Epifania, don Lauro: “Erode è dentro di noi quando uccidiamo i sogni. Come i magi, dobbiamo essere abitati dal desiderio. Sia Epifania tutto l’anno, nel coraggio di ricominciare”

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“Contempliamo il bambino di Betlemme incontrato da tutti i popoli. È bello pensare che il nostro Dio è Dio per tutti popoli e per essere incontrato non ha bisogno di una cultura particolare, di un determinato contesto ma è un Dio varca tutte le barriere ed è possibile incontrarlo ad ogni uomo e donna di ogni tempo e di ogni epoca. Perché il nostro Dio è l’Amore. E solo chi ama lo incontra e lo conosce”. Così l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha introdotto la Messa in cattedrale nella solennità dell’Epifania, ricordando inoltre “tutti i fratelli migranti che arrivano sulla nostra terra, tutti i popoli e particolarmente quelli – e sono tanti – che conoscono guerra e violenza e coloro che l’ingiustizia del mondo ha messo ai margini e costringe a vivere in modo subumano”.

“Come i Magi, abitati dal desiderio” 

Nell’omelia (QUI TESTO INTEGRALE), monsignor Tisi ha invitato a seguire il “tormentato” cammino dei Magi giunti per adorare Gesù: “perdono la stella, trovano la grande città anziché il piccolo villaggio; chiedono del bambino a un assassino di bambini; cercano una reggia e trovano un’umile casa. Ma hanno il pregio infinito – sottolinea Tisi – di continuare a cercare e di ricominciare sempre daccapo”.  Secondo l’Arcivescovo, iI “dono più prezioso che offrono i Magi non è l’oro: è il loro stesso viaggio, la loro ricerca, i lunghi mesi in cui hanno camminato insieme, frequentando uno il volto dell’altro e scrutando le stelle”.

“Sono uomini – argomenta don Lauro – abitati dal desiderio, uomini assetati. E così diventano davvero un paradigma importante per la nostra vita credente. Chiediti: quanto desiderio abita nel tuo cuore? C’è sete in te o solo risposta e le domande sono sparite? Hai il coraggio di ripartire quando ti accorgi di aver sbagliato strada? Cerchi con gli altri? Sogni, immagini? A noi la risposta!”

“No a una Chiesa a corto di desideri. Erode è dentro di noi: un uccisore di sogni in fasce”    

“Oggi – aggiunge monsignor Tisi – portiamoci a casa l’itinerario dei Magi, perché davvero credo possa essere salutare per la nostra Chiesa che a volte a è a corto di sogni, di desideri, non ha il gusto di cercare insieme e di fronte ai fallimenti getta la spugna, anziché provare a ripartire”.

Saremmo tentati di pensare a Erode come a qualcuno dei potenti di oggi che insanguinano la terra, ma “io vorrei – è la provocazione di don Lauro – che oggi sentissimo che Erode è dentro di noi, un uccisore di sogni in fasce. Erode abita dentro di noi, quando diamo corso al cinismo, chiudiamo la speranza e siamo più realisti del re. Dietro a certe frasi, diventate il nostro parlare quotidiano, pieno di lamento e di rassegnazione, altro non è nascosto che l’uccisore dei sogni, Erode. Ma così distruggiamo la Chiesa e le nostre comunità!”

“Nel bambino l’essenza dell’uomo: senza l’altro mi do la morte”  

“Nel bambino troviamo l’essenza dell’uomo: egli esiste in quanto è accolto e amato”, sottolinea l’Arcivescovo prima di affermare con forza che “Dio si è fatto Bambino per mettere nel cuore dell’uomo la luce gentile del sentire che, se chiudo le porte all’altro, mi dò la morte, rinuncio a vivere, mi porto a casa l’angoscia”.

“Sia Epifania tutto l’anno: ogni giorno il coraggio di ricominciare”

“Mi permetto di suggerire – nota ancora don Lauro – una variante al detto polare ‘l’Epifania tutte le feste porta via”: che sia Epifania tutto l’anno, che tutti i giorni sorga la stella del desiderio di incontrare e vedere il volto dell’altro. Ogni giorno ci sia il coraggio di ricominciare, quando le relazioni si inceppano, non tramonti mai il sole sopra la nostra ira e la nostra rabbia. Non passi giornata senza aver fatto vibrare nell’aria l’adrenalina del ‘grazie’. Sia patrimonio acquisito la consapevolezza che solo l’amore fa passare dalla morte alla vita. O ami o non vivi”.  “Come i Magi – conclude l’omelia l’Arcivescovo – chiediamo allo Spirito Santo di farci percorrere la strada ‘altra’ dell’amore ed abbandonare la via del potere che altro non cerca se non l’ingrandimento del proprio ego”.