“Abbassarsi e servire. Questo è l’habitat di Gesù”. In cattedrale il vescovo Tisi lava i piedi a dodici missionari

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(19 aprile) Nella Messa in Coena Domini del Giovedì Santo (18 aprile), memoria dell’ultima cena di Gesù, l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha rinnovato il gesto della lavanda dei piedi compiuto da Gesù con i suoi discepoli, lavando i piedi a dodici fra missionarie e missionari trentini. “Abbassarsi e servire. Questo è l’habitat di Gesù. Sottrarsi a questo – ha sottolineato Tisi – è negarsi la possibilità di incontrarlo. Fuori da questa logica non c’è possibilità di fare esperienza di Dio”. In apertura dell’omelia don Lauro si è soffermato anzitutto sull’importanza del “mangiare, che va oltre la sopravvivenza”. “Nel modo in cui mangia, l’uomo rivela se stesso”, negli aspetti positivi (“condividere il cibo nella gioia”), ma anche nel fatto che “non raramente il mangiare svela anche un disagio esistenziale, soprattutto fra i giovani, come attesta l’aumento esponenziale dei disturbi alimentari”.

FOTO ZOTTA

In allegato testo omelia