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Il tesoro nascosto e la perla preziosa. A “Passi di Vangelo” l’arcivescovo Lauro invita i giovani a cercare il Regno di Dio: “È Gesù e il suo modo di vivere”

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“Il Regno di Dio? È una parola che oggi non dice più nulla. Eppure è il cuore del Vangelo: Gesù e il suo modo di vivere”. Con questa provocazione si è aperto giovedì 12 febbraio, nel Seminario di Trento e in diretta streaming, il nuovo appuntamento di “Passi di Vangelo“, guidato dall’arcivescovo Lauro Tisi e partecipato da circa duecento giovani provenienti da tutta la Diocesi. Un incontro (dal titolo “Cercare”) che, partendo dal Vangelo di Matteo (13,44-46) ha trasformato due brevi parabole – il tesoro nascosto in un campo e la perla preziosa trovata dopo una lunga ricerca – in un viaggio dentro le domande più profonde dell’uomo.

Il desiderio universale di essere amati

Dietro l’espressione “Regno di Dio”, apparentemente lontana dal linguaggio contemporaneo, l’Arcivescovo ha indicato un desiderio universale: “un’umanità abitata dalla pace, dalla giustizia e dall’amore”. Un desiderio che attraversa ogni epoca e ogni persona. “Perfino il criminale sogna qualcuno che gli voglia bene”, ha osservato, ricordando come il bisogno di essere amati resti presente anche nelle esistenze più contraddittorie. Il Regno di Dio, allora, non è un concetto astratto, ma l’esperienza concreta di “relazioni autentiche e di amore ricevuto e donato”.

Un tesoro nascosto per custodire la libertà

Il momento dell’adorazione eucaristica

La parabola del tesoro nascosto diventa immagine di un amore già presente nel mondo. “C’è un amore a disposizione di tutti”, ha spiegato Tisi, “ma rimane nascosto perché Dio non si impone”. Se fosse evidente, l’uomo non sarebbe libero di accoglierlo. “Un dono imposto non è più un dono“. Il tesoro resta nascosto anche perché la storia umana è attraversata dall’anti-amore: egoismo, violenza, rifiuto dell’altro. “Questa possibilità contraria all’amore attraversa il mondo e attraversa anche noi”, ha aggiunto don Lauro.

Se il tesoro è dono, la perla preziosa rimanda, secondo l’Arcivescovo, alla ricerca personale. “Nessuno può desiderare al posto tuo. Neanche Dio”. La scoperta della perla richiede discernimento: riconoscere i desideri autentici e lasciar andare quelli tossici – il bisogno di dominare, di apparire, di possedere. In un tempo in cui i desideri possono essere orientati dall’esterno, monsignor Tisi mette in guardia i giovani: “A volte l’algoritmo intercetta i nostri desideri peggiori e li alimenta”. Recuperare il desiderio profondo diventa allora un esercizio di libertà.

Vendere tutto per acquistare la vita piena

Il Regno di Dio, ha spiegato don Lauro, “non è un’idea ma una persona: Gesù e il suo modo di vivere”. “Se porto a casa lo stile di Gesù, non ho venduto: ho acquistato”.
“Ho venduto lo scarto e ho trovato la perla preziosa”. Seguire Cristo significa dunque scegliere l’amore, il perdono, relazioni vere: una vita più piena, capace di senso.

Il rischio di scambiare l’oro con l’ottone

In chiusura di meditazione, Tisi ha evocato un’immagine efficace: “Rischiamo di buttare via l’oro per portarci a casa l’ottone”. Una tentazione sempre attuale: inseguire ciò che luccica e dimenticare ciò che vale davvero.

La serata di Passi, animata dal coro Benedicat, si era aperta con un applauso convinto dei giovani al vescovo Lauro (foto in alto) per l’anniversario della sua nomina a vescovo, il 10 febbraio di 10 anni fa.

Prossimo appuntamento con Passi di Vangelo – il 5o dell’anno pastorale -, giovedì 12 marzo sul tema “Perdonare“.