Visita pastorale, a Besagno l’invito di Tisi: “Mandare in onda il Vangelo con la vita”

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Un libro che custodisce la storia di Besagno, scritto con grande passione da Aldo Boninsegna, è stato il dono con cui la comunità ha accolto l’arcivescovo Lauro Tisi, prima della Messa di domenica 11 ottobre. Un gesto che ha introdotto una nuova tappa della Visita pastorale in Vallagarina, nella quale la memoria del paese si è intrecciata con il desiderio di continuare ad essere una comunità che prova a mettere al centro il Vangelo.

E a dare voce a questo desiderio è stato Paolo Sartori, a nome del Consiglio pastorale. Nel suo saluto ha richiamato il significato della Visita come segno dell’amicizia e della sollecitudine di Dio per l’uomo, accostandola all’incontro evangelico tra Maria ed Elisabetta: un’immagine particolarmente vicina a una parrocchia la cui chiesa è dedicata a Maria.

Sartori ha raccontato una comunità piccola, nella quale la vicinanza facilita le relazioni: la fede degli anziani, la disponibilità dei giovani, le famiglie e il tempo offerto per l’oratorio e la preghiera sono doni da riconoscere e accogliere. Accanto a questi, la fatica dell’essere in pochi e la responsabilità di trasmettere il messaggio cristiano alle nuove generazioni, cercando linguaggi capaci di raggiungere anche chi si è allontanato. Una sfida che passa soprattutto dalla credibilità della testimonianza.

“Il Vangelo è bello”

L’Arcivescovo ha apprezzato un saluto che, più che elencare attività, ha espresso il desiderio di essere una comunità capace di “mandare in onda il Vangelo” attraverso le relazioni. Proprio qui ha riconosciuto il senso della Visita pastorale: “Aiutare le comunità a sentire che il Vangelo è bello”, provando a comunicarlo “con la vita più che con le attività”, che acquistano significato quando sono abitate dalla vita.

Una credibilità che interpella anche il vescovo: Tisi ha riconosciuto come i limiti personali possano talvolta rendere meno trasparente il Vangelo, trasformando chi dovrebbe aprire una porta al messaggio evangelico in qualcuno che rischia di chiuderla.

In apertura della Messa don Lauro ha ricordato anche la fecondità missionaria di Besagno, salutando in particolare padre Mariano Passerini, del quale ha sottolineato l’impegno al santuario delle Grazie, divenuto luogo fecondo di preghiera e di incontro tra le parrocchie. La celebrazione è stata inoltre occasione per anticipare il ringraziamento per i novant’anni di padre Paolo Beluss, ora collaboratore pastorale residente a Besagno e ricordare don Vincenzo, ultimo parroco residente, storico e studioso, presenza importante per il paese.

Scegliere l’incontro, ritrovare la vita

Nell’omelia, partendo dalla definizione della vita come “bella e drammatica” attribuita a Paolo VI ed evocata il giorno precedente alla Festa diocesana dei giovani, Tisi ha riflettuto sulla responsabilità delle scelte. Di fronte alle tante possibilità offerte dal presente, si può essere tentati di non decidere per mantenere aperta ogni strada. Ma “se non scegli tu, sono gli altri a scegliere per te”: un rischio che l’Arcivescovo ha collegato anche ai meccanismi del mondo digitale, nel quale le persone vengono profilate e indirizzate secondo gusti e comportamenti.

La scelta fondamentale, ha spiegato, riguarda tutti: incontrare gli altri, riconoscerli come fratelli e destinatari del proprio dono, oppure chiudersi nel proprio ego. La frenesia quotidiana, la ricerca di risultati economici e di riconoscimento possono far dimenticare che a dare vita sono gli sguardi e le relazioni, fino ad alimentare rabbia e aggressività.

Da qui l’invito a “diventare fratelli, sorelle e compagni di viaggio”, riconoscendo negli altri “un’opportunità e una necessità”. Anche le ferite e gli incontri falliti possono aprire un nuovo cammino: “Quando scoprite le vostre ferite, le vostre fatiche, non alzate subito la mano per dire siamo finiti”. Su quelle sconfitte può ripartire un percorso fatto di incontro, amore e servizio.

Le prossime tappe in Vallagarina

La Visita pastorale prosegue da giovedì 15 a domenica 18 ottobre, con particolare attenzione al mondo della scuola, agli anziani e alle famiglie.

Giovedì 15 ottobre l’arcivescovo sarà a Lizzana per visitare alcuni malati e anziani nelle loro case e incontrare le scuole dell’infanzia, primaria e media. A Marco visiterà la scuola dell’infanzia, l’associazione Amici per la vita e parteciperà alla celebrazione per gli infermi, seguita da un momento conviviale in oratorio.

Venerdì 16 ottobre, celebrerà al mattino nella chiesa di San Giuseppe la Messa per l’inizio dell’anno scolastico dell’Arcivescovile di Rovereto, cui seguirà un confronto nell’aula magna della scuola. Alle 18 sarà a Pedersano per la Messa e un incontro nell’Unità pastorale Lagarina.

Sabato 17 ottobre, alle 15, sarà a Mori per la Giornata diocesana della famiglia (in serata sarà in Cattedrale per la Messa in memoria del cardinale Bernardin).

Domenica 18 ottobre, alle 10, celebrerà la Messa con la comunità di Lizzana, fermandosi poi per un momento conviviale e per l’incontro con il Consiglio pastorale e il Consiglio per gli affari economici. Nel pomeriggio sarà a Villa Lagarina per le Cresime dell’Unità pastorale Lagarina.