Anche una delegazione della Diocesi di Trento da papa Francesco a Venezia. L’esortazione del pontefice: “Non siate professionisti del digitare compulsivo, ma creatori di novità”

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Ha usato parole semplici ma efficaci, papa Francesco, rivolgendosi ai giovani delle 15 diocesi del Triveneto, domenica 29 aprile a Venezia. Li incoraggia a mettersi in gioco, ad andare controcorrente, a dare meno spazio ai social, a spegnere la tv e aprire il Vangelo, lasciare il cellulare e incontrare le persone, “alzati e vai” ripete loro più volte, tanto da farne un motto che riecheggia nelle voci dei 1.500 ragazzi che lo ascoltano. Nel piazzale antistante la Basilica della Salute, lambito dalle acque del Canal Grande, il Papa giunge, dopo aver lasciato l’isola della Giudecca a bordo di un motoscafo, accolto dall’inno della Gmg del 2000 “Emmanuel”, poi, su una miniauto elettrica passa lungo i viali creati dalle aree transennate riservate a quanti partecipano all’incontro. Nello spettacolare scenario della laguna di Venezia, “città della bellezza”, Francesco esorta a riscoprire un’altra bellezza: l’essere “figli di Dio amati”. E a rallegrarsi – “nel nome di Gesù, Dio giovane che ama i giovani” e che sempre sorprende e ci riserva sorprese per cui occorre stare preparati -, di essere tali e “chiamati a realizzare il sogno del Signore: testimoniare e vivere la sua gioia”. Un dono di cui spesso non si ha consapevolezza: “Viviamo immersi in prodotti fatti dall’uomo, che ci fanno perdere lo stupore per la bellezza che ci circonda, eppure il creato ci invita a essere a nostra volta creatori di bellezza, per favore, non dimenticate questo: essere creatori di bellezza e fare qualcosa che prima non c’era”.

Il Pontefice offre l’esempio della genitorialità, il mettere al mondo “un figlio, una figlia”, questo è fare “una cosa che prima non c’era”. Pensare ai figli che si avranno è qualcosa di bello, rimarca, “e questo deve tirare avanti”, ribadisce raccomandando di dedicare più tempo alla socialità: “Non siate professionisti del digitare compulsivo, ma creatori di novità”.

A Venezia era presente anche una delegazione dalla Diocesi di Trento, con l’arcivescovo Lauro Tisi ed il delegato dell’Area Annuncio e Sacramenti, don Mattia Vanzo.

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