona.

Da sinistra: Mariano, Emilio e Roberto presentano i lavori di gruppo

La Zona, pur raggruppando realtà molto diverse tra loro – Lavis e valle di Cembra, piana Rotaliana e comunità della Paganella – mostra un bel clima di collaborazione fin dall’intesa dei tre portavoce laici, Mariano, Roberto ed Emilio, che in sala danno conto dell’esito del lavoro preparatorio all’incontro con l’arcivescovo Lauro. La constatazione di laici nonostante tutto ancora disposti a impegnarsi nella vita parrocchiale è la nota d’esordio del confronto. Che non fa dimenticare le sfide aperte: il rischio di cristiani (solo) da campanile, la carenza di attenzione stabile alle famiglie, la necessità di individuare vie creative di comunicazione del Vangelo, il non limitare la carità all’azione organizzata della Caritas, una pratica di fede che deve fare i conti con i tempi della vita e del lavoro (con i condizionamenti della stagionalità turistica soprattutto in Paganella) e con la difficoltà a trovare chi “chiama”, ovvero una leadership da ricostruire in assenza di preti.

Il vescovo Lauro si è detto sempre più convinto dell’importanza dell’operazione ascolto assembleare avviata sul territorio per il secondo anno. “Stiamo facendo – sottolinea – discernimento alla luce dello Spirito: ho respirato segni del Regno”. A riprova, l’Arcivescovo adduce l'”assenza del lamento: questo è segno dello Spirito. Si parte dal bene che c’è e nessuno ha chiesto ai presbiteri di fare qualcosa”.

Riprendendo alcuni dei tanti punti emersi nella prima parte, don Lauro ha cercato di offrire fin da subito proposte concrete (in particolare i quattro punti indicati in precedenza) offrendo anche ai fedeli riuniti a Mezzocorona la sua chiave di lettura comunitaria: “Una comunità – rimarca – capace di stare sulla strada per mostrare ovunque il Vangelo. La comunità non è direttamente proporzionale alla moltiplicazione delle riunioni. Non dimentichiamo che una via di grande evangelizzazione è limitare le liti. Basta col gossip! Il Vangelo si mostra nella comunione”.

E a chi chiedeva indicazioni per limitare il “campanilismo” don Lauro risponde: “Il campanile non è un avamposto per sparare meglio al vicino. Dobbiamo ricordarci che siamo Chiesa perché abbiamo incontrato Gesù Cristo. E serve anche un po’ di umorismo: dobbiamo saper sorridere di noi”.

A don Mario Filippi, collaboratore pastorale in val di Cembra, il vescovo Lauro affida il compito di coordinare nella Zona pastorale l’avvio di gruppi di adulti che si ritrovano attorno alla Parola di Dio

Padre Massimo ha parlato della presenza-segno della comunità francescana di Mezzolombardo

Ai padri Giuseppini (da sinistra padre Marco, padre Gianni e fratel Pierangelo) ora attivi a Lavis, la sfida di mettere maggiormente in rete gli oratori della Zona. “Un progetto diocesano ma con il carisma murialdino”, precisa l’Arcivescovo.