Don Bedemore e don Nicola Belli

Vite che sanno di Vangelo. Don Bedemore, dalla Nigeria a Mori nel segno della fraternità

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“È stato molto difficile per me, ma Dio, che manda i suoi discepoli, è stato anche con me”.

È una testimonianza semplice e intensa quella di don Bedemore Ezeagu, prete nigeriano della diocesi di Ekwulobia, protagonista della nuova puntata della serie video “Vite che sanno di Vangelo“, prodotta dalla Diocesi di Trento (Servizio Catechesi e Servizio Comunicazione).

Arrivato in Italia due anni fa per studiare diritto canonico a Venezia, don Bedemore, 35 anni, vive oggi a Mori, accolto dal parroco don Nicola Belli e dalle comunità di Mori, Besagno e dell’Unità pastorale Valle di Gresta.

Una presenza che nel tempo è diventata familiare e preziosa: in canonica condivide la quotidianità anche con il giovane viceparroco don Filippo Zanetti, mentre nelle parrocchie è ormai conosciuto e apprezzato da tutti, dai ragazzi agli anziani.

“Dio nelle persone che incontro”

La puntata racconta il suo cammino umano e spirituale: l’impatto con una lingua sconosciuta, il cambiamento radicale di ambiente e cultura, ma anche la scoperta di una fraternità concreta. “Quando sono arrivato non capivo una parola di italiano – racconta – ma la gente e la comunità mi hanno accolto molto bene, con pazienza mi hanno dato incoraggiamento”. A fare da filo conduttore è il Vangelo missionario di Matteo (28,16-20 Apparizione in Galilea e missione universale). “Gesù mandò i discepoli anche se non erano professionisti. La mia speranza si basa su una persona che mi ha mandato”, confida don Bedemore che riconosce: “Dio è stato con me nelle persone che ho incontrato, tra la gente, con il mio parroco”.

“La gente ha bisogno del suo sorriso”

Nelle parole di don Nicola emerge il senso profondo dell’accoglienza: “Il vescovo Lauro mi disse: ‘Voglio regalargli l’esperienza di sentirsi a casa’”. E davvero Mori è diventata casa per il giovane sacerdote africano, conquistando lui e lasciandosi conquistare dalla sua capacità di creare relazioni autentiche. “La gente ha bisogno del suo sorriso – osserva don Nicola – per sapere di essere umana, di essere vera, che è possibile vivere il Vangelo”.