In mille al santuario di Piné per il pellegrinaggio diocesano dedicato ai malati. Vescovo Lauro: “Dalle storie di sofferenza una ricarica spirituale”

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Una domenica 4 giugno all’insegna del tempo incerto e di qualche improvviso rovescio non ha scoraggiato i circa mille partecipanti  al pellegrinaggio diocesano a Montagnaga di Pinè, promosso dall’Area Testimonianza e Impegno sociale della diocesi e da Ospitalità Tridentina e dedicato in particolare agli ammalati.

Molti sono saliti in processione dal santuario di Montagnaga alla conca della Comparsa dove è stata celebrata la messa, presieduta dal vescovo Lauro.

Dopo essersi fermato a lungo a confessare e dialogare con i molti fedeli, nell’omelia monsignor Tisi ha parlato del pellegrinaggio a Piné, principale santuario mariano della Diocesi, come di un'”occasione di ascolto, riflessione condivisione della sofferenza, a  cominciare dalla fatica delle relazioni” che riesce però a trasformarsi in una vera e propria “ricarica spirituale grazie soprattutto all’esempio di come molti pellegrini affrontano la sofferenza, grazie alla loro carica di fede”.

“Credo che questi pellegrini – ha aggiunto a margine l’Arcivescovo, al microfono della TGR (QUI LINK AL SERVIZIO) – ci stiano dando una grande lezione perché ci dicono che il trovarsi in presenza è necessario, perché non viviamo a video ma in presenza e lo sguardo reale vale dieci sguardi a video”

Nel pomeriggio è seguita  la recita del rosario e la benedizione eucaristica dei malati.