Papa Giovanni Paolo I è beato. “Ha vissuto nella gioia del Vangelo, senza compromessi, amando fino alla fine”.

bookmark

Papa Giovanni Paolo I è beato. Lo ha proclamato papa Francesco domenica 4 settembre in piazza San Pietro, in una giornata segnata dalla pioggia battente. Nella sua omelia Francesco ha detto che papa Luciani ha vissuto “nella gioia del Vangelo, senza compromessi, amando fino alla fine”, e “ha incarnato la povertà del discepolo, che non è solo distaccarsi dai beni materiali, ma soprattutto vincere la tentazione di mettere il proprio io al centro e cercare la propria gloria”.

La petizione è stata letta dal vescovo di Belluno-Feltre Renato Marangoni, dal postulatore cardinale Beniamino Stella e dalla vicepostulatrice Stefania Falasca.

Il nuovo beato sarà celebrato ogni anno il 26 agosto, a ricordo del giorno in cui, nel 1978, venne eletto 263.mo successore di Pietro.

“Con il sorriso – ha detto ancora Francesco – Papa Luciani è riuscito a trasmettere la bontà del Signore. È bella una Chiesa con il volto lieto, il volto sereno, il volto sorridente, una Chiesa che non chiude mai le porte, che non inasprisce i cuori, che non si lamenta e non cova risentimento, non è arrabbiata – una Chiesa non arrabbiata – non è insofferente, non si presenta in modo arcigno, non soffre di nostalgie del passato cadendo nell’indietrismo. Preghiamo questo nostro padre e fratello, chiediamo che ci ottenga “il sorriso dell’anima”, quello trasparente, quello che non inganna: il sorriso dell’anima”. Papa Francesco ricorda ancora l’invito del beato Luciani ad essere umili, come raccomandava Cristo, “anche se avete fatto delle grandi cose – affermava – dite: siamo servi inutili”.

La cerimonia di beatificazione del protagonista del decimo papato più breve della storia (con i suoi 33 giorni, dal 26 agosto al 28 settembre 1978) è stata preceduta da una veglia sabato 3, nella Basilica di San Giovanni in Laterano, presieduta dal cardinale vicario De Donatis, mentre la Messa di ringraziamento sarà l’11 settembre a Canale d’Agordo, paese natale di Giovanni Paolo I.
Vescovo Lauro: “Papa Luciani esempio di autentica umiltà per come lasciava esistere l’altro” 

Sul tema dell’umiltà del nuovo beato interviene anche l’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi:  “Tutti sottolineano di Giovanni Paolo I  – riflette l’Arcivescovo – il tratto dell’umiltà, ma mi piace sottolineare qual è il cuore di questa umiltà: il far posto all’altro. Non l’umiltà di chi non è consapevole della propria forza, ma l’umiltà di chi dice ‘voglio esistere con gli altri, permettere agli altri di avere vita’. Papa Luciani era volto a interagire, a far esistere l’altro. E in un momento come questo, in cui si tendono a sopprimere le ragioni e la storia dell’altro, Papa Luciani ci offre una straordinaria lezione di attualità”.

Il nipote del beato a Vita Trentina: “Ci esortava ad avere speranza”  
Alla beatificazione di Albino Luciani il settimanale Vita Trentina ha dedicato ampio spazio nell’ultimo numero, pubblicando un’intervista esclusiva (“Mio zio Albino, Papa e beato)” a uno dei nipoti del nuovo beato, Roberto Petri, 69 anni, figlio della sorella di papa Luciani, Albina. Quest’ultima ha vissuto a Santa Giuliana di Levico Terme, paese d’origine del marito, che aveva conosciuto in Svizzera dove erano entrambi emigrati. A Santa Giuliana, dove il futuro beato era di casa, vive tuttora Roberto. “Ci esortava ad avere speranza”, dice dello zio al settimanale diocesano. “Per noi familiari – aggiunge il nipote, ansioso di assistere domenica alla beatificazione – è una grande emozione. Mi madre sarebbe felicissima: era molto legata al fratello”.
Il ricordo di Luciani in val di Fassa   
Solo pochi giorni fa, mercoledì 17 agosto, si era tenuto a Moena in val di Fassa un incontro dal titolo “Albino Luciani, il papa dell’umiltà” con l’intervento del postulatore cardinale Beniamino Stella e di Andrea  Tornielli (direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede), don Davide Fiocco (collaboratore della causa) e un altro nipote del futuro beato, Gianni Luciani.