“Ascolto che cura, comunità che ricostruisce” è il tema della VI Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi nella Chiesa, che ricorre mercoledì 18 novembre 2026. In vista di questa ricorrenza, l’Arcidiocesi di Trento – attraverso il proprio Servizio Tutela Minori – promuove una veglia di preghiera lunedì 16 novembre, alle ore 20, nella chiesa di Santa Maria Maggiore a Trento, presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi.
Un momento di preghiera e riflessione che si fa vicinanza alle persone che hanno subito abusi in ambito ecclesiale, per riconoscerne la sofferenza e ribadire la necessità di un impegno condiviso, affinché la Chiesa sia sempre più un luogo sicuro, capace di ascolto, accoglienza e tutela, in particolare nei confronti dei minori e delle persone vulnerabili.
Il tema scelto per la Giornata nazionale sottolinea il valore dell’ascolto come primo passo per riconoscere le ferite e accompagnare percorsi di ricostruzione della fiducia. Una responsabilità che interpella l’intera comunità ecclesiale, chiamata a non distogliere lo sguardo dalle sofferenze provocate dagli abusi, ma a promuovere una cultura della prevenzione, della trasparenza e della cura.
“Ho osservato, ho udito, conosco”: il richiamo biblico alla cura
A fare da filo conduttore sono anche le parole tratte dal libro dell’Esodo (3,7): “Ho osservato, ho udito, conosco”, richiamate nella locandina della veglia. Parole che raccontano un Dio attento al dolore del suo popolo e invitano la comunità cristiana a farsi carico, con responsabilità e sensibilità, della sofferenza di chi è stato ferito.
L’immagine che accompagna l’iniziativa, realizzata da Luisa Abbiati, raffigura in primo piano un adulto e un bambino, mentre sullo sfondo una comunità si tiene per mano. Un richiamo visivo al bisogno di relazioni capaci di proteggere e sostenere, perché nessuno sia lasciato solo di fronte alle proprie ferite.
La veglia del 16 novembre è aperta a tutta la comunità, come occasione per esprimere solidarietà alle vittime e ai sopravvissuti e rinnovare l’impegno per una Chiesa sempre più attenta alla dignità e alla sicurezza di ogni persona.




