La Visita pastorale dell’arcivescovo Lauro Tisi sugli Altipiani cimbri ha messo al centro una delle sfide decisive per il futuro delle comunità: il ruolo dei laici, chiamati sempre più a custodire, animare e far crescere la vita ecclesiale in un territorio ampio e articolato.
Domenica 24 maggio, nella sala civica di Carbonare, comitati parrocchiali e consigli per gli affari economici degli Altipiani, da Mezzomonte a Lusérn, si sono ritrovati con il vescovo Lauro per un confronto schietto sul presente e sul futuro della Chiesa locale. Come racconta Martina Marzari su Vita Trentina, l’incontro ha fatto emergere insieme le fatiche e le risorse di comunità chiamate a camminare in rete, in un contesto segnato da undici chiese e da un unico parroco, don Jgor Michelini, affiancato dai collaboratori don Luca Tomasi e don Giorgio Garbari.
Tra le difficoltà emerse, la frammentazione geografica, la fatica a superare antichi campanilismi, la partecipazione spesso affidata “sempre alle stesse persone” e il desiderio di ritrovare un dialogo più vivo con famiglie e giovani. Dalle diverse comunità è però arrivata anche una testimonianza di tenuta e di fiducia: nei piccoli paesi, nonostante il calo numerico e la nostalgia per tempi diversi, resta forte la volontà di “fare comunità”, collaborando con realtà locali come Alpini, Pro loco e gruppi giovanili.
Particolarmente significativa la voce dei laici, che hanno letto la Visita pastorale come “un autentico momento di grazia”. È stata sottolineata anche la corresponsabilità riconosciuta dai sacerdoti nell’organizzazione degli appuntamenti: uno spazio che fa sentire le comunità “valorizzate” e protagoniste. Da Lavarone è arrivata inoltre la richiesta di una formazione costante e di una figura diocesana di supporto, capace di accompagnare i laici in questa fase di cambiamento.
Nel suo intervento, l’arcivescovo Lauro ha invitato a non leggere il presente solo con le categorie del declino. “La prova che siamo nel segno del ‘più’ è che oggi siamo qui insieme”, ha detto, riconoscendo nella capacità organizzativa dei laici degli Altipiani “un’eccellenza inimmaginabile altrove”. La Visita, ha aggiunto, è stata per lui “un vero e proprio balsamo”, con un invito chiaro: “Guardate avanti con coraggio; la Chiesa deve superare la logica del ‘si è sempre fatto così’. Non è importante avere le chiese piene, ma formare donne e uomini evangelici”.
L’eco dell’omelia a Lavarone
Un orizzonte che si intreccia con alcuni passaggi dell’omelia pronunciata sabato 23 maggio a Lavarone, dove l’Arcivescovo aveva richiamato la forza mite dello Spirito: “Dio non ha i tratti della violenza, della forza intesa come dominio, del potere che schiaccia. Dio ha i tratti delicati della tenerezza e della leggerezza”. Da qui anche l’indicazione di uno stile comunitario: non considerare l’altro “un nemico, ma un dono”, perché “lì dove qualcuno si prende cura di qualcuno, lì soffia lo Spirito”.
Le prossime tappe
La Visita pastorale prosegue ora con un calendario fitto di incontri.
Venerdì 29 maggio alle 16.30, a Carbonare, l’arcivescovo Lauro incontra genitori e ragazzi per la chiusura dell’anno di catechesi degli Altipiani.
Sabato 30 maggio, sempre a Carbonare, alle 10 è previsto l’incontro con ministri della Comunione, animatori della liturgia, cori parrocchiali e persone impegnate nella cura delle chiese; nel pomeriggio, alle 15, cammino con i giovani dai Gionghi verso il Drago Vaia; alle 18 Messa a Lavarone Cappella, nella chiesa di Santa Maria Assunta.
Domenica 31 maggio, dopo il pellegrinaggio diocesano a Montagnaga di Piné in mattinata, monsignor Tisi celebrerà la Messa a Nosellari alle 18. Giovedì 4 giugno sarà ancora a Nosellari: alle 11 visita alla Scuola dell’Infanzia e alle 14 incontro con il Circolo degli Anziani. In serata, alle 19, l’arcivescovo Lauro presiederà in Cattedrale la Messa e la processione del Corpus Domini.




