Un anno speciale per l’anniversario della Laudato Si’: la riflessione di don Cristiano Bettega

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Dopo la settimana (dal 16 al 24 maggio) dedicata al quinto anniversario della pubblicazione dell’Enciclica Laudato Si’, papa Francesco alla preghiera dell’Angelus proprio di domenica 24 maggio ha annunciato che questo primo lustro sfocerà in un anno speciale di anniversario dell’enciclica, “un anno speciale -ha detto papa Francesco- per riflettere, dal 24 maggio di quest’anno fino al 24 maggio del prossimo anno”.
“Invito tutte le persone di buona volontà -ha aggiunto Francesco- ad aderire per prendere cura della nostra casa comune e dei nostri fratelli e sorelle più fragili”.

Don Cristiano Bettega, Delegato dell’area Testimonianza e Impegno Sociale, ha pensato ad una riflessione proprio per quest’occasione.

«Da che mondo è mondo». È un’espressione che usiamo, ogni tanto, per parlare di un tempo lunghissimo, di qualcosa che dura da sempre. A fronte di questo, i due mesi di blocco quasi totale di molte attività umane, a partire da una limitazione fortissima dei trasporti e quindi dell’uso di carburante, a detta degli studiosi hanno provocato una boccata d’ossigeno per l’ecosistema della Terra. Due mesi. Che a noi sono sembrati eterni, ma che di fronte all’età del pianeta sono l’equivalente di una frazione di nanosecondo della vita di un uomo. Un niente, meno ancora che un batter di ciglia. Almeno due le considerazioni possibili, credo. Prima di tutto la contemplazione rispettosa e silenziosa della enorme forza di vita che Madre Terra sa mettere in campo: gli esseri umani – e soprattutto quelli del Nord del pianeta, quindi nemmeno tutti – sono stati costretti a fermarsi, quasi hanno smesso per un attimo di “disturbare” il pianeta che li ospita, e il pianeta ha cominciato a riprendersi i suoi ritmi, con una forza di risurrezione difficile da immaginare. L’altra considerazione è, in realtà, una domanda: quanto poco ci vuole, o quanto poco ci vorrebbe perché l’essere umano restituisse se stesso alla Terra, cercando un equilibrio che – ce ne è stata data testimonianza – non è affatto impossibile da raggiungere? Domanda da porre nell’assoluto rispetto del disastro che la pandemia di Covid-19 sta lasciando sul campo, a livello economico e sociale innanzitutto. Ma il dubbio resta: fino a due mesi fa, abbiamo realmente lavorato per il nostro bene? Inteso nel senso più ampio possibile di quel benessere, che non può ridursi al nostro conto in banca.

In questi ultimi giorni si è celebrato il quinto anniversario da quando papa Francesco ha pubblicato la sua “enciclica verde”, la Laudato si’. Molte le iniziative che nei giorni scorsi hanno voluto richiamare i temi di questo scritto di papa Bergoglio, tanto apprezzato anche molto al di là del mondo cattolico, quanto ancora tutto da attuare. Una di queste iniziative, da gustare quasi a piccoli sorsi, è scaricabile qui: https://www.facebook.com/298216120855919/videos/3099403956748975

Ed è assolutamente interessante che il papa abbia deciso di proporre un anno intero all’insegna della Laudato si’, dal 24 maggio 2020 al 24 maggio 2021: perché l’attenzione al custodire il creato non ha il suo posto in qualche evento commemorativo, ma chiede di essere costantemente tradotta in pratica quotidiana. E custodire il creato significa custodire chi lo abita, inevitabilmente: quindi anche noi stessi, insieme a tutto ciò che trova casa sul pianeta Terra. È ancora papa Francesco che ci chiede di allargare gli orizzonti del cuore, per riconoscere che il custodire è parte fondante del DNA dell’uomo: «Non possiamo permetterci di scrivere la storia presente e futura voltando le spalle alla sofferenza di tanti. È il Signore che ci domanderà di nuovo: “Dov’è tuo fratello?” (Gn 4,9) […]. Se agiamo come un solo popolo, persino di fronte alle altre epidemie che ci minacciano, possiamo ottenere un impatto reale. Saremo capaci di agire responsabilmente di fronte alla fame che patiscono tanti, sapendo che c’è cibo per tutti? Continueremo a guardare dall’altra parte con un silenzio complice, dinanzi a quelle guerre alimentate da desideri di dominio e di potere? Saremo disponibili a cambiare gli stili di vita che subissano tanti nella povertà, promovendo e trovando il coraggio di condurre una vita più austera e umana, che renda possibile una ripartizione equa delle risorse? Adotteremo, come comunità internazionale, le misure necessarie per frenare la devastazione dell’ambiente o continueremo a negare l’evidenza?» (da un articolo pubblicato in spagnolo su Vida Nueva, 17 aprile 2020).

Ricordiamocelo reciprocamente: due mesi imposti da un’emergenza e forse vissuti anche controvoglia hanno dato aria al mondo; quanto ben-essere potrebbe produrre la scelta libera di una vita responsabile e solidale da parte di tutta l’umanità? Abbiamo un anno per pensarci, e lo faremo; ma abbiamo ogni giorno a disposizione per cominciare a far sul serio.