Il sogno e le priorità del vescovo Tisi. Intervista esclusiva d’inizio autunno con il settimanale Vita Trentina

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“Dovremo impegnarci a sviluppare al massimo l’incontro comunitario con la Parola. Il mio sogno è che attraverso questo lavoro nella diocesi di Trento la Parola di Dio, proposta dell’umanità di Gesù Cristo, sia letta e frequentata notte e giorno!”. Mons. Lauro Tisi esprime con questa parole la sua priorità pastorale all’inizio del nuovo Anno pastorale – il quarto per lui da vescovo di Trento – in un lungo colloquio con Vita Trentina in edicola oggi, durante il quale “rilegge” gli eventi dell’estate (“ho trovato nei piccoli paesi una Chiesa molto vivace”), incoraggia il percorso delle otto Assemblee pastorali di Zone (“insieme fisseremo l’agenda per i mesi successivi, io starò in ascolto) e affronta anche alcune critiche: sui migranti (“l’accoglienza è nel DNA del cristiano”, ripete), sui beni della Chiesa (“la sobrietà è criterio evangelico”) e sull’umanità di Gesù: “Quando parlo di umanità di Gesù mi riferisco all’unico che può fregiarsi del titolo di pienamente uomo. La nostra umanità, anche quella dei migliori, compresi quanti veneriamo come santi, presenta peccati, lacune e ferite. Viceversa, quando ho esplorato l’umano di Gesù Cristo incontro la pienezza del divino”. Poi spiega come intende coniugare i tre verbi cari a Papa Bergoglio: attirare alla fede, avviare i processi, accompagnare il popolo di Dio.