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Vita consacrata e diocesi, nuovi ambiti di collaborazione

Incontro con l’Arcivescovo all’Istituto Salesiano
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In un contesto culturale ed ecclesiale molto diverso dal passato, i religiosi e le religiose della diocesi sono disponibili a far crescere la comunione ecclesiale, trovando anche nuovi ambiti di collaborazione, pur nella fedeltà al loro carisma specifico.  Questa prospettiva, indicata dall’arcivescovo Lauro nell’incontro, sabato scorso, all’Istituto Salesiano con circa 250 religiosi, religiose, consacrati e consacrate secolari, è stata approfondita in un dialogo schietto e propositivo. L’urgenza di “conoscersi meglio e condividere anche i limiti per trasformarli in sinergia per la Chiesa locale” è stata sottolineata da padre Giancarlo Girardi, coordinatore della vita consacrata in diocesi, mentre mons. Lauro ha evidenziato alcuni ambiti:  dai giovani, ai punti di ascolto-riconciliazione previsti in ogni zona pastorale,  al versante educativo della carità e di tante emergenze come migranti, sanità, scuole ecc….

I vari istituti religiosi ora proseguiranno il confronto a partire dalla identità di ciascuno: i carismi, per andare oltre l’affaticamento delle organizzazioni e/o opere, ma anche la memoria di una Chiesa locale che sa ridimensionarsi, per porre in primo piano il senso del suo esistere come comunità di discepoli e testimoni.

Il dialogo fra i religiosi e le religiose con l’Arcivescovo (foto Lever)

“Padre Davide, lasciati inquietare da Gesù”

Il vescovo Lauro ordina un nuovo prete venturino in S. Maria Maggiore
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“L’Eucarestia sia per te il grembo fecondo dove ogni giorno fai esperienza del tuo Signore che ti lava i piedi, perché tu, come la donna di Samaria, possa lavare i piedi ai tuoi fratelli”. L’arcivescovo Lauro termina così l’omelia della messa di ordinazione presbiterale di padre Davide Bottinelli, 36 anni, lombardo di origine, appartenete alla Congregazione di Gesù Sacerdote (venturini), sabato 18 marzo a Trento nella basilica di S. Maria Maggiore. Nella chiesa, fra tanti parenti, amici e confratelli, risuona il Vangelo di Giovanni con l’incontro tra Gesù e la Samaritana. L’Arcivescovo commenta, rivolto a padre Davide: “Lasciati inquietare e destrutturare dall’Assetato del pozzo di Sicar, permetti alla sua Parola di entrare come acqua benefica nel tuo cuore, di liberare in te la sete misteriosa che il Padre ha posto nel cuore degli uomini. Potrai, allora, adorare il Padre in “spirito e verità” realizzando la promessa di Gesù: ‘Farete le mie opere e ne farete di più grandi’”.   

In allegato testo integrale omelia Arcivescovo.

Foto Gianni Zotta

 

Primiero accoglie le clarisse cappuccine

Il saluto corale della comunità alla nuova "presenza orante"
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La comunità del Primiero ha accolto le nove Suore Clarisse Cappuccine, provenienti dalle Marche terremotate,  che hanno preso il posto, nel Convento di Tonadico, dei frati cappuccini. A guidare, sabato pomeriggio la s. Messa di benvenuto l’arcivescovo Lauro, insieme con tutti i parroci del Primiero Vanoi guidati dal decano di Primiero, don Giuseppe Da Pra. Nell’omelia il vescovo ha ringraziato le suore per aver accolto la proposta di venire a vivere in Primiero ed ha esaltato il ruolo della loro “piccola comunità orante”.

Al termine della solenne santa messa il discorso di benvenuto del Sindaco di Primiero, Daniele Depaoli e il primo messaggio delle suore clarisse: “Viviamo – spiegano – l’impegno della preghiera liturgica, del lavoro per sostenerci e per condividere le necessità di quanti sono nel bisogno, della vita fraterna e dell’ accoglienza di chi ha piacere di pregare con noi, di compartecipare gioie, preoccupazioni, speranze e fatiche della vita. Desideriamo vivere in sinergia con la Chiesa locale a cui apparteniamo e con la parrocchia in cui siamo inserite, offrendo un servizio secondo le nostre possibilità e secondo la finalità della nostra vita”.

Foto LaVocedelNordEst.it

 

Primiero saluta i frati e abbraccia le clarisse

A Tonadico passaggio di testimone. Il "grazie" del vescovo Lauro
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(Tonadico). Domenica 12 febbraio, alla messa delle ore 11.00, una chiesa gremita di fedeli, provenienti un po’ da tutte le parrocchie del Decanato, ha salutato i padri Cappuccini che dopo ben 95 anni di permanenza lasciano il Convento di Tonadico. Una funzione semplice, molto partecipata, toccante per certi aspetti, durante la quale si percepiva il rammarico e la tristezza per questa partenza inaspettata. La celebrazione eucaristica era presieduta da padre Roberto Genuin, superiore provinciale del Triveneto dei frati cappuccini. Accanto a lui padre Giancarlo Girardi, delegato Diocesano per la vita consacrata in rappresentanza dell’Arcivescovo di Trento, il decano di Primiero, don Giuseppe Daprà, e i parroci e collaboratori pastorali del decanato di Primiero. Dopo la comunione i saluti ufficiali. Padre Giancarlo Girardi, ha letto il messaggio di ringraziamento dell’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi, impossibilitato a presenziare, nel quale esprime tutta la sua vicinanza “in questo significativo momento di passaggio,che caratterizza ciascuna delle vostre comunità, parte viva dell’unico popolo di Dio che abita tra queste splendide montagne”. Ha ringraziato, poi, i Cappuccini perché “avete scolpito il messaggio francescano nel cuore di tanti primierotti, non a parole, ma con i fatti, divenendo una presenza amata e giustamente rimpianta. Il dispiacere che accompagna la vostra partenza, ve lo posso dire con sincerità, è anche il mio”.

Il sindaco di Primiero San Martino di Castrozza, Daniele Depaoli, nel ringraziare i frati, ha evidenziato l’importante ruolo da loro svolto in questi quasi cento anni nel servizio alla comunità. “Non possiamo nascondere la sofferenza per questo distacco, ha detto il decano don Giuseppe Daprà, vogliamo ringraziare tutti i padri cappuccini che sull’esempio di san Francesco hanno attraversato questa terra del Primiero”.

Toccante il ringraziamento di padre Paolo, guardiano del convento. “Sono quasi tre anni che sono qui, ha esordito, ho vissuto questo tempo bene. Mi sono trovato veramente bene, nel vero senso della parola. Ho una regola fondamentale:ogni posto e ogni tempo è di Dio. Trovi le difficoltà, trovi gli intoppi, trovi le gioie, trovi le soddisfazioni, trovi tante cose, però tutte se le metti nel tempo e lo spazio di Dio, allora la vita è bella. Grazie di tutto cuore e vi ricordo”. “Io vi dico ciao, ha detto invece padre Lorenzo, perché in veneziano significa lasciarvi con la possibilità di rimanere al vostro servizio. Siamo servi di tutti, abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Chiedo scusa della mia pazienza. Ciao”. Infine, il padre provinciale ha ringraziato l’intera  comunità per l’accoglienza riservata ai fratelli in questi lunghi anni. “Se i frati si sono trovati bene, ha detto, anche la gente li ha trattati bene. Continuerà il bene francescano in  questa chiesa. Di una cosa non ci possono essere dubbi: la mano di Dio non si è rimpicciolita. Anzi, il Signore continua a concedere sempre a tutti coloro che lo vogliano gli aiuti necessari per una vita buona. Non possiamo che affidarci a lui. Affidiamo al Signore questo convento e il Primiero chiedendo con insistenza che si degni di continuare a sorreggerci”. Alla santa messa erano presenti anche tre delle nove suore clarisse che prenderanno il posto dei frati. Le altre arriveranno verso la fine di febbraio e il loro insediamento ufficiale è previsto per sabato 4 marzo.  “Sono state scosse – dice ancora l’Arcivescovo nel suo saluto – da una terra drammaticamente inquieta, che ora le costringe a lasciare le Marche per il Trentino. Sono certo che la loro presenza orante porterà un gran bene alla nostra comunità diocesana e a questa vostra chiesa locale. Buon cammino a voi fratelli cappuccini che lasciate Tonadico ma continuate ad annunciare altrove la gioia del Vangelo. E benvenute voi, sorelle, che di quella stessa gioia siete testimoni silenziose, ma non meno efficaci. Della vostra presenza beneficerà la comunità di Tonadico e di tutto il Primiero, pronta ad accogliervi come solo la gente di montagna sa fare.

 

(Bruno Bonat per Vita Trentina)