Una festa di riconoscenza e comunione ha animato domenica 21 giugno la badia di San Lorenzo a Trento, dove la comunità ucraina greco-cattolica ha celebrato i quarant’anni di sacerdozio di padre Augustyn Babiak, da molti anni punto di riferimento pastorale per i connazionali in Italia.
Celebrazione ecumenica
Sotto le navate romaniche della chiesa, affidata da due anni dall’arcivescovo Lauro Tisi alla comunità ucraina dopo la partenza dei padri Cappuccini, hanno concelebrato due pastori della Chiesa greco-cattolica, sette sacerdoti ucraini, l’arcivescovo emerito di Trento Luigi Bressan e due preti trentini.
Alla celebrazione erano presenti mons. Gregorio Komar, Esarca apostolico per gli ucraini cattolici di rito bizantino residenti in Italia, e mons. Giuseppe Milan, rappresentante del vescovo di Kiev. Insieme a loro, tanti fedeli ucraini provenienti da Trento, Rovereto e anche dall’Alto Adige, in una liturgia intensa segnata da canti, litanie e simboli della tradizione orientale.
Nel corso della celebrazione è stato ricordato il lungo servizio sacerdotale di padre Babiak, prima in Francia e poi in Italia, accanto alle comunità ucraine e, negli ultimi anni, anche ai profughi segnati dalla guerra. A lui è stato conferito il titolo di protoierei, corrispondente nella tradizione latina alla figura dell’arciprete.
Il riconoscimento della Chiesa trentina
Il grazie della Chiesa trentina è stato espresso da monsignor Bressan, che ha consegnato a padre Augustyn il sigillo della Chiesa di Trento, voluto dall’arcivescovo Lauro come segno di riconoscenza per la disponibilità pastorale mostrata anche in diverse parrocchie trentine.
Sono intervenuti anche il parroco di Cadine e Baselga del Bondone don Tiziano Filippi, insieme ad altri amici sacerdoti, e il sindaco di Trento Franco Ianeselli, che ha sottolineato il valore della presenza della comunità ucraina nella città e il legame con un popolo ancora ferito dalla guerra.
La festa è proseguita sul sagrato con un momento conviviale preparato dai volontari ucraini insieme agli alpini di Sardagna: un segno semplice e concreto di amicizia, gratitudine e speranza.
La cronaca integrale sul prossimo numero del settimanale “Vita Trentina”.
FOTO: ZOTTA




