“La tomba di Lazzaro è entrata nelle nostre case”. Messa dell’arcivescovo Lauro e collegamento con Pat: “Chiusura chiese gesto d’amore”

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In mattinata la Messa in cattedrale, nel primo pomeriggio la meditazione sul Vangelo in un’inedita versione web di Sulla Tua Parola, quindi l’intervento alla conferenza stampa della Provincia Autonoma per il punto sull’emergenza Coronavirus: ampia eco alle parole dell’arcivescovo Lauro Tisi, domenica 29 marzo, quinta di Quaresima.

Al centro della liturgia mattutina, il Vangelo della risurrezione di Lazzaro. “Passano i giorni – sottolinea don Lauro – e sempre più famiglie, all’interno della propria cerchia parentale piangono qualcuno colpito dalla malattia e dalla morte. Cresce la preoccupazione per il lavoro, per l’organizzazione della vita domestica: dai bambini agli anziani, nelle forme più diverse, tutti stanno soffrendo, con l’aggravante di doversi tenere a distanza. In una parola, la tomba di Lazzaro è entrata nelle nostre case.”

Incredibilmente – nota però don Lauro – , queste tragiche ore ci mostrano che Dio è più presente di quanto pensiamo. Tutti, pur in modalità diverse, lo stanno evocando”. “Sulla nostra strada – aggiunge l’Arcivescovo – incontriamo un Dio che si abbandona alle lacrime, un Dio che conosce il turbamento, ha voglia e bisogno di amicizia. Ecco allora manifestarsi davanti a noi un Dio che è Amore.”

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FOTO PEDROTTI

Nel pomeriggio di domenica 29 marzo, in streaming sui portali web diocesani, don Lauro ha offerto la sua meditazione nell’appuntamento “Sulla Tua Parola”, incontro diocesano sul Vangelo, rivolto in particolare agli adulti.

Nel tardo pomeriggio infine l’Arcivescovo ha preso parte, in video-collegamento dal suo studio, all’aggiornamento quotidiano da parte della Provincia Autonoma di Trento sulla situazione legata all’emergenza Coronavirus.

“A partire dalla Caritas, il comparto al momento più attivo – ha detto l’arcivescovo di Trento – siamo contenti in primo luogo di non avere chiuso i servizi che si rivolgono ai poveri. Abbiamo invece come noto deciso di chiudere le chiese perché riteniamo che in questo momento l’imperativo evangelico sia per il cristiano manifestare anche con questa rinuncia l’amore per gli altri. La storia dei cristiani è anche storia di sofferenza, e la sofferenza oggi segna pesantemente la nostra comunità. In prima linea oggi ci sono gli operatori sanitari, e assieme a loro anche molti altri. L’impegno che sta emergendo in questi giorni è straordinario, ma non nasce ora, viene da lontano. L’ho visto spesso all’opera negli ospedali e nelle RSA. Abbiamo un Trentino sano, vero, bello. Non solo coloro che si impegnano direttamente per fronteggiare il contagio, e che sono naturalmente i più esposti, ma tutti quelli che testimoniano il loro amore per l’altro anche solo restano a casa.”

“Noi – ha detto ancora don Lauro nella conferenza stampa – cerchiamo di mantenere il più possibile i contatti con le persone, con gli strumenti che possiamo adoperare in questo momento, sostenendo la speranza e aiutando a trovare una luce. Cristo vive nei nostri malati. Ci fa soffrire il pensiero che tante persone muoiono sole, ma sappiamo che i sanitari si stanno impegnando anche su questo versante.

Per quanto riguarda i sacramenti – ha proseguito l’arcivescovo di Trento, stimolato dalle domande del capufficio stampa della Provincia Giampaolo Pedrotti – non potendo celebrare l’Eucarestia stiamo insistendo molto sulla preghiera nelle case e sulla parola di Dio, che è importante come l’Eucarestia, perché  porta conforto a tutti. Il Papa lo ha detto chiaramente: dobbiamo trovare la via del noi. E credo che lo stiamo già facendo, così come credo che abbiamo capito che non possiamo vivere da soli. Dico anche che per fortuna ci sono i social, nei confronti dei quali a volte sono stato molto critico, perché oggi ci consentono di comunicare. Una cosa straordinaria che stiamo scoprendo è che per stare con gli altri, in questo momento, dobbiamo rimanere a distanza. E’ un fatto assolutamente nuovo. Credere o no credere non fa la differenza. Siamo tutti accomunati dal dolore e dalla sorpresa. Ma il terreno sul quale possiamo convergere è quello del volere bene. E questo vale per tutti, credenti e non”.

PER RIVEDERE INTERVENTO INTEGRALE PAGINA FACEBOOK PAT

Monsignor Tisi nel video collegamento di domenica 29 marzo all’interno del quotidiano aggiornamento della Provincia Autonoma sull’emergenza Coronavirus