Festa vita consacrata, celebrazione in cattedrale. Vescovo Lauro “Vengono meno numeri e forze, ma è il segno di un nuovo inizio. Decisiva la qualità della testimonianza”

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“Come vescovo di questa nostra Chiesa vi dico grazie per l’enorme bene fatto a favore della nostra comunità diocesana. Chiedo perdono per tutte le volte che non vi siete sentiti capiti e valorizzati. Rinnovo la nostra disponibilità a camminare insieme sviluppando e armonizzando i vostri carismi, per dar vita alla sinfonia della comunione, per cui Cristo ha pregato e ha dato la vita”. L’arcivescovo di Trento Lauro Tisi ha concluso così la sua riflessione in cattedrale, nel pomeriggio di domenica 2 febbraio, nella celebrazione per la Festa della vita consacrata. Davanti a una numerosa rappresentanza di religiose/i e consacrate/i operanti in Diocesi, don Lauro, pur rilevando “il venir meno dei numeri e delle forze, l’impossibilità di gestire i servizi che nel passato le vostre strutture erano in grado di assicurare, il mancato riconoscimento del vostro ruolo all’interno della Chiesa”” ha invitato a non lasciare che “la rassegnazione prenda il posto della gioia”. “Ciò che appare sconfitta– è la sollecitazione dell’Arcivescovo – può costituire un nuovo inizio.”

“Diventa decisiva – ha argomentato ancora don Lauro – la qualità della testimonianza. I tratti del Maestro, contemplati e frequentati con assiduità nella preghiera e nella Parola, sono a nostra disposizione; possono diventare il nostro abito, la nostra vita”. Ed ha aggiunto: “Non riuscire più a dar vita a tutta una serie di servizi che nel passato erano a vostro appannaggio, ora in gran parte in mano al welfare pubblico, può liberare in voi forza profetica per mettere in guardia dal rischio di un puro funzionalismo”.

QUI TESTO INTEGRALE RIFLESSIONE DON LAURO