“Rischiamo di mercanteggiare la Parola, anziché mostrarla con la vita”. A Sanzeno l’arcivescovo Lauro ricorda l’esempio dei Martiri d’Anaunia

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La Basilica di Sanzeno, in val di Non, ha ospitato la sera di venerdì 29 maggio la Messa con l’arcivescovo Lauro nell’anniversario (397 d.C.) del sacrificio dei Martiri d’Anaunia Sisinio, Martirio ed Alessandro. Una presenza volutamente in “sordina” quella di monsignor Tisi, nel rispetto delle norme legate all’emergenza Coronavirus che invitano ad evitare assembramenti, ma non per questo meno significativa, a sottolineare il solido legame con i primi testimoni del Vangelo in terra trentina, stretti collaboratori del vescovo San Vigilio.

Senza la tradizionale processione con le reliquie e davanti a poco più di un centinaio di persone, adeguatamente distanziate e munite di mascherina, don Lauro nell’omelia ha esordito proprio con le parole di Vigilio quando scrive a San Simpliciano ricordando il martirio dei tre cappadoci: “Non sono le parole che illustrano i meriti, ma piuttosto i meriti che impreziosiscono le parole”. Un ‘assist’ per menzionare ancora il sacrificio di “operatori sanitari, volontari e coloro – rammenta don Lauro – che hanno garantito i servizi essenziali nei giorni peggiori dell’emergenza”. Ma anche lo stimolo per un’”operazione di discernimento” per capire -secondo l’Arcivescovo di Trento- cosa rende “impacciata la vita della nostra Chiesa e delle nostre comunità”. La risposta arriva da un altro santo, Paolo VI – di cui il 29 maggio ricorre la memoria liturgica – e dalla sua storica affermazione: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o se ascolta i maestri lo fa perché sono dei testimoni”. “La nostra esperienza credente – fa eco don Lauro – rischia di parlare del Vangelo, ma di non viverlo. Rischiamo di essere una lettera d’inchiostro, di mercanteggiare la Parola, anziché mostrarla con la vita”.

Di qui l’invito, sull’esempio dei Martiri d’Anaunia, a “tornare all’essenziale e accreditare il Vangelo”. Ad esempio, scongiurando quell’ansia da ripartenza che, secondo Tisi, rischia di impedirci di “rivisitare i giorni terribili dell’emergenza”, facendoci dimenticare “la sofferenza drammatica di tante persone, che in forza dello Spirito, ci ha permesso di vedere il miracolo del donare la vita.”

“L’intercessione dei nostri Martiri – conclude l’arcivescovo Lauro – faccia scendere lo Spirito Santo sulla nostra Chiesa diocesana, la preservi dalla mormorazione e dal rimpianto, la liberi dalla paura di aprirsi alla novità”.

In Basilica, durante la s. Messa concelebrata dal parroco di Sanzeno padre Giorgio Silvestri e diversi altri sacerdoti della valle, si è rinnovato per mano del sindaco di Sanzeno, Paolo Pellizzari, il dono dell’olio per la lampada che arde davanti all’urna con le reliquie dei Martiri.

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