Assemblee pastorali, in una nuvola di quattro parole i sogni della Zona di Trento: comunità, Cristo, Parola e poveri.

Don Lauro commenta una drammatizzazione non troppo fantastica.
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Cosa succede in due Consigli pastorali quando s’incontrano per programmare l’accoglienza del nuovo parroco? Scoppia presto un conflitto di bassa lega dove ognuno difende tradizioni, stili consolidati e soprattutto il proprio campanile. E’ la situazione non troppo fantastica rappresentata da un gruppo di parrocchiani di Duomo e Santa Maria come spunto iniziale dell’Assemblea pastorale della Zona di Trento – la più popolosa della diocesi – riunitasi nel pomeriggio di sabato 17 novembre nell’accogliente aula della chiesa parrocchiale di San Pio X.  Da questa drammaturgia, conclusasi con la citazione esplicita di Papa Francesco nella Evangelii Gaudium a saper “entrare nel conflitto” in modo risolutivo e misericordioso anche in ambito ecclesiale ha preso spunto il vicario di Zona don Claudio Ferrari, prestatosi anche come attore, per  ripercorrere il cammino della Zona: dai materiali prodotti nella prima Assemblea era uscita come prioritaria la riflessione sul cammino fraterno dentro le comunità e nella Zona pastorale, attraverso un approfondimento del tema delle relazioni interpersonali.

L’arcivescovo Lauro Tisi ha preso sul serio il dialogo fra i finti parrocchiani di San Gaspare e Sant’Ippolito per richiamare in positivo la capacità di “affrontare la fatica del confronto”. Ha sottolineato come i dialoghi dei due Consigli pastorali fossero tutti ridotti alle “cose da fare” come se l’essenza della vita cristiana fosse “organizzare attività”, invece che riprendere in mano le motivazioni di fondo del proprio impegno ecclesiale che è testimoniare con la propria vita la gioia di Gesù di Nazareth. Anche le due idee di Chiesa contrapposte – una più aperta al sociale ed una più devozionalista –  lasciano il tempo che trovano e rappresentano semmai piccoli potentati – anche personali – che si esprimono spesso nel possesso della chiavi dell’oratorio, dell’organizzazione di una festa o della guida di un piccolo gruppo.

Don Lauro  ha preso poi spunto anche per richiamare ad una reale collaborazione fra laici e preti (con gli stessi accenti usati al mattino a Mezzocorona, vedi sopra)  e a tenere la Parola di Dio e il volto dei poveri come punto di riferimento per il cammino di Zona pastorale. Introdotto dai canti del coro di Villazzano e animato da varie parrocchie cittadine, il lavoro del pomeriggio si è vivacizzato poi nei gruppi (vedi foto) chiamati a esprimere le priorità pastorali e le esperienze concrete da privilegiare. In più un sogno riassumibile in una parola che è andata a formare una nuvoletta (a caratteri più grandi i temi più citati e “sentiti”) con un esito significativo: le voci più ricorrenti sono: comunità, Cristo, Parola e poveri.

Lavori di gruppo durante l’Assemblea della Zona pastorale di Trento