“Un futuro per il creato? Regalare al mondo la fraternità, dono del Risorto”. L’intervento del vescovo Lauro a Predazzo

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“La vera sobrietà e giustizia è scoprire che tu sei mio fratello”. La fraternità, dono del Risorto, è la parola chiave con cui l’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha offerto, venerdì 28 agosto a Predazzo, la sua particolare rilettura della Giornata del creato del 1° settembre. L’intervento di Tisi era a conclusione del convegno promosso per l’ottavo anno dalla Fraternità Francescana e Cooperativa Sociale Frate Jacopa (titolo 2020: “Il tempo della cura”). Con lui il sindaco di Predazzo Maria Bosin.

“Mi soffermo – esordisce don Lauro – sulla categoria della risurrezione, dalla quale abbiamo input straordinari per ripensare l’umano“. Don Lauro argomenta sulla tradizione legata alla cultura occidentale –  ma a rischio, denuncia, di riemergere con forza anche oggi -,   basata su un’etica vissuta quasi esclusivamente in chiave personale, e la mette  a confronto con la  visione neotestamentaria.  “La vita dopo la morte, nel Nuovo Testamento, è l’esplosione della fraternità, l’immagine di un popolo che insieme esulta per la presenza dell’altro e incontra un Dio che ha nell’alterità il suo codice genetico: Padre, Figlio e Spirito Santo”. Prosegue don Lauro: “La fraternità frutto della risurrezione coinvolge necessariamente il creato. E noi – come sottolinea papa Francesco – siamo creato.  E’ una conversione valida anche per il  mondo laico: è bastato un virus a dimostrare quanto siamo creato! E questo vale anche per un non credente. San Paolo sottolinea: ‘Voi siete già risorti’. La vita è beata nella misura in cui posso permettermi di partecipare già nell’oggi alla frequentazione della fraternità. Se dovessi auspicare un bonifica del mondo direi: regaliamo al mondo fraternità, soluzione alla maggior parte dei nostri problemi. La pandemia ha dimostrato che il male non viene da Dio, è figlia dello squilibrio socioeconomico, ambientale e del disordine mondiale. E questo ha scagionato Dio dalla colpa”.

“Un’economia ispirata dalla fraternità – sottolinea in un altro passaggio Tisi- sarebbe sostenibile, integrabile, creatrice di armonia. Solo nella fraternità c’è futuro, progresso, ricchezza. Lontano dalla fraternità solo la maledizione del tuo volto”. “L’evento più fraterno della storia è la morte di Gesù: un Uomo abbracciando il nemico fa partire la scintilla della massima fraternità. ‘Donna ecco tuo figlio, ecco tua madre’ Ecco la Chiesa. Il male della Chiesa è l’essere un marchingegno organizzativo che non produce più fraternità. Sogno – si appassiona l’Arcivescovo di Trento – una Chiesa leggera, dove la mia casa è la fraternità. La grande riforma di San Francesco è stato regalare fraternità alla Chiesa.  Il regalo del Risorto e la più alta forma di fraternità. L’Uomo fraterno trasforma i confini in terreni dell’incontro, considera la parola ‘diversa’ come spazio per incontrare. Nella fraternità abbiamo la sobrietà come fattore di ricchezza. Povero è narciso. La giustizia di Dio è eleggere il nemico a valore assoluto. Per l’uomo della fraternità non esiste scarto. È la dinamica – conclude – che sta anche alla base dell’economia circolare: lo scarto diventa volano per un nuovo processo produttivo, per il bene di tutti”.

L’incontro, coordinato da Argia Passoni e trasmesso in diretta streaming, ha visto poi l’intervento del sindaco di Predazzo Maria Bosin che ha portato esempi concreti di sostenibilità sul territorio, parlando in particolare del rapporto con la risorsa bosco: “Abbiamo 3000 alberi per abitante (in media ne servono 20 a testa). Lo abbiamo sempre curato, per l’oggi e per le nuove generazioni. Vaia ha messo a terra la quantità di legname tagliato in vent’anni. Lo scarto – sottolinea il sindaco Bosin riprendendo la provocazione di monsignor Tisi – serve oggi per alimentare completamente la locale centrale di teleriscaldamento, in funzione con fonte rinnovabile al 100%.” Una menzione anche all’uso intelligente e responsabile delle risorse idriche, attuato ad esempio con la creazione a Predazzo di un biolago di 5mila metri cubi d’acqua, a partire da una purissima fonte naturale.