Voto di comunità, le parrocchie trentine rinnovano Comitati e Consigli pastorali

bookmark
Facebooktwitterredditpinterestlinkedinmail

A cinque anni dalle ultime elezioni, le 450 parrocchie trentine sono chiamate domenica 28 novembre al voto per il rinnovo dei propri organi rappresentativi. Nel caso in cui un parroco si trovi a guidare più parrocchie – ed è la situazione quasi generalizzata – si elegge il Comitato parrocchiale, tra i cui membri (da un minimo di 3 a un massimo di 7) vengono poi scelti i componenti del Consiglio pastorale interparrocchiale (da 7 a 15 membri). Nel caso, ormai raro, in cui il parroco sia titolare di un’unica parrocchia si elegge direttamente il Consiglio pastorale parrocchiale.

In tutto il territorio diocesano si è intensificata in queste ultime settimane la raccolta di segnalazioni di potenziali candidati, con la conseguente definizione delle “liste” di chi si è reso disponibile per un servizio volontario. Età minima: 16 anni. Così come avvenuto nelle passate consultazioni (20 novembre 2016) anche questa “tornata” elettorale avverrà nel segno del ricambio e del coinvolgimento di forze “fresche”: non possono infatti ricandidare coloro che hanno già fatto parte dei Consigli pastorali nei precedenti due mandati (10 anni). Dalle urne di domenica (ma anche nelle messe festive del sabato), collocate nelle chiese o in locali parrocchiali, sempre nel pieno rispetto delle normative anti-Covid, usciranno eletti complessivamente più di duemila nuovi consiglieri.

I compiti di Comitati e Consigli

Il Comitato, in comunione con il parroco, è corresponsabile della vita della parrocchia ed è segno tangibile della vicinanza della Chiesa alle persone del territorio. Esso permette di evitare che anche le parrocchie più piccole perdano la loro identità, favorendo al contempo la partecipazione alla dimensione interparrocchiale.

Al Consiglio pastorale (interparrocchiale) compete la lettura della realtà, il discernimento, lo studio e la progettazione del cammino della pastorale.

Comitati e Consigli restano in carica cinque anni e devono essere convocati almeno quattro volte all’anno. Nei mesi più difficili della pandemia, segnati dalle maggiori restrizioni, le convocazioni sono comunque avvenute, seppure online.

Consiglio di Zona, Consiglio pastorale diocesano e Consiglio presbiterale 

Ad un livello territoriale superiore si colloca poi il Consiglio di Zona, presente in ciascuna delle otto Zone pastorali in cui è suddiviso il territorio diocesano. Il Consiglio di Zona nomina alcuni membri che vanno infine a comporre il Consiglio pastorale diocesano, organo consultivo a maggioranza laicale.

Oltre agli organi rappresentativi laicali, viene rinnovato in queste settimane anche il Consiglio presbiterale che accompagna il vescovo nella guida della Diocesi. Anch’esso è composto da sacerdoti eletti dai confratelli e da membri di diritto in virtù del loro ruolo. L’ultima riunione del Consiglio presbiterale uscente avverrà nella mattinata di sabato 27 novembre in seduta congiunta con il Consiglio pastorale diocesano (pure all’ultima convocazione prima del rinnovo). I due Consigli si riuniranno in Seminario a Trento per definire i prossimi passi del percorso sinodale in Diocesi di Trento.

Nella foto Zotta, l’Assemblea pastorale per la zona della Vallagarina a Rovereto, nel 2018.