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Una vita diventata dono tra la gente delle Mentawai (Indonesia): addio alla missionaria trentina Elsa Giovannini

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Si è spenta a 97 anni in Indonesia Elsa Giovannini, missionaria originaria di Rizzolaga di Piné, appartenente alle Assistenti Laiche Internazionali (Istituto Secolare A.L.I.). Era nata nel settembre 1928 e aveva lasciato il Trentino nel 1963 per raggiungere l’Indonesia, terra che sarebbe diventata la sua casa per oltre sessant’anni di missione e servizio.

La sua presenza si è radicata soprattutto nelle isole Mentawai, dove ha condiviso la vita della popolazione locale, dedicandosi con instancabile passione all’ambito sanitario e scolastico. Nei villaggi seguiva attività di ambulatorio e assistenza sanitaria, ma al tempo stesso si occupava dell’educazione dei bambini e dei ragazzi, promuovendo percorsi scolastici sia femminili sia maschili.

Le adozioni a distanza sostenute dal CMD

Particolarmente significativo il suo impegno nel progetto delle adozioni a distanza legato ai 17 asili attorno alla città di Siberut, sostenuto anche dal Centro Missionario Diocesano di Trento. Un’esperienza educativa pensata non soltanto come sostegno materiale, ma come percorso di crescita integrale dei bambini: giochi e attività per sviluppare le capacità fisico-motorie, momenti ricreativi per la crescita relazionale e mentale, accompagnamento alla preparazione per la scuola elementare.

Fu proprio Elsa Giovannini ad avviare nel villaggio di Matotonan il primo “gruppo gioco”, iniziativa che nel tempo si è estesa ad altri villaggi fino a coinvolgere diciassette comunità. Un segno concreto di attenzione all’infanzia e al futuro di una popolazione che la missionaria trentina aveva imparato ad amare profondamente.

Il ricordo del nipote Bortolotti

A ricordare Elsa Giovannini, con parole cariche di affetto, è il nipote Piergiorgio Bortolotti, già responsabile del Punto d’Incontro di Trento, in un messaggio pubblicato sui social: “Ci avevi impiegato un mese di nave per giungere a destinazione, poi le comunicazioni con te, per lungo tempo, sono state quelle lettere di posta aerea…”. Bortolotti racconta poi del suo personale viaggio in  Indonesia dalla zia: “Che bella avventura conoscere il tuo mondo e la sua popolazione della quale eri diventata parte a tutti gli effetti. Eri e ti sentivi mentawaiana-indonesiana anche tu, tanto da voler concludere tra la tua gente la tua corsa terrena”, conclude il nipote.