“La stella sorge anche quest’anno, ed ha i colori del desiderio di ritornare all’incontro”: la solennità dell’Epifania in cattedrale col vescovo Lauro

Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

Solennità dell’Epifania nel segno dell’universalità della chiamata al Bambino Gesù e dell’infanzia missionaria. Il vescovo Lauro, che ha presieduto la celebrazione in cattedrale, ha infatti sottolineato questi due aspetti caratterizzanti la giornata: “Ricordiamo tutti i ragazzi -ha detto l’arcivescovo- che stanno pagando a prezzo altissimo la pandemia. Cerchiamo di tener presente la loro vita, le limitazioni cui sono costretti, perché da loro passa il nostro futuro. Preghiamo perché nella Chiesa i ragazzi possano venir valorizzati, trovare il loro posto, non essere dimenticati”.

Il segno dell’universalità è stato dato invece dalle letture, proclamate da Edna dalla Guinea Bissau e Eleonora dall’Albania, “perché l’Epifania -ha rimarcato Tisi- ricorda anche la chiamata a tutti i popoli per adorare il Bambino Gesù. Per questo chiediamo di poter valorizzare anche la presenza dei tanti fratelli migranti che sono in mezzo a noi: sentiamo la ricchezza che ci hanno portato e ci portano”.

“La pandemia -ha detto il vescovo nell’omelia- ha fermato la corsa del mondo e ci ha lasciati in un mondo sospeso. Fatichiamo a immaginare con serenità un futuro che abbia i colori caldi della speranza e della rinascita. Ci fa bene in questo momento ascoltare il profeta Isaia, “Alza gli occhi e guarda”. Questa parola risuona adesso per noi, lo Spirito la rende presente per noi. Guarda lontano, guarda il futuro, e non avere paura. Come i Magi, non smettiamo di cercare, consapevoli che anche nella notte più oscura lo Spirito fa sorgere le sue stelle”.

“Facciamoci passare davanti i volti di quei più di mille morti -ha proseguito- e lì vedremo la presenza della stella, sorta anche quest’anno, che ha i colori del desiderio fortissimo di ritornare all’incontro, di poter stare a tavola in pace, di poterci abbracciare, di tornare a vederci di nuovo nel volto senza mantenere la distanza. La stella è questo anelito fortissimo che c’è in tutti. Ogni tanto questa stella scompare, la frustrazione ci porta a perderla di vista e commettiamo errori. Come i Magi, andiamo nella direzione sbagliata. Ma se come loro trasformeremo il ricordo in voglia di tornare a quello che è essenziale per l’uomo, rivedremo la stella che ci porterà nella grotta, dove scopriremo la beatitudine di un Dio che ci sta cercando prima ancora che noi lo cerchiamo. Mettiamo davanti a quel Bambino la nostra vita, i nostri desideri, le nostre sofferenze, e riceveremo in cambio il dono dei doni, la vita di Dio, l’amore senza misura”.

Foto di copertina GIANNI ZOTTA