Messa del Creato ad Arte Sella, in duecento nella Cattedrale Vegetale. Tisi: “Non c’è alternativa all’alleanza con il creato e con i fratelli”

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Circa duecento persone hanno partecipato nel pomeriggio di domenica 13 settembre alla Messa per il Creato presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi nella suggestiva cornice della Cattedrale Vegetale di Arte Sella, in Val di Sella. Una celebrazione immersa nella natura, momento centrale delle iniziative promosse dalla Diocesi di Trento per il Tempo del Creato 2026, quest’anno dedicato al tema “Acqua Viva”.

Tisi: “Odio e incuria del Creato, due facce della stessa crisi”

Nell’omelia, l’arcivescovo Lauro ha preso spunto dalle parole del Siracide su rancore e ira per leggere alcune dinamiche del nostro tempo. “Oggi ci troviamo in un momento dove il rancore, l’ira, l’odio si è strutturato ed è diventato il patrimonio genetico dell’umanità”, ha osservato, denunciando una cultura nella quale l’odio non viene più nascosto, ma talvolta esibito e rivendicato.

Don Lauro ha collegato questa dinamica al progressivo arretramento dell’attenzione per l’ambiente: “Di pari passo con questa dinamica che ha portato l’odio ad essere il costitutivo dell’umano, noi assistiamo all’oblio su tutto quanto riguarda la custodia del Creato”. Temi che solo pochi anni fa erano al centro del dibattito pubblico, ha sottolineato, oggi sembrano essere diventati quasi scomodi: “Se qualcuno parla di custodia del Creato, di rispetto dell’ambiente, di rinuncia al fossile, apriti cielo”.

Da qui il riferimento a San Francesco, capace di tenere insieme fraternità umana e rapporto con la natura: “Molto prima della Laudato si’ ha capito che quando saltano i rapporti tra gli uomini, poi salta il rapporto col Creato”. Per l’Arcivescovo, dunque, la via da percorrere è quella di una rinnovata alleanza: “Non c’è alternativa per un vero sviluppo a un’alleanza col Creato”.

“Tu vali non perché sei performante”

Una seconda parte dell’omelia è stata dedicata alla cultura della performance, che rischia, secondo Tisi, di trasformarsi nel metro con cui misurare il valore delle persone. “Ci stanno distruggendo con questa logica della performance che ti dà l’identità”, ha ammonito don Lauro, citando la performance economica, sportiva e professionale.

Di fronte a questa logica, il Vangelo consegna invece un messaggio opposto: “Tu vali non perché sei performante, tu vali a prescindere. Tu sei comunque un incanto, una meraviglia, uno stupore infinito”. Un’affermazione che l’arcivescovo Lauro ha collegato anche al crescente dibattito sull’Intelligenza Artificiale: “Il più piccolo tra di noi, il più acciaccato di umano che hai accanto, è enormemente più grande della macchina più performante che ci sia”. E ancora: “Non c’è paragone tra la forza di una carezza di un bambino, il sorriso di un anziano e la stretta di mano di una coppia di sposi” e qualsiasi tecnologia.

Da qui l’invito a “riconciliarci con un nuovo concetto della bellezza, della forza, della grandezza”: “Tu sei grande per quello che sei e non per quello che fai”. Anche il limite e il “gemito”, ha aggiunto l’Arcivescovo, appartengono alla condizione umana così come attraversano la stessa natura.

“Se vuoi vivere, portati a casa l’alleanza”

Nella parte conclusiva dell’omelia, don Lauro ha condensato il suo messaggio in un’immagine particolarmente efficace: “Se vuoi morire, portati a casa il nemico. Se vuoi vivere, portati a casa l’alleanza con il fratello e l’alleanza con il creato”. Un’alleanza che può conoscere anche fatica e fragilità, ma nella quale, ha ricordato, “niente è più grande di una lacrima, di un viso che si apre al sorriso, di un abbraccio e di una carezza”.

L’Arcivescovo ha quindi concluso con un invito a riscoprire il Dio cristiano come alternativa alla logica dell’odio: “Non è forse l’ora di frequentare questo Dio che disarciona l’odio, ci fa percepire l’opportunità dell’alleanza col Creato e coi fratelli?”. E, infine, l’augurio consegnato ai presenti: “Custodiamo nella gioia il Creato”.

Il coinvolgimento della Rete diocesana e il grazie ad Arte Sella

La liturgia è stata animata dalla Corale di Canezza, mentre la preghiera dei fedeli, proposta dalla Rete Diocesana per la Custodia del Creato, ha richiamato la responsabilità della Chiesa, delle istituzioni e di ciascuno nella tutela dell’ambiente, con un’attenzione particolare alle popolazioni colpite dalle catastrofi naturali e dalla scarsità di risorse. Nella preghiera sono state ricordate anche le vittime del Nepal di questi giorni e gli undici morti della Marmolada del 2022.

All’inizio della celebrazione Francesco Dellagiacoma, a nome della Rete Diocesana per la Custodia del Creato, ha ringraziato quanti hanno reso possibile l’appuntamento. Un ringraziamento particolare è stato rivolto ad Arte Sella, nella figura del presidente Giacomo Bianchi e dei suoi collaboratori, per aver accolto la proposta e per un’attività che condivide con l’iniziativa diocesana alcuni valori di fondo: la valorizzazione e la conservazione della natura, il rispetto del territorio e delle comunità, l’attenzione a contenere gli impatti e una particolare sensibilità alla dimensione spirituale del rapporto tra uomo, arte e ambiente.

La scelta di Arte Sella ha dato infatti un significato particolare alla celebrazione: nella Cattedrale Vegetale arte e natura si incontrano e si trasformano insieme, in un luogo che racconta al tempo stesso la bellezza e la fragilità del creato, segnata anche dalle ferite della tempesta Vaia e dal successivo lavoro di cura e ricostruzione.

Le prossime tappe del Tempo del Creato

Dellagiacoma ha infine ricordato i prossimi appuntamenti del Tempo del Creato, con le iniziative promosse dalla Caritas a Rovereto, al convento dei Francescani di Mezzolombardo, la preghiera ecumenica a Santa Margherita e l’appuntamento sulle Comunità Energetiche Rinnovabili al Vigilianum (QUI dettaglio).

FOTO ZOTTA