Un centenario che non vuole essere soltanto una ricorrenza, ma un’occasione per riscoprire le proprie radici religiose e culturali e riaffermare la volontà di continuare ad essere comunità, unita e aperta. È con questo spirito che la parrocchia di Carano, in Val di Fiemme, celebra i cento anni dalla riconsacrazione della chiesa dedicata a San Nicolò, avvenuta il 16 settembre 1926 ad opera del vescovo Celestino Endrici, dopo importanti interventi di ampliamento.
Attorno all’anniversario è nato un programma articolato che culminerà domenica 13 con la Messa presieduta dall’arcivescovo Lauro. Un programma pensato non semplicemente per ricordare una data, ma per rileggere una storia di fede e di comunità attraverso le persone, i luoghi, le tradizioni.
Un ricco calendario celebrativo
Diversi gli appuntamenti messi in calendario. Una mostra fotografica con immagini d’epoca per riportare alla luce frammenti della memoria collettiva; la rappresentazione teatrale “Slargon La Gèsa” che recupera tradizioni e leggende locali; una veglia di preghiera che ha posto al centro il valore del servizio e del volontariato. Inoltre, una Messa in ricordo dei sacerdoti e dei benefattori defunti e il concerto dei cori presenti sul territorio del Comune di Ville di Fiemme.
Il momento culminante delle celebrazioni sarà domenica 13 settembre. Alle ore 10.30 l’arcivescovo Lauro Tisi presiederà la Messa, alla quale seguirà la processione per le vie del paese con la statua della Madonna.
A promuovere e coordinare il programma è il Comitato parrocchiale, che con entusiasmo e determinazione ha raccolto la collaborazione di gruppi e associazioni, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e il ruolo importante svolto, in diversi passaggi, dall’associazione “NOI Le Ville”.
Don Dell’Eva: “Tornare alle radici”
“L’impressione che si raccoglie in paese e dintorni è di un movimento di comunità, in cui i confini tra quella ecclesiale e quella civile sfumano, per lasciar posto a una volontà condivisa di riscoprire e riappropriarsi delle proprie radici religiose e culturali e vivere l’oggi meno disorientati riguardo alla propria identità”, sottolinea don Albino Dell’Eva, parroco dell’Unità pastorale Santa Maria del Cammino (10 comunità della Val di Fiemme) e vicario della Zona pastorale Fiemme e Fassa. “La presenza del vescovo Lauro è attesa nella medesima ottica – aggiunge don Dell’Eva –, come occasione per riaffermare la propria volontà di continuare ad essere comunità, unita e aperta allo stesso tempo”.
In questa prospettiva anche l’espressione dialettale “Slargon La Gèsa” – allarghiamo la chiesa – può assumere una suggestione che va oltre i lavori materiali compiuti un secolo fa: quella di una comunità che, custodendo le proprie radici, intende allargare lo spazio della partecipazione, delle relazioni e dell’accoglienza.





